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Lavori in quota: oltre ai dispositivi di sicurezza fondamentale è la formazione

Aumentano le denunce di infortunio sul lavoro, la mancata formazione è la causa principale. Ecco cosa c'è da sapere sulla formazione e manutenzione dei dispositivi di sicurezza individuali.

Nei lavori in quota la formazione è il primo dispositivo di sicurezza, perché riduce errori d’uso di DPI, linee vita e parapetti. La sola presenza di sistemi anticaduta non basta: servono addestramento documentato, scelta corretta tra protezioni collettive e individuali, ispezioni periodiche e manutenzione conforme alle istruzioni del fabbricante per mantenere efficacia, tracciabilità e responsabilità tecnica.


Sicurezza sul lavoro: Aumentano le denunce di infortunio sul lavoro, la mancata formazione è la causa principale

Come fare per ridurre le probabilità di infortunio quando si effettuano lavori in quota? É necessaria un'adeguata formazione degli addetti ai lavori e un'accurata conservazione e manutenzione dei dispositivi di protezione anticaduta, collettivi e individuali. Come fare per garantire questi due requisiti fondamentali per la sicurezza del lavoratore?

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Sicurezza sul lavoro: Andamento delle denunce di infortunio sul lavoro

Le denunce di infortunio “in occasione di lavoro” (esclusi gli studenti) – presentate all’Inail nel mese di gennaio 2026 – sono state 29.611, in calo dell’1,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, di cui 27 con esito mortale.

Tra i settori con più decessi avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano le Attività manifatturiere, il Commercio e il settore Trasporti.

Nell’analisi per classi di età si registra un aumento delle denunce per le fasce che vanno dai 30-39 anni e dai 60-69 anni, prevalentemente stranieri, e concentrati soprattutto al nord e centro Italia.

La mancata formazione è la causa principale

Il problema del recepimento della formazione è diventato per il datore di lavoro un fattore determinante per ridurre le probabilità di infortunio.

Per ridurre sensibilmente tali dati serve il lavoro congiunto di tutte le figure professionali coinvolte, volto a:

  • Garantire formazione e adeguata informazione;
  • Responsabilizzazione degli addetti ai lavori;
  • Maggiore controllo da parte del datore di lavoro e degli organi preposti.

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Lavori in quota, rischio cadute dall’alto: come evitarle

Per evitare di cadere non è sufficiente essere molto attenti, ma è necessario applicare dei sistemi che impediscano la caduta:

  • Questi possono essere collettivi, come i parapetti;
  • Oppure sistemi anticaduta individuali, quali le linee vita e i binari.
    La linea vita è un sistema di ancoraggi lineare, ovvero la linea (flessibile o rigida) compresa tra ancoraggi di estremità e/o intermedi, alla quale si fissa l’operatore. A quest’ultimo è fatto obbligo di indossare D.P.I. (Dispositivo di Protezione Individuale) di III categoria contro le cadute dall’altro, fissato alla linea sia mediante un connettore che mediante un punto di ancoraggio mobile.

La scelta di quale sistema di protezione dalle cadute debba essere adottato è di competenza del datore di lavoro, che sceglie il sistema più idoneo in base alla funzione protettiva cui deve adempiere (per esempio non avrebbe alcuna utilità installare un parapetto per proteggersi dal rischio di sfondamento del piano di calpestio).

È comunque da preferirsi, come indicato dal D. Lgs 81/2008, prediligere i sistemi di protezione collettiva nel caso di rischio di caduta dal bordo.

Rischio caduta dall'alto - Sistemi Anticaduta Collettivi
Rischio caduta dall'alto - Sistemi Anticaduta Collettivi. (Sicurpal)

Parapetti

I parapetti rappresentano una soluzione efficace e ampiamente adottata come sistema anticaduta collettivo, specialmente nel contesto della sicurezza per i lavoratori che operano in quota. Secondo il Decreto Legislativo 81/2008 (articoli 15, 75 e 111), l'impiego dei dispositivi di protezione collettiva (DPC), quali appunto i parapetti, è preferibile all'uso dei dispositivi di protezione individuale (DPI) per una tutela più scrupolosa della sicurezza sul lavoro.
Per essere conformi alle normative vigenti, i parapetti devono rispettare specifici standard, come indicato dalla norma UNI EN 14122-3 e dalla nuova UNI 11996:2025, che riguarda la sicurezza dei mezzi di accesso permanenti al macchinario, e dalle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC-2018).
La struttura e gli accessori dei parapetti sono tipicamente realizzati in alluminio, materiale scelto per il suo basso impatto visivo, la leggerezza e la funzionalità. In termini di installazione, esistono diverse opzioni: parapetti installabili a pavimento, a parete, autoportanti e con fissaggio su lamiera. Alcuni modelli offrono anche la possibilità di essere abbattibili, aumentando la versatilità del sistema.
Inoltre, i parapetti sono spesso dotati di numerosi accessori e possono essere personalizzati per adattarsi alle specifiche esigenze di un progetto o di un cantiere. La garanzia di 10 anni è un ulteriore indicatore della qualità e della durabilità di questi sistemi.
In sintesi, i parapetti rappresentano una componente fondamentale della sicurezza nei luoghi di lavoro in quota, offrendo una soluzione affidabile e conforme alle normative per prevenire le cadute dall'alto.
Per saperne di più


Quando non sia possibile l’installazione di sistemi di protezione collettiva, bisognerà ricorrere a sistemi anticaduta individuali, che richiedono:

  • utilizzo da parte di un operatore (esperto, competente e formato) e del committente, che deve fornire precise informazioni al riguardo;
  • una progettazione adeguata, che preveda anche l’arresto caduta (DPI III Categoria), per garantire un funzionamento ottimale del sistema.

