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Metodologie integrate per il recupero della memoria delle cave di Grotta Oscura a Roma

La ricerca documenta le cave di Grotta Oscura attraverso rilievi topografici, droni, LIDAR e laser scanning SLAM. L’integrazione dei dati ha prodotto modelli e restituzioni utili alla conoscenza, gestione e valorizzazione del sito e del paesaggio.

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La ricerca presentata in occasione del Convegno UID 2026 si inserisce nell’ambito del rilievo del patrimonio culturale naturale attraverso l’integrazione di differenti metodologie e strumenti di acquisizione ed elaborazione dati.

Le cave di Grotta Oscura costituiscono un patrimonio di straordinaria rilevanza sotto il profilo storico, culturale, ecologico e geologico. Le procedure impiegate comprendono la realizzazione di una rete topografica per il controllo e la georeferenziazione dei rilievi, l’acquisizione aerofotogrammetrica mediante droni, la scansione LIDAR da UAS e l’utilizzo del laser scanning mobile con tecnologia SLAM per la documentazione degli spazi sotterranei.

L’elaborazione dei dati ha prodotto DTM, DSM, ortofoto georeferenziata, restituzione 2D planimetrica e delle sezioni territoriali. L’applicazione coordinata di metodologie di rilievo diverse ha fornito un contributo sostanziale alla conoscenza e alla documentazione del sito, mettendo a disposizione informazioni fondamentali per la pianificazione strategica, la gestione e la valorizzazione del paesaggio.


Grotta Oscura, un patrimonio da rendere nuovamente leggibile

Conoscere in modo approfondito un sito complesso rappresenta il primo passaggio indispensabile per poter programmare interventi di recupero, messa in sicurezza e valorizzazione. È questo il principio alla base della ricerca dedicata alle cave di Grotta Oscura, a Roma, illustrata da Stefano Botta in occasione del Convegno/Congresso "Il Disegno Furioso" dell’Unione Italiana per il Disegno (UID), svoltosi a Ferrara dal 10 al 12 settembre 2026.

La ricerca nasce nell’ambito di un incarico stipulato tra il Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre, il Ministero della Cultura e la Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, all’interno degli interventi finanziati attraverso il PNRR e, in particolare, del programma Caput Mundi – Next Generation EU per grandi eventi turistici.

L'obiettivo è costruire una conoscenza aggiornata e scientificamente affidabile di un'area caratterizzata da una particolare complessità, ponendo le basi per un più ampio progetto di recupero ambientale, messa in sicurezza, accessibilità e futura musealizzazione del parco.

Il sito delle cave di Grotta Oscura costituisce un contesto di notevole interesse storico, archeologico, paesaggistico e ambientale, ma nel corso degli anni la progressiva crescita della vegetazione e lo stato di abbandono avevano reso sempre più difficile comprenderne la conformazione e leggere correttamente le strutture ancora presenti.

Da qui la necessità di procedere, prima ancora degli interventi fisici di trasformazione dell'area, alla costruzione di una base conoscitiva organica e aggiornata.

Il rilievo diventa quindi uno strumento non soltanto finalizzato alla documentazione geometrica del sito, ma strettamente collegato alle successive scelte progettuali. La restituzione delle caratteristiche dell'area consente infatti di individuare criticità, valutare le condizioni delle strutture esistenti e programmare con maggiore consapevolezza le future operazioni di risanamento e valorizzazione.

L'intervento complessivo previsto per Grotta Oscura punta infatti alla bonifica e alla sistemazione dell'area, al recupero delle preesistenze ancora conservate e alla progressiva costruzione delle condizioni necessarie per la messa in sicurezza e musealizzazione dell'intero parco.

La relazione è stata realizzata da Maria Grazia Cianci, Stefano Botta, Daniele Calisi, Sara Colaceci e Michela Schiaroli.

Il rilievo come infrastruttura conoscitiva per il progetto

La campagna di rilievo rappresenta dunque il primo livello di un processo molto più articolato.

