Ingegneri, nuove frontiere e nuove responsabilità: dal digitale alla riforma delle competenze
Al 70° Congresso Nazionale degli Ingegneri di Trieste il CNI apre il confronto sulle nuove responsabilità professionali legate a digitale, intelligenza artificiale e cybersecurity. Il Presidente Angelo Domenico Perrini richiama la necessità di aggiornare il sistema delle competenze e delle tutele alla luce della riforma degli ordinamenti professionali
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Il 70° Congresso Nazionale degli Ingegneri, in corso a Trieste, apre il confronto sulle trasformazioni che stanno ridefinendo confini e responsabilità della professione. Intelligenza artificiale, cybersecurity, infrastrutture digitali, energia e sistemi avanzati di monitoraggio pongono nuove questioni sul riconoscimento e sulla certificazione delle competenze. Nel suo intervento introduttivo, il Presidente del CNI Angelo Domenico Perrini ha richiamato la necessità di aggiornare il perimetro della tutela pubblica, anche alla luce della riforma degli ordinamenti professionali. Al centro resta il tema della sicurezza dei cittadini e del ruolo che il sistema ordinistico può svolgere nei nuovi ambiti dell’ingegneria.
70° Congresso degli Ingegneri: competenze, responsabilità e nuove frontiere della professione
Il 70° Congresso Nazionale degli Ingegneri ha aperto i lavori a Trieste ponendo al centro del confronto una questione destinata a incidere profondamente sul futuro della professione: come garantire competenza, responsabilità e tutela dell’interesse pubblico in un contesto nel quale l’ingegneria si estende sempre più verso nuovi ambiti tecnologici. L’appuntamento, in programma dal 23 al 25 settembre 2026, è dedicato al tema “Nuove frontiere, nuove responsabilità”.
Nella relazione introduttiva, il Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), Angelo Domenico Perrini, ha concentrato l’attenzione soprattutto sulle trasformazioni determinate dalla progressiva integrazione tra infrastrutture fisiche, sistemi digitali, intelligenza artificiale e cybersicurezza.
Secondo Perrini, la sicurezza collettiva dipende ormai non soltanto dalla progettazione e dalla stabilità delle opere fisiche, ma anche dall’affidabilità di sistemi digitali e algoritmici che governano infrastrutture e servizi essenziali. Sistemi di intelligenza artificiale applicati alle reti energetiche, architetture informatiche utilizzate per proteggere le strutture sanitarie o gemelli digitali impiegati per controllare il comportamento di ponti e viadotti rappresentano alcuni esempi di attività con un impatto diretto sulla sicurezza della collettività.
70° Congresso Nazionale degli Ingegneri: a Trieste il futuro della professione tra IA, Società 5.0 e nuove responsabilità
Dal 23 al 25 settembre Trieste ospita il 70° Congresso Nazionale degli Ingegneri, dedicato alle nuove responsabilità della professione. Al centro del confronto Società 5.0, intelligenza artificiale, nuove competenze e riforma delle professioni regolamentate.
LEGGI L'APPROFONDIMENTO
Dall’ingegneria tradizionale ai nuovi domini tecnologici
È proprio da questa evoluzione che prende forma uno dei temi centrali sollevati dal CNI: numerose attività tecniche ad elevato impatto possono oggi essere esercitate da soggetti le cui competenze, sottolinea Perrini, non sono necessariamente validate attraverso un Esame di Stato né sottoposte al presidio continuativo di un ente pubblico professionale.
Un'asimmetria che, secondo il Presidente del CNI, rende necessario interrogarsi sull’attualità del perimetro delle competenze regolamentate.
La logica, sostiene Perrini, deve restare quella che storicamente ha accompagnato la regolamentazione della professione: tutelare i cittadini assicurando che le attività caratterizzate da una rilevante responsabilità tecnica siano affidate a soggetti dotati di competenze adeguatamente verificate.
Il Consiglio Nazionale non pone quindi la questione, nelle parole del suo Presidente, come una richiesta di nuove forme di tutela della categoria, ma come una disponibilità degli ingegneri ad assumere maggiori responsabilità nell’interesse generale.
L’ipotesi avanzata è quella di estendere il campo della competenza certificata agli ambiti nei quali l'evoluzione tecnologica determina nuovi rischi per la sicurezza, accompagnando tale riconoscimento con gli strumenti già previsti dal sistema ordinistico: formazione continua, copertura assicurativa e rispetto delle norme deontologiche.
