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Nuove aree di sosta per mezzi pesanti sulla A4: pavimentazioni semiflessibili in grouted macadam

Il grouted macadam rappresenta una soluzione ad alte prestazioni per pavimentazioni soggette a traffico pesante continuo. Nelle nuove aree di sosta Fratta Nord e Fratta Sud lungo la A4 Venezia-Trieste è stato impiegato il sistema i.tech CARGO per ottenere elevata capacità portante, riduzione delle deformazioni e maggiore durabilità rispetto alle pavimentazioni asfaltiche tradizionali.

Le nuove aree di sosta Fratta Nord e Fratta Sud lungo l’autostrada A4 Venezia-Trieste costituiscono un caso applicativo significativo nell’ambito delle infrastrutture dedicate al traffico pesante. Il progetto ha previsto la realizzazione di oltre 160 nuovi stalli per autoarticolati e l’impiego di una pavimentazione semiflessibile in conglomerato bituminoso aperto (open graded) intasata con la miscela cementizia i.tech CARGO. La soluzione combina le caratteristiche delle pavimentazioni bituminose e cementizie, aumentando la resistenza ai carichi elevati, riducendo ormaie e deformazioni permanenti e migliorando la durabilità dell’opera. L’intervento offre ai progettisti un esempio concreto di applicazione in ambito logistico e autostradale, supportato da attività di validazione in campo, controlli prestazionali e monitoraggio esecutivo.


Il potenziamento delle aree di sosta per mezzi pesanti lungo la A4 Venezia-Trieste

Realizzate nell’ambito del programma di ammodernamento dell’autostrada A4 Venezia-Trieste promosso da Autostrade Alto Adriatico, le nuove aree di sosta Fratta Nord e Fratta Sud rappresentano un intervento strategico per incrementare la disponibilità di parcheggi destinati al trasporto pesante, migliorare la qualità dei servizi offerti agli utenti e aumentare la sicurezza lungo uno dei principali corridoi logistici del Nord Italia. L'opera nasce infatti dall'esigenza di superare le criticità generate dalla cronica insufficienza di stalli dedicati agli autoarticolati, causa negli anni di soste irregolari lungo le corsie di accelerazione, decelerazione e persino nelle aree di emergenza, con evidenti ripercussioni sulla sicurezza della circolazione.

Per garantire elevate prestazioni meccaniche e durabilità in un contesto caratterizzato da traffico pesante continuo, è stata realizzata una pavimentazione ibrida asfalto cemento tipo “Grouted Macadam”, costituita da un sistema open-graded intasato con i.tech CARGO di Heidelberg Materials Italia (il brand che ha raccolto l’eredità degli storici marchi Italcementi e Calcestruzzi), una innovativa miscela cementizia auto-percolante ideale per realizzare pavimentazioni semiflessibili capaci di resistere a carichi elevati.

Vista aerea della nuova area di sosta Fratta lungo l’autostrada A4 Venezia-Trieste. L’intervento ha incrementato la disponibilità di parcheggi per mezzi pesanti e servizi dedicati agli autotrasportatori, contribuendo a migliorare sicurezza e funzionalità lungo uno dei principali corridoi logistici del Nord Italia. (Courtesy Heildeberg Materials Italia)

Il progetto di ampliamento delle aree di sosta

Dimensioni, stalli e servizi delle nuove aree Fratta Nord e Fratta Sud

L'intervento ha portato alla realizzazione di due nuove aree di sosta di grandi dimensioni.

Fratta Nord si sviluppa su una superficie complessiva di circa 6 ettari, dei quali 2,8 pavimentati, e ospita 107 stalli per mezzi pesanti, di cui 8 dedicati ai mezzi frigoriferi. Gli attuali stalli in prossimità dell'area di servizio sono stati riconvertiti in 11 parcheggi per autocorriere, mantenendo inoltre disponibili 35 posti auto esistenti. All'esterno della recinzione sono state realizzate aree a verde costituite da circa 2,1 ettari di superficie boschiva e 2,5 ettari di prato.

L'area di sosta Fratta Sud occupa invece una superficie complessiva di circa 2,5 ettari, di cui 1,5 pavimentati, e dispone di 54 stalli per mezzi pesanti, compresi 4 posti attrezzati per veicoli frigoriferi. Anche in questo caso gli stalli esistenti dell'area di servizio sono stati trasformati in parcheggi per autocorriere, con la realizzazione di 7 nuovi posti dedicati.