Come evidenziato da Botta, l'attività svolta può essere considerata il presupposto conoscitivo sul quale fondare le successive fasi di intervento. In un contesto difficilmente accessibile e per lungo tempo scarsamente leggibile, disporre di una documentazione sistematica significa offrire alla Soprintendenza e ai progettisti uno strumento operativo da utilizzare nelle successive attività di pianificazione.

La conoscenza geometrica, morfologica e spaziale del sito permette infatti di passare da una percezione frammentaria dell'area a una rappresentazione complessiva, necessaria per mettere in relazione le diverse componenti del patrimonio esistente.

Il rilievo assume quindi una funzione strategica: non costituisce il punto di arrivo della ricerca, ma la base informativa sulla quale costruire il progetto di conservazione e trasformazione futura.

Dal PNRR alla valorizzazione: un intervento ancora in evoluzione

Le attività presentate al convegno UID rappresentano soltanto una prima fase del programma dedicato alle cave di Grotta Oscura.

I finanziamenti disponibili hanno consentito di sviluppare innanzitutto il livello conoscitivo dell'intervento, indispensabile per comprendere la complessità dell'area e impostare correttamente le successive operazioni. Il percorso di recupero e valorizzazione, tuttavia, non può considerarsi concluso.

La prospettiva è quella di integrare progressivamente il lavoro già realizzato, trasformando le informazioni ottenute attraverso il rilievo in strumenti utili allo sviluppo delle fasi progettuali ed esecutive.

Il passaggio successivo riguarda quindi la possibilità di concretizzare gli interventi ipotizzati sulla base delle indagini effettuate, procedendo con le opere necessarie alla sicurezza, alla conservazione e alla fruizione dell'area.

Verso un parco accessibile e musealizzato

Il progetto guarda, in ultima analisi, alla restituzione delle cave di Grotta Oscura alla città e ai visitatori.

L'obiettivo è rendere nuovamente comprensibile e accessibile un patrimonio che per molti anni è rimasto in parte nascosto dalla vegetazione e dall'abbandono, creando un percorso capace di integrare tutela, conoscenza e fruizione.

In questa prospettiva, la musealizzazione non deve essere considerata esclusivamente come la realizzazione di nuovi spazi espositivi, ma come un processo più ampio di interpretazione e valorizzazione del paesaggio e delle testimonianze presenti nel sito.

La ricerca illustrata da Stefano Botta dimostra quindi come le attività di rilievo e documentazione possano svolgere un ruolo determinante all'interno dei programmi di recupero del patrimonio culturale. Prima della trasformazione viene la conoscenza: una base indispensabile per orientare le scelte, ridurre le incertezze progettuali e costruire interventi coerenti con i caratteri storici e ambientali del luogo.

Nel caso di Grotta Oscura, il rilievo rappresenta così il primo tassello di un percorso più ampio, finalizzato a trasformare un sito oggi complesso e scarsamente fruibile in un patrimonio nuovamente leggibile, sicuro e accessibile.

DI SEGUITO LA RELAZIONE INTEGRALE DI STEFANO BOTTA

Metodologie integrate per il recupero della memoria delle cave di Grotta Oscura a Roma

In allegato è disponibile il paper della ricerca, pubblicata negli Atti del Convegno.


Il testo è stato elaborato grazie alla videoregistrazione dell'intervento, con l'aiuto di strumenti di IA (ChatGpT).


CONSULTA GLI ATTI DEL CONVEGNO, DISPONIBILI IN OPEN ACCESS

Grazie a un accordo editoriale con l’Unione Italiana per il Disegno (UID), INGENIO pubblicherà le videoregistrazioni delle sessioni e una selezione dei contributi scientifici presentati al 47° Convegno Internazionale dei Docenti delle Discipline della Rappresentazione e Congresso UID, svoltosi a Ferrara dal 10 al 12 settembre 2026.

Articolo integrale in PDF

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