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Lattoniere edile certificato: cosa prevede la UNI 11966 e come si ottiene il patentino

La certificazione del lattoniere edile UNI 11966 definisce i requisiti professionali necessari per attestare competenze, abilità e responsabilità degli operatori del settore. L'articolo analizza requisiti di accesso, prove d'esame, mantenimento della certificazione e differenze tra lattoniere di cornice e lattoniere specializzato.

La norma UNI 11966 definisce i requisiti di conoscenza, abilità, autonomia e responsabilità del lattoniere edile nell'ambito delle professioni non regolamentate disciplinate dalla Legge 4/2013. L'articolo analizza le due figure professionali previste dalla norma, i livelli EQF di riferimento, i requisiti di accesso alla certificazione, le prove d'esame, gli obblighi per il mantenimento del certificato e il ruolo di Accredia. Il contenuto costituisce un riferimento operativo per imprese, professionisti, organismi di certificazione e operatori della filiera delle coperture metalliche.


Lattonerie in edilizia: funzioni e quadro normativo

Elementi accessori indispensabili nell'ambito delle coperture, le lattonerie sono ampiamente utilizzate in edilizia anche nei sistemi di facciata e in numerose altre parti dell'involucro edilizio, assumendo un ruolo sempre più importante sia dal punto di vista funzionale sia da quello estetico.

Costituiscono infatti componenti fondamentali per il corretto smaltimento e la raccolta delle acque meteoriche, proteggono le superfici dagli agenti atmosferici e assicurano la continuità dei dettagli costruttivi tra coperture, facciate e sistemi di impermeabilizzazione. In molti interventi rappresentano inoltre un elemento distintivo della caratterizzazione architettonica dell'edificio, integrandosi con le lavorazioni di impermeabilizzazione, i rivestimenti di facciata e le finiture di copertura.

In linea con altri settori del mondo delle costruzioni, anche il settore delle lattonerie edili è oggi supportato da un articolato quadro di norme tecniche che definiscono criteri di progettazione, realizzazione e corretta posa in opera. A questo corpus normativo si è recentemente affiancata la UNI 11966 , che completa il percorso di qualificazione della figura del lattoniere edile definendone i requisiti di conoscenza, abilità, autonomia e responsabilità nell'ambito delle attività professionali non regolamentate.

Principali riferimenti normativi per le opere di lattoneria edile
Le opere di lattoneria edile sono disciplinate da un insieme di norme tecniche che regolano la terminologia di settore, la progettazione e la posa delle coperture metalliche, le caratteristiche dei prodotti impiegati, il dimensionamento dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche, le azioni agenti sulle coperture e la qualificazione professionale del lattoniere. Di seguito sono riportati alcuni dei principali riferimenti normativi:
UNI 8090 – Terminologia degli elementi complementari delle coperture.
UNI 8178-1 – Analisi degli elementi e degli strati funzionali delle coperture.
UNI 10372
– Progettazione, esecuzione e manutenzione delle coperture metalliche discontinue.
UNI EN 612 – Requisiti per canali di gronda e pluviali in lamiera metallica.
UNI EN 12056-3 – Progettazione e calcolo dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche.
UNI EN 14783 – Specifiche di prodotto per lastre e nastri metallici destinati a coperture e rivestimenti.
Eurocodice 1
(UNI EN 1991-1-3, -1-4 e -1-5) – Azioni della neve, del vento e delle variazioni termiche sulle coperture.
UNI 11966 – Requisiti di conoscenza, abilità, autonomia e responsabilità del lattoniere edile ai fini della certificazione della figura professionale

Lattoniere edile: chi è, cosa fa e quali sono le sue competenze

Il lattoniere edile è quindi il professionista specializzato nella realizzazione, lavorazione e posa di elementi in lamiera destinati a proteggere l'edificio dall'acqua e dagli agenti atmosferici, garantendone la durabilità, la tenuta e la corretta evacuazione delle acque meteoriche.

Nel settore delle costruzioni il suo ruolo è molto più ampio della semplice installazione di gronde e pluviali. Si occupa infatti di progettare (quando previsto), sagomare e installare manufatti metallici che completano il sistema di copertura e di facciata, assicurando la continuità tra i diversi elementi costruttivi e prevenendo infiltrazioni e degrado.

Tra le principali lavorazioni rientrano:

  • canali di gronda e pluviali;
  • converse, compluvi e displuvi;
  • scossaline e raccordi impermeabili;
  • copertine e coronamenti;
  • rivestimenti metallici di coperture e facciate;
  • finiture e dettagli costruttivi in lamiera;
  • elementi speciali per lucernari, camini, sfiati e corpi emergenti.

Il lattoniere opera quindi all'interfaccia tra copertura, impermeabilizzazione, involucro edilizio e sistema di smaltimento delle acque meteoriche, collaborando con progettisti, imprese, impermeabilizzatori, coperturisti e serramentisti.

La qualità della sua posa incide direttamente sulle prestazioni dell'edificio in termini di tenuta all'acqua, durabilità, manutenzione, sicurezza e qualità architettonica.

