Mercato dei Servizi di Ingegneria e Architettura: nei primi sei mesi del 2025 la domanda pubblica torna ai livelli del 2019
Nel primo semestre 2025 la domanda pubblica per servizi tecnici cala drasticamente, con valori simili al 2019. Crescono gli accordi quadro, ma le gare effettive diminuiscono e restano concentrate su pochi grandi importi.
Il primo semestre del 2025 segna un’importante battuta d’arresto per il mercato pubblico dei servizi di ingegneria e architettura in Italia, con dati che riportano il settore ai livelli pre-pandemia, allineati a quelli del 2019. È quanto emerge dal più recente Osservatorio OICE/Informatel, che monitora l’andamento delle gare pubbliche per servizi tecnici.
Giugno: un mese in forte calo (-42% rispetto all'anno precedente)
Nel solo mese di giugno 2025, il valore complessivo delle gare è stato pari a 134,7 milioni di euro, somma tra i 122,2 milioni per servizi di ingegneria e architettura e i 12,6 milioni relativi alla progettazione esecutiva negli appalti integrati. Si tratta di un calo significativo: -48,3% rispetto a maggio e -42,3% rispetto a giugno 2024.
Nonostante il singolo mese di giugno abbia evidenziato un drastico rallentamento, l’intero primo semestre 2025 registra un valore complessivo delle gare pari a 995 milioni di euro, in crescita del 10,4% rispetto al 2024 (901,2 milioni). Tuttavia, questo dato positivo è parzialmente ingannevole: la domanda pubblica si concentra quasi per metà (46,5%) negli accordi quadro, con 429,1 milioni di euro (+18,9% rispetto al primo semestre 2024), strumenti che non sempre si traducono in contratti operativi.

Accordi quadro: crescita in valore, ma in calo in numero
I bandi per accordo quadro nel semestre sono stati 91 (9,0% del totale), in calo dell’11,7% in numero, ma con una forte crescita in valore dell’86,3%, a testimonianza di una concentrazione della domanda su poche gare di elevato importo. A giugno, però, anche questo segmento ha segnato il passo, con solo 15 bandi pubblicati, in calo del 50% rispetto a maggio.
Appalti integrati e progettazione: numeri ancora altalenanti
Il comparto degli appalti integrati, che comprende anche la progettazione esecutiva, mostra segnali contrastanti. A giugno il valore dei servizi è cresciuto del 26,3% rispetto a maggio, ma il confronto con il 2024 è impietoso: -72% in valore e -43,2% nel numero delle gare rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Nel semestre il valore della progettazione inclusa negli appalti integrati è stato di 71,6 milioni, in calo del 42,5% rispetto al 2024.
La progettazione pura sembra reggere meglio: 82 gare a giugno per un totale di 73 milioni (+29% in valore rispetto a maggio), ma ancora in flessione rispetto a giugno 2024 sia per numero (-11,8%) che per valore (-21,3%). Nel primo semestre, i bandi sono stati 422 per 274,8 milioni, con un calo dell’11,7% in numero ma un valore sostanzialmente stabile (+0,3%).
L’appello dell’OICE: “Serve una strategia per garantire continuità alla domanda pubblica”
Il Presidente dell’OICE, Giorgio Lupoi, ha commentato con preoccupazione il quadro emerso dall’Osservatorio:
“La contrazione della domanda è evidente: siamo tornati ai livelli del 2019-2020. Le società del settore hanno ancora portafogli ordini rassicuranti, ma la prospettiva non è rosea. Non si può pensare di sostenere il mercato affidandosi esclusivamente a gare sotto la soglia dei 140.000 euro o ad accordi quadro che spesso non generano contratti effettivi.”
Lupoi sottolinea inoltre l’urgenza di riformare le modalità di affidamento, favorendo maggiore concorrenza e trasparenza, e rilancia alcune proposte concrete:
- Aggiornamento delle tariffe professionali;
- Varo del bando-tipo e del contratto-tipo da parte dell’ANAC;
- Revisione delle soglie per gli affidamenti diretti;
- Maggiore apertura del mercato, evitando dinamiche oligopolistiche
Il Presidente dell’OICE riconosce come positiva la recente modifica del DL Infrastrutture che reintroduce l’anticipazione ai professionisti, anche se solo nella misura del 10%.
IL REPORT INTEGRALE È SCARICABILE IN ALLEGATO.
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