Complessivamente il progetto ha consentito la creazione di 161 nuovi stalli per autoarticolati, mezzi frigoriferi e camper, contribuendo in modo significativo ad aumentare la capacità di accoglienza del traffico commerciale lungo la tratta autostradale. Le nuove aree sono state inoltre dotate di fabbricati di servizio con servizi igienici, docce, spazi destinati a punto ristoro e lavanderia self-service, aree dedicate al ricovero dei mezzi danneggiati con sistemi di raccolta di eventuali sversamenti accidentali e impianti di videosorveglianza conformi agli standard più avanzati adottati nelle infrastrutture europee.

A Fratta Nord è stato realizzato anche un ulteriore edificio di servizio e un accesso dedicato ai mezzi di emergenza. Il sistema è completato da pannelli a messaggio variabile installati all'ingresso delle aree per informare in tempo reale sul livello di occupazione dei parcheggi.

Con un investimento complessivo di circa 13,5 milioni di euro finanziato da Autostrade Alto Adriatico, l'intervento costituisce una delle opere di supporto più significative al potenziamento della A4 e alla realizzazione della terza corsia, migliorando al tempo stesso le condizioni operative degli autotrasportatori e la sicurezza dell'intera infrastruttura autostradale. Nel loro insieme, le opere realizzate consentono di incrementare in modo significativo la disponibilità di stalli per i mezzi pesanti, migliorando le condizioni di sicurezza, la qualità dei servizi offerti agli utenti e la gestione operativa di una delle principali direttrici logistiche del Nord-Est.

Perché è stata scelta una pavimentazione in grouted macadam per il traffico pesante

La progettazione esecutiva e la realizzazione delle nuove aree di sosta Fratta Nord e Fratta Sud sono state affidate da Autostrade Alto Adriatico ad una associazione temporanea di imprese tra Brussi S.r.l. - Adriastrade S.r.l. – Impresa COLETTO S.r.l., in cui la soluzione progettuale è stata proposta dall’ing. Coletto di Adriastrade S.r.l., Impresa con sede a Monfalcone (GO) specializzata nella costruzione e manutenzione di infrastrutture stradali, autostradali e opere di urbanizzazione, con una consolidata esperienza nella realizzazione di pavimentazioni e opere civili complesse.

Nell'ambito dell'intervento, le attività hanno compreso la preparazione e bonifica delle aree, i movimenti terra, la realizzazione delle reti di sottoservizi, delle piattaforme di sosta e delle opere di raccolta degli sversamenti, oltre alla costruzione dei fabbricati di servizio e all’installazione degli impianti tecnologici.

L’intasamento della pavimentazione open-grade con i.tech CARGO è stato invece eseguito da Ibuild Italia, società di Heidelberg Materials specializzata nella realizzazione di pavimentazioni tecniche e soluzioni innovative per infrastrutture e aree logistiche.

La scelta della pavimentazione drenante intasata adottata per le due aree di sosta nasce dall’esperienza acquisita in un precedente intervento realizzato dall’impresa ADRIASTRADE S.r.l.

«In quel caso la superficie interessata era relativamente limitata; in questo progetto, invece, ci siamo confrontati con circa 14.200 m² di pavimentazione destinata al traffico pesante, da realizzare nel rispetto di requisiti prestazionali particolarmente severi in termini di capacità portante, durabilità e qualità esecutiva richiesti dal Committenza», spiega l’Ing. Massimo Contadin, direttore tecnico di Impresa COLETTO S.r.l.

Le fasi esecutive della pavimentazione semiflessibile

Dal punto di vista esecutivo, le lavorazioni sono iniziate con l’asportazione del terreno superficiale per circa 40 cm, prevedendo approfondimenti localizzati nelle aree caratterizzate da condizioni geotecniche meno favorevoli.

Successivamente è stata eseguita una stabilizzazione a freddo mediante miscelazione con legante e calce, finalizzata ad aumentare la portanza del sottofondo e a garantire uniformità prestazionale all’intera piattaforma. Completata questa fase, è stato posato il geotessile con funzione impermeabilizzante e si è proceduto alla formazione del rilevato con materiale di riporto fino al raggiungimento della quota di progetto, pari a circa 62 cm rispetto al piano campagna originario.

