CONCRETE SRL
Data Pubblicazione:

Rinforzi FRP nelle strutture esistenti: le novità della CNR-DT 200 R2/2026 del 3 febbraio 2026

Il documento CNR DT200-R2, legato agli interventi di consolidamento con fibrorinforzati, è stato oggetto di alcune recenti modifiche per adeguarlo ad alcune novità tecnologiche. L’implementazione di tali verifiche è già pronta per Sismicad 13.2 ma i primi riscontri numerici ci indicano che non sempre l’applicazione di nuove disposizioni offre risoluzione ad alcuni problemi.

La revisione CNR-DT 200 R2/2026 aggiorna le istruzioni per la progettazione e la verifica degli interventi di rinforzo strutturale con materiali compositi fibrorinforzati (FRP). Il documento recepisce l’evoluzione tecnologica dei sistemi di consolidamento introducendo nuovi riferimenti per i sistemi NSM (Near Surface Mounted) e per i dispositivi di ancoraggio dei rinforzi EBR applicati all’esterno degli elementi strutturali. Le novità riguardano sia strutture in calcestruzzo armato sia murature e incidono direttamente sulle modalità di progettazione, verifica e modellazione degli interventi di rinforzo. Per progettisti e sviluppatori di software strutturali l’aggiornamento comporta l’adeguamento delle procedure di calcolo e la valutazione delle nuove prescrizioni geometriche e di verifica previste dal documento tecnico.


CNR-DT 200 R2/2026 spiegata ai progettisti: cosa cambia nei rinforzi FRP

La necessità di intervenire sul variegato patrimonio edilizio nazionale esistente, spesso vulnerabile dal punto di vista sismico o degradato, ha spinto, a seguito di recenti eventi sismici, la ricerca di nuove metodologie di rinforzo strutturale.

Tra queste spicca l’impiego di materiali compositi costituiti cioè da due o più materiali con caratteristiche diverse che uniti offrono prestazioni migliori rispetto a quelle dei singoli componenti.

Come sono fatti i materiali compositi utilizzati nei rinforzi FRP

Con riferimento all’impiego per rinforzo strutturale un composito è costituito da:

  • rinforzo: costituito da fibre (acciaio, carbonio, vetro, aramide, basalto) di elevate caratteristiche meccaniche destinate a fornire la resistenza a trazione,
  • matrice: può essere polimerica o cementizia con funzione di proteggere il rinforzo e trasferire i carichi tra le fibre e tra composito e supporto.

L'impiego di materiali compositi a matrice polimerica (FRP - Fiber Reinforced Polymers) è diventato, negli ultimi vent'anni, una delle metodologie più diffuse per il rinforzo strutturale nel panorama dell'ingegneria civile italiana.

Normativa sui rinforzi FRP in Italia: evoluzione della CNR-DT 200

Per quanto riguarda la progettazione, esecuzione e controllo di interventi di rinforzo strutturale con FRP troviamo:

  • CNR-DT 200/2004
  • Linee Guida per la Progettazione, l’Esecuzione ed il Collaudo di Interventi di Rinforzo di strutture di c.a., c.a.p. e murarie mediante FRP (Documento approvato il 24 luglio 2009 dall’assemblea Generale Consiglio Superiore LL PP)
  • CNR-DT 200 R1/2012 (08/03/2012)
  • CNR-DT 200 R1/2013 (10/10/2013)
  • CNR-DT 200 R2/2025 (10.03.2025) corretto nel CNR-DT 200 R2/2026 (03.02.2026)

In generale si tratta di disposizioni che riguardano edifici in c.a, c.a.p. o muratura da considerarsi aggiuntive rispetto a quanto disposto dalle normative nazionali.

CNR-DT 200 R2/2026: le principali novità per le strutture in calcestruzzo armato

La normativa più recente comprende i contenuti delle precedenti aggiornandoli sulla base della evoluzione della tecnologia applicata alle costruzioni e delle ricerche nello specifico settore ed è scaricabile dal sito CNR .

