L’evoluzione dei CAM Edilizia 2025: comfort estivo, benessere termo-igrometrico, qualità dell’aria e radon
L’articolo analizza le principali novità introdotte dai CAM Edilizia 2025 rispetto all’edizione 2022 in tema di prestazione energetica estiva, benessere termico, qualità dell’aria interna e controllo del radon. Viene evidenziato il passaggio da un approccio in parte prescrittivo a uno pienamente prestazionale e dinamico, coerente con EPBD, UNI EN 16798-1 e il framework europeo Level(s).
Il criterio CAM per la prestazione energetica in fase estiva (2.3.2 - CAM Edilizia 2025)
Nell’edizione 2022 dei CAM il comfort estivo si poteva dimostrare con parametri prescrittivi di involucro (massa superficiale o trasmittanza periodica) oppure con calcolo dinamico.
Nei CAM Edilizia 2025 il criterio è stato rafforzato e reso più coerente con l’EPBD: vengono eliminate le opzioni prescrittive e si richiede obbligatoriamente una verifica dinamica oraria del benessere estivo (con alcune categorie di edifici escluse e un inquadramento normativo europeo più esplicito).
Il criterio dinamico è il medesimo dell’edizione 2022, ovvero per ciascun ambiente destinato alla permanenza di persone:
|θo,t -θrif| < 4°C con un numero di ore di benessere > 85%
dove: θrif = (0.33 θrm) + 18.8
dove: θrm = temperatura esterna media mobile giornaliera secondo UNI EN 16798- 1.
Il criterio non si applica agli interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria ma alle seguenti tipologie:
- nuova costruzione;
- demolizione e ricostruzione;
- ristrutturazione importante di primo livello.
Per edifici storici resta il riferimento alla norma
UNI EN 16883
e l’applicazione delle “
Linee guida per migliorare la prestazione energetica degli edifici storici
”.
Similmente al criterio sul comfort descritto di seguito, il criterio estivo viene collegato a Level(s) con indicatore 4.2.
Cos'è l'indicatore Level(s)
Level(s) è un framework di valutazione e rendicontazione sviluppato dalla Commissione europea che fornisce una lingua comune per misurare la sostenibilità degli edifici in tutta Europa, considerando l'intero ciclo di vita e utilizzando indicatori chiave relativi a energia, materiali, acqua, salute, benessere e costi. Lo strumento offre un approccio flessibile articolato su tre livelli di approfondimento (dalla progettazione concettuale fino all'occupazione e uso) e consente di valutare e migliorare le prestazioni ambientali, la qualità interna e il valore economico degli edifici.
>>>
PUOI APPROFONDIRE QUI
Il criterio CAM relativo al Benessere termico (2.3.3 - CAM Edilizia 2025)
Il testo del 2022 non riportava specifica esclusioni, era riportato in termini generali “è garantito il benessere termico…”.
Nella pratica operativa nel 2022 l’ambito era meno esplicitamente delimitato di quanto non sia nell’edizione 2025, dove viene dettagliata l’applicazione:
Si applica a:
- nuova costruzione;
- demolizione e ricostruzione;
- ristrutturazione importante di primo livello.
Non si applica a:
- manutenzione ordinaria o straordinaria;
- restauro;
- risanamento conservativo.
Due sono i requisiti riportati nella versione 2025:
-
Requisito “classico” sugli indici di comfort (come nel 2022)
Negli ambienti occupati da persone: PMV e PPD e gli indici di discomfort locale devono soddisfare la categoria B di benessere termico secondo UNI EN ISO 7730.
-
Nuovo requisito “adattivo” per edifici senza raffrescamento
Per edifici non dotati di impianto di raffrescamento: deve essere valutata e dichiarata la categoria di intervallo della temperatura operativa interna secondo il criterio adattivo della norma UNI EN 16798-1.
Similmente al criterio sull’estivo anche il criterio sul comfort viene collegato a Level(s) con indicatore 4.2.
SCARICA QUI L'ALLEGATO TECNICO DEI CAM EDILIZIA 2025
Il criterio CAM sulla qualità dell’aria e sulla VMC (2.3.6 Aerazione, ventilazione e qualità dell’aria)
La principale differenza tra la versione 2022 e quella di oggi è che si poteva scegliere tra UNI 10339 e UNI EN 16798-1.
Nella versione 2025 si abbandona il riferimento esplicito alla norma UNI 10339 e si impone la UNI EN 16798-1 come unico riferimento per le portate, con stessa logica sulle classi (II di base, III ammessa in casi particolari).
