Modello BIM MEP del Colosseo: digitalizzazione e gestione integrata degli impianti
Al Salone del Restauro 2025 di Ferrara è stato presentato il modello BIM MEP del Colosseo, sviluppato per il censimento e la gestione integrata dei sistemi impiantistici. Un caso studio avanzato che combina rilievo 3D, modellazione HBIM e database parametrico per la manutenzione programmata e l’aggiornamento continuo.
In occasione del Salone del Restauro di Ferrara è stato presentato il risultato del progetto di rilievo 3D e modellazione HBIM del Colosseo, promosso dal Parco Archeologico del Colosseo. Il convegno, intitolato “La documentazione digitale del patrimonio archeologico attraverso il rilievo 3D e la modellazione HBIM: il Colosseo”, ha illustrato finalità, metodologie e risultati di un intervento di grande valore scientifico.
Il progetto, assegnato tramite gara pubblica alla ATI composta da Consorzio Futuro in Ricerca (mandataria e coordinatrice scientifica), Geogrà Stp, Janus ed ETS, ha visto la collaborazione di numerosi esperti e professionisti di diverse discipline per affrontare la complessa sfida della documentazione digitale.
Durante l’evento Barbara Nazzaro (Parco Archeologico del Colosseo), Luciano Catallo (ETS srl) Matteo Proia (ETS Srl) e Monica Giovaniello (ETS Srl) hanno posto l’attenzione su un elemento spesso trascurato ma cruciale per la gestione del monumento: gli impianti.
Colosseo, un monumento vivo che per funzionare necessità di impianti
Il Colosseo non è solo un monumento storico, ma un organismo vivo, complesso e dinamico. Ogni giorno, al suo interno, lavorano oltre 200 persone tra uffici amministrativi, addetti alla sicurezza, restauratori, tecnici, guide turistiche e manutentori. A questi si aggiungono circa 30.000 visitatori quotidiani che richiedono servizi efficienti e infrastrutture adeguate. Per rispondere a queste esigenze, il progetto di digitalizzazione e modellazione 3D degli impianti ha rappresentato un tassello fondamentale nella gestione evoluta del monumento.
L’importanza del censimento degli impianti non può essere sottovalutata. Illuminazione, sicurezza, ascensori per persone con mobilità ridotta, distributori automatici per acqua e caffè: tutto ciò è parte integrante della vita del Colosseo. Gli impianti, infatti, devono non solo funzionare in modo ottimale, ma integrarsi armoniosamente con la struttura storica senza comprometterne l’integrità o l’esperienza dei visitatori.
Questo lavoro di rilevamento e modellazione, apparentemente meno affascinante rispetto ad altri interventi sul patrimonio, è invece ciò che consente al Colosseo di essere oggi un luogo vivo e fruibile.
Modellazione integrata: impianti e monumento dialogano
Il Modello 3D degli impianti è stato un "lavoro nel lavoro". Per il rilievo e la modellazione degli elementi come illuminazione, sistemi antincendio, ascensori e sicurezza, è stato necessario completare il modello monumentale del Colosseo. L’integrazione tra la nuvola di punti e un rilievo specifico degli impianti ha permesso di creare un modello tridimensionale che unisce elementi storici e moderni.
Questa operazione non si è limitata alla rappresentazione geometrica: la vera sfida è stata integrare questi dati all’interno di un database gestionale, utile per interventi futuri, manutenzioni ordinarie e straordinarie, aggiornamenti e nuove installazioni.
Dal rilievo tradizionale al modello digitale
Le sole nuvole di punti, per quanto dettagliate, non erano sufficienti a modellare elementi come canalizzazioni o cablaggi poco visibili. È stato necessario affiancare al rilievo digitale un rilievo tradizionale sul campo, consistente nella mappatura manuale di tutti gli elementi impiantistici visibili. Questi sono stati successivamente trasposti in ambiente CAD e integrati con i dati ottenuti dalla nuvola di punti e dalle indagini sugli elementi nascosti. Il dataset risultante è stato ulteriormente arricchito con informazioni d’archivio e preziosi dettagli forniti dai tecnici addetti alla manutenzione.
Un database gestionale per il futuro
Il modello 3D degli impianti non è solo una rappresentazione visiva, ma un vero e proprio database gestionale. Ogni elemento è stato codificato e associato a parametri specifici, permettendo interrogazioni rapide e mirate. Gli abachi, strumenti di estrazione dati, consentono ad esempio di sapere quanti e quali tipi di luci si trovano su un determinato livello o di visualizzare tutti gli elementi appartenenti a un impianto specifico.
Questa logica di semplificazione geometrica è stata una scelta strategica per garantire modelli leggeri e facilmente consultabili, soprattutto considerando che gli impianti non vengono analizzati isolatamente, ma sempre in relazione al modello monumentale.
Strutturazione informativa: codifica, nomenclatura e WBS
Gli impianti sono stati organizzati in un unico modello Revit, suddiviso in macro-categorie e sottocategorie:
- LFM - Luci e Forza Motrice: comprendente due sub-categorie FM (Linee, Dorsali, Quadri elettrici e Gruppi elettrogeni) e LUCI (Punti luce).
- DTI - Dati: sistemi di trasmissione dati e telefonici.
- MCC - Impianto Meccanico: che include categorie come PMP (Alimentazione HVAC) e TER (Terminali HVAC, come split, ventilconvettori, ecc.)
- IDR - Sistema Idrico Sanitario: suddiviso in categorie quali SSA (Sistema Idrico), SEWA (Sistema fognario) e RAIN (Sistema acque grigie).
- ISC - Impianto Sicurezza: comprendente categorie come TVCC (Televisione a Circuito Chiuso), ACC (Sistema di Controllo Accessi) e ALM (Impianto di Allarme).
- IMS - Impianti Speciali: che raggruppa categorie come GSA (Gestione Sicurezza Antincendio), MST (Monitoraggio Strutturale) e AED (Apparati medicali di primo soccorso, es. defibrillatori).
- MUS - Impianti Museali: relativi ad apparati audio e video specifici per le esigenze museali
Grazie alla gerarchizzazione degli elementi e alla loro codifica univoca, è possibile gestire manutenzioni, progettazioni e aggiornamenti in maniera sistematica, evitando ridondanze o errori.
Un modello MEP pensato per l’aggiornamento continuo
Come sottolineato dai professionisti che hanno sviluppato il modello BIM MEP, questo non è un sistema statico, ma uno strumento dinamico progettato per evolvere nel tempo. Ogni nuovo impianto, aggiornamento o intervento straordinario può essere integrato nel database, assicurando una gestione costantemente aggiornata e in linea con le esigenze di un monumento in continua trasformazione.
In questo modo, il Colosseo non è solo conservato, ma anche attivamente gestito per assicurare la fruibilità e la sicurezza di tutti coloro che lo vivono ogni giorno.
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