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Infrastrutture: verso l’intelligenza artificiale ma con cautela

Il monitoraggio è sicuramente un metodo di supporto ma non esclusivamente sostitutivo all’attività dell’ispettore di infrastrutture e di manutentore. Serve sempre una lettura critica accompagnata da una conoscenza che comporta la scelta opportuna del metodo di monitoraggio.

Questo un riassunto di quanto emerso dalla giornata studio del Consorzio Fabre, tenutosi nella bellissima ed estiva cornice del SeeBay Hotel di Portonovo (AN).


Il 27 giugno 2022, nella cornice del SeeBay Hotel di Portonovo (Ancona), si è tenuta la Giornata di Studio promossa dal Consorzio Fabre su “Nuove tecnologie e recenti esperienze nel monitoraggio delle infrastrutture”. L’evento è stato realizzato in collaborazione con la Fondazione Consiglio Nazionale Ingegneri (CNI) ed Ingenio, come media partner dell’evento, con un instancabile, Andrea Dari, nel ruolo di moderatore per le diverse sessioni e tavole rotonde che si sono succedute in una intensa giornata studio.

 

Giornata di Studio sulle infrstrutture promossa dal Consorzio Fabre

Intervento di apertura di Walter Salvatore, presidente Consorzio Fabre, "Il monitoraggio strumentale in un sistema integrato di gestione dei ponti, viadotti e gallerie"

 

Giornata studio, dove il monitoraggio infrastrutturale e l’intelligenza artificiale ne hanno rappresentato il fulcro: l’ispezione, un domani, avverrà solo da remoto o l’attività sul campo sarà sempre necessaria? Un interrogativo ricorrente, come ricorrente il ruolo dell’interdisciplinarietà. Aspetto sottolineato sia dal presidente del Consorzio Fabre, Walter Salvatore, sia da Filippo Ubertini, vicepresidente di Fabre. 

 

 

Il monitoraggio costituisce uno strumento molto importante a disposizione per il controllo delle condizioni della rete infrastrutturale e per attivare condizioni di allerta in caso di evoluzioni avverse delle misure. In tale ambito molti progressi sono stati fatti negli ultimi anni, sia per quanto riguarda la strumentazione, più sofisticata, accurata e accessibile rispetto al passato, sia per quanto riguarda l’elaborazione e il trattamento della grande quantità di dati che oggi possono essere acquisiti e gestiti in tempo reale.

 

Monitoraggio, PNRR e interventi sulle infrastrutture

Non solo ricerca ed ispezioni sul campo, ma anche un consistente intervento istituzionale in merito al quadro normativo e agli obiettivi da raggiungere a stretto giro. Il numero delle infrastrutture da controllare è consistente, ci vorrebbero almeno quarant’anni per un controllo completo, questa l’osservazione di Domenico De Bartolomeo, direttore Generale ANSFISA.
 

 

Questo tempo non c’è, perché le infrastrutture oggi soggette ad ispezione hanno raggiunto i cinquant’anni, da qui la riflessione critica di Pietro Baratono (Presidente II Sezione del Consiglio Superiore dei LLPP)) ed un’ulteriore chiave di lettura: la sostituzione delle infrastrutture e la logistica correlata.

Aspetto non di semplice soluzione, in virtù di due aspetti non trascurabili trattati da Massimo Sessa (Presidente Consiglio Superiore Lavori Pubblici) ed Emanuele Renzi (ANSFISA).

In termini ingegneristici il consolidamento dell’esistente fa i conti con una normativa tecnica, capitolo 8 delle NTC18, nata per la nuova progettazione per poi essere adeguata e plasmata sull’esistente. È indubbio che molto deve essere cambiato in termini sia di indagine che di analisi prestazionale. La giornata studio è stata quindi teatro per l’annuncio della futura modifica e revisione del capitolo 8 delle NTC18 relativo alle costruzioni esistenti, un working progress è in atto.

 

 

 

Di contro, il processo di progettazione non è meramente tecnico ma anche amministrativo: un altro tema spinoso, la revisione ed aggiornamento del Codice degli Appalti, verso procedure più snelle.

