Museo di Shenzhen: granito, superfici inclinate e tetto verde modellano un paesaggio artificiale
Il Museo di Shenzhen trasforma 105.300 m² di architettura museale in un paesaggio percorribile: la facciata in granito, le superfici inclinate e il parco in copertura collegano le otto gallerie al lago Yanzi e allo spazio pubblico della città.
Lo Shenzhen Natural History Museum è un complesso museale di 105.300 m² concepito come prosecuzione artificiale del paesaggio del lago Yanzi. Una facciata sinuosa in granito, superfici inclinate e una copertura verde interamente percorribile riducono la separazione tra edificio, parco e città. All’interno, cinque volumi conici organizzano otto gallerie dedicate a 4,6 miliardi di anni di storia della Terra. Il progetto di 3XN, B+H Architects e Zhubo Design mostra come materiali lapidei, paesaggio e geometrie spaziali possano costruire un museo accessibile anche come infrastruttura civica.
Tetto verde percorribile e facciata in granito: il sistema architettonico
Una grande formazione geologica emerge dal delta fluviale che circonda il lago Yanzi, nel distretto di Pingshan. Non appare come un edificio tradizionale, ma come un terreno modellato dall’acqua e dal tempo, composto da superfici inclinate, piazze, terrazze verdi e percorsi aperti alla città.
È lo Shenzhen Natural History Museum, inaugurato il 28 luglio 2026 e destinato a diventare uno dei maggiori musei di storia naturale al mondo, oltre che il più grande della Cina meridionale.
Il complesso è stato progettato dal consorzio formato da 3XN, B+H Architects e Zhubo Design. Lo studio danese 3XN ha sviluppato il concept ed è stato lead designer, mentre B+H Architects ha assunto il ruolo di lead consultant, executive architect e landscape architect, occupandosi anche degli interni. Zhubo Design ha seguito lo sviluppo tecnico locale, gli aspetti normativi, le strutture e gli impianti.
Con una superficie lorda di 105.300 metri quadrati, il museo rappresenta uno degli interventi più significativi del programma con cui Shenzhen sta rafforzando il proprio sistema di istituzioni culturali e scientifiche.

Un museo concepito come parte del territorio
L’idea progettuale nasce dalla volontà di superare la separazione tra edificio e paesaggio. La copertura, interamente percorribile, prosegue idealmente il piano naturale del terreno, permettendo ai cittadini di attraversare e utilizzare il complesso anche senza accedere alle sale espositive.
Il museo diventa così un nuovo spazio pubblico: un parco sopraelevato affacciato sul lago, attraversato da terrazze, rampe e piazze che collegano architettura, vegetazione e sistema urbano.
Visto dall’esterno, l’edificio presenta una silhouette sinuosa rivestita in granito, interrotta da profonde aperture che rivelano scorci degli ambienti interni. La forma richiama i corsi d’acqua, le colline e le stratificazioni geologiche della Cina meridionale.
Secondo Kim Herforth Nielsen, fondatore e direttore creativo di 3XN, l’obiettivo non era progettare semplicemente un contenitore museale, ma creare un frammento di paesaggio che sembrasse appartenere da sempre al luogo, come se fosse stato lentamente modellato dalla geologia, dall’acqua e dal trascorrere del tempo.

Cinque coni organizzano lo spazio interno
La configurazione degli ambienti espositivi è definita da cinque grandi volumi conici, attorno ai quali si sviluppano le principali gallerie.
Queste geometrie generano una successione di spazi molto diversi tra loro: passaggi simili a cavità naturali, atri verticali, terrazze interne, aperture verso l’esterno e scorci incorniciati sul paesaggio.
Il percorso museale non segue quindi una sequenza di sale convenzionali, ma assume la forma di un viaggio immersivo, nel quale luce, materia e proporzioni accompagnano la narrazione scientifica.
L’architettura diventa parte integrante dell’allestimento: non costituisce soltanto lo sfondo delle collezioni, ma contribuisce direttamente alla costruzione dell’esperienza del visitatore.

Otto gallerie per raccontare la storia della Terra
Il museo comprende otto sale espositive tematiche, dedicate a un arco temporale di circa 4,6 miliardi di anni.
