Logistica, il magazzino cambia pelle: da semplice contenitore a infrastruttura strategica per l’industria
La logistica italiana sta vivendo una trasformazione profonda, spinta da crescita del mercato, aumento dei costi operativi e nuove esigenze di efficienza. Il magazzino non è più un semplice spazio di stoccaggio, ma un’infrastruttura strategica per competitività e servizio.
La logistica sta attraversando una fase di profonda evoluzione che ne sta ridefinendo ruolo, funzioni e prospettive di sviluppo. Da attività di supporto ai processi produttivi e distributivi, il settore è diventato un elemento centrale per la competitività delle imprese, sostenuto da investimenti crescenti in immobili, tecnologie e automazione. I dati presentati da Alice Borsani durante il SAIE LAB dedicato alla logistica fotografano un comparto dinamico, capace di generare valore economico e di guidare l'innovazione lungo l'intera filiera. Un cambiamento che coinvolge in particolare il magazzino, oggi sempre più concepito come infrastruttura strategica e non più come semplice luogo di stoccaggio delle merci.
La logistica italiana cresce e si trasforma: numeri da settore chiave dell’economia
Per lungo tempo la logistica è stata considerata una funzione di supporto, una componente quasi invisibile della catena del valore. Oggi non è più così. I numeri raccontano una realtà profondamente diversa: la logistica è diventata uno dei motori dell’economia nazionale, un settore che vale oltre 112 miliardi di euro e rappresenta circa il 9% del PIL italiano.
Dietro questi numeri si muove un ecosistema composto da quasi 79.000 imprese, tra operatori logistici, autotrasportatori, gestori di magazzini, terminalisti, società di servizi e operatori ferroviari. Un sistema estremamente articolato che negli ultimi anni ha vissuto una trasformazione accelerata da fattori economici, tecnologici e organizzativi.
Tra le principali spinte al cambiamento emerge la crescente incidenza del costo del lavoro, passata dal 13,6% al 16% del fatturato delle aziende del comparto. Un dato che evidenzia come la logistica resti un settore ad alta intensità di manodopera, ma che allo stesso tempo sta inducendo le imprese a ripensare profondamente i propri modelli operativi attraverso l’automazione e la digitalizzazione dei processi.
Non si tratta di una semplice evoluzione tecnologica. È un cambiamento strutturale che coinvolge il modo stesso di progettare, gestire e interpretare l’intera filiera.
Emilia-Romagna protagonista della geografia logistica italiana
Se esiste una regione che oggi rappresenta in modo emblematico la centralità della logistica nello sviluppo economico, questa è certamente l’Emilia-Romagna.
La mappatura realizzata dall’Università LIUC di Castellanza, in collaborazione con Assologistica e World Capital, ha censito quasi 4.300 immobili logistici in Italia per una superficie coperta complessiva prossima ai 50 milioni di metri quadrati. In questo scenario, l’Emilia-Romagna occupa una posizione di assoluto rilievo, concentrando circa il 15% della superficie logistica nazionale.
Il risultato non è casuale. La regione beneficia di una collocazione geografica strategica che la pone al centro dei principali corridoi di traffico tra Nord-Ovest, Nord-Est e Centro Italia. A questo si aggiunge una rete infrastrutturale consolidata e la disponibilità di aree idonee allo sviluppo di nuovi insediamenti logistici.
A livello provinciale, Piacenza continua a rappresentare uno dei poli più attrattivi grazie alla sua prossimità con la cosiddetta “regione logistica milanese”, il più importante hub nazionale della distribuzione. Bologna, dal canto suo, rafforza il proprio ruolo attraverso l’Interporto e una rete diffusa di strutture dedicate alla distribuzione urbana e regionale.
L’accessibilità alle reti autostradali e ferroviarie resta uno dei principali fattori che orientano gli investimenti. Non sorprende quindi che Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte abbiano guidato anche nel 2025 l’assorbimento di nuovi spazi logistici.
Un mercato immobiliare in forte espansione
La crescita della logistica trova una conferma diretta anche nel mercato immobiliare specializzato.
Nel 2025 il take-up nazionale, ovvero l’assorbimento di nuove superfici logistiche, ha raggiunto i 2,4 milioni di metri quadrati, registrando una crescita dell’8% rispetto all’anno precedente. Ancora più significativo il dato relativo agli investimenti, che hanno toccato i 2,3 miliardi di euro, con un incremento del 30% in dodici mesi.
