Calcestruzzo Armato | Certificazione | Normativa Tecnica | Calcestruzzo sostenibile | Cementi e Leganti Sostenibili
Data Pubblicazione:

Marco Borroni (Concrete Europe): “La marcatura CE del calcestruzzo deve generare qualità, non burocrazia”

La discussione sulla marcatura CE del calcestruzzo è entrata nella fase decisiva. Tra revisione del quadro normativo europeo, allineamento CEN e pressioni di mercato per requisiti comparabili tra Paesi, si avvicina un possibile cambio di paradigma. Con Marco Borroni, presidente di Concrete Europe, mettiamo in fila le ragioni, i tempi e - soprattutto - come fare di una compliance, un volano di qualità e competitività.

Marcatura CE del calcestruzzo: obblighi, perimetro e tempi

Presidente Borroni, partiamo dal punto chiave: è realistico aspettarsi un obbligo di marcatura CE per il calcestruzzo in classe di prodotto? Se sì, in quale perimetro (preconfezionato, prefabbricato, on-site, categorie speciali)?

Ciao Andrea, grazie di questa opportunità di commentare un momento veramente epocale per il nostro settore.

L'armonizzazione della norma tecnica relativa al calcestruzzo EN 206, più comunemente detta marcatura CE del calcestruzzo, è un tema ormai di lunga data che è rimasto sempre diciamo parcheggiato per le oggettive difficoltà nel metterlo in pratica e per le giuste resistenze del nostro settore che non hanno mai evidenziato particolari opportunità di crescita o di sviluppo.

Tuttora le associazioni di categoria a livello europeo si dichiarano contrarie all'armonizzazione per la mancanza di vantaggi relativi ad un prodotto sostanzialmente nazionale che non ha per ovvi limiti oggettivi commercio all'interno dell'Unione. Le particolarità produttive del calcestruzzo, le infinite tipologie di miscele prodotte, e la realizzazione di ogni carico sostanzialmente su misura per un cliente rendono inoltre poco applicabile il criterio della marcatura CE.

 

Qual è la ratio di sistema: armonizzazione del mercato, trasparenza verso i committenti pubblici, o spinta alla qualità lungo la filiera?

Ci sono varie motivazioni presentate dalla Commissione Europea per questa ripresa di interesse alla armonizzazione della norma sul calcestruzzo. Un tema più generale di armonizzazione di tutte le norme dei prodotti da costruzione (per ora il calcestruzzo era l'unico escluso) nell'ottica di una maggiore interscambiabilità dei prodotti e dei progetti all'interno dell'Unione Europea.

A questa si aggiunge la necessità di integrare le attuali caratteristiche normate del calcestruzzo con un parametro che ne valuti la sostenibilità ambientale.

Recentemente si poi si è poi aggiunta la politica “made in Europe” volta a sostenere gli acquisti di materiali prodotti all’interno della Comunità Europea, identificati tramite la presenza della marcatura CE.

 

Quali eccezioni o esenzioni intravede (cantieri di piccola entità, prodotti non seriali, soluzioni “design-specific”)?

Tendenzialmente qualunque “prodotto” calcestruzzo immesso sul mercato sarà soggetto a marcatura CE; oggi non sono state ancora valutate possibili eccezioni. È invece certo che la norma armonizzata non si applicherà ai calcestruzzi autoprodotti in cantiere dalle imprese di costruzione; tali calcestruzzi infatti non vengono immessi sul mercato e la responsabilità delle prestazioni ricade direttamente sull'impresa che realizza l'opera. Eventuali normative per i calcestruzzi autoprodotti in cantiere saranno responsabilità dei singoli Stati membri e non rientrano tra le prerogative della Commissione. Questo tema potrebbe ovviamente portare forti disparità nel controllo e nella garanzia delle prestazioni tra le due modalità di produzione del calcestruzzo, con potenziali gravi rischi per la sicurezza delle costruzioni.

 

Quali passaggi normativi e pressioni di mercato hanno reso l’esito “quasi inevitabile”?

Non ci risultano spinte di mercato né dai produttori né dai consumatori, cioè le imprese di costruzione, per quella che appare soprattutto una complicazione di un settore attualmente funzionante.

 

Qual è la roadmap procedurale: passaggi in Commissione Europea, mandato al CEN, bozza di norma armonizzata (hEN), periodo di coesistenza, Applicabilità (DoP/DoC), entrata in vigore?

Ad oggi è stata avviata una procedura preliminare di consultazione con gli Stati membri (CPR Aquis) avente però solo valore consultivo. Quindi la commissione ha manifestato l'intenzione di procedere comunque con la richiesta al Cen di predisporre il testo di una norma armonizzata. Il resto del processo, in particolare nei tempi, è ancora da definire, ma ragionevolmente si può pensare ad una entrata in vigore completa tra 5 e 10 anni.

 

Come evitare che la marcatura CE del calcestruzzo diventi un ostacolo

La marcatura CE del calcestruzzo nasce per garantire trasparenza e qualità, ma molti temono che possa trasformarsi in un nuovo adempimento burocratico. Come si può evitare che questo accada?

