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Impermeabilizzazione con sistemi liquidi: criteri di scelta per balconi e terrazze, coperture e interrati

L’impermeabilizzazione è uno degli strati più critici dell’involucro edilizio, soprattutto negli interventi di ristrutturazione e riqualificazione. I sistemi impermeabilizzanti liquidi consentono di realizzare rivestimenti continui e aderenti al supporto, ma richiedono scelte progettuali coerenti con stratigrafia, supporti e condizioni di esercizio. Ne abbiamo parlato con Fassa Bortolo.

L’impermeabilizzazione con sistemi impermeabilizzanti liquidi è oggi una componente sempre più strategica della progettazione edilizia, soprattutto negli interventi di ristrutturazione e riqualificazione dell’esistente.

La versatilità applicativa e la continuità del rivestimento consentono di rispondere in modo efficace a esigenze progettuali molto diverse, a patto di adottare criteri di scelta e di progettazione adeguati al contesto.

Per approfondire questi aspetti abbiamo affrontato il tema con Luca Cardin, direttore commerciale della linea Aquazip®, e Michele Montagni, tecnico specializzato di Fassa Bortolo, con l’obiettivo di offrire ai progettisti una guida tecnica alla scelta dei sistemi impermeabilizzanti liquidi nei principali ambiti applicativi: balconi e terrazze, coperture piane e opere interrate.

 

Esempio di ciclo applicativo di impermeabilizzanti liquidi per Cool Roofing su copertura piana non accessibile e con guaina bituminosa esistente. Legenda: 1. Membrane bitume-polimero o bituminose-ardesiate; 2. AQUAZIP BARRIER PRIMER; 3. Prima mano di AQUAZIP BARRIER SRI; 4. FASSATNT 80; 5. Seconda mano di AQUAZIP BARRIER SRI. (© Fassa Bortolo)

 

Normativa, classificazione e criteri di progettazione dei sistemi impermeabilizzanti liquidi

Dal punto di vista normativo, come sono oggi classificati gli impermeabilizzanti liquidi e quali riferimenti tecnici sono più utili per il progettista?

Michele Montagni

Le classificazioni di prodotto degli impermeabilizzanti liquidi fanno comunemente riferimento alle norme armonizzate EN 14891 - Prodotti impermeabilizzanti liquidi da utilizzare sotto le piastrellature ceramiche incollate con adesivi – ed EN 1504-2 - Prodotti e sistemi per la protezione e la riparazione delle strutture di calcestruzzo - Parte 2: Sistemi di protezione superficiale del calcestruzzo. Tali norme stabiliscono criteri, i metodi di prova ed i requisiti per la valutazione della conformità dei prodotti per gli specifici impieghi.

Più recentemente la UNI 11928-1 - Prodotti applicati liquidi per impermeabilizzazione - Parte 1: Definizioni e requisiti – ha specificato le definizioni e le caratteristiche di prodotti impermeabilizzanti applicati liquidi in situ e utilizzate come elemento di tenuta in un sistema di copertura continua (nuova o esistente). In tema di coperture continue, la norma di riferimento è la UNI 8178-2  - Analisi degli elementi e strati funzionali delle coperture continue e indicazioni progettuali per la definizione di soluzioni tecnologiche.

Per quanto riguarda la posa di impermeabilizzazioni sotto piastrella o sotto lapidei, non possono essere trascurate le indicazioni delle rispettive norme di posa UNI 11493-1 e UNI 11714-1 .

 

In che modo norme di prodotto e prestazioni dichiarate aiutano il progettista a scegliere il sistema impermeabilizzante liquido più adatto ai diversi ambiti applicativi?