Sistemi NSM (Near Surface Mounted): come funzionano i nuovi rinforzi inseriti nel supporto

Nella CNR-DT 200 R2/2026 accanto agli usuali sistemi di rinforzo applicati all’esterno dell’elemento rinforzato denominati sistemi EBR (Externally Bonded Reinforcement) sono previsti sistemi di rinforzo applicati in appositi intagli predisposti sul supporto denominati sistemi NSM (Near Surface Mounted). Gli intagli sono da prevedere sulle facce tese di travi in c.a o di pareti sia in c.a che in muratura secondo specifiche indicazioni della norma. All’interno degli intagli vengono collocate e sigillate con resine barre pultruse in FRP a sezione circolare o prismatica le cui dimensioni geometriche sono correlate alle dimensioni dell’intaglio.

Rinforzi NSM con barre FRP inserite in scanalature su trave in calcestruzzo armato per interventi di consolidamento strutturale
Rinforzi NSM al lembo inferiore di una trave in c.a. (Concrete)

Nonostante le barre siano avvolte su tre lati dell’intaglio dal supporto e dalla resina, la norma prevede che, analogamente al caso dei rinforzi EBR, il contributo alla resistenza sia fornito solo in caso di trazione.

Ancoraggio dei rinforzi FRP: cosa cambia con la CNR-DT 200 R2/2026

Una delle tematiche non affrontate dalla norma precedente e più attese dai progettisti è quella dei dispositivi di ancoraggio che nella nuova norma sono introdotti nella forma di connettori sfioccati per dispositivi EBR impregnati in situ e di ancoranti meccanici post-installati per sistemi EBR impregnati in situ.

Il migliore sistema di ancoraggio di un EBR impregnato in situ è dato dall’adesione dell’EBR vista l’entità della aderenza che riesce mediamente a sviluppare sul supporto. La lunghezza minima di ancoraggio che la norma fissa per un EBR impregnato in situ è di 100 mm. La lunghezza ottimale di ancoraggio dipende ovviamente dalle caratteristiche del composito, delle resine e del supporto, ma il fatto che la norma la limiti ad almeno 100 mm significa che dalle calcolazioni possono risultare valori inferiori. Esistono situazioni però nelle quali il rinforzo EBR, nonostante le particolari caratteristiche di aderenza al supporto, ha comunque bisogno di essere ancorato.

Zona di ancoraggio di rinforzo FRP applicato all’estradosso di una trave in calcestruzzo armato vicino al pilastro
Zona di ancoraggio di FRP applicati all’estradosso di una trave. (Concrete)

È il caso, ad esempio, di una sezione di trave a filo pilastro con insufficiente momento resistente. Posso rinforzare la trave con un EBR applicando il composito sulla superficie tesa della trave sino alla sezione interessata. Il rinforzo però può essere considerato efficace solo partire dalla sezione distante 100 mm da quella a filo pilastro. Per la verifica della sezione serve un dispositivo di ancoraggio che garantisca la trasmissione di trazione tra il pilastro ed il rinforzo.

Connettori sfioccati: funzionamento e limiti applicativi

Le estremità di strisce di rinforzo FRP possono essere ancorate con connettori sfioccati a ventaglio composti da una parte (gambo) ancorata all’interno di fori eseguiti nel substrato dell’elemento da rinforzare, ed in genere composta da fibre pre-impregnate di resina, e da fibre non impregnate che vengono aperte a ventaglio ed incollate al di sopra della striscia FRP.

Schema tecnico di connettore sfioccato FRP per ancoraggio di estremità delle strisce EBR nei rinforzi strutturali su supporto in calcestruzzo
Connettore sfioccato. (CNR DT200-R2/2026)

L’ancoraggio dei fiocchi nel substrato avviene realizzando i fori con un angolo di inclinazione ya rispetto al piano di posa del rinforzo. È possibile realizzare fiocchi in linea quando sono ancorati in un elemento di calcestruzzo ortogonale a quello in cui è applicato il rinforzo (ya=180°). È il caso dell’esempio sopra proposto della sezione di trave a filo pilastro.

Applicazione di connettori sfioccati FRP per l’ancoraggio di rinforzi EBR su trave in calcestruzzo armato in prossimità del nodo trave-pilastro
Esempio di applicazione di connettori sfioccati di ancoraggio al lembo superiore di una trave. (Concrete)

Ai connettori sfioccati la norma dedica sette pagine dense di indicazioni.

Per prima cosa fissa le limitazioni dei parametri geometrici, rispettando le quali è consentita la applicazione delle formule di valutazione delle crisi dei fiocchi.

Modalità di crisi dei connettori sfioccati secondo la CNR-DT 200 R2

La crisi può avvenire secondo le diverse modalità rappresentate in figura, ciascuna caratterizzata da un proprio valore di resistenza limite.