La marcatura CE del calcestruzzo nasce per garantire trasparenza e qualità, ma molti temono che possa trasformarsi in un nuovo adempimento burocratico.

Potenzialmente sì. Ciò che va soprattutto evitato è un carico burocratico importante per le imprese che rispetteranno correttamente le norme, che potrebbe diventare un indebito vantaggio per quei produttori poco attenti e poco seri che tali norme invece non le applicheranno. In particolare, in un mercato che potrebbe a volte non riconoscere il giusto valore al calcestruzzo prodotto secondo norma armonizzata.

 

Quali principi di semplificazione dovrebbe adottare la Commissione Europea, insieme al CEN, per rendere il sistema realmente utile alle imprese e non un peso aggiuntivo?

Questo capitolo è tutto da scrivere: pur mantenendo formalmente la nostra contrarietà abbiamo dato disponibilità agli organismi tecnici della commissione di lavorare insieme per costruire un possibile schema che non risulti penalizzante o impraticabile per le aziende.

 

Un punto cruciale sarà la coerenza con le norme tecniche esistenti e con gli Eurocodici. Come si può assicurare che la nuova marcatura si integri con i criteri di progettazione e controllo già in uso?

Questo è uno dei punti critici dell'armonizzazione: tutte le norme tecniche nazionali andranno aggiornate adeguate al nuovo standard.

 

In molti Paesi, tra cui l’Italia, esistono già sistemi di controllo di produzione evoluti. Come valorizzare queste esperienze nazionali all’interno del nuovo quadro europeo, evitando duplicazioni e sovrapposizioni?

Non solo in Italia: in tutti i paesi europei esistono sistemi di certificazione del processo di fabbricazione, ma voglio ricordare che la marcatura CE è per sua natura una marcatura di prodotto, quindi complementare alle certificazioni di processo.

 

Infine, lei parla spesso di trasformare gli obblighi in opportunità. In che modo la marcatura CE può diventare un’occasione per innovare e migliorare la qualità del calcestruzzo europeo?

Come detto, se riusciremo a collaborare con gli organismi tecnici della commissione per predisporre uno schema funzionale, avremo l'opportunità di proporre il calcestruzzo con criteri di certificazione superiori ed informazioni tecniche utili ai progettisti per la valutazione complessiva degli impatti nella costruzione. Mi riferisco in particolare all'introduzione di un parametro di sostenibilità già proposto in alcune nazioni europee ed anche in Italia che permetterà ai progettisti di valutare in maniera corretta l'impatto del calcestruzzo sulla sostenibilità delle costruzioni e di introdurre schemi di valutazione dei calcestruzzi anche in base ai requisiti ambientali.

Una norma tecnica armonizzata potrebbe poi portare vantaggi nella costruzione di elementi BIM di calcestruzzo perfettamente intercambiabili ed utilizzabili da qualunque progettista all'interno della comunità europea.

  

Cosa può fare l’Italia adesso

Posizione-paese: quali mosse suggerisce a MIT/Consiglio Superiore/UNI/Accredia e alle associazioni per indirizzare bene il processo?

All’interno del processo CPR Aquis ogni paese può esporre la propria posizione sulla necessità di armonizzazione: anche l’Italia quindi può esporre una posizione, tenendo conto della posizione di tutti gli attori della filiera delle costruzioni.

 

Come coinvolgere progettisti, DL, collaudatori, imprese, produttori di aggregati/additivi/cementi, prefabbricatori, centrali di betonaggio? Inoltre, come gestire il periodo di coesistenza senza bloccare i cantieri?

Questi temi sono tutti da definire e sarà necessario un sempre maggior coinvolgimento dell'intera filiera per cogliere le possibili opportunità di miglioramento nei processi e farsi che l'eventuale armonizzazione della norma non diventi un'ulteriore fattore di disparità nel mercato.

 

Calcestruzzo Armato

Esplora la guida completa sul calcestruzzo e sul calcestruzzo armato, due elementi fondamentali nell'edilizia. Scopri le composizioni, come l'integrazione di fibre metalliche e polimeriche, e le ultime innovazioni che migliorano le proprietà strutturali. Aggiorna le tue conoscenze sui materiali cementizi per una comprensione avanzata e applicazioni ottimali.

Scopri di più

Calcestruzzo sostenibile

Tutto quello che c’è da sapere sul calcestruzzo green

Scopri di più

Cementi e Leganti Sostenibili

La sezione INGENIO dedicata ai cementi e leganti sostenibili raccoglie articoli tecnici, normative, casi applicativi e innovazioni per un’edilizia a basso impatto ambientale. Un riferimento essenziale per chi costruisce il futuro.

Scopri di più

Certificazione

La certificazione eleva la qualità delle costruzioni: su INGENIO articoli, normative e casi studio per progettisti, imprese e operatori del settore.

Scopri di più

Normativa Tecnica

Con questo TOPIC raccogliamo le news e gli approfondimenti che riguardano il tema della normativa tecnica: le nuove disposizioni, le sentenze, i pareri e commenti, l’analisi di casi concreti, il commento degli esperti.

Scopri di più

Leggi anche