Malte da Rinforzo Strutturale | Calcestruzzo Armato | CHIMICA EDILE SRL
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Malte cementizie per il rinforzo strutturale: il contributo degli additivi DRY di Chimica Edile

Nelle malte da rinforzo e riparazione strutturale il modulo elastico è un parametro “di progetto”: governa rigidezza, trasferimento degli sforzi e compatibilità con il supporto. La UNI EN 1504-3 impone requisiti minimi (es. classi R4) e rende il tema decisivo per produttori e progettisti. In questo quadro gli additivi DRY non sono un “plus” commerciale, ma una leva di mix-design: agendo su porosità e controllo del ritiro contribuiscono alla continuità microstrutturale e alla stabilità prestazionale, con effetti misurabili sul modulo elastico.

Nelle malte cementizie per rinforzo e riparazione strutturale, il modulo elastico non è un dato “di laboratorio” ma un parametro di progetto: determina la rigidezza del ripristino, il trasferimento degli sforzi e la compatibilità deformativa con il supporto (calcestruzzo o muratura). La UNI EN 1504-3 inquadra questi materiali in classi prestazionali (es. R4) e include requisiti minimi anche sul modulo elastico, rendendo centrale la scelta del mix-design e dei componenti che governano porosità, microfessurazione e maturazione.

L’articolo chiarisce da cosa dipende E (rapporto a/c, qualità e granulometria degli aggregati, porosità capillare, stagionatura e condizioni termo-igrometriche) e mette a fuoco il contributo degli additivi DRY di Chimica Edile come leva tecnica: agendo sul controllo del ritiro e sulla continuità microstrutturale possono ridurre microfessure e discontinuità che penalizzano rigidezza e durabilità. Le prove citate sui prodotti DRY D1 C, DRY D1 NG e DRY M3 Plus mostrano incrementi misurabili del modulo elastico a 28 giorni rispetto a una miscela di riferimento, confermando che la prestazione “strutturale” non dipende solo dalla resistenza a compressione, ma anche dal corretto equilibrio tra rigidezza, compatibilità e stabilità dimensionale nel tempo.


Cos’è il modulo elastico e da cosa dipende

Il modulo elastico di un calcestruzzo o di una malta cementizia in generale (o modulo di elasticità, modulo di Young) rappresenta la capacità del prodotto indurito di deformarsi elasticamente sotto uno sforzo. Con il termine elastico si intende che, dopo una sollecitazione, il materiale ritorna alle condizioni iniziali senza aver subito modifiche di dimensioni e prestazioni. È evidente che sia una caratteristica importantissima nel mondo delle costruzioni!

Esso è influenzato da numerosi fattori legati sia alla composizione del materiale, sia alle condizioni di maturazione e applicazione.

 

10 fattori che influenzano il modulo elastico di una malta cementizia

Ecco le principali caratteristiche che influenzano il modulo elastico di una malta cementizia:

  1. Tipo di cemento. Cementi con maggiore resistenza meccanica (es. CEM I 52,5) tendono ad aumentare il modulo elastico.
  2. Dosaggio del cemento. Una maggiore quantità di cemento generalmente aumenta il modulo elastico, grazie a una maggiore densità della matrice legante.
  3. Rapporto acqua/cemento (a/c). Più basso è il rapporto, maggiore è la densità e minore la porosità, portando a un modulo elastico più elevato. Viceversa, un a/c alto porta a un materiale più poroso e quindi con minore rigidità.
  4. Tipo e granulometria degli aggregati. Più duro e resistente è un aggregato e più alto sarà il modulo elastico del prodotto in cui è incorporato. Inoltre, una granulometria ben distribuita riduce i vuoti e migliora la compattazione della malta.
  5. Rapporto aggregati/legante. Se la coesione con la pasta cementizia è ottimale, un contenuto elevato di aggregati tende a incrementare il modulo elastico.
  6. Porosità del prodotto.
  7. Tempo di stagionatura.
  8. Umidità e temperatura di stagionatura.
  9. Additivi. La riduzione del rapporto a/c, materiali che saturano la microstruttura del prodotto indurito e materiali che aumentano la densità possono contribuire allo scopo.

 

Come si misura il modulo elastico di un prodotto cementizio?

Il modulo elastico di un prodotto cementizio si misura mediante una prova di compressione, applicando carichi incrementali a un provino cilindrico o prismatico. Si registra la deformazione assiale sotto carico e si calcola il modulo come rapporto tra incremento di tensione e corrispondente deformazione nella fase lineare del diagramma sforzo-deformazione.

In pratica, un provino viene sottoposto a pressione e si misura il suo schiacciamento rimanendo a carichi tali che questo sia lineare con la forza esercitata. Questo indica che siamo in fase elastica.

 

Provino di malta cementizia di dimensioni 160x40x40 mm posto in una pressa e con i tre comparatori assiali per verificarne il movimento.

