Linee guida FRP 2026: perché cambia la prova sulla Tg e cosa succede ai CVT
La prova sulla temperatura di transizione vetrosa (Tg) è il punto centrale delle Linee guida FRP 2026: la procedura del 2019 presentava incongruenze applicative. Roberto Frassine, che ha partecipato alla revisione, spiega cosa cambia per sistemi preformati e applicati in situ, come saranno aggiornati i CVT e quali questioni progettuali restano aperte.
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Le Linee guida FRP del 2026 aggiornano il documento del 2019 sulla qualificazione e sul controllo di accettazione dei sistemi impiegati per il consolidamento delle costruzioni esistenti. Al centro della revisione c’è la determinazione della temperatura di transizione vetrosa (Tg): la precedente procedura presentava incongruenze applicative e il nuovo testo distingue più chiaramente le prove sui sistemi preformati da quelle sui prodotti applicati in situ.
La modifica incide sui valori di Tg riportati nei Certificati di Valutazione Tecnica (CVT) e apre domande pratiche per chi progetta e dirige i lavori: come leggere i nuovi valori? Che cosa accade ai certificati già rilasciati? Come verificare che un laboratorio sia autorizzato a eseguire le prove sugli FRP?
Ne abbiamo parlato con il professor Roberto Frassine, che ha partecipato ai lavori di revisione delle Linee guida. Nell’intervista spiega le ragioni delle modifiche e chiarisce anche quali aspetti richiedono ancora valutazioni specifiche in sede progettuale.
SCARICA QUI IL DOCUMENTO DELLE LINEE GUIDA FRP 2026
Perché sono state aggiornate le Linee guida FRP del 2019
Quali esigenze tecniche, normative o applicative hanno reso necessario aggiornare le Linee guida FRP del 2019?
L'aggiornamento si è reso necessario principalmente con lo scopo di emendare i Paragrafi 4.2.3 e 5.2.5 della versione del maggio 2019 che presentavano alcune incongruenze che ne rendevano problematica l'applicazione.
La revisione è stata utilizzata anche per allineare il documento alle EAD 340351-00-0104 (per sistemi preformati) e EAD 340352-00-0104 (per sistemi realizzati in situ). La Commissione ha anche lavorato per attualizzare il testo della versione 2019 introducendo varie precisazioni.
La nuova misura della Tg: la modifica centrale per la qualificazione degli FRP
Quali obiettivi principali si è posta la Commissione nella revisione e quali sono, a vostro giudizio, le modifiche con le maggiori ricadute per progettisti e direttori dei lavori?
Come richiamato poc'anzi, la modifica principale ha riguardato i Paragrafi che prescrivono le modalità di misura della Tg della resina per i due sistemi preformati e in situ.
I nuovi CVT conterranno perciò valori di questa temperatura più aderenti alle caratteristiche della resina stessa, con evidenti positive ricadute sulla consapevolezza delle scelte in fase di progettazione.
Tg dei sistemi preformati e applicati in situ: perché servono procedure diverse
Quali limiti presentava la precedente procedura e perché è stata scelta la nuova metodologia di prova?
Gli emendamenti introdotti mirano a meglio distinguere le modalità di determinazione della Tg per i sistemi preformati (trattati al Paragrafo 4) da quelle da adottare per i prodotti da applicare “in situ” (resine per impregnazione, adesivi, primer, ecc. trattati al Paragrafo 5).
Questa esigenza che nasce dal fatto che, mentre il primo tipo di prodotto si presenta già allo stato solido, i prodotti per applicazione “in situ” si presentano inizialmente allo stato liquido ed è quindi necessario specificare in modo preciso ed accurato le condizioni per la loro solidificazione prima di poter procedere alla determinazione della Tg.
Il Paragrafo 4.2.3 (relativo ai sistemi preformati) contiene ora un semplice e diretto riferimento allo standard ISO 11357 per quanto riguarda la determinazione della Tg; tale riferimento è completamente esauriente e non richiede ulteriori specificazioni. Esso risulta quindi notevolmente più sintetico rispetto alla versione precedente della Linea Guida del maggio 2019.