Luca Cardin

Le certificazioni di prodotto sono sicuramente uno strumento utile per confrontare e misurare le caratteristiche e le prestazioni specifiche di un prodotto previste dalla norma di riferimento. Se si prende per esempio la EN 14891, oltre ai requisiti minimi per le caratteristiche fondamentali, la norma definisce anche delle caratteristiche opzionali e i rispettivi requisiti per ambiti più sollecitati, come l’elasticità alle basse e bassissime temperature o la compatibilità al contatto con acqua clorata. Occorre però sottolineare che tali certificazioni attestano la conformità di un prodotto ai requisiti previsti dalle norme di riferimento, ma l’idoneità all’uso di una impermeabilizzazione va valutata in un quadro di sistema costruttivo complessivo, non di singolo prodotto. Qui l’esperienza di un produttore come Fassa che tratta un’ampia varietà di sistemi, e ne sviluppa integrazione, può fornire un prezioso supporto alla progettazione per definire stratigrafie e soluzioni di dettaglio coerenti con le finalità di progetto.

 

Gamma AQUAZIP® Fassa Bortolo: sistemi impermeabilizzanti per diverse applicazioni
La linea AQUAZIP® di Fassa Bortolo comprende sistemi impermeabilizzanti progettati per rispondere a diverse esigenze applicative dell’edilizia. La gamma include soluzioni per balconi e terrazze, coperture pedonabili, paramenti murari soggetti a umidità di risalita, oltre a sistemi per l’impermeabilizzazione di opere interrate, piscine e infrastrutture idrauliche. L’offerta è pensata per consentire al progettista di definire cicli impermeabilizzanti coerenti con stratigrafie, condizioni di esercizio e tipologia di supporto. >>> SCOPRI DI PIU'

 

Impermeabilizzazione di balconi e terrazze

Quali requisiti progettuali e prestazionali deve soddisfare un sistema impermeabilizzante liquido per balconi e terrazze, considerando esposizione agli agenti atmosferici e movimenti del supporto?

Michele Montagni

A livello progettuale il sistema impermeabilizzante deve essere correttamente inserito all'interno della stratigrafia di progetto, ponendo l’attenzione anche sulla tipologia e sulle caratteristiche del supporto e dei rivestimenti, verificando la presenza e corretta posa degli strati.

L'impermeabilizzazione deve essere realizzata in modo completo e continuo su supporti strutturali con la massima cura per tutte le discontinuità presenti quali i giunti, i risvolti, le scossaline, i montanti delle ringhiere, gli scarichi, etc . Devono essere previsti opportuni giunti nel massetto, predisposte le pendenze corrette (1-1,5%), la protezione dei risvolti, dimensionati e distribuiti i sistemi di smaltimento delle acque.

A livello di prestazione l'impermeabilizzazione con guaina cementizia elastica posata a liquido consente per sua natura di realizzare una barriera continua ("seamless") e completamente adesa sul supporto. Essendo collaborante col supporto l'impermeabilizzazione deve assicurare elasticità a livello di sistema (con gli accessori) anche a basse temperature, capacità di fare ponte sulle fessure e ottima adesione al supporto. È importante sottolineare che la prestazione di un'impermeabilizzazione è innanzitutto di sistema, nel contesto dell'intero pacchetto di copertura, non solo sul singolo componente.

 

In quali situazioni l’inserimento di membrane desolidarizzanti rappresenta un valore aggiunto per la durabilità del sistema impermeabilizzante e delle finiture?

Michele Montagni

A seconda della tipologia, le membrane desolidarizzanti permettono di risolvere efficacemente le necessità sia di impermeabilizzazione che di disaccoppiamento, senza dover ricorrere a due sistemi. Tali membrane trovano particolare utilità nel caso di fondi disomogenei, posa di grandi formati o per realizzare disegni di posa senza taglio delle piastrelle, il tutto con un sistema a basso spessore particolarmente utile nel caso delle sovrapposizioni, dove in genere le altezze disponibili sono limitate. Ciò non toglie che possano essere utilizzate come sistema di impermeabilizzazione a prescindere da particolari esigenze di posa.