 

Esistono anche altre modalità di misura indirette di cui la più conosciuta è quella ad ultrasuoni. Sostanzialmente, si utilizzano due sensori (emittente e ricevitori) con cui si fa attraversare il provino da un ultrasuono. In base al tempo di percorrenza ed alle dimensioni del provino, è possibile ricavare il modulo elastico (dinamico) tramite leggi empiriche. È un metodo molto utile per effettuare prove non distruttive e di confronto fra materiali.

 

Modulo elastico di una malta cementizia: perché è importante

Avere un modulo elastico elevato in una malta cementizia è utile quando è necessario garantire elevata rigidezza e limitata deformabilità elastica, ovvero quando la malta deve trasferire sforzi senza deformarsi eccessivamente.

Non è infatti un caso che la norma europea armonizzata UNI EN 1504-3, Prodotti e sistemi per la protezione e la riparazione delle strutture di calcestruzzo - Definizioni, requisiti, controllo di qualità e valutazione della conformità - Parte 3: Riparazione strutturale e non strutturale, abbia specifici requisiti minimi.

In base alla classificazione, è infatti richiesta una prestazione di modulo elastica minima. Ad esempio, per le malte R4, quelle a più alta resistenza, è chiesto un valore minimo di 45 N/mm2.

Più in generale, negli interventi di riparazione o consolidamento di travi, pilastri, solai, ecc., è importante che la malta abbia un comportamento compatibile con il calcestruzzo originale, che normalmente possiede un modulo elastico elevato.

Una malta troppo deformabile può causare discontinuità meccaniche, fessurazioni o distacchi tra vecchio e nuovo materiale. Stesso concetto può essere applicato agli intonaci destinata al rinforzo di murature.
Pensiamo anche ai getti integrativi o alle cuciture armate. Nei collegamenti tra elementi strutturali o nei giunti colati in opera, la malta deve garantire buona rigidezza e comportarsi in modo analogo ai materiali circostanti.

 

I Test condotti sulla gamma di additivi DRY di Chimica Edile

Tenuto conto di tutte le caratteristiche che influenzano il modulo elastico e delle caratteristiche più volte osservate sui prodotti della gamma DRY, abbiamo svolto test per comprendere come e se il modulo elastico venisse modificato da questi materiali. Infatti, come visto anche in recenti pubblicazioni, gli additivi DRY riducono la porosità del materiale cementizio, permettono di avere una chiusura e continuità maggiore fra i vari componenti che è evidenziato anche da un aumento delle prestazioni meccaniche.

 

 

Come è possibile notare, tutti i DRY concorrono a migliorare la prestazione del modulo elastico (circa +5%).

Ricordiamo che la caratteristica principale di questi additivi è quella di fungere da compensatori di ritiro igrometrico, riducendo se non annullando questo comportamento negativo, utilizzando una tecnologia comunque inorganica (che non compromette quindi le emissioni VOC al contrario di tanti additivi SRA) e che rimane totalmente affine al cemento.

Questo aiuto che gli additivi DRY danno anche alla caratteristica del modulo elastico li rende ancora di più la soluzione perfetta per chi deve formulare prodotti performanti e superiori. 


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FAQ tecniche

  1. Qual è il requisito di modulo elastico per una malta strutturale in classe R4 secondo UNI EN 1504-3? Per la classe R4 la norma richiede un modulo elastico ≥ 45 GPa (espresso come 45.000 N/mm²): è un parametro prestazionale che incide su rigidezza e compatibilità con il supporto.
  2. Modulo dinamico da ultrasuoni e modulo statico: sono intercambiabili? No. Il modulo dinamico è utile per confronti rapidi e controlli in laboratorio, ma la qualifica prestazionale e il dato “di progetto” si basano sul modulo statico misurato su provini con lettura delle deformazioni.
  3. Che incremento di modulo elastico mostrano le prove con additivi DRY (D1 C, D1 NG, M3 Plus)? A 28 giorni le prove indicano incrementi tipici nell’ordine di +4–4,5% (modulo statico) e +4–5,8% (modulo dinamico) rispetto alla miscela di riferimento.
  4. Perché un additivo per il controllo del ritiro può influenzare anche il modulo elastico? Perché riducendo porosità e microfessurazioni e migliorando la continuità della matrice cementizia, la malta tende a diventare più “compatta” e quindi più rigida, con effetti misurabili su E.
  5. Dove il modulo elastico è più critico nelle applicazioni di rinforzo/ripristino? Nei ripristini e rinforzi in cui la malta lavora in aderenza strutturale (travi, pilastri, solai, ricostruzioni corticali e getti integrativi), perché E condiziona il trasferimento degli sforzi e la compatibilità deformativa con il calcestruzzo esistente.

Articolo integrale in PDF

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