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Nuovi CAM Edilizia: quando applicarli davvero (e come evitare errori in gara)

I nuovi CAM edilizia (D.M. 24/11/2025, in vigore dal 2 febbraio 2026) si applicano non solo in base alla data della gara, ma anche alla validazione del progetto. La circolare MASE 10/04/2026 chiarisce i casi operativi e il regime transitorio, evitando errori frequenti in progettazione e appalti.

I CAM edilizia 2025, introdotti dal D.M. 24 novembre 2025, ridefiniscono le regole del Green Public Procurement nel settore costruzioni. La circolare MASE n. 77569/2026 chiarisce un nodo operativo cruciale: quando applicare i nuovi criteri e quando restano validi quelli del 2022. Il punto chiave non è solo la data della gara, ma la validazione del progetto e la sua coerenza normativa. Questo incide direttamente su progettazione, appalti integrati e manutenzioni, imponendo maggiore controllo tecnico e pianificazione. Un riferimento essenziale per stazioni appaltanti e progettisti.


CAM Edilizia 2025: quando si applicano davvero? 

La circolare MASE chiarisce quando applicare i nuovi criteri (e quando no)

Con l’entrata in vigore del D.M. 24 novembre 2025, operativa dal 2 febbraio 2026, il sistema dei Criteri Ambientali Minimi per l’edilizia compie un salto di qualità destinato a incidere in modo concreto su progettazione, affidamenti e gestione delle opere pubbliche.

Non si tratta solo di un aggiornamento normativo: il nuovo impianto CAM ridefinisce modalità operative, responsabilità e tempi, imponendo alle stazioni appaltanti e ai progettisti un maggiore livello di integrazione tra sostenibilità ambientale e processo edilizio.

A chiarire i punti più delicati interviene la circolare MASE n. 77569 del 10 aprile 2026 (in allegato in pdf in fondo all'articolo)*, che affronta uno dei nodi più critici per chi opera nel settore: capire con precisione quando applicare i nuovi CAM 2025 (di fatto operativi nel 2026) e quando, invece, è ancora possibile fare riferimento al D.M. 23 giugno 2022.


Cosa sono i CAM Edilizia?

I CAM Edilizia , introdotti dal Piano d'Azione Nazionale per il Green Public Procurement (PAN GPP), definiscono i requisiti ambientali obbligatori per le stazioni appaltanti, con l'obiettivo di ridurre gli impatti ambientali di costruzioni, ristrutturazioni e manutenzioni edilizie. Sono strumenti essenziali per raggiungere gli obiettivi del Green Deal europeo e della transizione ecologica.


Un obbligo operativo (non solo normativo)

Prima di entrare nel merito delle regole applicative, è utile ricordare un aspetto spesso sottovalutato:
il rispetto dei CAM edilizia non è facoltativo, ma obbligatorio nell’ambito del Green Public Procurement, ai sensi del Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023).

Questo significa che:

  • i CAM devono essere integrati nella documentazione progettuale;
  • devono essere recepiti nei capitolati e negli atti di gara;
  • incidono direttamente su verifiche, validazione e gestione dell’opera.

In questo contesto, l’utilizzo di strumenti dedicati – come software per la redazione dei capitolati CAM o per il piano di manutenzione conforme ai CAM 2026 – diventa un supporto operativo concreto per evitare errori, omissioni e criticità in fase di gara.

Non basta la data: il vero spartiacque è anche la validazione

A una lettura superficiale, il sistema potrebbe sembrare semplice:
dal 2 febbraio 2026 → nuovi CAM, prima → vecchi CAM.

In realtà, la circolare chiarisce che il meccanismo è più articolato.
Accanto alla data di avvio della procedura, entra in gioco un elemento tecnico decisivo:

  • la validazione del progetto

È proprio l’interazione tra questi due fattori – data della gara e coerenza progettuale – a determinare quale normativa applicare.

Servizi di progettazione: conta quando parte la gara

Per l’affidamento di servizi di progettazione e direzione lavori, il criterio è lineare:

  • procedure avviate prima del 2 febbraio 2026 → CAM 2022
  • procedure avviate dal 2 febbraio 2026 in poi → CAM 2025

Il riferimento è la pubblicazione del bando o l’invio degli inviti.

In questo caso, la transizione è netta e immediata.

Lavori e appalti integrati: conta anche il progetto

Diverso il caso di:

  • lavori;
  • servizi di manutenzione;
  • appalti integrati (progettazione esecutiva + lavori).
  • Qui la circolare introduce un principio chiave:
    il riferimento al “progetto validato in vigenza del decreto” va interpretato rispetto ai CAM utilizzati per redigere e validare il progetto.

