Controlli su FRP: cosa cambia con la nuova Linea Guida 2026?
Le nuove Linee Guida FRP 2026 aggiornano requisiti e procedure per qualificazione, prove, controlli di accettazione e mantenimento del CVT dei sistemi fibrorinforzati. Tra le principali novità figurano la determinazione della Tg, il ruolo dei laboratori qualificati e una maggiore attenzione alla corretta posa e alle competenze degli operatori.
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Le nuove Linee Guida FRP 2026 aggiornano il quadro tecnico per l’identificazione, la qualificazione e il controllo di accettazione dei sistemi fibrorinforzati a matrice polimerica destinati al consolidamento strutturale. Il documento introduce novità che interessano produttori, progettisti, imprese, direttori dei lavori e laboratori di prova.
Particolare attenzione è riservata alla temperatura di transizione vetrosa delle matrici, alle prove di qualificazione e al mantenimento del Certificato di Valutazione Tecnica. Restano centrali anche i controlli sui materiali prelevati in cantiere e la corretta applicazione dei sistemi.
In questo quadro, Istituto Giordano supporta i produttori nelle attività sperimentali e nella pianificazione delle campagne di prova, affiancando anche la qualificazione delle competenze degli operatori FRP.
Linee Guida FRP 2026: nuove regole per qualificazione, prove e controllo dei sistemi di rinforzo
Con il Decreto del Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici n. 248 dell’11 agosto 2026 è stata approvata la nuova Linea Guida per l’identificazione, la qualificazione e il controllo di accettazione dei compositi fibrorinforzati a matrice polimerica (FRP) destinati al consolidamento strutturale delle costruzioni esistenti.
Il documento aggiorna e sostituisce la precedente Linea Guida del 2019, introducendo novità che coinvolgono produttori, progettisti, imprese, direttori dei lavori e laboratori di prova.
Per i fabbricanti di sistemi FRP, l'aggiornamento richiede di prestare particolare attenzione alla caratterizzazione dei prodotti, alle prove di qualificazione, alla documentazione tecnica e al mantenimento nel tempo dei requisiti previsti.
Temperatura di transizione vetrosa (Tg): cosa cambia per i sistemi FRP?
Tra gli aspetti introdotti dalle Linee Guida 2026 assume particolare rilievo la determinazione della temperatura di transizione vetrosa (Tg) delle matrici polimeriche.
Per i sistemi impregnati in situ vengono distinte due condizioni, attraverso la determinazione di Tg,1 e Tg,2: la prima rappresentativa della condizione del materiale successiva alla posa, la seconda riferita alla condizione dopo l'esposizione a temperatura elevata, rappresentativa di quanto può verificarsi dopo una calda stagione estiva.
Per i produttori diventa quindi importante verificare che i valori disponibili siano stati determinati secondo le nuove modalità e che vi sia coerenza con la relativa documentazione tecnica.
Un altro elemento riguarda la scelta del laboratorio.
Le nuove Linee Guida prevedono che le prove di qualificazione e quelle di accettazione siano eseguite presso laboratori di cui all'art. 59 del DPR 380/2001 dotati della specifica estensione per i compositi FRP.
La verifica dell'idoneità del laboratorio diventa quindi un elemento da considerare già nella fase di pianificazione della campagna sperimentale.
Qualificazione FRP: il CVT è un percorso da mantenere nel tempo
Per i sistemi FRP non coperti da una norma armonizzata o da un altro percorso europeo applicabile, il Certificato di Valutazione Tecnica (CVT), rilasciato dal Servizio Tecnico Centrale, resta centrale nel processo di qualificazione.
Il CVT ha durata quinquennale, ma il suo ottenimento non conclude il percorso. La sua validità è infatti collegata al mantenimento delle caratteristiche del prodotto e delle condizioni di produzione e controllo.
Le Linee Guida 2026 introducono inoltre esplicitamente la mancata esecuzione delle prove annuali tra le condizioni che possono determinare la sospensione del CVT.
Per il produttore, qualificare un sistema FRP significa quindi gestire un processo continuativo: programmare le prove previste, mantenere sotto controllo la produzione e assicurare nel tempo la coerenza tra prodotto, prestazioni sperimentali e documentazione tecnica.
Il supporto di Istituto Giordano: dall'analisi del sistema alla campagna di prove
In questo scenario, Istituto Giordano supporta i produttori di sistemi FRP nelle attività di prova necessarie per la caratterizzazione, la qualificazione e il controllo dei sistemi, con un percorso che può iniziare già prima dell'avvio della campagna sperimentale.
Il primo passo può essere infatti un'analisi preliminare del sistema, finalizzata a verificarne composizione e configurazione e a individuare le prove necessarie.
