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Intelligenza Artificiale e professione tecnica: dal CNI una Guida pratica per gli ingegneri

Al 70° Congresso Nazionale degli Ingegneri il CNI ha presentato una Guida pratica dedicata all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nella professione. Il documento affronta normativa, deontologia, responsabilità, formazione e buone pratiche per l’uso di IA generativa e LLM.

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L’Intelligenza Artificiale sta entrando sempre più rapidamente negli studi professionali e nelle società di ingegneria, aprendo nuove opportunità ma anche interrogativi su responsabilità, privacy, deontologia e formazione. Per accompagnare i professionisti in questa trasformazione, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha presentato una nuova Guida pratica dedicata all’uso consapevole dell’IA. Il documento, illustrato durante il 70° Congresso Nazionale degli Ingegneri di Trieste, approfondisce l’AI Act, i rischi professionali e assicurativi e l’utilizzo dei modelli linguistici di grandi dimensioni. Un vero e proprio strumento operativo rivolto a tutti gli iscritti all’Albo, indipendentemente dal settore di attività.


Una Guida CNI per governare l’Intelligenza Artificiale negli studi professionali

Normativa, deontologia, responsabilità professionale, formazione e utilizzo consapevole degli strumenti di Intelligenza Artificiale. Sono questi i principali ambiti affrontati dalla nuova “Guida pratica all’Intelligenza Artificiale per l’ingegnere, normativa, deontologia e buone pratiche professionali”, presentata dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri in occasione della seconda giornata del 70° Congresso Nazionale degli Ingegneri, in corso a Trieste.

Il documento nasce con l’obiettivo di fornire agli iscritti all’Albo strumenti concreti per affrontare una trasformazione che sta interessando in maniera sempre più profonda studi professionali, società di ingegneria e imprese. L’Intelligenza Artificiale, e in particolare quella generativa, è infatti entrata nelle attività quotidiane con una velocità superiore rispetto alla diffusione delle competenze necessarie per utilizzarla in maniera pienamente consapevole, sicura e conforme alle norme.

La Guida è stata presentata durante il panel “Conoscere l'IA per governarla: l'alfabetizzazione nell'ambito dell'AI Act”, curato dal Comitato Italiano Ingegneria dell'Informazione del CNI (C3i).

A illustrarne contenuti e obiettivi sono stati Carla Cappiello, Vicepresidente Vicario del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, e Gennaro Annunziata, Coordinatore del Comitato C3i.

Il documento è rivolto a tutti gli iscritti all’Albo, indipendentemente dalla specializzazione e dalla modalità con cui viene esercitata la professione. L’obiettivo è offrire un riferimento operativo capace di accompagnare l’ingegnere nell’utilizzo di sistemi di IA, chiarendo non soltanto il quadro legislativo ma anche le conseguenze che l’impiego di questi strumenti può avere sotto il profilo deontologico e della responsabilità professionale.

Tra i problemi che hanno spinto il CNI alla predisposizione della Guida vi è proprio l’utilizzo ormai quotidiano dell’IA generativa all’interno delle attività professionali, compreso il possibile caricamento su piattaforme esterne di dati personali, informazioni riservate o documenti sensibili.

“Abbiamo visto l'uso quotidiano dell'IA generativa, dati sensibili o coperti da privacy caricati su piattaforme anche gratuite e abbiamo visto le segreterie degli Ordini chiedere se possono usare l'IA generativa”, ha spiegato Carla Cappiello.

Da qui la necessità, secondo il CNI, di andare oltre una semplice circolare informativa e fornire ai professionisti uno strumento più articolato, destinato peraltro a essere aggiornato nel tempo parallelamente all’evoluzione normativa e tecnologica.

AI Act, deontologia e responsabilità: le cinque parti della Guida

La “Guida pratica all’Intelligenza Artificiale per l’ingegnere” è organizzata in cinque sezioni principali, attraverso le quali vengono affrontati sia gli aspetti regolatori sia quelli direttamente connessi all’attività professionale.

La prima parte ricostruisce il quadro normativo di riferimento, con particolare attenzione all’AI Act europeo e alle sue possibili applicazioni nei differenti settori dell’ingegneria. Il documento punta così a tradurre le disposizioni normative in situazioni più vicine all’esperienza concreta dei professionisti.

La seconda sezione entra nel rapporto tra Intelligenza Artificiale e deontologia. L’utilizzo di strumenti automatizzati non elimina infatti gli obblighi professionali dell’ingegnere, né trasferisce sul sistema tecnologico la responsabilità delle decisioni assunte nell’ambito di un incarico.

La terza parte approfondisce proprio il tema della responsabilità, soffermandosi sui possibili rischi legali, sanzionatori e assicurativi derivanti da un utilizzo non corretto o non sufficientemente controllato dei sistemi di IA.

