Interventi di rinforzo su beni monumentali: l’Anfiteatro Romano di Lecce rivive in sicurezza con i nastri metallici pretensionati
L’articolo descrive il cantiere di restauro dell’Anfiteatro Romano di Lecce, dove le arcate in pietra leccese sono state consolidate con nastri metallici CAM® pretensionati. Si analizzano criteri di scelta, modalità di posa, protezione e monitoraggio di un intervento reversibile e a minimo impatto visivo.
I beni monumentali rappresentano il patrimonio più pregiato e antico del nostro costruito. Il loro valore è inestimabile ed è nella memoria della collettività. Proteggerli e preservarli è la sfida che può essere vinta con i sistemi innovativi, come ci racconta l’esperienza del cantiere a Piazza Sant’Oronzo (LE).
Indice dei contenuti principali
- Contesto e obiettivi dell’intervento
- Descrizione del sito archeologico e delle criticità strutturali
- Criteri di scelta della tecnologia di rinforzo
- Soluzione adottata: nastri metallici CAM® pretensionati
- Dettagli esecutivi e protezione del rinforzo a vista
- Monitoraggio dei nastri pretensionati nel tempo
- Organizzazione del cantiere e gestione operativa degli interventi
- Esito dell’intervento e valore per la comunità
L’Anfiteatro Romano di Lecce: contesto storico e criticità strutturali
Il sito archeologico simbolo della città della Puglia, dopo circa due anni di lavori, ha riaperto al pubblico che può finalmente ammirare nuovamente la struttura con 2000 anni di storia.
Le opere eseguite sono state finalizzate ad assicurare una migliore conservazione delle antiche strutture del monumento (restituendo alla comunità l’originaria immagine del bene monumentale) e, al tempo stesso, a favorire la maggiore accessibilità al percorso di visita.
I lavori in questione sono stati avviati nella primavera del 2023 dalla Direzione regionale Musei nazionali Puglia, in stretta sinergia con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Brindisi, Lecce e Taranto e di concerto con l’Amministrazione comunale di Lecce.
Dell’anfiteatro romano rimangono parte dell’arena ellittica e due corridoi anulari cui appartengono numerosi e robusti pilastri a sostegno dell’ordine superiore scandito in una galleria di fornici. Sono sopravvissute negli anni poche arcate costituite da blocchi in pietra leccese.
Caratteristica della roccia calcarea tipica della zona del Salento è l’estrema lavorabilità e l’estrema sensibilità all’azione degli agenti atmosferici.
Tra gli interventi conservativi spicca la scelta optata per le arcate che sono state consolidate con sottarchi e fasciature metalliche CAM® a vista a confinare il singolo concio di pietra.
La scelta, operata dalla Soprintendenza ai Beni Artistici della città di Lecce, ha quindi visto protagonista la EDIL CAM Sistemi, azienda che da sempre si occupa di consolidamento e miglioramento sismico di strutture esistenti con le proprie tecnologie antisismiche basate sull’impiego di nastri in acciaio inossidabile attivi e pretensionati per l’innalzamento della capacità resistente delle strutture sul quale il Sistema viene posato.
Seppur la tecnologia CAM® e i marchi ad esso correlati siano largamente accettati per gli interventi di miglioramento sismico sulle strutture storiche e vincolate, tale applicazione rappresenta un unicum nel settore monumentale.
Storicamente gli interventi sui beni monumentali erano limitati alla messa in sicurezza mediante l’uso di malte idonee o tramite cerchiature metalliche, spesso necessariamente lasciate a vista in interventi eseguiti negli anni ‘80.
La novità scelta per il sito Leccese di operare con i nastri metallici pretensionati può essere l’esempio per altri beni di interesse nazionale ed estero, rompendo gli schemi tradizionali legati alla messa in sicurezza delle opere d’arte e dei siti archeologici.

Le cuciture attive CAM® nell’opera di riqualificazione delle arcate monumentali
Oggetto del consolidamento locale con tecnologia EDIL CAM Sistemi sono i singoli conci in pietra leccese che costituiscono le poche arcate sopravvissute agli anni. La necessità di confinare localmente i macro-blocchi in pietra leccese ha condotto alla scelta di una tecnologia sicura, reversibile e a minimo impatto visivo.
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I nastri metallici in acciaio inox presolleci-tati “girano intorno” al concio murario previa posa a secco di sottili ripartitori anch’essi in acciaio inox per limi-tare le tensioni locali allo spigolo.
Ciascun nastro è chiuso e messo in tensione attraverso un’apposita macchina pneumatica certificata e calibrata in laboratorio.

