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"IN-BETWEEN" – Futuro dell’architettura? Uomo e intelligenza artificiale in dialogo al Padiglione Giappone

Alla Biennale di Architettura 2025, il Padiglione del Giappone esplora con “IN-BETWEEN – A Future with Generative AI” il rapporto tra uomo e intelligenza artificiale generativa. Curato da Jun Aoki, il progetto indaga come algoritmi e architetti possano co-creare spazi, aprendo interrogativi sul futuro della progettazione, tra rischi di omologazione e nuove possibilità creative.

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Chi progetterà le città del futuro: architetti o Intelligenza Artificiale? La sfida del Padiglione Giappone alla Biennale 2025

Alla 19ª Mostra Internazionale di Architettura de La Biennale di Venezia, il Padiglione del Giappone si presenta con un progetto dal titolo eloquente e provocatorio: “IN-BETWEEN – A Future with Generative AI”, curato dall’architetto Jun Aoki con la consulenza di Tamayo Iemura.

L’iniziativa, organizzata dalla Japan Foundation, esplora una delle questioni più urgenti e controverse del nostro tempo: quale futuro ci attende in una società in cui l’Intelligenza Artificiale generativa diventa non più semplice strumento, ma soggetto attivo del processo creativo?

 

Titolo:
IN-BETWEEN – Un futuro con l’Intelligenza Artificiale Generativa
Organizzatore / Commissario:
The Japan Foundation
Curatore:
Jun Aoki (architetto e Direttore di AS Co., Ltd.)
Consulente curatoriale:
Tamayo Iemura (curatrice indipendente e professoressa presso la Tama Art University)
Espositori:
Asako Fujikura, Takahiro Ohmura
SUNAKI (Toshikatsu Kiuchi e Taichi Sunayama)

  

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Una riflessione sul futuro digitale

Viviamo in un’epoca segnata da progressi tecnologici vertiginosi. L’AI generativa, capace di elaborare testi, immagini, progetti e persino interi spazi architettonici, non è più un’ipotesi futuristica, ma una realtà che si insinua in ogni ambito del vivere quotidiano. Per molti, questo scenario evoca entusiasmo e fascinazione; per altri, genera timore. La prospettiva di una “singolarità tecnologica”, in cui l’intelligenza artificiale superi quella umana, solleva interrogativi profondi sul ruolo dell’uomo, della creatività e persino della libertà.

Il curatore Jun Aoki mette in guardia contro il rischio di un futuro “omologato”, in cui la ricerca della risposta “corretta” prodotta dall’AI porti a una società mediata dall’assenza di errori, ma anche priva di vitalità, contraddizioni e diversità.

L’architettura, in questo senso, diventa campo privilegiato di riflessione: chi sarà a progettare gli spazi in cui vivremo, gli esseri umani o le macchine?

 

Il curatore del Padiglione Giappone Jun Aoki, Biennale di Architettura 2025.
Il curatore del Padiglione Giappone Jun Aoki, Biennale di Architettura 2025. (Photo: Kai Maetani)

 

 

Il concetto di ma – lo spazio intermedio

Il cuore del progetto sta nel recupero di una nozione profondamente radicata nella cultura giapponese: il ma. Questo termine, difficile da tradurre in una sola parola, indica lo “spazio intermedio”, la tensione creativa che nasce dall’interazione tra due elementi. Non è vuoto, ma relazione; non è assenza, ma possibilità.

Applicato al dialogo tra uomo e AI, il ma diventa una nuova forma di soggettività: non più esclusivamente umana né interamente artificiale, bensì generata dallo scambio, dal confronto e persino dagli errori reciproci. È in questo “in-between” che, secondo Aoki, potrebbe nascere una creatività autentica, libera tanto dai limiti biologici quanto da quelli algoritmici.

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Il Padiglione come laboratorio

Il Padiglione del Giappone a Venezia si trasforma così in un esperimento vivo. Diversi elementi della sua struttura verranno “influenzati” dalla generative AI, dando vita a una sorta di co-progettazione tra architetti e algoritmi. Il risultato sarà una doppia trasformazione: reale, nella materialità dello spazio espositivo, e immaginaria, nel racconto che questo dialogo produce.

