Assunzioni ingegneri: oltre 7mila posti disponibili in Italia
Oltre la metà delle 12mila posizioni aperte nel settore engineering resta vacante, segno di un crescente divario tra domanda e offerta di competenze tecniche.
La carenza di ingegneri e professionisti tecnici qualificati sta diventando una delle principali criticità per il sistema industriale italiano. Secondo un’analisi di Robert Walters, oltre 7mila posizioni nel settore engineering restano scoperte, mentre le difficoltà di reperimento raggiungono quasi il 70% per i profili più specializzati. A trainare la domanda sono la transizione energetica, l’automazione, la digitalizzazione e la necessità di rafforzare le supply chain in un contesto geopolitico sempre più instabile. Le imprese si trovano così a competere per un numero limitato di talenti, con effetti diretti su innovazione, produttività e capacità di crescita. Un fenomeno che rischia di trasformarsi in un ostacolo strutturale per la competitività del Paese.
La carenza di competenze diventa un problema strutturale
Il mercato del lavoro tecnico in Italia sta attraversando una fase di forte tensione. Oltre 7mila posizioni ingegneristiche restano oggi scoperte, mentre le difficoltà di reclutamento raggiungono il 69,5% per i profili più specializzati. In un contesto segnato da instabilità geopolitica, trasformazioni tecnologiche e transizione energetica, la mancanza di competenze rischia di diventare uno dei principali ostacoli alla competitività del sistema industriale nazionale.
A evidenziarlo è l’analisi Industria e geopolitica: talenti engineering realizzata da Robert Walters, che fotografa un mercato del lavoro in cui il mismatch tra domanda e offerta non rappresenta più un fenomeno temporaneo, ma una criticità strutturale. Su oltre 12mila posizioni aperte nel settore engineering, più della metà non trova candidati adeguati. Una situazione che si inserisce in un quadro più ampio di carenza di personale lungo tutta la filiera industriale: nella logistica, ad esempio, si registrano oltre 800mila posti vacanti, con circa il 40% dei profili difficili da reperire.
Le maggiori difficoltà si concentrano nei comparti dell’energia, della manifattura, dell’automazione, del chimico, dell’agroalimentare e della logistica, con una particolare incidenza nelle principali aree industriali del Paese, tra cui Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte.
Geopolitica e transizione tecnologica alimentano la domanda
A sostenere la crescita della domanda di professionisti tecnici non è soltanto l’andamento economico. Il contesto internazionale sta infatti imponendo alle imprese nuove sfide. Le tensioni geopolitiche, la volatilità dei mercati energetici e la necessità di rafforzare la resilienza delle supply chain spingono le aziende a investire sempre più in competenze specialistiche.
Parallelamente, l’accelerazione di processi come automazione, digitalizzazione e transizione energetica richiede figure professionali capaci di combinare competenze tecniche avanzate e visione strategica. È proprio questa crescente esigenza di profili ibridi a rendere ancora più difficile l’incontro tra domanda e offerta.
Il risultato è una vera e propria corsa ai talenti. I professionisti qualificati ricevono frequentemente più offerte contemporaneamente e tendono a privilegiare ruoli che garantiscono maggiore autonomia, impatto decisionale e prospettive di crescita. In questo scenario aumentano la mobilità dei middle manager, il turnover nei ruoli senior, che si attesta tra il 10% e il 12%, e la pressione sulle retribuzioni, alimentata anche dal crescente ricorso alle controfferte.
Processi di selezione troppo lenti
Nonostante la forte competizione per attrarre i migliori talenti, molte aziende continuano a scontrarsi con un problema interno: la lentezza dei processi di selezione. Nel settore engineering, infatti, i tempi di assunzione restano più lunghi rispetto ad altre funzioni aziendali, con il rischio concreto di perdere i candidati più qualificati a favore di concorrenti più rapidi.
Decisioni tardive, offerte economiche non sempre allineate alle aspettative del mercato e una comunicazione poco chiara sui percorsi di carriera rappresentano ancora oggi i principali ostacoli all’assunzione. In un mercato caratterizzato da una forte scarsità di competenze, anche pochi giorni di ritardo possono determinare il successo o il fallimento di una selezione.
A rendere ancora più complesso il quadro contribuiscono alcune caratteristiche strutturali del settore. La forza lavoro rimane prevalentemente maschile, con una presenza femminile che si ferma al 25%, mentre la domanda continua a concentrarsi soprattutto su professionisti senior con esperienza consolidata. Allo stesso tempo cresce la necessità di competenze trasversali che integrino capacità tecniche, manageriali e strategiche.
Un nodo cruciale per la competitività
«In uno scenario industriale caratterizzato da volatilità geopolitica e rapide trasformazioni tecnologiche, attrarre e trattenere figure specializzate con competenze tecniche avanzate e visione strategica è diventato un fattore critico di competitività per le aziende italiane», sottolinea Walter Papotti, Country Manager e Head of Engineering di Robert Walters Italia.
Con una domanda destinata a rimanere elevata e un’offerta ancora insufficiente, il mercato dei talenti engineering si conferma uno dei principali punti di tensione per l’industria italiana. Senza un’evoluzione delle strategie di attrazione, formazione e fidelizzazione delle risorse, il rischio è che il divario di competenze si trasformi in un freno strutturale alla crescita, limitando la capacità delle imprese di innovare e competere sui mercati internazionali.
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