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MEP e BIM: l'approccio di Politecnica a una progettazione effettivamente integrata

Il BIM sta trasformando la progettazione impiantistica MEP e Politecnica rappresenta uno dei casi più evoluti di applicazione integrata. Dalla modellazione al coordinamento tra discipline, la società dimostra come la gestione informativa consenta precisione, riduzione degli errori e continuità dei dati. In questo articolo analizziamo la loro esperienza e le best practice adottate.

L’adozione del BIM nella progettazione MEP consente di gestire in modo coordinato modelli interdisciplinari, ridurre interferenze, mantenere continuità informativa e integrare verifiche energetiche e ambientali.

Politecnica racconta come applica il BIM nella quasi totalità dei progetti, quali vantaggi riscontra, come affronta criticità quali l’interoperabilità IFC e quali evoluzioni prevede verso workflow sostenibili e integrazione con IA. L’articolo sintetizza metodi, standard, case history e impatti operativi per i professionisti.

L'intervista ad Alessio Gori, Ingegnere Civile e Project Manager dalla redazione di Ingenio sull'uso del BIM nel MEP progettazione impiantistica.

 

1. Adozione del BIM

State già utilizzando il BIM nelle attività di progettazione e direzione lavori? Se sì, con quale frequenza e in quali tipologie di progetti?

Alessio Gori

Utilizziamo il BIM nella quasi totalità dei nostri progetti, sia in fase di progettazione sia in direzione lavori, con particolare applicazione negli interventi complessi e multidisciplinari. Ovviamente la scelta della metodologia BIM risente dell’indirizzo progettuale e contrattuale della Committenza, ciò nonostante, anche in assenza di specifica richiesta o vincolo di tale tipo, preferiamo sempre adottare il BIM per ragioni di organizzazione interna e capacità di sviluppo del progetto, soprattutto se multidisciplinare.

 

2. Vantaggi e svantaggi del BIM

Secondo la vostra esperienza, quali sono i principali vantaggi derivanti dall’uso del BIM nella progettazione degli impianti termotecnici rispetto agli approcci tradizionali?

Alessio Gori

I principali vantaggi riscontrati sono una maggiore facilità di estrazione delle quantità per la computazione, una maggiore precisione nel calcolo dei vari sistemi, facilità di coordinamento interdisciplinare.

 

3. Collaborazione interdisciplinare

Come il BIM contribuisce concretamente a migliorare la collaborazione e il coordinamento tra architetti, strutturisti e progettisti impiantisti?

Alessio Gori

La possibilità di lavorare contemporaneamente su modelli interdisciplinari permette di comprendere gli spazi a disposizione e i percorsi possibili in tempo reale. Inoltre la metodologia BIM consente un maggior controllo nella disposizione dei terminali impiantistici in coerenza con le linee guida di progettazione architettonica del progetto. Si possono così ottimizzare gli aspetti formali e percettivi del progetto.

 

4. Gestione delle varianti progettuali

Quando avvengono modifiche architettoniche in corso d’opera, quanto è complesso aggiornare e adattare i modelli BIM impiantistici?

Alessio Gori

Quali strategie adottate per rendere questo processo più efficiente. È fondamentale definire responsabilità e tempistiche per la gestione dello scambio informativo tra i vari gruppi di lavoro, così da assicurare l’utilizzo più efficace delle piattaforme di condivisione dei dati. Il problema tecnico è ampiamente superato dalla tecnologia disponibile. I software BIM dispongono di strumenti specifici per tenere sotto controllo le modifiche delle altre discipline, comunque le varianti sono gestibili più velocemente rispetto ai metodi tradizionali. Rimane importante l’aspetto gestionale, per evitare inutili rilavorazioni.

 

5. Consegna in formato aperto e perdita di dati

Negli appalti pubblici il progetto deve essere consegnato in formato aperto (IFC).
L’esportazione da un software proprietario a IFC porta alla perdita di informazioni utili, che l’installatore non ritrova quando importa il modello nel proprio software, magari diverso da quello usato dal progettista?

Alessio Gori

Allo stato attuale, la tecnologia software dsponibile comporta, frequentemente, il rischio che l’esportazione in formato aperto dei modelli BIM dia origine alla perdita di alcune informazioni specifiche impiantistiche. Politecnica partecipa attivamente allo sviluppo di standard e linee guida iBIMIi-buildingSMART Italia anche per supportare gli attori coinvolti, tra cui appunto le softwarehouse, in questo percorso necessario verso l’openBIM (ifc, bcf, ids).