Per quanto riguarda invece il Paragrafo 5.2.5, esso riprende lo schema del Paragrafo 4.2.3 della versione precedente ma risulta più dettagliato e contiene precise istruzioni per la preparazione dei campioni solidi sui quali effettuare la determinazione della Tg a partire dai reagenti liquidi dei diversi prodotti.
Come usare i nuovi valori di Tg nel progetto? Un aspetto ancora da approfondire
Come devono essere utilizzati i nuovi valori di Tg nella progettazione?
Questa domanda, pur essendo perfettamente lecita, esula dagli scopi della LG (che si limita a dare le regole per la qualificazione dei prodotti) nonché dalle competenze della Commissione di esperti che ha contribuito alla definizione degli emendamenti.
Quello che posso dire è che, dopo esserci confrontati anche su questi aspetti, abbiamo lasciato al Consiglio Superiore la decisione sull'opportunità di procedere a tali valutazioni in altra sede e con altri esperti. Sono certo che le competenze di cui dispone il Ministero, unitamente al contributo degli esperti nazionali, potranno contribuire a chiarire come la Tg misurata con la nuova procedura possa essere utilizzata con consapevolezza per supportare le decisioni prese in sede progettuale.
Quel che è certo, tuttavia, è che la nuova procedura di preparazione dei campioni e di misura della Tg è ora in linea con lo stato dell'arte delle conoscenze tecniche e scientifiche, il che rappresenta certamente un importante passo avanti.
CVT già rilasciati e istanze in corso: come funziona il regime transitorio
Il regime transitorio prevede l’aggiornamento dei CVT esistenti alla nuova procedura sulla Tg in occasione del rinnovo. Come devono comportarsi, prima di tale momento, progettisti e direttori dei lavori che impiegano sistemi coperti da CVT ancora validi, rilasciati secondo le Linee guida del 2019?
Nella delibera di approvazione del CSLLPP è stato sancito il principio del regime transitorio secondo il quale, in considerazione della modifica che il presente aggiornamento della Linea Guida introduce nella modalità sperimentale per la determinazione della temperatura di transizione vetrosa, si potrebbero verificare variazioni dei valori di tale parametro indicati nei CVT già rilasciati.
Tale regime transitorio prevede che i CVT già rilasciati debbano essere aggiornati in occasione del rinnovo della validità. Per tutte le altre istanze la cui istruttoria è ancora in corso, sarà invece necessario integrare le informazioni con i risultati della nuova procedura prima del rilascio del relativo CVT.
Prove sugli FRP: come verificare l’autorizzazione del laboratorio
Le nuove Linee guida richiedono laboratori autorizzati ai sensi dell’articolo 59 del DPR 380/2001 con apposita estensione per i compositi FRP. Quali garanzie aggiuntive offre questa prescrizione e come può il direttore dei lavori verificare l’effettiva abilitazione del laboratorio?
Per verificare se un laboratorio è autorizzato ai sensi dell'articolo 59 del DPR 380/2001 (Testo Unico dell'Edilizia) è sufficiente consultare gli elenchi ufficiali del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLP) – Servizio Tecnico Centrale (STC), che è l'organo competente per il rilascio di queste autorizzazioni.
Sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti / Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sono pubblicati e periodicamente aggiornati i file in formato PDF con i laboratori in possesso di autorizzazione ministeriale relativa ai materiali compositi fibrorinforzati (FRP) (Circolare 7617/STC/2010).
Fibre di vetro non AR: quali evidenze deve fornire il fabbricante
Per i sistemi con fibre di vetro, il nuovo testo fa riferimento alle fibre AR e ammette quelle non AR previa dimostrazione di equivalenza. Con quali prove e documenti il fabbricante deve dimostrare tale equivalenza e come deve essere valutata dal professionista?
L'onere della prova essendo a carico del fabbricante, quest'ultimo dovrà fornire adeguate referenze documentali e sperimentali che comprovino l'adeguatezza di tali fibre all'ambiente specifico, che non dovrà presumibilmente avere un tenore di alcalinità troppo elevato.