Modalità di crisi dei connettori sfioccati FRP: pull-out, scorrimento, debonding e rottura fibre negli ancoraggi per rinforzi strutturali EBR
Modalità di crisi dei fiocchi. (CNR DT200-R2/2026)

È ovviamente impossibile specificare qui il dettaglio delle disposizioni normative. Mi preme notare che il campo di applicazione di questi connettori sfioccati risulta molto ridotto dalla severità delle prescrizioni geometriche. Se ci riferiamo all’esempio della sezione di trave a filo pilastro e ipotizziamo una larghezza di 30 cm sia per la trave che per il pilastro può risultare difficile inserire più di un connettore. In ogni caso la resistenza che può fornire un fiocco risulta di molto inferiore alla forza di ancoraggio richiesta dal rinforzo EBR. Ne può risultare la pratica impossibilità di eseguire un rinforzo EBR che porti alla verifica della sezione a filo pilastro.

La norma suggerisce poi modalità di impiego dei fiocchi non solo per ancoraggi di estremità di sistemi EBR ma anche disposti, come in figura, lungo lo sviluppo del rinforzo.

Strisce EBR rinforzate con connettori sfioccati FRP lungo lo sviluppo del rinforzo su trave in calcestruzzo armato
Strisce EBR rinforzate con corde sfioccate al lembo inferiore di una trave. (CNR DT200-R2/2026)

L’esempio di figura si riferisce al caso di una trave soggetta a momento positivo crescente dagli appoggi verso la mezzeria. In generale questo impiego di fiocchi applicati lungo lo sviluppo del rinforzo è destinato a situazioni molto particolari che prevedono non solo la costanza nelle varie combinazioni di verifica del segno del momento ma anche del verso di incremento dello stesso.

Viste le modalità di impiego previste dalla CNR-DT 200 R2/2026 ed i risultati numerici ottenuti applicando le formulazioni in essa contenute emerge la considerazione che la novità non ha risposto compiutamente alle attese legate alle pratiche necessità di ancoraggio dei sistemi EBR.

Ancoranti meccanici post-installati per sistemi FRP: come funzionano

Sono dispositivi di ancoraggio non previsti nella normativa precedente. In pratica i rinforzi EBR impregnati in situ vengono ancorati su supporto in calcestruzzo mediante piastre metalliche incollate con resina al di sopra del rinforzo e fissate al calcestruzzo tramite ancoranti meccanici post-installati che possono essere sia di tipo chimico che meccanico ad espansione.

Pianta del dispositivo di ancoraggio meccanico post-installato con piastra metallica per strisce FRP applicate su elemento in calcestruzzo
Pianta del dispositivo di ancoraggio. (CNR DT200-R2/2026)

               

Distribuzione delle tensioni locali nel dispositivo di ancoraggio meccanico per rinforzi FRP con piastra metallica e ancorante post-installato
Tensioni locali nel dispositivo di ancoraggio. (CNR DT200-R2/2026)

Il serraggio delle viti degli ancoranti deve avvenire dopo che la resina usata per il rinforzo EBR e l’incollaggio della piastra si sia polimerizzata ed indurita.

Verifiche di resistenza degli ancoranti secondo UNI EN 1992-4

Per quanto riguarda la verifica degli ancoranti la norma rimanda alle normative vigenti. Per quanto riguarda le verifiche di efficacia dell’ancoraggio la norma prevede il controllo che la forza attritiva che si produce tra resina e rinforzo per effetto della compressione sia maggiore della resistenza di progetto delle fibre. Con riferimento alla crisi per scorrimento all’interfaccia con l’elemento strutturale la norma prevede che la resistenza a taglio-scorrimento dell’area dell’interfaccia resina-calcestruzzo al di sotto della piastra di ancoraggio sia pari ad almeno la metà della resistenza a rottura del composito FRP.