Gli espositori Asako Fujikura + Takahiro Ohmura e il duo SUNAKI (Toshikatsu Kiuchi e Taichi Sunayama) metteranno in atto questa tensione creativa, spingendo il Padiglione a diventare esso stesso soggetto del dialogo tra uomo e macchina.

 

L'installazione

Al centro dello spazio è collocato un piatto a specchio ispirato ai cocci di ceramica rinvenuti durante gli scavi nell'area per la costruzione dell'edificio nel 1956. Sul soffitto del piano pilotis è installata una luce che illumina la superficie specchiata e oscilla in sincronia con il discorso del dialogo dell'Apertura. Passandovi attraverso, la luce riflessa dalla superficie a specchio crea un'ombra sul soffitto della sala espositiva del primo piano.

Lungo il tracciato intorno al Padiglione del Giappone è in parte disposto un percorso in pendenza ad anello ellittico che rappresenta il tracciato stesso. La loro sovrapposizione prende la forma di corrimani di terracotta, i quali sono collocati attorno allo spazio pilotis e al padiglione come a ricalcare il percorso.

  

Piatto a specchio ispirato ai cocci di ceramica rinvenuti durante gli scavi nell'area per la costruzione dell'edificio nel 1956.
Piatto a specchio ispirato ai cocci di ceramica rinvenuti durante gli scavi nell'area per la costruzione dell'edificio nel 1956. Padiglione Giappone, Biennale Architettura 2025. (@Ingenio)

 

Questi sono esposti al clima esterno (pioggia e luce solare) e cambiano nel tempo durante il periodo della mostra.

Il piedistallo delle sculture nei pilotis viene trasformato in una panchina e un'area per la consultazione dei libretti. Su uno dei due espositori esistenti, un altoparlante riproduce l'audio sincronizzato con i filmati della galleria al piano superiore. Sull'altro espositore è installato uno smartphone per la consultazione del dialogo automatico online.

 

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I video proiettati

I video, proiettati in cicli di circa 17 minuti, mettono in scena un dialogo sul futuro del Padiglione del Giappone tra gli esseri umani e i suoi elementi.

L'"Object Video", mostrato sul monitor centrale fissato a un braccio su un pilastro, visualizza in 3D l'elemento del padiglione che sta parlando.

Lo "Human Video", proiettato sullo schermo di destra, mostra un filmato live-action di cinque persone che consumano un pasto.

 

Lo
Lo "Human Video", proiettato sullo schermo di destra, mostra un filmato live-action di cinque persone che consumano un pasto. Padiglione Giappone 2025 (@Ingenio)

 

Sullo schermo di sinistra, il "Construction Video" mostra un paesaggio fittizio, aggiornato continuamente per riflettere il contenuto del dialogo. In questo modo, attraverso il dialogo, si scopre o si costruisce a posteriori un ma—uno "spazio-tempo intermedio"— in cui esseri umani e oggetti esistono in modo fluido come dispositivi di osservazione e registrazione.

 

Una tradizione di scambi culturali

La partecipazione del Giappone alla Biennale non è soltanto un gesto artistico, ma anche un atto diplomatico e culturale. La Japan Foundation, fondata nel 1972, è da decenni impegnata a promuovere il dialogo internazionale attraverso la cultura, la lingua e l’arte. Dal 1976 organizza la presenza giapponese sia alla Mostra Internazionale d’Arte sia a quella di Architettura, contribuendo a costruire ponti tra oriente e occidente.

 

Un nuovo orizzonte per l’intelligenza

“IN-BETWEEN” non propone risposte definitive, ma invita a interrogarsi. Che cosa accade quando la creatività non è più prerogativa esclusiva dell’essere umano? Possiamo pensare a una forma di intelligenza che nasce dall’incontro tra errori umani ed errori artificiali?

In un mondo che rischia di semplificarsi in nome dell’efficienza algoritmica, il Padiglione del Giappone ci ricorda che la vera ricchezza sta nello spazio intermedio, nel dialogo, nella tensione. È lì, forse, che si nasconde il futuro dell’architettura— e dell’umanità stessa.

Fonte: Padiglione Giappone Biennale Architettura 2025

Immagini

@Ingenio

Piatto a specchio, "In-between", Padiglione Giappone.

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