 

Quali vantaggi offrono i vostri sistemi impermeabilizzanti liquidi nelle ristrutturazioni di balconi e terrazze, in termini di flessibilità progettuale e gestione degli interventi sull’esistente?

Luca Cardin

I nostri impermeabilizzanti cementizi elastici possono essere posati direttamente sulle pavimentazioni ceramiche esistenti, previa verifica di adesione della pavimentazione al supporto e una preparazione delle superfici per rimuovere sporco e sostanze oleose. Questo permette di ovviare agli oneri di demolizione e smaltimento che in alcuni casi possono rappresentare una voce di costo significativa. Nel caso di rifacimento delle coperture va comunque sempre verificata la presenza e funzionalità dell’elemento di tenuta, oltre che la correttezza della stratigrafia.

Da questo punto di vista possiamo offrire completezza di sistema a livello di stratigrafia – dal sottofondo all’incollaggio – in una logica di sistema integrato con completezza di accessori e guaine cementizie con caratteristiche differenziate a seconda delle esigenze.

 

Coperture piane: durabilità, efficienza e cool roof

Quali sono le principali condizioni di esercizio che il progettista deve valutare quando sceglie un sistema impermeabilizzante liquido per una copertura piana?

Michele Montagni

La scelta del sistema deve basarsi innanzitutto sulla destinazione d’uso, sulle prestazioni specifiche richieste per la copertura e sulla finitura desiderata. Una copertura piana per la quale sia prevista una pavimentazione ceramica o lapidea vedrà come scelta più opportuna un impermeabilizzante cementizio elastico conforme alla EN 14891, inserito all’interno di una stratigrafia realizzata secondo gli schemi funzionali della UNI 8178-2. La piastrellatura è senz’altro la scelta più consigliabile dove è richiesta resistenza a usura e ai carichi, con spessori da definire in base alle esigenze di pedonabilità continuativa o carrabilità.

Laddove si ricerca un efficientamento termico dell'edificio o una protezione delle guaine bituminose dall’irraggiamento solare, la scelta ricade necessariamente su membrane liquide ad alto indice SRI, adatte a realizzare un sistema di cool roofing, che possono essere comunque completate con apposite finiture antiscivolo per una pedonabilità leggera o piastrellate in caso finiture diverse per zona.

   

In che modo queste condizioni influenzano la scelta del ciclo impermeabilizzante e degli strati di protezione?

Michele Montagni

Significativamente, nel senso che le condizioni di esercizio e le esigenze prioritarie indirizzano in maniera abbastanza precisa non solo la scelta del sistema impermeabilizzante liquido, ma soprattutto la definizione del pacchetto di copertura, che per Fassa significa partire dal massetto per arrivare fino alla finitura.

 

Impermeabilizzazione di opere interrate

Quali informazioni sul contesto geotecnico e sulle condizioni di umidità sono indispensabili per progettare correttamente l’impermeabilizzazione di un’opera interrata?

Michele Montagni

Partiamo dal principio che qualsiasi opera interrata nel corso della propria vita utile, prima o poi, verrà a contatto con dell’acqua proveniente dal terreno e che nel caso di nuova costruzione dovrebbe essere sempre prevista una impermeabilizzazione preventiva. L’indagine idrogeologica fornisce informazioni utili per capire in che modo l’acqua presente nel terreno interagisce con le strutture a seconda che sia presente una falda costante o variabile, terreni drenanti o impermeabili, ma essa fotografa una situazione attuale che non tiene conto di possibili future variazioni del contesto quali per esempio maggiore piovosità, minore drenaggio del terreno causa urbanizzazioni, eventi eccezionali. Per questa ragione l’impermeabilizzazione in chiave preventiva va progettata e realizzata in funzione di tutta la vita utile della struttura, quindi portata fino alla quota campagna e realizzata anche in caso di assenza di una falda costante.