Dal punto di vista costruttivo l’impiego di ancoranti meccanici o chimici rappresenta sicuramente una novità sgradita agli applicatori, specialmente se il rinforzo riguarda un elemento monodimensionale (trave o pilastro). In questo caso, infatti, le forature vanno necessariamente realizzate in prossimità degli spigoli per lasciare spazio alla striscia. Ne può risultare la pratica impossibilità di eseguire le forature per la presenza dei reggistaffa e comunque rimane la difficoltà di ottenere nelle forature la precisione necessaria a collimare con i fori nelle piastre. C’è da considerare poi che le norme per gli ancoranti ad uso strutturale (UNI EN 1992-4 e EOTA TR 066) forniscono in generale valori modesti di resistenza in particolare se l’ancorante è posizionato in prossimità degli spigoli. CNR-DT 200 R2/2026 prescrive che trazioni richieste agli ancoranti devono essere tali da contrastare con un coefficiente di attrito che al massimo vale 0.5 la trazione di progetto della striscia FRP. Nell’ipotesi di piastra con due fori ogni ancorante dovrebbe resistere, come minimo, ad una trazione pari alla trazione di progetto della striscia.

Rinforzo dei nodi trave-pilastro con FRP: nuove indicazioni della norma

Le precedenti CNR-DT200 risolvevano il problema con 5 righe di testo che fornivano indicazioni generiche senza dettagli applicativi ed esempi svolti. Di fatto le verifiche erano condotte sulla base delle indicazioni fornite dalla pubblicazione RELUIS Esempio di calcolo su rafforzamento locale di nodi d’angolo con compositi a cura di M. Dolce, G. Manfredi, M. Di Ludovico, G.P. Lignola, C. Moroni e A. Prota. In questa pubblicazione la resistenza del nodo, in caso di insufficiente resistenza del calcestruzzo, era affidata al solo rinforzo FRP.

L’uscita del programma JOINTFRP di RELUIS ha modificato l’approccio al problema quantificando il reale incremento di resistenza fornito dall’FRP in termini di tensione da sommarsi alla resistenza a taglio trazione offerta dal solo calcestruzzo per il confronto con il valore limite. (σjt = 0.3√fc in accordo con Circolare n.7 del 21 gennaio 2019).

Il contributo del rinforzo FRP alla resistenza del nodo strutturale

Rifacendosi a quanto proposto da JOINTFRP CNR-DT 200 R2/2026 prevede che “La resistenza di progetto a trazione diagonale del nodo rinforzato può essere valutata attraverso la formula:

snt,Rd = snt,Rd,c + snt,Rd,f

dove snt,Rd,c e snt,Rd,f sono, rispettivamente, la capacità a trazione diagonale del calcestruzzo e quella del sistema di rinforzo FRP da valutarsi secondo la formula (4.109)”.

Nessuna novità in questo per gli utenti di Sismicad visto che da anni il programma è aggiornato alle indicazioni RELUIS con la introduzione di una specifica opzione di verifica.

Rinforzi FRP nelle murature: novità introdotte dalla CNR-DT 200 R2/2026

Connettori sfioccati applicati alle murature

La norma prevede la possibilità di impiego dei connettori sfioccati nelle murature per incrementare la resistenza al distacco di estremità del rinforzo. La cosa è ovviamente eseguibile se il gambo del fiocco è inserito in un foro realizzato in un cordolo in c.a. sovrastante o sottostante il paramento murario. Diversamente la norma non prevede formule dettagliate di verifica come nel caso di supporto in calcestruzzo.

Confinamento dei pilastri in muratura con sistemi FRP

È data la possibilità di incrementare l’effetto del confinamento in pilastri in muratura con barre di cucitura passanti.

Utilizzo di uno strato di regolarizzazione

Qualora il rinforzo non sia applicato direttamente sulla muratura ma su uno strato di regolarizzazione della superficie di incollaggio, da realizzare utilizzando malte a base epossidica, la verifica al distacco va effettuata all'interfaccia tra lo strato di regolarizzazione e la muratura sottostante, purché sia garantita la contemporanea reticolazione della resina epossidica della malta e della resina utilizzata per impregnare il tessuto di rinforzo. Per tali verifiche, salvo determinazioni più rigorose, è possibile ancora avvalersi delle formule usuali ridefinendo lo spessore th ed il modulo elastico Eh del rinforzo tenendo conto dello spessore e del modulo elastico dello strato di regolarizzazione.

CNR-DT 200 R2/2026: vantaggi, limiti e criticità applicative

Visto dalla parte degli sviluppatori di software l’aggiornamento della norma ha comportato un notevole impegno per allineare i programmi alle modifiche introdotte. Le verifiche saranno infatti presenti in Sismicad 13.2 di prossima uscita.