Il divario tra laureati in ingegneria e iscritti all’Albo
A supporto di questa riflessione, Perrini ha richiamato anche la distanza tra il numero dei professionisti iscritti all’Albo e quello complessivo dei possessori di un titolo accademico in ingegneria.
Gli iscritti all’Albo sono, secondo i dati riportati dal Presidente del CNI, circa 253 mila, mentre i possessori di un titolo accademico in ingegneria superano il milione.
Una differenza che testimonia come una parte consistente dei laureati operi oggi in settori che hanno assunto una rilevanza strategica crescente – dall’ingegneria dell’informazione alle fonti energetiche, dall’industria avanzata alla sanità digitale – senza necessariamente avere un collegamento con il sistema ordinistico.
Per il CNI, ricomporre progressivamente questa distanza significa non soltanto ridefinire il ruolo della professione, ma soprattutto rafforzare gli strumenti attraverso i quali verificare e mantenere nel tempo le competenze necessarie in attività che possono avere conseguenze dirette sulla sicurezza e sul funzionamento della società.
Riforma degli ordinamenti professionali: il nodo delle competenze
La relazione di Perrini ha affrontato anche il tema della riforma degli ordinamenti professionali, destinata ad avere effetti diretti sull'organizzazione e sull'esercizio della professione di ingegnere.
Il disegno di legge delega, approvato dal Senato il 3 agosto 2026, è stato trasmesso alla Camera come A.C. 3068 e, al 23 settembre, risulta in corso di esame presso la Commissione Giustizia. Il provvedimento delega il Governo alla revisione e al riordino degli ordinamenti di diverse professioni, compresa quella degli ingegneri.
Il testo approvato dal Senato prevede che i decreti legislativi di riforma siano adottati entro 24 mesi dall'entrata in vigore della legge, dopo il coinvolgimento dei Consigli nazionali delle professioni interessate e, per gli aspetti pertinenti, dei ministeri competenti.
In questo percorso il CNI intende portare all'attenzione delle istituzioni la necessità di definire criteri chiari per individuare le competenze eventualmente riservate agli ingegneri, precisando sia i rapporti tra i differenti settori dell’Albo sia i confini tra l’ingegneria e le altre professioni dell’area tecnica.
Secondo Perrini, questo lavoro dovrà partire dall’analisi dei percorsi formativi, attraverso un confronto con il mondo universitario e tenendo conto delle classificazioni europee relative ad abilità, competenze, qualifiche e occupazioni, oltre che dell'evoluzione dell'offerta formativa presente sul territorio.
Trieste e le nuove frontiere dell’ingegneria
Ad aprire la giornata congressuale sono stati anche i saluti dei rappresentanti delle istituzioni e degli Ordini territoriali.
Il Sindaco di Trieste Roberto Di Piazza e l’Assessore regionale alle infrastrutture e al territorio del Friuli Venezia Giulia Cristina Amirante hanno richiamato il ruolo strategico del territorio giuliano all’interno delle reti infrastrutturali e logistiche europee. Amirante ha sottolineato in particolare la funzione di cerniera della regione per i collegamenti delle merci e dei passeggeri e per le connessioni verso l’area balcanica e il resto d’Europa.
Il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Trieste, Giovanni Basilisco, ha invece evidenziato il valore simbolico della città scelta per ospitare il Congresso: una realtà di frontiera nella quale ricerca scientifica, attività portuale, industria navale e dimensione europea rappresentano esempi concreti dell’incontro tra competenze differenti e della necessità di assumere nuove responsabilità.
Ai saluti hanno preso parte anche Antonello Merella, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Nuoro, coinvolto nell’organizzazione delle attività sportive collegate al Congresso, e Luigi Giudice, Direttore regionale dei Vigili del Fuoco del Friuli Venezia Giulia.
Il confronto aperto a Trieste parte dunque da una trasformazione ormai evidente: mentre l’ingegneria amplia i propri confini verso intelligenza artificiale, infrastrutture digitali, cybersecurity, energia e sistemi avanzati di monitoraggio, cresce parallelamente la necessità di interrogarsi sulle competenze richieste, sui meccanismi attraverso i quali certificarle e sulle responsabilità associate alle nuove attività tecniche.
È su questo terreno che il 70° Congresso punta a ridefinire il ruolo dell’ingegnere nella società contemporanea, mettendo in relazione innovazione tecnologica, evoluzione della professione e tutela dell’interesse collettivo.
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