 

In che modo la presenza di umidità di risalita o di pressione negativa orienta la scelta del sistema impermeabilizzante liquido?

Michele Montagni

È necessario innanzitutto distinguere il tipo di problematica. L’umidità nelle murature presente per risalita capillare è un fenomeno che può avvenire anche per “pescaggio” delle fondazioni, ma l’effetto visivo si riscontra nel fuori quota coi ben noti distacchi di intonaci e finiture nelle parti inferiori delle murature. Negli ambienti interrati invece la presenza di acqua all’esterno si presenta in forma di umidità diffusiva, che può interessare anche le porzioni più elevate delle pareti interrate, o in forma di infiltrazioni localizzate a zone o puntuali a seconda del tipo di struttura e dei materiali costituenti.

Laddove si possa intervenire solo dall’interno, è necessario realizzare una impermeabilizzazione che lavori in condizioni di spinta negativa, ovvero dove la pressione dell’acqua tende a distaccare l’impermeabilizzazione dal supporto. In questo contesto è fondamentale utilizzare un impermeabilizzante liquido che presenti ottime proprietà di impermeabilità e adesione al supporto minerale, fermo restando una adeguata preparazione del supporto a seconda del tipo di struttura, sia esso calcestruzzo armato, muratura tradizionale in laterizio o muratura mista, per assicurare un film continuo, adeso e collaborante.

   

Perché, nelle opere interrate, è strategico scegliere un sistema impermeabilizzante liquido già in fase di progetto e non come soluzione correttiva a valle?

Luca Cardin

Come detto dal collega prima, non si può escludere a priori che una struttura interrata possa venire a contatto con l’acqua nel corso della propria vita utile, anche se solo occasionalmente. L’acqua è a tutti gli effetti un solvente e può veicolare agenti aggressivi; il rivestimento con una guaina liquida è in grado di fornire la necessaria protezione contro l’ingresso. Quindi, a parte gli aspetti di impermeabilità vera e propria intesa come barriera all’entrata dell’acqua negli spazi abitati, l’impermeabilizzazione preventiva ha il vantaggio di incrementare la durabilità nel tempo dei manufatti, in particolare di quelli realizzati in calcestruzzo.

 

Sottovalutazioni tipiche in fase di progetto

Nella progettazione dei sistemi impermeabilizzanti liquidi, quali sono le sottovalutazioni più frequenti che riscontrate nei progetti o in cantiere, in particolare in relazione alla preparazione dei supporti, alla presenza di umidità residua e alla gestione dei movimenti del supporto? In che modo queste criticità incidono sulle prestazioni e sulla durabilità del sistema nel tempo?

Michele Montagni

Le problematiche progettuali più comuni che si riscontrano in cantiere sono legate alla mancata definizione delle modalità di risoluzione dei dettagli dell’impermeabilizzazione, che viene spesso demandata all’impresa in base a usi e abitudini. La barriera all’acqua deve interagire con molti elementi esterni, senza soluzione di continuità. Questa continuità è spesso messa rischio dall’inserimento di elementi diversi dal previsto o non previsti del tutto, che mal si integrano con l’impermeabilizzazione (spesso definita in modo generico) costringendo a soluzioni di cantiere “emergenziali”.

La corretta progettazione dell’impermeabilizzazione può ovviare a molti dei problemi riscontrati sull'esistente, considerando tutte le variabili in gioco, le sequenze delle lavorazioni, le interazioni con altri sistemi, ma anche solo banalmente prevedendo le quote corrette per le necessarie pendenze.

A livello di cantiere è fondamentale valutare caratteristiche e qualità dei supporti, prepararli adeguatamente, lavorare con ordine e pulizia, rispettare i tempi di asciugatura e maturazione dei materiali, solo per citare i requisiti più basilari.

Chiaro che in assenza di progettazione e corretta esecuzione, l'impermeabilizzazione può risultare inefficace. In questo campo il dettaglio è tutto.

