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Innovazione e dati, la sfida degli ingegneri per far crescere il Paese

Carlotta Penati (Ordine degli Ingegneri di Milano), evidenzia il ruolo strategico dell’Ordine nel promuovere la digitalizzazione del settore. L’Ordine, sottolinea, agisce come ponte tra professionisti e istituzioni, sostenendo la cultura dell’innovazione. La vera sfida, spiega Penati, sarà integrare sistemi e competenze, per offrire alle amministrazioni locali una visione unitaria e concreta del futuro tecnologico. Guarda la video intervista realizzata in occasione del BIMsummit 2025 di Harpaceas.

Innovazione e dati, la sfida degli ingegneri per far crescere il Paese

L’Ordine degli Ingegneri di Milano: un ponte strategico per la digitalizzazione del settore

In occasione del BIMsummit 2025 di Harpaceas, Carlotta Penati, rappresentante dell’Ordine degli Ingegneri di Milano, ha illustrato la visione e il ruolo strategico dell’Ordine nel promuovere la digitalizzazione e la cultura dell’innovazione all’interno del settore tecnico e delle costruzioni.

  

Un ruolo pubblico al servizio dell’innovazione

Come ente pubblico, l’Ordine agisce da ponte tra professionisti e istituzioni, favorendo un dialogo costruttivo capace di orientare il cambiamento.

«Il nostro compito – sottolinea Penati – è far comprendere alle istituzioni che l’innovazione è una necessità, non un’opzione. Occorre accompagnarle in questo percorso e, allo stesso tempo, sostenere i professionisti con strumenti, formazione e incentivi adeguati».

Oltre a promuovere la formazione continua, l’Ordine si sta muovendo anche sul fronte del sostegno economico, chiedendo alle istituzioni di prevedere incentivi concreti per favorire la crescita dei professionisti e, di conseguenza, del sistema Paese.

 

Dati e certificazione al centro della trasformazione digitale

L’innovazione, evidenzia Penati, passa inevitabilmente dai dati. Per questo motivo, l’Ordine è fortemente impegnato nella certificazione e gestione dei dati, un tema cruciale per garantire la qualità e l’affidabilità dei processi digitali.

Grazie a una rete di circa 30 commissioni tecniche, l’Ordine riesce ad affrontare l’innovazione in tutti i suoi sottosistemi, coordinando competenze diverse e promuovendo un approccio interdisciplinare.

  

La sfida dell’integrazione: sistemi e competenze per il futuro

Secondo Penati, la vera sfida sarà quella dell’integrazione: unire sistemi, dati e competenze per offrire alle amministrazioni locali una visione unitaria e concreta del futuro tecnologico.

«Attraverso il contributo attivo dei nostri iscritti – conclude – l’Ordine è in grado di proporre alle istituzioni soluzioni pratiche e sostenibili, frutto di una visione condivisa e di una collaborazione costante tra tutti gli attori del settore».

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