Sulla base delle caratteristiche del sistema è quindi possibile definire un piano di prove per la caratterizzazione meccanica, ambientale e termo-fisica, programmando le attività sperimentali richieste.
Tra queste rientra la determinazione della temperatura di transizione vetrosa (Tg) secondo le nuove procedure previste dalle Linee Guida FRP 2026, insieme alle prove di qualificazione necessarie alla caratterizzazione delle prestazioni del sistema.
L'obiettivo è consentire al produttore di partire da una valutazione delle attività sperimentali effettivamente necessarie e di pianificare le prove in funzione delle caratteristiche del prodotto e dello stato di qualificazione del proprio sistema.

I controlli di accettazione dei sistemi FRP
L'attività di Istituto Giordano riguarda anche i test FRP previsti nell'ambito dei controlli di accettazione, eseguiti sui campioni prelevati in cantiere secondo le procedure indicate dalle Linee Guida.
I controlli di accettazione erano già presenti nella Linea Guida del 2019 e vengono sostanzialmente confermati dal nuovo documento.
Per i sistemi preformati sono previsti tre campioni per lotto, sui quali vengono determinate resistenza a trazione e modulo elastico. Per i sistemi impregnati in situ sono invece previsti sei provini per sistema, da confezionare in condizioni coerenti con la posa reale. In entrambi i casi, il criterio di accettazione indicato nell'articolo fa riferimento al raggiungimento dell'85% dei valori nominali della classe.
Quest'ultimo aspetto evidenzia come la prestazione del sistema non possa essere separata dalla sua corretta applicazione. Le Linee Guida confermano infatti l'importanza del rispetto del Manuale di installazione e della gestione delle diverse fasi della posa, dalla preparazione del supporto alla miscelazione e impregnazione, fino ad applicazione, sovrapposizioni, maturazione e protezione del sistema.
Non solo prodotti: la qualificazione delle competenze degli operatori
Il presidio di Istituto Giordano sul mondo FRP comprende anche le figure professionali coinvolte nell'applicazione dei sistemi di rinforzo.
La nuova UNI/PdR 195:2026, pubblicata il 10 luglio 2026, definisce infatti requisiti di conoscenza, abilità e responsabilità del personale tecnico coinvolto.
Istituto Giordano, in qualità di ente di certificazione delle figure professionali, ha già avviato l'aggiornamento del proprio schema per tecnico e applicatore FRP, con l'obiettivo di renderlo pienamente allineato ai requisiti introdotti dalla nuova Prassi di Riferimento.
Si delinea così un approccio che considera congiuntamente prestazioni del prodotto, prove di laboratorio, corretta applicazione e competenze degli operatori: elementi che concorrono alla qualità e all'affidabilità dell'intervento di rinforzo strutturale.
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FAQ - Linee Guida FRP 2026
Cosa prevedono le nuove Linee Guida FRP 2026?
Le Linee Guida approvate con il Decreto del Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici n. 248 dell’11 agosto 2026 aggiornano le procedure per identificazione, qualificazione e controllo di accettazione dei compositi fibrorinforzati a matrice polimerica utilizzati nel consolidamento delle costruzioni esistenti.
Cosa cambia per la temperatura di transizione vetrosa dei sistemi FRP?
Per i sistemi impregnati in situ vengono considerate due condizioni attraverso i valori Tg,1 e Tg,2. Il primo è riferito alla condizione successiva alla posa, mentre il secondo tiene conto dell’esposizione a temperature elevate, simulando le condizioni che possono verificarsi, ad esempio, dopo una stagione estiva particolarmente calda.
Quali laboratori possono eseguire le prove di qualificazione e accettazione degli FRP?
Le nuove Linee Guida prevedono che le prove siano effettuate presso laboratori di cui all’art. 59 del DPR 380/2001 dotati della specifica estensione per i materiali compositi FRP.
Quanto dura il Certificato di Valutazione Tecnica per i sistemi FRP?
Il CVT ha durata quinquennale, ma la sua validità dipende dal mantenimento delle caratteristiche del prodotto e delle condizioni di produzione e controllo. Le Linee Guida 2026 prevedono inoltre che la mancata esecuzione delle prove annuali possa determinare la sospensione del certificato.
Come funzionano i controlli di accettazione dei sistemi FRP in cantiere?
Per i sistemi preformati sono previsti tre campioni per lotto, sui quali vengono valutati resistenza a trazione e modulo elastico. Per i sistemi impregnati in situ sono invece previsti sei provini per sistema, realizzati in condizioni coerenti con la posa effettiva. Il criterio indicato prevede il raggiungimento dell’85% dei valori nominali della classe.
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