Costruzioni industrializzate: progettare edifici e infrastrutture con più qualità, meno sprechi e tempi più certi
L’industrializzazione delle costruzioni entra nel confronto istituzionale come leva per rendere opere e infrastrutture più efficienti, digitali e sostenibili. Alla Camera, INCO propone un modello fondato su governance, regole, finanza, tecnologia e competenze.
L’industrializzazione delle costruzioni punta a trasformare progettazione, produzione e gestione delle opere attraverso processi più integrati, digitali e misurabili. Il confronto alla Camera dei Deputati ha posto al centro il ruolo di INCO, nuova associazione dedicata a governance, regole, finanza, tecnologia e competenze. BIM, AI, Digital Twin, sistemi off-site e criteri ESG diventano strumenti operativi per ridurre inefficienze, migliorare qualità e sicurezza, sostenere la filiera italiana nel quadro europeo.
Industrializzazione delle costruzioni: perché governance, digitale e off-site diventano fattori competitivi
Su iniziativa dell’On. Alberto Pandolfo, Istituzioni, imprese e associazioni a confronto sulle strategie per accelerare l’innovazione dell’ambiente costruito. Al centro la presenza di INCO, la nuova Associazione nata per essere la voce Italiana per l’industrializzazione delle costruzioni in Europa.

Digitalizzazione, industrializzazione dei processi costruttivi, sostenibilità, innovazione tecnologica e nuove competenze rappresentano oggi le principali leve per rafforzare la competitività del sistema delle costruzioni e delle infrastrutture italiane.
È questo il messaggio emerso dall’incontro del 1° luglio ospitato presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, promosso su iniziativa dell’Onorevole Alberto Pandolfo, che ha riunito Istituzioni, imprese e associazioni per affrontare una delle sfide più strategiche per il futuro del Paese: accompagnare la trasformazione dell’ambiente costruito verso modelli più industriali, digitali, efficienti e sostenibili.
I cinque pilastri strategici di INCO: governance, regole, finanza, tecnologia, competenze
Fulcro dell’iniziativa è stata la presentazione di INCO – Industrialisation of Constructions, la nuova Associazione che riunisce aziende ed enti impegnati nello sviluppo dell’industrializzazione delle costruzioni. INCO nasce con l’obiettivo di contribuire, a livello europeo, alla trasformazione del settore, favorendo la diffusione di un ecosistema integrato fondato su cinque pilastri strategici – governance, regole, finanza, tecnologia e competenze – in grado di accompagnare l’evoluzione del comparto secondo gli indirizzi delineati dall’Unione europea. In questa visione, digitalizzazione e industrializzazione costituiscono i fattori abilitanti per realizzare un mercato delle costruzioni più moderno, competitivo, sostenibile e capace di rispondere alle nuove esigenze sociali, a partire dal tema dell’edilizia accessibile e della qualità dell’ambiente costruito.

Il ruolo delle istituzioni nella modernizzazione del settore costruzioni
Ad aprire i lavori è stato l’On. Alberto Pandolfo, promotore dell’iniziativa, che ha voluto portare all’attenzione della Camera dei Deputati un confronto tra Parlamento, imprese e operatori del settore sui processi di innovazione che stanno interessando il comparto delle costruzioni e delle infrastrutture, confermando il proprio impegno istituzionale nel favorire il dialogo tra decisori pubblici e sistema produttivo sui temi della modernizzazione del Paese.
«La modernizzazione del settore delle costruzioni e delle infrastrutture rappresenta una sfida strategica per la competitività del Paese. Innovazione, sostenibilità e digitalizzazione sono elementi essenziali per realizzare opere più efficienti, sicure e capaci di generare valore per i territori. Occasioni di confronto come questa consentono di mettere a sistema competenze, esperienze e visioni utili ad accompagnare l’evoluzione dell’ambiente costruito», ha dichiarato l’Onorevole Alberto Pandolfo, dopo aver sottolineato l’importanza della garanzia della sicurezza nel comparto, un tema che non consente deroghe.
La missione e gli obiettivi di INCO sono stati illustrati da Francesco Maraffini, Direttore Tecnico dell’Associazione, che ha presentato il percorso che ha portato alla sua costituzione e la visione strategica alla base del progetto. L’Associazione intende promuovere un nuovo modello industriale delle costruzioni, favorendo l’integrazione tra innovazione tecnologica, digitalizzazione, sistemi costruttivi evoluti, formazione, armonizzazione normativa e strumenti finanziari, elementi che dovranno procedere in maniera coordinata per sostenere la competitività della filiera italiana nel nuovo scenario europeo.
A completare il quadro strategico, la dichiarazione del Presidente di INCO, Eugenio Kannès, che ha sottolineato la necessità di una visione industriale condivisa per accompagnare il cambiamento del settore.
«L’Europa sta orientando il settore delle costruzioni verso modelli più industriali, digitali e scalabili. Per raggiungere questo obiettivo servono regole, competenze, tecnologie, strumenti finanziari e una governance capace di coordinare questi elementi nel tempo. L’industrializzazione delle costruzioni non rappresenta soltanto un’evoluzione dei processi produttivi, ma una risposta concreta a esigenze sociali sempre più rilevanti, dall’accessibilità abitativa alla sostenibilità, fino alla competitività del sistema produttivo europeo», ha dichiarato Eugenio Kannès.
