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EPBD, termoregolazione intelligente e SRI: come ottimizzare radianti e pompe di calore nel residenziale

L’evoluzione normativa promuove edifici intelligenti ed energeticamente efficienti. La termoregolazione degli impianti radianti con pompe di calore svolge un ruolo chiave per migliorare il comfort e contenere i consumi. L’indicatore SRI misura il livello di digitalizzazione e la capacità dell’edificio di adattarsi a utenti e rete energetica.

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La termoregolazione degli impianti radianti con pompe di calore coordina la climatizzazione con le esigenze dei singoli ambienti. Nel residenziale, l’integrazione tra bassa inerzia, controllo per zona e bilanciamento idronico può migliorare la risposta ai carichi e limitare gli sprechi; in raffrescamento va considerata anche la gestione dell’umidità. INGENIO approfondisce questi collegamenti con il contributo di Politecnico di Torino e Giacomini, inquadrandoli nella EPBD, nella UNI EN ISO 52120-1 e nello SRI. Il testo offre una lettura delle funzioni di controllo, senza quantificare risparmi o incrementi del punteggio SRI.


EPBD e SRI: la transizione verso edifici intelligenti e a zero emissioni

Negli ultimi anni l’Unione Europea ha rafforzato il proprio impegno verso la decarbonizzazione del settore edilizio, riconoscendone il ruolo cruciale nella transizione energetica. Gli edifici, infatti, sono responsabili di circa il 40% del consumo energetico finale e del 36% delle emissioni di gas serra, rappresentando uno dei settori più energivori e con maggiore impatto ambientale [1].

Giacomini presenta una nuova strategia per rispondere alle evoluzioni del mercato, articolata in tre soluzioni: Unique Home per abitazioni monofamiliari, Residential Plus per edifici plurifamiliari e Total Commercial per spazi commerciali. L’approccio si sposta da prodotti singoli a soluzioni integrate con l’edificio.
Giacomini presenta una nuova strategia per rispondere alle evoluzioni del mercato, articolata in tre soluzioni: Unique Home per abitazioni monofamiliari, Residential Plus per edifici plurifamiliari e Total Commercial per spazi commerciali. L’approccio si sposta da prodotti singoli a soluzioni integrate con l’edificio. (Giacomini S.p.A.)

In questo scenario, l’evoluzione della Energy Performance of Buildings Directive (EPBD) rappresenta lo strumento legislativo chiave attraverso cui l’Unione Europea intende ridefinire il ruolo degli edifici, promuovendo soluzioni integrate che combinino efficienza energetica, digitalizzazione e sostenibilità ambientale.

In particolare, la Direttiva (UE) 2024/1275, entrata in vigore a marzo 2024, ha introdotto un deciso cambio di paradigma nella concezione del patrimonio edilizio europeo. Gli edifici, infatti, non sono più considerati semplici consumatori passivi di energia, bensì attori attivi all’interno di un ecosistema energetico intelligente, in grado di interagire con la rete, produrre energia da fonti rinnovabili, gestire in modo dinamico i flussi energetici e contribuire alla flessibilità del sistema elettrico complessivo. Questo approccio innovativo richiede che l’edificio sia dotato di sistemi in grado di adattarsi dinamicamente alle condizioni esterne, di soluzioni avanzate di automazione, di strumenti di controllo intelligenti e di interfacce digitali per una gestione efficiente dell’energia. In quest’ottica, per valutare in modo oggettivo e standardizzato il grado di implementazione di queste tecnologie, la nuova EPBD ha confermato l’utilizzo dello Smart Readiness Indicator (SRI), un indice che permette di misurare il livello di “intelligenza energetica” di un edificio [2],[3].

Che cos'è l'indice SRI (Smart Readiness Indicator)

In particolare, SRI valuta la capacità di un edificio di adattarsi alle esigenze degli occupanti, di ottimizzare il consumo energetico e di interagire in modo flessibile con la rete energetica. Il sistema di valutazione si basa su una serie di servizi tecnici articolati in tre macro-ambiti principali:
1. efficienza energetica e funzionamento dell’edificio;
2. risposta alla domanda e flessibilità energetica;
3. comfort, salute e benessere degli occupanti attraverso automazione e controllo ambientale [5].

In sintesi, l’entrata in vigore della nuova EPBD e la conferma del SRI evidenziano con chiarezza il ruolo strategico delle tecnologie intelligenti nella trasformazione del patrimonio edilizio europeo. L’automazione avanzata, la sensoristica intelligente e la gestione digitale rappresentano elementi strategici per la realizzazione di edifici capaci di reagire in tempo reale, ridurre i consumi e integrarsi attivamente con il sistema energetico.

Nei paragrafi seguenti, in linea con gli obiettivi della nuova EPBD, vengono approfondite alcune soluzioni tecnologiche innovative per la realizzazione di edifici ad alte prestazioni energetiche.