Se esiste questo problema, come affrontate questa criticità e quali soluzioni vedete possibili per garantire la reale continuità dei dati lungo tutta la filiera? Per ridurre questo rischio utilizziamo set di proprietà standardizzati e verifichiamo l’interoperabilità con i software dell’intera filiera.

 

6. Errori evitati e case history

Uno dei punti di forza del BIM è la riduzione delle interferenze e degli errori. Potete raccontarci un esempio concreto in cui il BIM ha permesso di evitare criticità rilevanti in cantiere?

Alessio Gori

Per un progetto ospedaliero all’estero abbiamo realizzato sul modello BIM tutte le forometrie impiantistiche al fine della produzione delle strutture prefabbricate. Questa operazione ci ha permesso di fornire un progetto dove tutte le discipline impiantistiche erano perfettamente coordinate tra loro in tutti gli attraversamenti orizzontali e verticali degli elementi strutturali e quindi evitare criticità e imprevisti in cantiere.


7. Workflow integrati e sostenibilità

Oggi si parla di workflow che integrano modellazione, collaborazione, verifica normativa, analisi della sostenibilità (es. LCA) e rispetto dei protocolli energetico ambientali. Come state declinando queste logiche nei vostri progetti impiantistici?

Alessio Gori

Ci avvaliamo di software specifici, e non necessariamente della stessa softwarehouse (in quanto la capacità progettuale dei software a nostro avviso deve prevalere sulla mera capacità di interoperabilità), che ci permettono di integrare modellazione, verifica normativa e analisi sostenibilità monitorando parametri energetici e ambientali.

 

8. Piattaforme di condivisione dati (CDE)

Quanto incidono le piattaforme di condivisione dati (Common Data Environment) sulla qualità della progettazione e sulla gestione del ciclo di vita dell’opera? Avete riscontrato differenze tra soluzioni proprietarie e open source?

Alessio Gori

Le piattaforme CDE migliorano significativamente la qualità della progettazione perché permettono di lavorare tutti in un unico ambiente e garantiscono la conservazione, l’accessibilità, la tracciabilità e l’aggiornamento dei dati per l’intero ciclo di vita dell’opera. Preferiamo utilizzare soluzioni proprietarie perché più stabili, integrate e che più si adattano alla nostra struttura BIM aziendale.

Siamo comunque abituati a lavorare su piattaforme diversificate a scelta della Committenza. L’aspetto di pianificazione e gestione della piattaforma e dello scambio informativo è comunque un aspetto fondamentale per ottimizzare il lavoro dei vari team.

 

9. Librerie BIM dei produttori

Molte aziende stanno aggiornando le librerie dei propri prodotti impiantistici. Quali miglioramenti suggerireste ai produttori? Quali criticità riscontrate più spesso (es. mancanza di dettagli, limitata disponibilità, librerie non universali)?

Alessio Gori

Le librerie dei produttori sono sempre più necessarie per una progettazione impiantistica che tenga conto delle effettive dimensioni e prestazioni. Purtroppo ancora non tutti rendono disponibili i loro prodotti in un formato utilizzabile nei modelli BIM.

 

10. Diritto d’autore e proprietà intellettuale

Gli oggetti BIM e i dettagli digitali di progetto sono ormai veri e propri asset. Qual è la vostra opinione sul tema del diritto d’autore e della tutela della proprietà intellettuale in questo ambito?

Alessio Gori

I Modelli BIM e gli elementi che contengono sono coperti da diritto d’autore e la loro condivisione nel CDE non implica la cessione dei diritti. Nei contratti è necessario definire chi mantiene la proprietà dei modelli e da chi possono essere riutilizzati e con che finalità. In questo senso, una più capillare diffusione dell’openBIM consentirebbe di superare questi rischi.

 

11. Integrazione con prestazioni energetiche

Il BIM consente di collegare la progettazione MEP all’analisi delle prestazioni energetiche degli edifici. Quanto ritenete strategica questa integrazione per la progettazione sostenibile e la gestione energetica futura?