Per questo la UNI 11966 attribuisce particolare importanza alle competenze del lattoniere, riconoscendolo come una figura professionale qualificata la cui preparazione tecnica contribuisce al corretto funzionamento dell'involucro edilizio e alla qualità complessiva dell'opera.

Dettaglio di una brasatura su elemento di lattoneria in rame, lavorazione specialistica utilizzata nella realizzazione e nell'assemblaggio di manufatti metallici. (Roberto Baldo)

UNI 11966: competenze, conoscenze e livelli professionali del lattoniere edile

La possibilità di conseguire la certificazione del lattoniere si è resa possibile nel 2019, attraverso la Prassi di Riferimento UNI/PdR 88 nel 2019, recentemente trasformata nella norma UNI 11966 che ha per titolo “Attività professionali non regolamentate - Lattoniere edile - Requisiti di conoscenza, abilità, autonomia e responsabilità”. La norma dedica un punto alla descrizione delle diverse figure professionali (lattoniere di cornici e lattoniere specializzato), di cui passa poi a esplicitare compiti, conoscenze, abilità e competenze.

Le due figure professionali previste dalla UNI 11966

L’introduzione di due figure professionali ha consentito di profilare in maniera più precisa i diversi compiti delle persone che costituiscono una squadra di posa, ed anche di differenziarne il livello, specificando il livello EQF3 per il lattoniere di cornici ed il livello EQF4 per il lattoniere specializzato.

Il lattoniere di cornice (EQF3) limita il suo ambito applicativo alle attività realizzative e di posa di sistemi di smaltimento delle acque quali canali di gronda e opere di finitura come cornici e copertine, iniziando con la preparazione del luogo di posa, la verifica dell’idoneità delle attrezzature e dei materiali di partenza, il disegno e la realizzazione dei manufatti e il successivo assemblaggio e posa sull’edificio.

Il lattoniere specializzato (EQF4), oltre a quanto previsto per il lattoniere di cornice svolge lavorazioni più articolate con una conoscenza approfondita delle tecniche di lavorazione quali la doppia aggraffatura e la realizzazione di elementi complessi come raccordi su corpi emergenti e sfiati. Conosce inoltre le tecnologie dei vari sistemi di sottostruttura sia delle coperture che delle facciate e si occupa anche dell’esame della documentazione, sia di progetto che quella accompagnatoria dei vari prodotti e materiali impiegati.

Certificazione del lattoniere: come ottenere il "patentino" secondo la UNI 11966

I requisiti per l'accesso all'esame di certificazione

L’accesso all’esame per lattoniere richiede che siano soddisfatti dei requisiti relativi all'apprendimento formale (percorso scolastico), all'apprendimento non formale (percorso formativo successivo a quello istituzionale) e all'apprendimento informale (esperienza professionale specifica).

Il requisito relativo all'apprendimento formale è lo stesso per tutti i lattonieri, e comporta il completamento del I ciclo di istruzione (licenza media).

Per il lattoniere di cornice, i requisiti aggiuntivi sono espressi in termini di frequenza di un corso di formazione di almeno 20 ore relativo ai compiti previsti dalla norma UNI 11966 negli ultimi 4 anni, e di dimostrazione di esperienza pratico-professionale di almeno 3 anni.

Per il lattoniere specializzato, i requisiti aggiuntivi sono espressi in termini di frequenza di un corso di formazione di almeno 76 ore relativo ai compiti previsti dalla norma UNI 11966 negli ultimi 4 anni, e di dimostrazione di esperienza pratico-professionale di almeno 5 anni.

In entrambe i casi, se un soggetto ha concluso un percorso triennale di formazione nell'ambito della Lattoneria presso un organismo accreditato dalla regione di riferimento o dallo Stato, l’esperienza professionale minima richiesta viene ridotta del 50%.

La conoscenza di una delle lingue riconosciute non può essere considerata come un vero e proprio requisito di accesso, ma è necessario dimostrare l’abilità nella lettura ed interpretazione della scheda tecnica dei prodotti così come la lettura ed interpretazione di un progetto architettonico e di un capitolato delle opere nell’ambito delle prove di esame.

Esame di certificazione del lattoniere: prova scritta, orale e pratica

L’iter per il rilascio della certificazione prevede che il candidato superi una prova scritta finalizzata alla verifica delle conoscenze acquisite del candidato.

La prova scritta è normalmente costituita da una serie di domande a risposta chiusa, come un quiz a crocette, dove ad ogni domanda è necessario identificare la risposta corretta tra almeno 4 possibili alternative.

Tramite una prova orale, l’esaminatore ha la possibilità di verificare eventuali incertezze riscontrate nella prova scritta oppure per approfondire il grado di conoscenza perfezionato dal candidato.

Normalmente l’esame termina con una prova pratica, in cui il candidato dovrà dimostrare di saper individuare e realizzare i manufatti in riferimento al relativo livello di specializzazione, dimostrando le abilità e le competenze acquisiti con l’esercizio della professione e attraverso i corsi post scolastici seguiti.