Soluzioni radianti a bassa inerzia termica e pompe di calore: verso un riscaldamento intelligente

Il settore della climatizzazione, in linea con gli obiettivi previsti dalla nuova EPBD, si sta progressivamente orientando verso l’adozione di tecnologie radianti a bassa inerzia termica, in grado di offrire elevata efficienza energetica. Queste tecnologie possono essere implementate sia in sistemi a pavimento (impianti a pavimento radiante a bassa inerzia termica), sia in soluzioni a soffitto (impianti a soffitto radiante in cartongesso). Il ridotto spessore dei pannelli innovativi rende queste soluzioni particolarmente adatte agli interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica degli edifici.

Uno dei principali vantaggi di questi sistemi impiantistici è la rapidità di risposta alle variazioni di temperatura, che consente di ottenere un comfort ambientale ottimale con tempi di riscaldamento e raffrescamento ridotti. Inoltre, l’adozione di impianti a bassa inerzia termica comporta benefici in fase di installazione, grazie alla riduzione dei tempi di cantiere e alla minimizzazione degli interventi invasivi, con conseguente contenimento dei costi di demolizione. Infine, questi impianti permettono una gestione più efficiente e puntuale, adattandosi in modo dinamico alla reale occupazione degli spazi e alle condizioni climatiche esterne.

In parallelo, con la progressiva eliminazione delle caldaie a combustibili fossili prevista dalla nuova EPBD entro il 2040, gli interventi di riqualificazione si stanno orientando verso soluzioni completamente elettriche. Questo implica la sostituzione degli impianti tradizionali, come caldaie a gas o a condensazione con radiatori, con sistemi a pompa di calore abbinati a impianti radianti. L’integrazione tra pompe di calore e impianti radianti a bassa inerzia rappresenta una soluzione tecnologicamente avanzata e in linea con le politiche europee per l’efficienza energetica e la digitalizzazione del patrimonio edilizio.

Infine, per garantire un comfort abitativo ottimale, è fondamentale integrare il sistema radiante con un impianto di ventilazione meccanica controllata (VMC). Quest’ultimo consente il ricambio igienico continuo dell’aria interna, contribuendo alla riduzione degli inquinanti presenti negli ambienti. In relazione al tipo di applicazione, il sistema VMC può essere integrato con un modulo di deumidificazione, utile per controllare l’umidità relativa, mantenere il giusto equilibrio igrometrico negli ambienti, migliorare il comfort percepito e aumentare l’efficacia dei sistemi radianti in raffrescamento. In alternativa, nei contesti climatici caratterizzati da estati particolarmente calde e umide, può essere adottata una configurazione impiantistica ibrida. In questo caso, il riscaldamento invernale è affidato al pavimento radiante, mentre il raffrescamento estivo viene gestito tramite ventilconvettori.

In entrambe le configurazioni, l’integrazione tra ventilazione, controllo dell’umidità e sistemi di emissione radianti a bassa inerzia termica rappresenta un approccio strategico per il raggiungimento degli standard energetici più avanzati, contribuendo alla realizzazione di edifici ad alte prestazioni e conformi alle nuove direttive europee in materia di efficienza e sostenibilità.

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Il ruolo chiave della termoregolazione intelligente nella gestione energetica residenziale

Un elemento determinante per la transizione verso edifici energeticamente efficienti è rappresentato dalla termoregolazione intelligente, una tecnologia che consente la gestione dinamica e ottimizzata del microclima interno in base alle esigenze reali degli occupanti e alle condizioni ambientali. Questo sistema svolge un ruolo chiave nel rispondere ai criteri dello Smart Readiness Indicator, contribuendo a migliorare il punteggio SRI grazie alla sua capacità di automatizzare, monitorare e adattare il funzionamento degli impianti HVAC. In particolare, un impianto radiante a bassa inerzia termica, quando integrato con un sistema di termoregolazione intelligente, si trasforma in un attore dinamico e attivo all’interno dell’edificio.

Infatti, grazie alla sua capacità di reagire rapidamente alle variazioni di temperatura e alle esigenze degli occupanti, questo sistema consente un controllo preciso e modulabile del comfort termico, riducendo gli sprechi energetici. La bassa inerzia consente rapide correzioni, mentre l’intelligenza della regolazione permette di anticipare i fabbisogni sulla base di parametri come l’occupazione, le condizioni climatiche esterne e i segnali dalla rete energetica. In questo modo, l’impianto non è più un semplice componente passivo, ma contribuisce attivamente alla flessibilità, all’efficienza e alla reattività dell’edificio, in linea con gli obiettivi del SRI.