Usualmente il Sistema di nastri viene protetto a valle della posa da cartongessi o intonaci nelle strutture civili, sia per evitarne manomissioni sia per evitare il detensionamento per effetto dell’escursione termica.
Nell’intervento sul bene archeologico ciò era inammissibile, ma non ha rappresentato un ostacolo insormontabile. Si è infatti scelto di proteggere il sistema di nastri pretensionati attraverso la pittura con una vernice ceramica che ne abbatte la termica e, prodotta del colore RAL indicato dalla Soprintendenza ha permesso di occultare in maniera assoluta il rinforzo applicato.
I nastri, che sono oggetto di monitoraggio per valutarne tempestivamente la perdita di tensione, non hanno ad ora manifestato variazioni significative del tiro nonostante il clima e l’irraggiamento diretto ai quali sono esposti.

Le opere di riqualificazione degli spazi funzionali, l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’intera cantierizzazione degli ulteriori interventi previsti in progetto sono stati gestiti dall’impresa Marullo Costruzioni, mentre l’opera di rinforzo è stata gestita con operai specializzati della EDIL CAM Sistemi ed è durata totalmente circa una settimana lavorativa.
La semplicità non è sinonimo di banalità, ma di uno studio attento e volto a pianificare ogni passo dell’attività di riqualificazione che in cantiere permette interventi in sicurezza, sia a tutela dei lavoratori che dell’opera d’arte.

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E tra “tecnologia e ricami artigianali sulla pietra risplende finalmente L’anfiteatro di Lecce”.
FAQ TECNICHE + Nastri metallici CAM® pretensionati: rinforzo sicuro per monumenti
1. Che cos’è il sistema a nastri metallici pretensionati CAM®?
È una tecnologia di rinforzo che utilizza nastri in acciaio inox “attivi”, chiusi e messi in tiro per confinare elementi murari o blocchi lapidei. Nel caso di Lecce i nastri “girano” attorno al concio e lavorano per migliorare la capacità resistente locale. Il sistema è pensato per interventi mirati e compatibili con strutture esistenti, anche vincolate.
2. A cosa serve e in quali contesti si applica?
Serve a mettere in sicurezza elementi vulnerabili (conci, arcate, porzioni murarie) limitando l’invasività e mantenendo leggibilità del manufatto. È indicato quando servono soluzioni reversibili e controllabili, tipiche di beni storici, siti archeologici e strutture in muratura soggette a degrado o azioni orizzontali.
3. Quali prestazioni e requisiti progettuali entrano in gioco?
La prestazione dipende da geometria, stato di conservazione, configurazione dei nastri e livello di pretensione previsto in progetto. Per beni tutelati contano anche compatibilità materica, reversibilità, controllo delle tensioni locali sui bordi e protezione dagli effetti termo-igrometrici. I livelli di tiro e i dettagli vanno definiti secondo scheda tecnica e verifiche del progettista.
4. Quali vantaggi rispetto a cerchiature o soluzioni “standard” a vista?
Consente un rinforzo localizzato con posa relativamente rapida, riducendo lavorazioni invasive e demolizioni. La pretensione permette un’azione “attiva” di confinamento; l’impatto visivo può essere gestito con finiture e colorazioni compatibili con le prescrizioni della Soprintendenza. Inoltre è possibile impostare controlli nel tempo sul mantenimento della tensione.
5. Indicazioni di posa e integrazione: quali nodi e attenzioni?
È cruciale limitare le concentrazioni di tensione: si impiegano ripartitori sottili in acciaio inox posati a secco sugli spigoli. La chiusura e la messa in tiro avvengono con macchina pneumatica certificata e calibrata; la sequenza di posa va pianificata per evitare interferenze con superfici fragili e lavorazioni conservative. Dettagli e compatibilità vanno definiti caso per caso.
6. Comfort, sicurezza e durabilità: come si gestiscono su un rinforzo a vista?
Su un bene archeologico il rinforzo non può essere coperto con intonaci o contropareti: diventa essenziale la protezione dall’escursione termica e dagli agenti esterni. Nel caso studio i nastri sono stati protetti con vernice ceramica e colorazione prescritta, riducendo l’impatto visivo. Il monitoraggio del tiro permette di intercettare eventuali perdite di tensione nel tempo.
7. Errori tipici da evitare e criteri di scelta per il progettista
Da evitare: serraggi non controllati, assenza di ripartizione sugli spigoli, dettagli che favoriscono corrosione o danneggiamenti, e mancata gestione degli effetti termici su elementi a vista. La scelta va fatta dopo rilievo e diagnosi, valutando accessibilità, vincoli di tutela, reversibilità richiesta e possibilità di monitoraggio. Fondamentale coordinare finiture e prescrizioni con Soprintendenza e DL.
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