Infiltrazioni nel box, come gestire l’acqua proveniente dalle discontinuità del getto senza intervenire dall’esterno
Un complesso condominiale in provincia di Monza e Brianza presentava infiltrazioni d’acqua provenienti da discontinuità localizzate come giunti di ripresa del getto, fessure da ritiro, punti di passaggio impianti. Uretek ha risolto il problema in modo rapido e non invasivo con iniezioni di resine, intervenendo dall’interno del box.
Le infiltrazioni nei box interrati possono concentrarsi nei giunti di ripresa, nelle fessure da ritiro e in altre discontinuità delle murature in calcestruzzo controterra. Nel caso analizzato a Cesano Maderno, 52 m lineari di discontinuità sono stati trattati dall’interno mediante una doppia iniezione: resina espandente per intercettare macrovuoti e principali venute d’acqua, seguita da gel saturante per interessare microvuoti e interfaccia terreno-struttura. L’intervento ha evitato scavi nella proprietà confinante ed è stato completato in 4,5 giorni.
Infiltrazioni nei muri controterra: perché l’acqua passa da giunti e fessure
Inquadramento del problema
L'edificio, realizzato nei primi anni Duemila, presenta un muro di confine controterra in cemento armato con spessore stimato di 40-50 cm. Nonostante il dimensionamento non fosse critico, il sistema di impermeabilizzazione originario aveva progressivamente perso efficacia, con infiltrazioni diffuse nei box interrati in concomitanza degli eventi piovosi.
Un fattore aggravante era rappresentato dalla conformazione del giardino della proprietà confinante: le pendenze del terreno convogliavano le acque di deflusso superficiale proprio a ridosso della muratura dei box, incrementando la pressione idrostatica agente sulla struttura interrata.
L'indagine tecnica ha individuato due discontinuità principali, entrambe riconducibili a fasi tipiche della realizzazione di un getto in calcestruzzo armato controterra:
- un giunto di ripresa orizzontale esteso per 40 metri lineari, a circa 1,8-2,0 m dal piano di calpestio interno;
- 6 fessure subverticali da ritiro, dello sviluppo di circa 2 m ciascuna (12 m lineari complessivi).

Località: Cesano Maderno (Monza e Brianza)
Anno: 2026
Durata cantiere: 4,5 giorni lavorativi
Estensione trattata: 40 m lineari di giunto di ripresa orizzontale + 12 m lineari di fessurazioni verticali (spessore muro: 40-50 cm)
I limiti dei metodi tradizionali
Un intervento di impermeabilizzazione dall'esterno avrebbe richiesto uno scavo profondo nella proprietà confinante, con implicazioni non trascurabili: demolizione delle aree verdi limitrofe, tempi di ripristino prolungati da coordinare tra proprietà distinte, e costi di cantiere significativamente più elevati (scavo, impermeabilizzazione, reinterro). Un iter che, oltre agli aspetti economici, avrebbe comportato la necessità di un coordinamento formale con la proprietà confinante.

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L’arresto infiltrazioni dall’interno del box
L'intervento è stato eseguito interamente dall'interno del piano interrato mediante la tecnologia brevettata Water Barrier, previa rimozione dell'intonaco ammalorato nelle zone degradate per l'individuazione puntuale delle discontinuità da trattare.

Il protocollo di iniezione ha previsto una doppia fase:
- Resina espandente, iniettata per riempire i macrovuoti e le cavità più rilevanti a tergo del muro, con formazione contestuale di un volume confinato nel terreno circostante e interruzione immediata delle venute d'acqua principali;
- Gel saturante, per la diffusione capillare nei microvuoti residui e all'interfaccia terreno-struttura, con formazione di una barriera impermeabile, elastica e continua.

Il risultato è una barriera idraulica continua realizzata a tergo della muratura, che agisce nel punto di origine del problema — l'interfaccia esterna tra struttura e terreno — pur operando integralmente dal lato interno.

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Esecuzione e risultati
Il trattamento ha interessato complessivamente 52 metri lineari di discontinuità (40 m di giunto orizzontale + 12 m di fessurazioni), con lo stesso protocollo di iniezione a doppia fase applicato su tutta l'estensione. Le lavorazioni non hanno interferito con l'utilizzo ordinario dei box da parte dei condomini.
I risultati raggiunti:
- nessuno scavo, con giardino esterno e proprietà confinante non interessati dall'intervento;
- tempi di cantiere contenuti: 4,5 giorni lavorativi per il trattamento complessivo delle discontinuità;
- arresto immediato delle infiltrazioni, con ripristino di condizioni asciutte e stabili nei locali interrati.

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FAQ TECNICHE: Infiltrazioni box interrato: iniezioni di resina senza scavo esterno
1. Da dove provengono le infiltrazioni nei box interrati in calcestruzzo?
L’acqua può penetrare attraverso giunti di ripresa, fessure da ritiro, attraversamenti impiantistici e altre discontinuità della struttura.
Nel caso analizzato le criticità principali erano un giunto orizzontale di 40 m e sei fessure verticali per complessivi 12 m.
La pressione dell’acqua era inoltre favorita dalle pendenze del terreno esterno verso la muratura.
2. Quando si può intervenire sulle infiltrazioni dall’interno del box?
L’intervento dall’interno è particolarmente interessante quando raggiungere il lato esterno richiederebbe scavi invasivi o interesserebbe proprietà confinanti.
Occorre però individuare preventivamente origine, distribuzione e percorsi dell’acqua.
L’applicabilità delle iniezioni dipende dalla geometria della struttura e dalla natura delle discontinuità.
3. Quali norme riguardano le iniezioni nelle strutture in calcestruzzo?
La UNI EN 1504-5:2013 stabilisce requisiti e criteri di conformità per prodotti da iniezione destinati al riempimento di fessure, vuoti e interstizi nel calcestruzzo.
La UNI EN 1504-9 inquadra invece principi generali di protezione e riparazione delle strutture in calcestruzzo, comprendendo anche strutture interrate.
La conformità specifica dei materiali impiegati nel caso descritto deve essere verificata sulla relativa documentazione tecnica.
4. Qual è il vantaggio delle iniezioni rispetto all’impermeabilizzazione esterna?
Il principale vantaggio è la possibilità di intervenire senza realizzare lo scavo lungo la parete controterra. Nel caso di Cesano Maderno sono stati evitati demolizione del giardino confinante, reinterro e coordinamento di lavorazioni su una proprietà diversa.
Il trattamento ha inoltre consentito di operare sui 52 m di discontinuità in 4,5 giorni lavorativi.
6. Come si controllano durabilità ed efficacia dell’intervento?
Il controllo deve verificare innanzitutto l’arresto delle venute d’acqua e l’eventuale ricomparsa di umidità durante eventi meteorici significativi.
La UNI EN 1504-10 disciplina, nell’ambito dei sistemi EN 1504, anche aspetti relativi a preparazione, applicazione, controllo qualità e manutenzione delle opere di protezione e riparazione.
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