Dal punto di vista normativo, la UNI EN ISO 52120-1:2022 [6], entrata in vigore il 4 novembre 2022 sostituendo la precedente UNI EN 15232-1:2017 [7], fornisce il quadro tecnico di riferimento per l’implementazione e la valutazione dei sistemi di automazione e controllo negli edifici (BACS). Questa norma riconosce la termoregolazione intelligente come uno degli strumenti più efficaci per migliorare l’efficienza energetica, introducendo criteri evoluti come il bilanciamento dinamico. Infatti, la termoregolazione intelligente invia input dinamici sulla base delle necessità termiche delle varie zone, e il bilanciamento dinamico adatta la portata d’acqua nei circuiti per soddisfare queste richieste in modo preciso e bilanciato. In particolare, la norma UNI EN ISO 52120-1:2022 promuove l'integrazione tra termoregolazione intelligente e bilanciamento dinamico, introducendo due nuove funzioni di automazione sugli impianti idronici sia per la climatizzazione invernale che per quella estiva. Le due funzioni aggiuntive riguardano:

  1. il controllo della temperatura ambiente a livello di zona, che permette di gestire in modo indipendente la temperatura in ogni singolo ambiente o zona dell’edificio, rispondendo alle esigenze dell’occupante e migliorando il comfort percepito;
  2. la regolazione automatica della portata negli impianti idronici, che assicura che ogni terminale riceva la giusta quantità di fluido termovettore in funzione della domanda termica istantanea.

In conclusione, la termoregolazione intelligente rappresenta un elemento strategico nella gestione energetica degli edifici, grazie alla sua capacità di coniugare comfort, efficienza e reattività. Integrando tecnologie di controllo avanzato con impianti idronici innovativi, come quelli a bassa inerzia termica, essa consente un utilizzo più razionale dell’energia.

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FAQ TECNICHE: Impianti radianti e pompe di calore: il ruolo della termoregolazione

Che cosa si intende per termoregolazione intelligente di un impianto radiante?
È un sistema che adegua il funzionamento dell’impianto alle condizioni rilevate e alle richieste degli ambienti. Può integrare controllo per zona, programmazione, sensori e comunicazione con altri dispositivi.

In quali interventi residenziali sono indicati i sistemi radianti a bassa inerzia?
L’articolo considera sistemi a pavimento e a soffitto, anche per ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche. La scelta dipende dagli ingombri disponibili e dalla compatibilità del sistema con le strutture e le finiture. L’idoneità va verificata mediante dimensionamento: la UNI EN 1264-3 riguarda sistemi integrati a pavimento, soffitto e parete.

Qual è la differenza tra UNI EN ISO 52120-1 e indicatore SRI?
La UNI EN ISO 52120-1 definisce funzioni e metodi per valutare il contributo dell’automazione alla prestazione energetica. Lo SRI valuta la predisposizione dell’edificio a gestire prestazioni, esigenze degli occupanti e segnali della rete. Una funzione di termoregolazione non determina, da sola, il punteggio complessivo SRI dell’edificio.

Quali vantaggi offre l’integrazione tra bassa inerzia e regolazione per zona?
Il beneficio descritto è una risposta più tempestiva alle variazioni della richiesta termica degli ambienti. Il controllo per zona permette di differenziare la gestione secondo le esigenze degli occupanti.

Come si coordinano termoregolazione e bilanciamento idronico?
La termoregolazione gestisce la richiesta termica; il bilanciamento interviene sulla distribuzione delle portate. Le due funzioni vanno descritte separatamente, chiarendo dispositivi impiegati e logica di funzionamento. Il contributo Giacomini richiamato nel testo identifica le funzioni 1.4a e 3.4a per il bilanciamento rispettivamente in riscaldamento e raffrescamento.

Quali controlli e attività di manutenzione devono essere documentati?
Occorre integrare il testo con le verifiche previste per sensori, attuatori, dispositivi idronici e trattamento dell’aria.
Per il funzionamento estivo va descritta anche la gestione dell’umidità e delle relative protezioni.


Bibliografia

  1. European Commission (2020) – Renovation Wave for Europe – greening our buildings, creating jobs, improving lives. COM(2020) 662 final.
  2. European Union. 2024. Directive 2024/1275/EU of The European Parliament and of the Council of 15 March 2024 on the energy performance of buildings (recast). Official Journal of the European Union. Bruxelles.
  3. European Union. 2018. Directive 2018/844/EU of the European Parliament and of the Council of 30 May 2018 on the energy performance of buildings (recast). Official Journal of the European Union. Bruxelles.
  4. Zangheri, Paolo, Riccardo Armani, and Francesco Santi. The New Rating for Building Smart Readiness: The Smart Readiness Indicator. REHVA Journal, April 2021. 
  5. European Commission. Smart Readiness Indicator for Buildings. European Commission.
  6. UNI EN ISO 52120-1:2022. Prestazione energetica degli edifici - Contributo dell'automazione, del controllo e della gestione tecnica degli edifici - Parte 1: Quadro generale e procedure. Ente Nazionale Italiano di Unificazione (UNI), Milano, 2022.
  7. UNI EN 15232-1:2017. Prestazione energetica degli edifici - Parte 1: Impatto dell'automazione, del controllo e della gestione tecnica degli edifici - Moduli M10-4,5,6,7,8,9,10. Ente Nazionale Italiano di Unificazione (UNI), Milano, 2017.

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