E' naturalmente diritto (e aggiungerei anche di fatto obbligo) del professionista richiedere al fabbricante tali referenze in modo da poter egli stesso valutare se sussistano le condizioni per la loro applicazione.
Controlli di accettazione in cantiere: cosa è emerso dalla revisione
I controlli di accettazione in cantiere, i campionamenti e la soglia dell’85% erano già presenti nel documento del 2019. L’esperienza applicativa ha evidenziato errori ricorrenti o interpretazioni non corrette che progettisti e direttori dei lavori dovrebbero evitare?
Tale argomento non è stato oggetto di questa revisione, che si è concentrata sull'adeguamento delle modalità di determinazione della Tg allo stato dell'arte tecnico-scientifico. L'unica cosa che posso dire è che nel corso della discussione non sono emerse criticità di rilievo dal punto di vista applicativo.
Conformità degli FRP: i compiti di produttore, progettista, direttore dei lavori e impresa
Quali sono le responsabilità dei diversi soggetti nella verifica della conformità del sistema FRP?
Le Linee Guida del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (aggiornate dal Decreto n. 248 dell'11 agosto 2026) delineano una chiara catena di responsabilità per garantire la conformità dei sistemi di rinforzo strutturale in materiale composito (FRP).
La responsabilità non ricade mai su un unico attore, ma si trasferisce lungo la filiera attraverso obblighi documentali, operativi e di controllo ben definiti. Il produttore ha l'obbligo di identificare e qualificare l'intero sistema FRP (composto da fibre e resine testate insieme, non separatamente) e risponde unicamente dei difetti intrinseci del materiale e della mancata corrispondenza tra quanto dichiarato nel CVT e le proprietà reali del lotto spedito.
La sua responsabilità decade se il sistema viene alterato, stoccato in modo errato o applicato mescolando componenti di produttori diversi. Il progettista deve invece prescrivere le caratteristiche meccaniche minime dell'FRP basandosi sulle classi di qualificazione ministeriali. Ha l'obbligo di verificare la capacità portante del supporto esistente e del sistema di rinforzo in relazione alle condizioni ambientali di esercizio.
Il DL, infine, ha la responsabilità dei controlli di accettazione in cantiere. Deve verificare la corrispondenza tra il materiale giunto in cantiere, le prescrizioni del progettista e la documentazione del produttore (esaminando i CVT e i DdT). Deve inoltre disporre ed effettuare il campionamento dei materiali in cantiere.
La sua responsabilità inizia con l'arrivo dei materiali e si conclude con il deposito della Relazione a Strutture Ultimate, comprensiva dei certificati di prova dei laboratori. Il DL risponde penalmente e civilmente se consente la posa di materiali non qualificati (privi di CVT) o se omette i controlli di accettazione obbligatori.
L'impresa appaltatrice si assume infine la totale responsabilità esecutiva della messa in opera del rinforzo: essa deve applicare il sistema FRP attenendosi rigorosamente al progetto e alle istruzioni del manuale di installazione del fabbricante garantendo che il personale sia specificamente formato e qualificato per la posa di questi materiali.
Deve inoltre preparare accuratamente il supporto, poiché l'efficacia del rinforzo dipende dall'adesione. Il tutto deve essere comprovato dal certificato emesso dal Collaudatore Statico, che svolge un ruolo di controllo di terzo livello a chiusura formale della catena di conformità per la validazione dell'intero processo.
Chiarimenti sulle Linee guida FRP: a chi rivolgere i quesiti applicativi
Sono previsti chiarimenti, FAQ, circolari applicative o ulteriori aggiornamenti per accompagnare l’attuazione delle Linee guida?
Non sono al corrente di ulteriori iniziative, che comunque rimangono ad esclusiva discrezione del Ministero. Quello che posso dire è che qualunque richiesta di chiarimento può essere inoltrata direttamente al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che è in grado di rispondere su questi argomenti con competenza e perfetta cognizione di causa.
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