«Trattandosi di una superficie molto estesa destinata al traffico pesante, era fondamentale garantire uniformità e qualità esecutiva in ogni fase del processo costruttivo», sottolinea Massimo Contadin. «La corretta preparazione del piano di posa ha rappresentato un presupposto essenziale per il raggiungimento delle prestazioni richieste dal progetto».

Nelle aree destinate alla sosta dei mezzi pesanti, la stratigrafia del pacchetto stradale ha previsto due strati di misto cementato, il primo debolmente cementato e quello superiore con dosaggio di cemento più consistente; successivamente è stata stesa una base da 10 cm in conglomerato bituminoso ad alto modulo che costituirà la partenza per la posa del grauted macadam. Il grauted macadam è costituito da uno strato in conglomerato bituminoso di 5 cm “poroso” il quale riceverà il trattamento di intasamento con la tecnologia Heidelberg Materials.

Ripresa zenitale delle nuove aree di sosta durante le fasi di realizzazione. L’intervento ha previsto la realizzazione di oltre 160 stalli per mezzi pesanti e l’impiego di pavimentazioni semiflessibili in grouted macadam progettate per resistere a carichi elevati e traffico intenso. (Courtesy Heildeberg Materials Italia)

La sperimentazione preliminare e la validazione del sistema pavimentale

Prima dell’avvio delle lavorazioni definitive, è stata avviata un’attività di validazione della soluzione progettuale finalizzata a verificare il rispetto delle prescrizioni di capitolato definite da Autostrade Alto Adriatico. In particolare, la committenza richiedeva il conseguimento di un grado di intasamento della pavimentazione superiore all’80%. Per confermare la rispondenza della soluzione ai requisiti progettuali è stato quindi realizzato un campo prova dedicato, sul quale sono state eseguite le verifiche preliminari prima dell’applicazione su larga scala.

Per valutare il comportamento della pavimentazione e individuare la configurazione più idonea, sono state realizzate due fasce sperimentali lunghe circa 20 m ciascuna, caratterizzate da differenti granulometrie dell’aggregato drenante. Dopo la stesa del materiale e l’esecuzione dell’intasamento da parte di Ibuild Italia, sono stati effettuati campionamenti e successive campagne di carotaggio finalizzate a verificare il grado di penetrazione dell’intasante, la percentuale di vuoti residui e l’assorbimento del materiale.

«L’esito delle prove ha evidenziato buone prestazioni della configurazione realizzata con aggregato 4/8, che ha consentito una buona penetrazione dell’intasante e una più efficace riduzione dei vuoti residui rispetto alla soluzione alternativa del 4/12», afferma Marco Sandri, Product Manager i.tech CARGO e Direttore Tecnico di Ibuild Italia.

Le attività di controllo sono proseguite anche durante le successive fasi realizzative, comprendendo ulteriori carotaggi finalizzati ad accertare il rispetto dei requisiti progettuali.

«La validazione non si è limitata al campo prova iniziale, ma è proseguita per tutta la durata delle lavorazioni. Questo ha permesso di verificare in modo puntuale il comportamento della pavimentazione e di confermare la piena rispondenza della soluzione ai requisiti richiesti», osserva il P.I. Mirco Mazzon di Adriastrade.

La granulometria selezionata è stata quindi adottata per l’intera superficie dell’intervento, garantendo il raggiungimento del livello di intasamento superiore all’80% previsto dal capitolato.

i.tech CARGO: caratteristiche e funzionamento della miscela cementizia

i.tech CARGO è una miscela cementizia auto-percolante sviluppata per l’intasamento completo di conglomerati bituminosi open graded ad elevata porosità. Grazie alla sua elevata fluidità, il materiale penetra nei vuoti comunicanti presenti nella struttura del conglomerato senza necessità di vibrazione meccanica, riempiendoli per l’intero spessore della pavimentazione. Il risultato è una struttura monolitica semiflessibile che combina le proprietà dei materiali cementizi con quelle delle pavimentazioni bituminose, assicurando elevata capacità portante, resistenza alle sollecitazioni e affidabilità nel tempo.

«Il principio alla base di i.tech CARGO è quello di sfruttare la porosità di una pavimentazione open grade per creare, attraverso l’intasamento cementizio, una struttura unica e continua», spiega Sandri. «Si ottiene così una pavimentazione in grado di sopportare carichi elevati e traffico intenso, particolarmente adatta per aree logistiche, terminal intermodali, porti e parcheggi destinati ai mezzi pesanti».