La prova pratica non prevede l'esecuzione di tutte le lavorazioni che un lattoniere può svolgere nell'esercizio della professione, ma un campione rappresentativo di attività ritenute significative ai fini della valutazione delle competenze. Possono essere richiesti, ad esempio, il rilievo e il disegno di un particolare costruttivo o la realizzazione di specifici manufatti, mentre altre lavorazioni, come la brasatura o l'esecuzione di una conversa, potrebbero non essere oggetto di prova.

Questo approccio può sollevare qualche interrogativo sull'efficacia della certificazione. In realtà, la UNI 11966 prevede che le competenze siano verificate attraverso un campionamento delle prove, mentre il mantenimento della certificazione è subordinato alla continuità dell'attività professionale, all'aggiornamento continuo e al rispetto del codice etico e deontologico. La certificazione rappresenta quindi una verifica delle competenze nel tempo e non il solo esito di un esame.

Sfiato in lamiera realizzato nell'ambito delle lavorazioni tipiche della lattoneria edile. (Roberto Baldo)

Patentino del Lattoniere: qual è l'iter per il mantenimento?

Conseguita la certificazione, il Lattoniere deve poi mantenerla, dimostrando la continuità lavorativa (deve aver svolto almeno 1 cantiere all’anno), la corretta gestione degli eventuali reclami e la partecipazione a eventi formativi in ambito normativo di aggiornamento professionale, che affrontino tematiche normative di sicurezza, di prodotti, di tecniche e di applicazione/installazione con i seguenti requisiti:

  • Lattoniere di cornice - almeno 4 ore di formazione specifica ogni anno e comunque almeno 20 nell’arco della durata della certificazione.
  • Lattoniere specializzato - almeno 8 ore di formazione specifica ogni anno e comunque almeno 40 nell’arco della durata della certificazione.

Il mantenimento della certificazione presenta un onere economico nei confronti dell’organismo di certificazione, e comprende l’accettazione e il rispetto del codice deontologico riportato nell’appendice B della norma UNI 11966.

Il patentino o certificazione per lattoniere edile (regolato in Italia dalla norma UNI 11966:2024) ha una durata e validità di 5 anni.

Perché la certificazione del lattoniere rappresenta un valore aggiunto

Affidarsi a un lattoniere qualificato e certificato significa poter contare su un professionista che ha dimostrato competenze tecniche verificate da un organismo indipendente e che mantiene tali competenze attraverso un percorso di aggiornamento continuo previsto dalla UNI 11966. La certificazione rappresenta quindi una garanzia aggiuntiva per progettisti, direttori dei lavori, imprese e committenti, contribuendo a migliorare la qualità dell'esecuzione, la durabilità delle opere e l'affidabilità dell'intero sistema di copertura e di facciata.

La qualificazione del personale costituisce inoltre un elemento coerente con l'approccio promosso dai Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l'edilizia, che valorizzano le competenze degli operatori coinvolti nella realizzazione delle opere quale fattore determinante per garantirne qualità, durabilità e corretta esecuzione.

Come trovare un lattoniere certificato

Puoi trovare i Lattonieri certificati sul sito di Accredia, l’Ente Italiano di Accreditamento, all'interno della banca dati di Accredia relativa alle figure professionali certificate. >>> Consulta QUI la banca dati


FAQ - Certificazione lattoniere edile UNI 11966

Che cos'è la certificazione del lattoniere edile secondo la UNI 11966?

È una certificazione delle competenze professionali rilasciata da organismi accreditati che attesta conoscenze, abilità, autonomia e responsabilità del professionista operante nella realizzazione delle lattonerie edili, in conformità alla Legge 4/2013.

Quali figure professionali sono previste dalla UNI 11966?

La norma distingue due profili:

  • Lattoniere di cornice (EQF3)
  • Lattoniere specializzato (EQF4)

Le due figure si differenziano per grado di autonomia, complessità delle lavorazioni e responsabilità operative.

Quali requisiti occorrono per accedere all'esame?

Sono richiesti:

  • licenza media;
  • formazione specifica;
  • esperienza professionale documentata.

Le ore di formazione e gli anni di esperienza cambiano in funzione del livello professionale richiesto.

Come si svolge l'esame di certificazione?

L'esame per conseguire la certificazione di lattoniere edile comprende:

  • prova scritta;
  • prova orale;
  • prova pratica.

L'obiettivo è verificare conoscenze teoriche, capacità operative e competenze professionali.

Come si mantiene la certificazione?

Il professionista deve dimostrare:

  • continuità lavorativa;
  • aggiornamento professionale;
  • assenza di reclami rilevanti;
  • rispetto del codice etico previsto dalla UNI 11966.

Dove è possibile verificare se un lattoniere è certificato?

I professionisti certificati possono essere consultati nella banca dati pubblica di Accredia, che raccoglie le figure professionali certificate dagli organismi accreditati.

La certificazione è obbligatoria?

La certificazione rientra nel sistema delle professioni non organizzate disciplinato dalla Legge 4/2013 e costituisce uno strumento volontario di qualificazione professionale. Tuttavia, può rappresentare un elemento di garanzia per committenti, progettisti e imprese nella selezione degli operatori.

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