Per quanto riguarda le tecnologie la versione 2025 impone l'uso di sistemi di ventilazione meccanica controllata (VMC) per garantire la qualità dell’aria interna in tutti i locali abitabili e richiede esplicitamente:
- tecnologie di monitoraggio dei parametri di qualità dell’aria e dell’efficienza del sistema di filtrazione;
- scelta di materiali a basse emissioni per soddisfare le condizioni low/very low polluting building;
- pulizia di filtri e condotte aerauliche secondo normativa.
I sistemi di ventilazione devono inoltre:
- essere progettati per ridurre le perdite di carico (percorsi brevi, ampie sezioni, elevata tenuta all’aria);
- garantire uno Specific Fan Power (SFP) < 1,5 kW/(m³/s);
- prevedere recupero di calore con efficienza ≥ 80% nel periodo di riscaldamento;
- prevedere il bypass nel periodo di raffrescamento e mezze stagioni quando T° esterna < T° interna, per sfruttare aria esterna filtrata come free-cooling.
Cosa sapere sulla UNI EN 16798-1 e la nuova Appendice Nazionale (NA)
La norma UNI EN 16798-1:2019 si occupa della prestazione energetica degli edifici, con particolare attenzione alla ventilazione e alla qualità dell'aria interna. Abbiamo recentemente pubblicato su Ingenio un articolo che mette a confronto la nuova Appendice Nazionale (NA) con l’Appendice Europea B, finora utilizzata dai professionisti, evidenziando le principali differenze tra i due documenti. >>> LEGGI QUI L'APPROFONDIMENTO
Il criterio CAM sul Radon (2.3.11 - CAM Edilizia 2025)
Il criterio del CAM 2022 (aggiornato nel 2024) non elencava in modo dettagliato le tipologie di intervento: parla in generale di “interno degli edifici”. Inoltre non veniamo chiarita l’estensione a tutte le zone del territorio (non venivano richiamate le aree prioritarie).
Il Criterio CAM 2025 specifica chiaramente per quali interventi si applica:
- nuova costruzione;
- ristrutturazione urbanistica;
- ristrutturazione edilizia;
- demolizione e ricostruzione;
- restauro e risanamento conservativo;
- manutenzione straordinaria se coinvolge strutture di locali a contatto, anche parziale, con il terreno.
Il Decreto dice esplicitamente che il criterio si applica “indipendentemente dalla zona” in cui ricade l’edificio, quindi non solo nelle aree prioritarie (definite dal D.Lgs 101/2020).
Il livello di riferimento è 200 Bq/m³ come concentrazione di attività media annuale, esplicitamente “in armonia con il livello di riferimento” del D.Lgs. 101/2020 per le abitazioni costruite dopo il 31/12/2024. Tale livello di riferimento è il medesimo della precedente edizione del CAM Edilizia.
Per quanto riguarda le soluzioni il CAM Edilizia 2022 si limitava ad affermare che “devono essere adottate strategie progettuali e tecniche idonee”, senza esempi specifici di soluzioni costruttive o impiantistiche. Non vi era inoltre nessun richiamo esplicito al coordinamento con misure di efficienza energetica.
L’edizione 2025 descrive esempi concreti di strategie progettuali e tecniche:
- isolamento tramite membrane “anti radon”;
- sistemi di ventilazione adeguati, volti a modificare la distribuzione della pressione tra interno ed esterno.
Sottolinea inoltre la sinergia con interventi di risparmio energetico (coordinamento tra efficienza energetica e mitigazione del radon). Dettaglia la fonte principale quale il terreno, ma definisce che l’accumulo dipende dalle caratteristiche costruttive dell’edificio.
Per quanto riguarda le verifiche, la Relazione CAM deve illustrare come il progetto ha considerato il criterio sul radon.
E inoltre prevista una misurazione della media annuale di Radon al termine dei lavori, con:
- modalità di cui all’allegato II sezione I D.Lgs. 101/2020;
- utilizzo di servizi di dosimetria di cui all’art. 155;
- emissione di una relazione tecnica con i contenuti previsti dal medesimo allegato.
Viene richiamata espressamente anche la fase di monitoraggio in corso d’opera e finale.
Rispetto alla versione precedente è possibile evidenziare i seguenti consigli per i progettisti:
- Considerazione in modo esplicito dell’ambito di applicazione (tipologia di intervento e contatto con il terreno);
- Progettazione di soluzioni anti‑radon più “esplicite” (membrane, ventilazione dedicata, gestione pressioni) da dettagliare nel progetto;
- Migliore coordinamento con la progettazione energetica (isolamento/tenuta all’aria vs ventilazione/estrazione).;
- Applicazione del PNAR 2023–2032 e la UNI ISO 11665‑8 come riferimenti tecnici principali;
- Programmazione chiara delle misure a fine lavori.
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