Il racconto parte dalle origini dell’universo e dalla formazione del pianeta, per affrontare successivamente la comparsa delle prime forme di vita, l’era dei dinosauri, l’evoluzione umana e gli ecosistemi contemporanei.
Le collezioni riuniscono reperti animali e vegetali, minerali, fossili, installazioni di grandi dimensioni e contenuti multimediali. Le narrazioni globali della storia naturale vengono messe in relazione con le specificità territoriali della Cina meridionale: montagne, fiumi, coste ed ecosistemi marini.
La progettazione delle gallerie principali è stata sviluppata in collaborazione con gli exhibition designer Atelier Brückner e Museum Studio. Pareti curve, geometrie coniche e grandi cavità verticali costruiscono ambienti scenografici nei quali reperti, immagini cinematografiche e installazioni digitali si integrano con lo spazio architettonico.
Il visitatore non è pensato come un osservatore passivo, ma come parte di un racconto nel quale fenomeni naturali, evoluzione e trasformazioni del pianeta vengono sperimentati fisicamente.

Il parco in copertura come nuovo spazio civico
Uno degli elementi centrali dell’intervento è il grande parco realizzato sulla copertura. Il sistema di superfici verdi estende il museo nel paesaggio urbano e rende l’edificio accessibile e riconoscibile come luogo collettivo.
Trasformare questa ambizione in un museo di storia naturale di livello internazionale ha richiesto molto più della semplice realizzazione di un edificio di scala e complessità eccezionali. È stato necessario integrare in modo armonico architettura, ingegneria, paesaggio, progettazione degli allestimenti e competenze costruttive. Un elemento centrale del progetto è il parco in copertura, che estende il museo nel paesaggio urbano di Shenzhen e invita i visitatori a viverlo come parte integrante della città. Il risultato dimostra ciò che la collaborazione multidisciplinare può raggiungere quando ambizione progettuale, capacità realizzativa e rigore tecnico convergono.
La complessità non è legata soltanto alle dimensioni dell’opera, ma anche alla necessità di preservare, durante tutte le fasi di sviluppo e costruzione, la chiarezza del concept originario vincitore del concorso.
Il parco in copertura sintetizza questa impostazione: non è un’aggiunta paesaggistica applicata all’edificio, ma una componente strutturale dell’intero progetto, capace di collegare museo, lago e città.
Lo Shenzhen Natural History Museum è stato progettato per interpretare le leggi dell’evoluzione naturale e raccontare le caratteristiche geografiche di Shenzhen all’interno di una prospettiva ecologica globale. Riunisce collezioni e attività di ricerca che ripercorrono 4,6 miliardi di anni di storia della Terra, ma è l’architettura a rendere tangibile questo racconto. Trasformando il museo in un paesaggio educativo vivo — dal parco in copertura alle gallerie dalla forma conica — il progetto consente ai visitatori di Shenzhen e di tutto il mondo di vivere scienza, natura e territorio come un unico percorso continuo, profondamente legato al luogo.
Una collaborazione internazionale e multidisciplinare
La realizzazione dello Shenzhen Natural History Museum ha coinvolto gruppi di progettazione distribuiti tra Europa e Asia.
3XN ha guidato il concept dalla sede di Copenhagen; B+H Architects ha coordinato lo sviluppo architettonico, il paesaggio e gli interni; Zhubo Design ha garantito il supporto tecnico, normativo ed esecutivo a Shenzhen.
Il coordinamento tra discipline, differenti aree geografiche e fasi costruttive ha permesso di tradurre un’idea fortemente scultorea in un edificio realizzabile, funzionale e conforme ai requisiti locali.
I lavori, commissionati dal Governo di Shenzhen e dal Bureau of Public Works of Shenzhen Municipality, sono iniziati nel marzo 2022 e si sono conclusi nel luglio 2026. L’ente utilizzatore è lo Shenzhen Municipal Bureau of Culture, Radio, Television, Tourism, and Sports.
Architettura e scienza come esperienza continua
Il museo è stato concepito per spiegare i processi dell’evoluzione naturale e, allo stesso tempo, interpretare le caratteristiche geografiche di Shenzhen all’interno di una prospettiva ecologica globale.