In pratica:

  • il progetto posto a base di gara deve essere coerente con il D.M. 24/11/2025;
  • deve essere verificato e validato secondo lo stesso decreto.

Casi operativi

  • Appalto integrato dopo il 2 febbraio 2026
    → si applicano i CAM 2025 se il PFTE è conforme e validato secondo il nuovo decreto.
  • Lavori o manutenzioni dopo il 2 febbraio 2026
    → si applicano i CAM 2025 se il progetto esecutivo è conforme e validato secondo il nuovo decreto.

 In questi casi, quindi, non basta la data della gara: serve coerenza progettuale.

Progettazione interna: decisiva la validazione

Per la progettazione svolta internamente alla stazione appaltante, il criterio cambia ancora:

  • tutti i progetti non ancora validati al 2 febbraio 2026 devono essere aggiornati ai CAM 2025;
  • questo vale anche se l’incarico è stato conferito prima.

In sintesi:

  • incarico prima del 2 febbraio 2026 + progetto già validato → CAM 2022
  • incarico prima del 2 febbraio 2026 + progetto non validato → CAM 2025

La validazione diventa quindi il vero punto di snodo.

Il regime transitorio: una deroga, ma con regole rigide

Per evitare il blocco delle procedure già in corso, il decreto introduce un regime transitorio.
Ma la circolare è molto chiara: non è una proroga generalizzata, bensì una deroga limitata.

È possibile continuare ad applicare i CAM 2022 anche dopo il 2 febbraio 2026 solo se si verificano entrambe le condizioni:

  1. il progetto è stato validato secondo il D.M. 23 giugno 2022
    (PFTE per appalti integrati o progetto esecutivo per lavori);
  2. la gara viene avviata entro 3 mesi dalla validazione.

In pratica

  • validazione CAM 2022 + gara entro 3 mesi → resta il vecchio regime
  • anche una sola condizione mancante → si applicano i CAM 2025

Dopo il 2 febbraio 2026: un sistema più selettivo

Superata la data di entrata in vigore:

  • per i servizi di progettazione → il passaggio ai nuovi CAM è immediato;
  • per lavori e appalti integrati → sopravvive una finestra limitata (3 mesi);
  • per la progettazione interna → conta esclusivamente la validazione.

 Oltre i casi derogatori, tutti i bandi pubblicati dal 2 febbraio 2026 rientrano nel nuovo regime.


L’allegato grafico: leggere le casistiche in modo immediato

La circolare è accompagnata da uno schema riepilogativo che aiuta a orientarsi tra le diverse situazioni applicative (qui di seguito presentato).

Circolare applicazione decreto CAM EDILIZIA 2025.
Circolare applicazione decreto CAM EDILIZIA 2025. (Allegato Grafico circolare MASE n. 77569/2026)

Dalla sua lettura emerge una logica precisa:

  • prima del 2 febbraio 2026 → prevale il regime CAM 2022;
  • dopo il 2 febbraio 2026 → il sistema si articola in funzione di:
    • data della gara,
    • validazione del progetto,
    • coerenza ai CAM.

FAQ Tecniche: CAM edilizia 2025: quando applicarli | Ingenio

  • Cosa sono i CAM edilizia 2025?
    Sono i Criteri Ambientali Minimi aggiornati dal D.M. 24 novembre 2025, obbligatori negli appalti pubblici per integrare requisiti ambientali in progettazione, costruzione e gestione delle opere.
  • Quando si applicano i nuovi CAM 2025?
    Si applicano alle procedure avviate dal 2 febbraio 2026, ma per lavori e appalti integrati è necessario che il progetto sia coerente e validato secondo il nuovo decreto.
  • Qual è il ruolo della validazione del progetto?
    La validazione è il criterio tecnico decisivo: determina quale normativa CAM applicare, soprattutto nei lavori e negli appalti integrati.
  • Il regime transitorio consente di usare i CAM 2022?
    Sì, ma solo se il progetto è validato secondo il D.M. 23 giugno 2022 e la gara viene avviata entro 3 mesi dalla validazione.
  • Come incidono i CAM sulla progettazione?
    Impongono l’integrazione di requisiti ambientali nei documenti progettuali, nei capitolati e nelle verifiche, influenzando l’intero ciclo dell’opera.
  • Come gestire correttamente i CAM in fase operativa?
    Attraverso una pianificazione coerente tra progettazione, validazione e gara, supportata da strumenti dedicati per capitolati e verifiche normative.

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