Off-site e sistemi costruttivi industrializzati: qualità, sicurezza e tempi più controllabili
L’approccio proposto da INCO ha trovato una concreta applicazione nella case history presentata da Tecnostrutture, illustrata da Franco Daniele (VicePresidente di INCO e CEO di Tecnostrutture), che ha evidenziato come l’industrializzazione dei sistemi costruttivi consenta oggi di migliorare qualità, sicurezza, sostenibilità ed efficienza lungo l’intero ciclo di realizzazione delle opere.
«Oggi l’innovazione del settore passa dalla capacità di industrializzare i processi costruttivi mantenendo al centro qualità, sicurezza e sostenibilità. Le tecnologie disponibili consentono di ridurre sprechi, ottimizzare i tempi e migliorare le prestazioni delle opere, offrendo una risposta concreta alle esigenze di un mercato in continua evoluzione», ha dichiarato Franco Daniele.
BIM, AI, Digital Twin ed ESG: il dato come leva di efficienza e sostenibilità
Nel corso dell’incontro Paolo Odorizzi, Co-founder e Senior Partner di Harpaceas, ha presentato il Report di Sostenibilità 2026 dell’azienda, che da questa edizione, oltre a registrare le performance aziendali, si propone come uno strumento attivo di diffusione della cultura della sostenibilità nei confronti degli stakeholder. Ha poi illustrato come BIM, Intelligenza Artificiale, Digital Twin e criteri ESG stiano trasformando i processi di progettazione, costruzione e gestione delle infrastrutture, contribuendo a generare maggiore efficienza, trasparenza e sostenibilità.
«La trasformazione digitale non può essere considerata un obiettivo in sé, ma uno strumento per generare valore misurabile. L’integrazione tra dati, processi e criteri ESG permette oggi di supportare decisioni più consapevoli e di accompagnare il settore verso modelli di sviluppo più efficienti, trasparenti e sostenibili lungo l’intero ciclo di vita delle opere», ha dichiarato Paolo Odorizzi.
A moderare il confronto è stato Roberto Minerdo, esperto di relazioni istituzionali e comunicazione strategica, che ha guidato il dibattito tra i relatori favorendo il dialogo tra istituzioni, associazioni e imprese sui principali temi della trasformazione del comparto.
Nel corso dell’incontro è emersa con forza la necessità di accelerare la transizione del settore verso modelli produttivi più industrializzati e digitali, valorizzando l’innovazione tecnologica, l’armonizzazione normativa, la formazione delle competenze e una governance condivisa come elementi indispensabili per rafforzare la competitività dell’industria italiana delle costruzioni nel contesto europeo.
CONSULTA IL REPORT DI
SOSTENIBILITÀ 2026 di HARPACEAS
Perché l’industrializzazione può rafforzare la filiera italiana in Europa
L’iniziativa promossa dall’On. Alberto Pandolfo ha rappresentato un’importante occasione di confronto sulle prospettive del settore, evidenziando come il dialogo tra istituzioni, associazioni e imprese costituisca un fattore decisivo per accompagnare la modernizzazione delle costruzioni e delle infrastrutture e sostenere lo sviluppo di un ambiente costruito sempre più innovativo, resiliente e sostenibile.
FAQ TECNICHE: Industrializzazione costruzioni: INCO presenta la nuova agenda del settore
Che cosa significa industrializzazione delle costruzioni?
L’industrializzazione delle costruzioni indica il passaggio da processi frammentati e prevalentemente artigianali a modelli più standardizzati, integrati e controllabili. Comprende progettazione digitale, prefabbricazione, off-site, automazione, gestione dati e controllo prestazionale. Nel testo il concetto è collegato a governance, regole, finanza, tecnologia e competenze.
In quali contesti si applica l’industrializzazione del settore costruzioni?
Si applica a edifici, infrastrutture, opere pubbliche, sistemi strutturali off-site e processi di gestione lungo il ciclo di vita. È particolarmente rilevante dove servono tempi più certi, maggiore qualità esecutiva, controllo dei costi e riduzione degli sprechi. Nel caso citato, Tecnostrutture rappresenta un’applicazione ai sistemi misti acciaio-calcestruzzo.
Quali norme sono rilevanti per BIM, gestione informativa e processi digitali?
Per la gestione informativa digitale sono centrali la serie UNI EN ISO 19650 e la serie UNI 11337. La UNI EN ISO 19650 definisce principi e requisiti per la gestione delle informazioni mediante BIM; la UNI 11337 riguarda la gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni.
Quali vantaggi operativi offre un approccio industrializzato?
Il testo evidenzia riduzione degli sprechi, ottimizzazione dei tempi, miglioramento della qualità, sicurezza e sostenibilità. Per rendere il contenuto più robusto sarebbe utile integrare dati quantitativi su riduzione tempi di cantiere, scarti, emissioni o non conformità.
Che ruolo hanno BIM, AI e Digital Twin nella trasformazione del settore?
BIM, AI e Digital Twin permettono di collegare dati, processi e decisioni lungo progettazione, costruzione e gestione dell’opera. Il valore non è il modello digitale in sé, ma la capacità di generare informazioni affidabili, tracciabili e aggiornabili. L’articolo collega questi strumenti ai criteri ESG e alla misurabilità delle performance.
Quali controlli servono per rendere affidabile un processo off-site?
Servono requisiti informativi chiari, controlli di conformità, coordinamento tra progettazione e produzione, tracciabilità dei componenti e verifiche in fase di montaggio. Per sistemi strutturali metallici o misti possono essere pertinenti norme tecniche di prodotto, esecuzione e marcatura CE.
Condividi su: Facebook LinkedIn Twitter WhatsApp