La sua forza risiede nella continuità tra i diversi elementi del progetto: il parco sulla copertura, le gallerie coniche, i percorsi interni e le collezioni concorrono a costruire un’unica esperienza educativa.
In questo modo, la storia del pianeta non viene soltanto illustrata attraverso fossili, reperti o contenuti digitali. È la stessa architettura a trasformarla in uno spazio da attraversare, offrendo ai visitatori un viaggio nel quale scienza, natura e paesaggio diventano parti di un unico racconto.

Informazioni sul progetto
Nome del progetto: Shenzhen Natural History Museum
Località: Distretto di Pingshan, Shenzhen, Cina
Raggruppamento di progettazione: 3XN, B+H Architects e Zhubo Design
3XN: capogruppo della progettazione e concept design
B+H Architects: consulente principale, progettazione esecutiva, architettura del paesaggio e interior design
Zhubo Design: conformità tecnica alle normative locali e sviluppo realizzativo
Ingegneria: Zhubo Design, strutture e impianti MEP
Committente: Governo di Shenzhen / Bureau of Public Works of Shenzhen Municipality
Ente utilizzatore: Shenzhen Municipal Bureau of Culture, Radio, Television, Tourism, and Sports
Superficie lorda: 105.300 m²
Inizio dei lavori: marzo 2022
Completamento: luglio 2026
Fotografie: Adam Mørk
FAQ TECNICHE: Museo di Shenzhen: granito, tetto verde e architettura paesaggio
1. Che cos’è lo Shenzhen Natural History Museum?
È un museo di storia naturale di 105.300 m² realizzato nel distretto di Pingshan, presso il lago Yanzi.
Il complesso ospita otto gallerie dedicate a circa 4,6 miliardi di anni di evoluzione della Terra.
È stato progettato dal consorzio formato da 3XN, B+H Architects e Zhubo Design.
L’architettura è concepita come un terreno artificiale continuo, non come un volume museale isolato.
2. In quali contesti si applica il modello progettuale adottato a Shenzhen?
L’approccio è rilevante per musei, centri culturali, edifici pubblici e grandi attrezzature inserite in parchi urbani o ambiti naturalistici.
La copertura accessibile consente di sovrapporre funzione edilizia, spazio pubblico e infrastruttura paesaggistica.
Il modello richiede tuttavia verifiche puntuali su accessibilità, carichi, sicurezza, drenaggio e manutenzione.
3. Quali norme sono pertinenti alla copertura verde e alla facciata in granito?
Per una lettura tecnica italiana risultano pertinenti la UNI 11235:2015 per progettazione, esecuzione, controllo e manutenzione delle coperture a verde e la UNI EN 1469:2015 per i requisiti delle lastre in pietra naturale da rivestimento.
4. Quali vantaggi offre una copertura verde interamente percorribile?
Permette di restituire alla città una parte della superficie occupata dall’edificio e di creare continuità tra quota urbana, museo e paesaggio.
Può inoltre contribuire alla gestione delle acque meteoriche, alla protezione della stratigrafia impermeabile e alla mitigazione microclimatica.
Tali prestazioni dipendono da substrato, vegetazione, capacità drenante, irrigazione e condizioni climatiche.
5. Come devono essere progettati involucro lapideo e copertura praticabile?
La progettazione deve coordinare struttura portante, pendenze, impermeabilizzazione, drenaggio, protezione antiradice, substrato, vegetazione e percorsi pedonali.
Per il granito devono essere verificati spessore, formato, resistenza, assorbimento, tolleranze e sistema di ancoraggio.
Le superfici inclinate aumentano la complessità dei raccordi e dello smaltimento delle acque.
3XN
3XN è uno studio di architettura fondato in Danimarca e attivo a livello internazionale, impegnato nella progettazione di soluzioni innovative, sostenibili e capaci di generare un impatto positivo. Il carattere multidisciplinare, diversificato e internazionale dello studio alimenta e arricchisce una cultura collaborativa e un approccio multidimensionale alla progettazione. Il lavoro di 3XN si fonda sulla convinzione che l’architettura debba contribuire positivamente alle persone, ai luoghi e al pianeta.