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Rischio caduta dall'alto - Sistemi Anticaduta Individuali, quali le linee vita e i binari. (Sicurpal)

PER SAPERNE DI PIÚ

DPI di III Categoria

I DPI anticaduta, in particolare, hanno il compito di arrestare l’eventuale caduta di una persona provocando minor danni possibili. La scelta circa l’impiego di una specifica tipologia di DPI non è univoca, ma può variare in funzione delle necessità operative.

Suggerimenti circa la manutenzione dei Dispositivi di Protezione Individuali (DPI) anticaduta

  • I DPI vanno conservati nel migliore dei modi e secondo le indicazioni del fabbricante.
  • Vanno mantenuti puliti e protetti da luce, polvere e umidità.
  • Se occorre, vanno lavati come indicato dal fabbricante.
  • Almeno una volta all’anno devono essere revisionati da personale competente e mantenute le registrazioni delle revisioni.

Ogni quanto vanno revisionati?

Dopo 12 mesi dal primo utilizzo, a seguito di una caduta, in caso di dubbio o con utilizzo intensivo. Attenersi alle indicazioni fornite dal fabbricante nel manuale d’uso!

Sicurpal – in qualità di produttore di linee vita- , e AIPAA – Associazione Italiana per l’Anticaduta e l’Antinfortunistica -, stanno collaborando attivamente al fine di aggiornare la documentazione tecnica e i corsi di revisione e formazione per gli installatori.

Consulta qui le prossime date, le informazioni ed iscriviti!


FAQ TECNICHE: Lavori in quota: formazione e manutenzione DPI

Che cosa si intende per lavori in quota?
Si tratta di attività svolte con rischio di caduta da una quota posta a oltre 2 m rispetto a un piano stabile, secondo il quadro del D.Lgs. 81/2008 richiamato anche dall’articolo. In questi casi la prevenzione non si esaurisce con il prodotto installato, ma richiede analisi del rischio, scelta del sistema di protezione e formazione operativa dell’addetto.

In quali contesti sono necessari sistemi anticaduta e formazione specifica?
Su coperture civili e industriali, impianti, manutenzioni periodiche, accessi tecnici e interventi su macchinari o superfici non protette. Il criterio tecnico è valutare se il rischio proviene dal bordo, dallo sfondamento del piano di calpestio o dall’accesso/manutenzione. Da qui deriva la scelta tra parapetti, linee vita, binari o altri sistemi.

Qual è il riferimento normativo principale per formazione e dispositivi?
Per la sicurezza sul lavoro il riferimento generale è il D.Lgs. 81/2008; per i parapetti permanenti oggi è rilevante la UNI 11996:2025; per i sistemi di ancoraggio permanenti in copertura la UNI 11560:2022 e la UNI 11578:2015; per l’attività professionale dell’installatore la UNI 11900:2023. Per istruzioni, manutenzione e ispezione dei DPI anticaduta resta centrale la UNI EN 365:2005.

Perché la formazione è determinante anche se il sistema è conforme?
Perché molti errori derivano da uso improprio, collegamento errato, sottovalutazione del tirante d’aria, mancato controllo pre-uso o scelta sbagliata del punto di ancoraggio. Un sistema conforme non compensa l’assenza di competenze. L’articolo insiste sul fatto che formazione, responsabilizzazione e controllo del datore di lavoro sono leve decisive di prevenzione.

Come si imposta correttamente la posa o installazione di un sistema anticaduta?
La posa richiede verifica del supporto strutturale, configurazione del percorso, compatibilità tra ancoraggio e DPI, documentazione d’uso e ispezionabilità futura. Nei sistemi permanenti in copertura la UNI 11560:2022 guida individuazione, configurazione, installazione, uso e manutenzione; per i parapetti permanenti la UNI 11996:2025 introduce requisiti, metodi di prova e condizioni di utilizzo.

Quanto contano durabilità e manutenzione dei DPI anticaduta?
Contano quanto la scelta iniziale del dispositivo. I DPI devono essere conservati secondo le istruzioni del fabbricante, protetti da luce, polvere e umidità, e sottoposti a ispezione periodica almeno secondo le scadenze previste dal manuale. Dopo una caduta, in caso di dubbio o uso intensivo, serve controllo immediato. La UNI EN 365 disciplina proprio istruzioni, manutenzione, ispezione periodica e marcatura.

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