Anche il mancato aggiornamento professionale può diventare un rischio

Particolare attenzione viene dedicata anche alla formazione.

La quarta parte della Guida analizza infatti il rischio derivante dal mancato aggiornamento professionale in materia di Intelligenza Artificiale. La progressiva diffusione di questi strumenti rende sempre più importante la capacità di comprenderne funzionamento, limiti e possibili criticità.

Il tema dell’alfabetizzazione all’IA assume inoltre un ruolo centrale nell’ambito della nuova disciplina europea, che richiede una crescente consapevolezza da parte dei soggetti che utilizzano o gestiscono sistemi basati sull’Intelligenza Artificiale.

La quinta sezione è invece dedicata all’utilizzo dei Large Language Model (LLM), i modelli linguistici alla base di molti degli strumenti di IA generativa oggi utilizzati anche in ambito professionale.

La Guida fornisce indicazioni pratiche per un loro impiego consapevole, con particolare attenzione alla gestione delle informazioni, alla verifica degli output e alla necessità di mantenere sempre un controllo umano sul risultato prodotto dal sistema.

A completare il documento sono inoltre appendici contenenti modelli e checklist operative, pensate per agevolare l’applicazione concreta delle indicazioni negli studi professionali.

Annunziata: rispondere alle esigenze che già emergono nella professione

Secondo Gennaro Annunziata, la scelta di predisporre una Guida articolata nasce dalla necessità di affrontare problemi che sono già presenti nell’attività quotidiana degli ingegneri.

“Per gli ingegneri abbiamo pensato di realizzare una Guida pratica all’Intelligenza Artificiale perché è un documento molto più esteso che entra nei dettagli”, ha affermato il Coordinatore del C3i.

Il CNI ha quindi scelto di anticipare alcuni degli adempimenti e degli sviluppi regolatori connessi alla nuova disciplina sull’Intelligenza Artificiale, fornendo risposte operative alle esigenze già emerse all’interno degli studi professionali.

Al panel sono intervenuti anche l’avvocato Federico Lucarelli e Claudio Tomazzoli, componente del Comitato C3i.

Libertà, responsabilità e Intelligenza Artificiale: la riflessione di Vito Mancuso

La presentazione della Guida si è inserita in una giornata del Congresso dedicata al tema “Libertà e responsabilità nell'epoca dell'Intelligenza Artificiale”.

Ad aprire la riflessione è stato il teologo Vito Mancuso, davanti agli oltre mille ingegneri presenti, soffermandosi sul rapporto tra progresso tecnologico, libertà personale e responsabilità.

Secondo Mancuso, la libertà attraversa diverse fasi: nasce inizialmente come liberazione dalle convenzioni e come capacità di dire “no”, per trasformarsi successivamente in capacità di scelta e, infine, in una ricerca di armonia e responsabilità.

È proprio questa relazione tra libertà e responsabilità a rappresentare uno dei principali interrogativi posti dalla diffusione dell’Intelligenza Artificiale. Per Mancuso, il progresso tecnologico deve quindi essere accompagnato da un parallelo sviluppo della capacità critica e della dimensione interiore dell’individuo.

Un tema che trova un collegamento diretto con la stessa impostazione della Guida del CNI: conoscere gli strumenti di Intelligenza Artificiale non significa soltanto saperli utilizzare, ma essere consapevoli delle conseguenze delle decisioni che vengono assunte attraverso il loro impiego.

Dal digitale all’ambiente: gli altri temi del Congresso degli Ingegneri

La seconda giornata del 70° Congresso Nazionale degli Ingegneri ha ospitato anche Masterclass e numerosi panel tecnici dedicati, tra gli altri, all’ingegneria biomedica, agli eventi estremi, all’ambiente e all’energia.

Su questi ultimi temi è intervenuta anche Vannia Gava, Viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che ha sottolineato il ruolo delle competenze ingegneristiche nei processi di sviluppo sostenibile e rigenerazione dei territori.

Gava ha ricordato gli investimenti destinati alle bonifiche, citando oltre 450 milioni di euro destinati alle Regioni per la rigenerazione dei siti inquinati e altri 330 milioni per i siti di interesse nazionale.

In un Congresso chiamato a interrogarsi sulle nuove frontiere e sulle nuove responsabilità della professione, l’Intelligenza Artificiale emerge quindi come uno dei terreni sui quali gli ingegneri saranno chiamati a costruire nuove competenze. La Guida predisposta dal CNI rappresenta un primo strumento operativo per affrontare questa trasformazione, mettendo al centro conoscenza delle norme, aggiornamento professionale e responsabilità nell’utilizzo delle tecnologie.

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