Fondata nel 1986 da Kim Herforth Nielsen, 3XN vanta quasi quarant’anni di esperienza nella progettazione e realizzazione di un’architettura incentrata sulle persone. Il suo approccio è definito da una metodologia olistica che attribuisce valore all’estetica, ai comportamenti, alla curiosità e alla circolarità.
Lo studio ritiene che l’architettura non riguardi soltanto lo spazio, ma contribuisca attivamente a plasmare i comportamenti e le esperienze di chi lo abita. Estetica e funzione procedono di pari passo nel processo progettuale, rafforzandosi reciprocamente per garantire spazi non solo visivamente stimolanti, ma anche favorevoli al benessere e alla coesione sociale.
Al centro della filosofia progettuale di 3XN vi è una curiosità costante, intesa come apertura intellettuale verso nuove idee e nuovi approcci, capace di spingere lo studio a ridefinire continuamente i limiti di ciò che l’architettura può realizzare. Questa curiosità alimenta un processo collaborativo e trasparente, favorendo lo scambio di idee e l’innovazione, in particolare nell’ambito della progettazione sostenibile.
L’attività dello studio è guidata da un forte impegno nella ricerca e nella sperimentazione, con l’obiettivo di migliorare costantemente metodi, tecnologie e materiali esistenti. Con sedi a Copenaghen, Stoccolma, Sydney, New York, Londra e Amsterdam, il lavoro di 3XN combina una dimensione ludica e poetica con principi di rinnovabilità e resilienza.
GXN è una società di consulenza strategica per l’ambiente costruito, fondata da 3XN nel 2007 e presente con sedi a Copenaghen e Londra. GXN coordina gruppi di lavoro impegnati nell’innovazione strategica e nella ricerca guidata dal design, con l’obiettivo di progettare, costruire e abitare secondo modalità maggiormente coerenti con le esigenze umane e planetarie.
I processi basati sulla ricerca e le analisi fondate su evidenze sviluppati da GXN, insieme alle competenze progettuali di 3XN, consentono alla società di elaborare visioni organiche capaci di trasformare i concetti in architetture orientate al futuro, caratterizzate da impatti verificabili e valore dimostrabile.
B+H Architects
B+H Architects è uno studio internazionale di progettazione e consulenza, vincitore di numerosi premi, con oltre settant’anni di esperienza nei settori dell’architettura, dell’interior design, dell’architettura del paesaggio, della pianificazione e dei servizi di consulenza.
Lo studio combina eccellenza progettuale e rigore tecnico per creare ambienti funzionali, durevoli e profondamente connessi al contesto in cui sorgono.
Attraverso le sedi di Toronto, Vancouver, Seattle, Shanghai, Hong Kong e Singapore, i team multidisciplinari di B+H collaborano tra differenti territori, settori e scale di intervento per trasformare spazi, comunità ed economie attraverso una progettazione ambiziosa, consapevole e orientata a obiettivi concreti.
Con progetti iconici realizzati in oltre trenta Paesi, B+H integra in ogni intervento una prospettiva globale e una profonda conoscenza delle specificità locali.
B+H Architects fa parte di SJ Group, un gruppo diversificato di professionisti impegnati nella risoluzione delle problematiche dell’ambiente costruito e nella continua ricerca di soluzioni per un futuro più intelligente e sostenibile.
Zhubo Design
Fondata nel 1996 e quotata alla Borsa di Shenzhen dal 2019, Zhubo Design Co., Ltd. è un’organizzazione multidisciplinare di progettazione che conta oltre 1.600 professionisti attivi nei settori dell’architettura, della pianificazione urbana e dell’interior design.
In possesso di qualifiche di classe A nell’ingegneria delle costruzioni e nella pianificazione urbana, Zhubo offre servizi di progettazione lungo l’intero processo, dallo sviluppo del concept alla documentazione esecutiva, fino al coordinamento in cantiere.
La società dispone inoltre di competenze riconosciute nei settori degli edifici prefabbricati, del BIM, dell’edilizia ecologica, delle sponge city e delle tecnologie per gli edifici intelligenti.
Fonte: comunicato di B+H Architects
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