Alessio Gori

Molto strategica, ancora non siamo arrivati ad una completa comunicazione tra modelli BIM e software specialistici di analisi energetica, la sfida del futuro sarà una perfetta integrazione dei due aspetti. Politecnica ha recentemente costituito un settore “Sostenibilità” all’interno delle proprie unità produttive, con tecnici specializzati e dedicati.

 

12. Competenze e formazione

Oggi i tecnici devono unire competenze specialistiche MEP a competenze avanzate di modellazione BIM. Secondo voi, il mercato è pronto oppure servono ancora forti investimenti in formazione? In particolare, un BIM Specialist può essere efficace senza un background progettuale solido?

Alessio Gori

Per il settore dell’architettura il mercato è pronto alla progettazione BIM, mentre per le discipline impiantistiche servono ancora degli investimenti nella formazione. Un BIM Specialist MEP deve possedere almeno una base progettuale impiantistica per essere efficace. Infatti, come Politecnica crediamo che il BIM non debba prevalere sul progetto, come ovviamente sarebbe ovvio per sua definizione. Tuttavia, spesso si affronta questo dualismo, anche in ottica di formazione e acquisizione delle risorse. La modellazione BIM non deve essere a fianco della progettazione, o addirittura posteriore: progettare modellando in BIM.

 

13. Livello di Digitalizzazione degli installatori

Nella vostra esperienza odierna quale livello di digitalizzazione hanno raggiunto le società specializzate nell’installazione, gestione e manutenzione, in particolare per i grandi impianti?

Alessio Gori

Le imprese più strutturate che si occupano della realizzazione di grandi impianti sono già dotate degli strumenti digitali necessari per la gestione della contabilità, la programmazione e l’avanzamento dei lavori in sinergia con i modelli BIM. Nel campo della manutenzione solo alcune realtà più avanzate iniziano ad usare piattaforme digitali.

 

Progettazione MEP con IA: velocizzare i processi riducendo gli errori. Cosa cambia per i progettisti?

L’IA sta entrando nel mondo del BIM e della progettazione (generative design, clash detection predittiva, analisi automatizzata). Come valutate le opportunità e i rischi di questa trasformazione per il settore MEP?

Alessio Gori

L’intelligenza artificiale è una grande opportunità in tutti i campi e nel mondo del BIM e della progettazione impiantistica darà sicuramente il suo contributo aiutando a velocizzare le attività, a ridurre gli errori e a generare soluzioni preliminari. Come anche nell’ambiente BIM, l’IA non deve diminuire la centralità del progettista.

 

Si ringrazia la disponibilità di Politecnica | Building for Humans

 


POLITECNICA | Building for Humans

Politecnica | Building for Humans è una delle maggiori società italiane di progettazione integrata - architettura, ingegneria e urbanistica. Indipendente, fa capo a 46 soci, ingegneri e architetti, che hanno firmato lavori in oltre 60 Paesi al mondo con un fatturato annuo di oltre 25 milioni di euro (2022). Tre sono le sedi in Italia a Modena, Milano, Firenze e presenza internazionale in 10 Paesi e 3 continenti (Angola, Belize, Danimarca, Giamaica, Grenadine, Guiana, Guinea Equatoriale, Kenya, Romania, Sierra Leone). Politecnica sviluppa progetti in campo pubblico e privato, nella scuola e nella sanità, nell’industria, nei servizi, nelle infrastrutture e – con la divisione internazionale – ha realizzato opere civili ed infrastrutturali in numerosi Paesi in via di sviluppo nell’ambito di Progetti finanziati da Donors Internazionali.
Con oltre 300 persone tra progettisti, pianificatori, ingegneri, consulenti e tecnici specializzati Politecnica integra competenze diverse – dall’impiantistica all’urbanistica, dal progetto strutturale a quello architettonico – grazie al lavoro in team e alla complementarità di professionalità.
Politecnica mette al centro dei propri interventi il benessere della comunità e delle persone, per dare il proprio contributo al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile - SDGs - presentati nell’Agenda ONU 2030, ratificata da 193 paesi del mondo. Politecnica si impegna a realizzare infrastrutture che colleghino in modo più facile popoli e comunità, consentendo scambi e relazioni, edifici pubblici inclusivi e sicuri, che facilitino lo scambio sociale, strutture sanitarie tecnologicamente innovative per i pazienti, edifici rivolti all’educazione e alla didattica che favoriscano socialità e interscambio.

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