La matrice cementizia conferisce alla pavimentazione elevate prestazioni meccaniche e chimiche, con una significativa resistenza alla compressione, al punzonamento e all’azione di carburanti, oli e altri agenti aggressivi.

Rispetto alle pavimentazioni bituminose tradizionali, il sistema contribuisce inoltre a ridurre fenomeni di ormaiazione, affossamento e degrado superficiale, aumentando la durabilità dell’infrastruttura. Le prestazioni meccaniche possono raggiungere valori fino a quattro volte superiori rispetto a quelli delle soluzioni asfaltiche convenzionali.

I vantaggi della soluzione per le infrastrutture logistiche

Tra i principali punti di forza della tecnologia figurano la rapidità di posa e la semplicità applicativa. L’elevata fluidità della miscela consente infatti di completare l’intasamento senza ricorrere a vibrazioni meccaniche, riducendo tempi di esecuzione e attività di cantiere. La particolare matrice cementizia garantisce inoltre una maggiore stabilità alle alte temperature, risultando meno soggetta alle deformazioni indotte dal calore rispetto alle pavimentazioni asfaltiche tradizionali.

La soluzione presenta benefici anche sotto il profilo della sostenibilità. Da un lato consente di ridurre l’impiego di legante bituminoso e dei relativi derivati petroliferi; dall’altro, grazie alla colorazione chiara della superficie, aumenta l’effetto albedo limitando l’assorbimento della radiazione solare e contribuendo a contenere il surriscaldamento della pavimentazione.

«Quando si valuta una pavimentazione per applicazioni logistiche non bisogna considerare soltanto la resistenza iniziale, ma l’intero ciclo di vita dell’opera», afferma Sandri. «La riduzione dei fenomeni di usura e delle esigenze manutentive consente di mantenere elevate prestazioni nel tempo, con vantaggi sia economici sia ambientali».

La posa della boiacca cementizia i.tech CARGO

La posa di i.tech CARGO è avvenuta a completamento dello strato bituminoso open graded, una volta raggiunte le condizioni termiche idonee per l’intasamento. La boiacca cementizia, sviluppata nell’ambito di una collaborazione tra Heidelberg Materials e Mapei e prodotta da quest’ultima ad uso esclusivo di Heidelberg Materials, è stata confezionata mediante mescolatore su autoarticolato, pompata sulla superficie e distribuita mediante racle manuali, con successiva finitura meccanica, favorendo l’espulsione dell’aria e la completa penetrazione della boiacca lungo tutto lo spessore del conglomerato.

«Per garantire una percolazione completa all’interno della struttura bituminosa, abbiamo lavorato con un rapporto acqua/polvere intorno a 0,33–0,35, conferendo il grado di intasamento superiore al 80% richiesto, con consumi dell’ordine di 20–21 kg/m², valori coerenti con le caratteristiche del supporto», spiega Sandri.

L’intervento ha consentito di realizzare in tempi estremamente contenuti una pavimentazione ad alte prestazioni, con una messa in esercizio in meno di 24 ore dalla posa.

Le opere idrauliche a servizio delle nuove aree di sosta

Accanto alle opere stradali sono stati realizzati anche gli interventi idraulici necessari alla gestione delle acque meteoriche. In particolare sono stati costruiti i bacini di laminazione a servizio delle due aree: circa 1.300 m³ per Fratta Sud e circa 3.400 m³ per Fratta Nord. Il sistema è completato da una stazione di sollevamento dedicata alla raccolta, prefiltrazione e gestione delle acque provenienti dagli invasi, contribuendo al corretto funzionamento dell’intero complesso infrastrutturale.

Nel loro insieme, le opere realizzate contribuiscono a migliorare la funzionalità e la sicurezza delle nuove aree di sosta, garantendo una gestione più efficiente delle acque meteoriche, una maggiore disponibilità di spazi per il traffico pesante e condizioni di esercizio più affidabili.

In questo contesto si inserisce anche la scelta della pavimentazione in grouted macadam intasata con i.tech CARGO, adottata per assicurare elevata capacità portante, durabilità e resistenza alle sollecitazioni generate dal passaggio e dalla sosta continuativa dei mezzi pesanti, contribuendo alla qualità e all'affidabilità complessiva dell'infrastruttura nel lungo periodo.