Sono numeri che testimoniano la fiducia degli investitori verso un comparto percepito sempre più come strategico e resiliente. A confermarlo è anche il volume delle nuove realizzazioni: oltre 2,5 milioni di metri quadrati completati nel corso del 2025, più della metà dei quali sviluppati in modalità speculativa, cioè senza un utilizzatore già individuato.
Una scelta che sarebbe impensabile in un mercato debole e che invece evidenzia la convinzione diffusa che la domanda continuerà a crescere.
La ricerca di immobili logistici non riguarda però soltanto la quantità. Le aziende cercano sempre più strutture capaci di sostenere livelli di servizio elevati, processi automatizzati e una gestione efficiente delle merci. La qualità progettuale diventa quindi un elemento decisivo tanto quanto la localizzazione.
L’automazione ridisegna il magazzino del futuro
La trasformazione più profonda riguarda probabilmente il ruolo stesso del magazzino.
Per anni il deposito è stato considerato un semplice contenitore destinato allo stoccaggio delle merci. Oggi sta assumendo una funzione completamente diversa: quella di infrastruttura strategica capace di generare efficienza, produttività e competitività.
L’aumento dei costi operativi, la difficoltà di reperire personale qualificato e la necessità di garantire livelli di servizio sempre più elevati stanno accelerando l’adozione di tecnologie avanzate.
I dati dell’Osservatorio sull’Automazione dei Magazzini, sviluppato da Logistica e Università LIUC, mostrano un mercato che nel 2024 ha raggiunto un valore complessivo di 2,7 miliardi di euro. Di questi, circa un miliardo è stato assorbito dal mercato interno, mentre il solo comparto dell’automazione pura vale già 850 milioni di euro.
Le tecnologie più diffuse comprendono magazzini automatici con trasloelevatori, sistemi shuttle, magazzini verticali, soluzioni di cube storage e veicoli a guida automatica AGV e LGV. Ma ciò che emerge con maggiore evidenza è il crescente interesse verso soluzioni flessibili e scalabili, capaci di accompagnare nel tempo la crescita delle aziende.
Le imprese cercano oggi sistemi che possano evolvere insieme ai volumi gestiti, evitando investimenti rigidi e difficilmente adattabili a scenari di mercato in continua trasformazione.
Dal magazzino al vantaggio competitivo
La logistica contemporanea non può più essere interpretata come una funzione marginale dell’impresa. È diventata una leva strategica che influenza direttamente la capacità di competere sul mercato.
Questo cambiamento culturale si riflette anche nelle scelte progettuali. Pavimentazioni industriali, scaffalature, automazione, layout e qualità costruttiva non sono più elementi accessori, ma componenti fondamentali di una strategia orientata alle prestazioni.
Il magazzino del futuro sarà sempre più denso, automatizzato, connesso e integrato nei processi aziendali. Sarà progettato non soltanto per custodire merci, ma per generare valore.
In questo scenario, la logistica smette definitivamente di essere uno “scatolone” e si afferma come una delle infrastrutture più decisive per la competitività dell’industria italiana.
DI SEGUITO L'INTERVENTO INTEGRALE DI ALICE BORSANI.
Il testo è stato elaborato mediante la videoregistrazione dell'intervento, con l'aiuto di strumenti di IA (ChatGpt).
IN SINTESI
-La logistica italiana vale oltre 112 miliardi di euro e rappresenta circa il 9% del PIL, confermandosi uno dei settori più strategici e dinamici dell'economia nazionale.
-L'Emilia-Romagna si consolida come hub logistico di riferimento, grazie alla posizione geografica baricentrica, alle infrastrutture e alla forte presenza di immobili dedicati alla logistica.
-Il mercato immobiliare logistico continua a crescere, con oltre 2,4 milioni di metri quadrati assorbiti nel 2025 e investimenti che hanno raggiunto i 2,3 miliardi di euro.
-L'automazione dei magazzini accelera, spinta dall'aumento dei costi del lavoro, dalla carenza di manodopera e dalla necessità di garantire livelli di servizio sempre più elevati.
-Il magazzino evolve da semplice spazio di stoccaggio a infrastruttura strategica, diventando un elemento chiave per l'efficienza operativa, la competitività delle imprese e lo sviluppo della supply chain del futuro.
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