È quindi, occasione più che coerente, il richiamo di Emanuele Renzi alla pubblicazione del decreto direttoriale di adozione “Linee guida per la implementazione, certificazione e valutazione delle prestazioni dei sistemi di gestione della sicurezza (SGS) per le attività di verifica e manutenzione delle infrastrutture stradali e autostradali” del 22 aprile 2022, a cui sono collegati due documenti fondamentali:

  1.  “Linee guida per la implementazione, certificazione e valutazione delle prestazioni dei Sistemi di Gestione della Sicurezza (SGS-ISA) per le attività di verifica e manutenzione delle infrastrutture stradali e autostradali” (SCARICA IL DOCUMENTO) 

  2. Criteri per la valutazione dei piani di monitoraggio dinamico per il controllo da remoto di ponti, viadotti e gallerie previsti dal piano nazionale complementare al PNRR (SCARICA IL DOCUMENTO).

 

Il monitoraggio strutturale di ponti, viadotti e gallerie. Le esperienze dei gestori

Tavola rotonda: Il monitoraggio strutturale di ponti, viadotti e gallerie. Le esperienze dei gestori

 

Obiettivi della giornata studio del Consorzio Fabre

Un aggiornamento a stretto giro, dopo il primo convegno Fabre, tenutosi a Lucca lo scorso febbraio. Dinamismo ed interdisciplinarità, due ingredienti che stanno animando la ricerca ma anche l’attività del consorzio, un esempio calzante è stato dato dalla presentazione dinamica della Rete 1000 Infrastrutture. Una giornata di confronto ed aggiornamento, ma anche analisi critiche e spunti di riflessione per miglioramento prestazionale delle infrastrutture. 

È stato, quindi, un quadro aggiornato del settore del monitoraggio strumentale delle infrastrutture, con ampio riferimento alle recenti esperienze sul campo in ambito strutturale, idraulico e geotecnico. L’obiettivo è stato quello di stimolare tecnici e autorità coinvolte nella gestione e la manutenzione delle opere infrastrutturali al pieno sfruttamento delle possibilità oggi offerte dalle tecnologie disponibili, indirizzando le attività di ricerca verso le necessità evidenziate nelle più recenti applicazioni in situazioni reali.

 

Il patrimonio infrastrutturale da monitorare, manutere ed indagare

Ponti, viadotti e gallerie costituiscono elementi fondamentali dei nostri sistemi infrastrutturali, componenti indispensabili per un efficace circolazione di persone e merci in territori dalla variegata orografia, con spesso elevato rischio sismico, idraulico e geomorfologico. 

Non si manca di sottolineare l’anzianità delle infrastrutture ma anche il degrado dei materiali costituenti e fronti di dettagli costruttivi obsoleti per la progettazione per come deve essere intesa oggi.

È per questi motiviche l’attuale patrimonio infrastrutturale richiede molta attenzione al fine di individuare le situazioni di maggiore criticità, e su queste intervenire per impedire il determinarsi di eventi avversi, da quelli che mettono in crisi la viabilità a quelli catastrofici tristemente saliti alla ribalta delle cronache recenti.


Le altre interviste

Di seguito le interviste (in ordine alfabetico) ad alcuni dei relatori interventi durante la Giornata Studio

Gianni Bartoli: L’intelligenza artificiale per il monitoraggio dei ponti

Carlos Beltran Gonzales: creazione di un data set per il ponte di Monesi

Leonardo Bianchi: attività della Rete 1000 infrastrutture

Sara Corvaro: La valutazione del rischio idraulico associato ai ponti

Andrea Dall'Asta: la conoscenza delle infrastrutture

Carmine Frascella: analisi interferometrica sul ponte di Monesi

Giuseppe Fratino: Il monitoraggio dei fenomeni geologici: le esperienze di SALT sulla Cisa

Carmelo Gentile: Analisi automatica dei dati di monitoraggio

Alessandro Mandolini: Il monitoraggio geotecnico di ponti e gallerie

Andrea Meoni: identificazione dinamica ponte di Monesi

Vincenzo Messina: software Inspicio per le infrastrutture

Agnese Natali: il ponte di Monesi e l'attività conoscenza

Pierluigi Navone: sicurezza infrastrutture ferroviarie

Fabrizio Scozzese: Monitoraggio dinamico mediante il traffico veicolare per il ponte di Monesi

Paolo Simonini: Monitoraggio ed analisi dei cinematismi di interazione tra ponti e frane

Nunzio Squeglia: la frana del ponte di Monesi