Normativa di riferimento | Ingenio
Per la progettazione e la realizzazione di pavimentazioni destinate al traffico pesante in ambito autostradale e infrastrutturale assumono particolare rilevanza le prescrizioni tecniche e prestazionali definite dalle stazioni appaltanti e dagli organismi di settore. Tra i principali riferimenti si possono richiamare i Capitolati Tecnici ANAS, i Capitolati delle concessionarie autostradali, il Catalogo delle Pavimentazioni Stradali del CNR e le linee guida internazionali sviluppate da PIARC (World Road Association) per la progettazione, la valutazione e la gestione delle pavimentazioni soggette a traffico intenso.
Ad oggi non esiste una norma UNI o EN dedicata esclusivamente alla tecnologia grouted macadam. La progettazione e la qualificazione del sistema si basano infatti sulla combinazione di normative relative ai suoi componenti costitutivi (conglomerato bituminoso, aggregati, materiali cementizi) e sulle prescrizioni prestazionali del capitolato.
UNI EN 13108-7
Miscele bituminose - Specifiche del materiale - Parte 7: Conglomerato bituminoso ad elevato tenore di vuoti : è probabilmente il riferimento più vicino al grouted macadam, poiché la tecnologia utilizza un conglomerato bituminoso open graded ad elevata porosità che viene successivamente intasato con la miscela cementizia.
UNI EN 13242 Aggregati per materiali non legati e legati con leganti idraulici per l'impiego in opere di ingegneria civile e nella costruzione di strade: rilevante per la qualificazione degli aggregati impiegati sia negli strati granulari sia nella miscela open graded.


FAQ Tecniche - Pavimentazioni in grouted macadam per aree di sosta e traffico pesante | Ingenio

Che cos'è il grouted macadam?

Il grouted macadam è una pavimentazione ibrida asfalto-cemento costituita da un conglomerato bituminoso open graded successivamente intasato con una miscela cementizia auto-percolante. Nel caso delle aree di sosta Fratta Nord e Fratta Sud è stato utilizzato il sistema i.tech CARGO, sviluppato per realizzare pavimentazioni semiflessibili adatte a carichi elevati e traffico pesante continuo.

Perché è stata scelta una pavimentazione in grouted macadam per le nuove aree di sosta della A4?

La soluzione è stata adottata per garantire elevate prestazioni meccaniche e durabilità in un contesto caratterizzato dalla presenza continua di mezzi pesanti. L'obiettivo era realizzare una pavimentazione capace di resistere alle sollecitazioni generate dal traffico e dalla sosta prolungata degli autoarticolati, riducendo fenomeni di deformazione e degrado superficiale.

Come è stata validata la soluzione progettuale prima della realizzazione definitiva?

Prima dell'avvio dei lavori è stato realizzato un campo prova dedicato per verificare il rispetto delle prescrizioni di capitolato. Sono state testate due diverse granulometrie dell'aggregato drenante e sono stati eseguiti carotaggi e controlli per verificare il grado di penetrazione dell'intasante, i vuoti residui e l'assorbimento del materiale. La configurazione con aggregato 4/8 è risultata la più performante.

Quale grado di intasamento era richiesto dalla committenza?

Autostrade Alto Adriatico richiedeva il raggiungimento di un grado di intasamento superiore all'80%. Le attività di controllo svolte durante il campo prova e nel corso delle lavorazioni hanno confermato il raggiungimento di questo requisito sull'intera superficie realizzata.

Quali vantaggi offre i.tech CARGO rispetto alle pavimentazioni bituminose tradizionali?

Il sistema contribuisce a ridurre fenomeni di ormaiazione, affossamento e degrado superficiale. La matrice cementizia aumenta inoltre la resistenza alla compressione, al punzonamento e all'azione di carburanti, oli e altri agenti aggressivi, migliorando la durabilità complessiva dell'infrastruttura.

Quanto tempo è stato necessario per mettere in esercizio la pavimentazione dopo la posa?

La posa della boiacca cementizia i.tech CARGO è stata eseguita mediante pompaggio e distribuzione superficiale sul conglomerato open graded. Grazie alle caratteristiche del sistema, la pavimentazione è stata messa in esercizio in meno di 24 ore dalla posa.

Quanti nuovi stalli per mezzi pesanti sono stati realizzati nelle aree Fratta Nord e Fratta Sud?

L'intervento ha portato alla realizzazione complessiva di 161 nuovi stalli destinati ad autoarticolati, mezzi frigoriferi e camper. Le nuove aree sono state inoltre dotate di servizi dedicati agli autotrasportatori, sistemi di videosorveglianza e strutture per la gestione delle emergenze.

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