 

Quando il sistema liquido non è la scelta giusta

Esistono contesti applicativi o condizioni di esercizio in cui un sistema impermeabilizzante liquido non rappresenta la soluzione più appropriata? Quali valutazioni dovrebbe fare il progettista per riconoscere questi casi ed evitare scelte non coerenti con le reali condizioni di esercizio dell’opera?

Luca Cardin

Molto semplicemente quando si chiede al sistema liquido di realizzare funzioni per le quali non è stato progettato. I sistemi liquidi per loro natura presentano una notevole versatilità e facilità d’uso in generale e le varianti formulative consentono di rispondere alle specifiche esigenze di molteplici impieghi. La scheda tecnica di prodotto e il supporto tecnico sono a disposizione del progettista per fare la scelta migliore.

 

Assistenza tecnica e supporto al progettista

In fase di progettazione, in che modo il supporto tecnico può affiancare il progettista nella verifica di fattibilità di un sistema impermeabilizzante liquido, soprattutto nei casi complessi o sull’esistente? Quali informazioni di progetto risultano determinanti per impostare correttamente il ciclo impermeabilizzante fin dall’inizio?

Michele Montagni

Il supporto tecnico può aiutare la progettazione nello scegliere le migliori soluzioni in base alle esigenze e al contesto, valutando le molteplici variabili normalmente in gioco in questo ambito, complesso dal punto di vista costruttivo e soggetto a molti fattori esterni. È fondamentale disporre di stratigrafie ben definite, altezze disponibili, sezioni e planimetrie di progetto, relazioni idrogeologiche, ma anche semplicemente di un buon corredo fotografico sia di contesto che di dettaglio. L'impermeabilizzazione è uno strato sottile che si inserisce tra supporto e finiture; è fondamentale prendere in considerazione anche questi in quanto influenzano fortemente il risultato.

 

Come si traduce operativamente questo supporto nella definizione del ciclo impermeabilizzante? In che modo l’assistenza tecnica contribuisce a calibrare materiali, spessori e stratigrafie in funzione delle reali condizioni di esercizio, evitando soluzioni standard o sovradimensionate?

Luca Cardin

Il supporto tecnico consente di fornire soluzioni adattate alle esigenze di ciascun caso, provviste le necessarie informazioni e comunque nel contesto di una verifica di fattibilità. Questo significa analizzare il progetto nel dettaglio ma senza perdere il quadro d’insieme dei vari sistemi coinvolti, che devono essere integrati nell’impermeabilizzazione tenendo conto delle specifiche esigenze prestazionali di ciascuno. Il progettista viene supportato mediante relazione, tavole dwg, strumenti di calcolo, oltre che attraverso un confronto diretto in studio o in cantiere.

 

Qual è il ruolo del sopralluogo nella fase di proposta tecnica e in cosa si differenzia dal supporto che fornite agli operatori durante l’avvio della squadra in cantiere?

Michele Montagni

Il sopralluogo in fase di proposta è importante in quanto consente di verificare le condizioni effettive entro le quali ci si muove e, traendo frutto dall'esperienza accumulata, raccogliere informazioni immediate sui diversi aspetti che influenzano la formulazione di una possibile soluzione. Il sopralluogo in questo senso è una utile occasione di confronto con tutte le parti (proprietà, progettista, impresa), integrando il necessario corredo di informazioni citate poc'anzi.

Diverso è invece il supporto fornito agli operatori in cantiere (Avvio squadra), che ha il fine di fornire istruzioni pratiche sulla posa dei sistemi Fassa. In questo caso un nostro dimostratore tecnico specializzato supporta l'operatore nella realizzazione di una porzione di impermeabilizzazione, indicando le modalità corrette di posa dei prodotti. Le istruzioni sono presenti anche nelle nostre schede tecniche, che sono un documento molto completo; l'avvio squadra permette di tradurle in pratica in modo più immediato.

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