Le novità non sempre si sono rivelate di semplice applicazione. Ciò ha consigliato un confronto con i principali produttori nazionali di materiali compositi, anch’essi interessati ad adeguare la produzione alle novità normative. La ultima versione CNR-DT 200 R2 approvata in data 3 febbraio 2026 è stata accolta con favore perché ha chiarito alcuni dubbi.

Dal punto di vista generale la norma è sicuramente un documento importante per il mondo del rinforzo strutturale perché adegua la normativa ai risultati delle ricerche sull’argomento e alle novità tecnologiche. Molto attese dal mondo della progettazione erano anche le novità riguardanti argomenti importanti ignorati delle precedenti versioni quali, ad esempio, i sistemi NSM e i dispositivi di ancoraggio. Purtroppo, i primi riscontri numerici dicono che, su quest’ultimo argomento, non sempre la applicazione delle nuove disposizioni offre soluzione ai problemi.

Se lavori con i rinforzi strutturali in FRP, puoi già applicare le verifiche previste dalla CNR-DT 200 R2/2026 direttamente in Sismicad 13.2 . Il software è già aggiornato alle nuove disposizioni su sistemi NSM, dispositivi di ancoraggio e criteri di verifica, permettendoti di confrontarti subito con le nuove regole normative nella progettazione degli interventi di rinforzo.

 


FAQ TECNICHE – CNR-DT 200 R2/2026: nuovi criteri per rinforzi FRP e sistemi NSM

Che cos’è la CNR-DT 200 e quale ruolo ha nella progettazione dei rinforzi FRP?
La CNR-DT 200 è il documento tecnico di riferimento per la progettazione, esecuzione e controllo degli interventi di rinforzo strutturale con materiali compositi fibrorinforzati. Fornisce indicazioni applicative per strutture in calcestruzzo armato, calcestruzzo armato precompresso e muratura, integrando quanto previsto dalle Norme Tecniche per le Costruzioni e dalla relativa Circolare applicativa.

Quali sono le principali novità introdotte dalla revisione CNR-DT 200 R2/2026?
L’aggiornamento introduce nuovi riferimenti per i sistemi di rinforzo NSM (Near Surface Mounted), disciplina i dispositivi di ancoraggio dei sistemi EBR impregnati in situ e aggiorna alcune modalità di verifica strutturale. Le modifiche tengono conto dell’evoluzione tecnologica dei materiali compositi e delle esperienze applicative maturate negli ultimi anni.

Che cosa sono i sistemi NSM e quando vengono utilizzati nei rinforzi strutturali?
I sistemi NSM prevedono l’inserimento di barre o laminati in FRP all’interno di scanalature realizzate nel copriferro o nel supporto murario. Le barre vengono successivamente sigillate con resine, garantendo un efficace trasferimento delle tensioni. Questa tecnica è utilizzata soprattutto per incrementare la resistenza a flessione di travi o pareti strutturali.

Qual è il ruolo dei dispositivi di ancoraggio nei rinforzi EBR?
Nei sistemi EBR (Externally Bonded Reinforcement) il trasferimento delle tensioni avviene principalmente per adesione tra composito e supporto. Tuttavia, in alcune configurazioni strutturali è necessario prevedere dispositivi di ancoraggio per garantire la trasmissione delle forze di trazione. La nuova revisione introduce indicazioni specifiche per connettori sfioccati e ancoranti meccanici post-installati.

Come funzionano i connettori sfioccati negli interventi con FRP?
I connettori sfioccati sono dispositivi realizzati con fibre impregnate di resina inserite in fori nel substrato strutturale. Le fibre vengono aperte a ventaglio e incollate sulla superficie del rinforzo FRP, migliorando l’ancoraggio e riducendo il rischio di distacco. La norma stabilisce limiti geometrici e modalità di verifica per le diverse possibili modalità di crisi.

Quali criticità applicative possono emergere nella progettazione dei nuovi sistemi di ancoraggio?
Le prescrizioni geometriche e le verifiche richieste dalla norma possono limitare in alcuni casi l’effettiva applicabilità dei dispositivi di ancoraggio, soprattutto in presenza di spazi ridotti o elementi strutturali con armature esistenti. Il progettista deve quindi valutare attentamente configurazione strutturale, disposizione delle armature e caratteristiche del supporto.

Articolo integrale in PDF

L’articolo nella sua forma integrale è disponibile attraverso il LINK riportato di seguito.
Il file PDF è salvabile e stampabile.

Allegati

Leggi anche