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OICE: nel 2025 l'ingegneria cresce del 6,1%, ma il settore guarda con cautela al rallentamento del 2026

La 42ª Rilevazione OICE-CER evidenzia una crescita del 6,1% del mercato dell'ingegneria nel 2025. Analisi dei dati, occupazione, investimenti di Anas, Consip, Invitalia ed EAV e prospettive per il 2026.

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Il settore italiano dell'ingegneria e dell'architettura continua a crescere, ma guarda con prudenza ai prossimi mesi. La 42ª Rilevazione annuale OICE-CER fotografa un 2025 ancora positivo, con produzione e occupazione in aumento, mentre emergono segnali di rallentamento per il 2026 legati alla contrazione della domanda pubblica e al contesto economico internazionale. Nel corso del webinar di presentazione sono stati inoltre illustrati i programmi di investimento di Anas, Consip, Invitalia, EAV e della Struttura commissariale per la ricostruzione del Centro Italia, delineando le prospettive del mercato dei servizi di ingegneria e architettura.


Il mercato dell'ingegneria cresce, ma il 2026 si preannuncia più complesso

Il comparto dell'ingegneria e dell'architettura continua a crescere, ma il contesto economico e la frenata della domanda pubblica impongono una riflessione sulle prospettive future. È quanto emerge dalla 42ª Rilevazione annuale OICE-CER, presentata nel corso di un webinar ospitato dalla sede OICE, durante il quale sono stati illustrati i dati economici del settore e le strategie di investimento delle principali stazioni appaltanti italiane.

Ad aprire i lavori è stato il presidente di OICE, Giorgio Lupoi, affiancato dagli esperti del CER Stefano Fantacone e Antonio Forte, ai quali si sono aggiunti i rappresentanti di importanti enti pubblici e centrali di committenza, offrendo una panoramica sulle prospettive del mercato delle opere pubbliche e dei servizi di ingegneria.

Un settore ancora in crescita, ma con segnali di rallentamento

Secondo i dati illustrati dal CER, nel 2025 il valore della produzione delle società di ingegneria e architettura ha raggiunto 4,63 miliardi di euro, registrando un incremento del 6,1% rispetto al 2024. Una crescita significativa, seppur meno intensa rispetto agli anni precedenti.

L'incremento è stato particolarmente marcato tra le società di maggiori dimensioni, mentre le imprese più piccole hanno mostrato ritmi di sviluppo più contenuti. Continua inoltre ad aumentare l'occupazione: gli addetti sono passati da 34.709 a 37.459 unità (+7,9%), con una previsione di superare quota 39.000 nel 2026.

Permane tuttavia uno dei principali problemi strutturali del comparto: la difficoltà nel reperire personale qualificato. Oltre il 72% delle società intervistate denuncia infatti criticità nell'assunzione di nuove figure professionali, fattore che ha contribuito a ridurre la quota di imprese intenzionate ad ampliare gli organici nel corso dell'anno.

Dal punto di vista macroeconomico, Stefano Fantacone ha evidenziato come il 2025 sia stato caratterizzato da un consolidamento dei livelli raggiunti dal settore delle costruzioni, accompagnato da un aumento dell'inflazione. Per il 2026, invece, le previsioni indicano un rallentamento della crescita, influenzato dalle incertezze dello scenario economico nazionale e internazionale.

Dati di sintesi dell’Indagine (variazioni percentuali) (Fonte: Indagine CER-OICE 2026.)

Lupoi: servono nuovi investimenti e un Codice degli Appalti più equilibrato

Nel suo intervento introduttivo, il presidente OICE Giorgio Lupoi ha sottolineato come il mercato nazionale stia risentendo della contrazione della domanda pubblica, mentre continua a crescere l'attività internazionale delle società italiane di ingegneria.

Per sostenere il comparto, secondo Lupoi è necessario rilanciare gli investimenti in ambiti strategici come la gestione delle risorse idriche, il Piano Casa e la rigenerazione urbana. Parallelamente, OICE ribadisce la necessità di intervenire sul Codice dei Contratti Pubblici, affinché siano pienamente garantiti i principi di equilibrio contrattuale, concorrenza e accesso al mercato.

Ricostruzione, infrastrutture e BIM: le prospettive delle grandi committenze

La seconda parte del webinar, moderata dal consigliere OICE Giovanni Kisslinger e dal direttore generale Andrea Mascolini, ha offerto un quadro aggiornato dei programmi di investimento delle principali amministrazioni pubbliche.

Il Commissario straordinario per la Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli, ha ricordato che sono stati completati circa 15.000 cantieri, mentre altri 9.500 risultano ancora aperti. Restano inoltre da ricostruire circa 15.000 unità immobiliari, con investimenti previsti pari a 6 miliardi di euro per la ricostruzione privata e 4,5 miliardi già programmati per opere pubbliche ed edifici di culto.

Castelli ha evidenziato come la ricostruzione richieda competenze tecniche sempre più avanzate, soprattutto nei campi dell'efficienza energetica e della sicurezza dei cantieri, aprendo anche a un confronto con OICE sul tema del limite agli incarichi affidabili alle società di ingegneria.

Per Anas, il capo della Direzione Tecnica Luca Bernardini ha illustrato un programma di investimenti di 44,5 miliardi di euro relativo al contratto di programma 2021-2025, mentre è già in preparazione quello relativo al periodo 2026-2030.

Sul fronte dei servizi tecnici, Anas affida mediamente 70 milioni di euro l'anno in incarichi di ingegneria e architettura, con 14,4 miliardi di euro di progetti approvati nel quadriennio 2022-2025. Prosegue inoltre il percorso di digitalizzazione: il 23% degli interventi è oggi gestito in BIM, con l'obiettivo di raggiungere il 30% entro la fine del 2026.

Bernardini ha anche evidenziato come i tempi autorizzativi rappresentino ancora il principale collo di bottiglia, arrivando ad assorbire circa due terzi dell'intero iter progettuale, pur registrando miglioramenti nei tempi di pagamento e nelle condizioni economiche degli accordi quadro.

EAV, Consip e Invitalia tracciano il mercato del dopo PNRR

Tra gli interventi più significativi anche quello del direttore Investimenti di EAV, Tino Borrello, che ha illustrato un portafoglio di lavori compreso tra 6 e 7 miliardi di euro, distribuiti su un orizzonte temporale di 10-15 anni.

Nel biennio più recente i servizi di ingegneria hanno raggiunto circa 280 milioni di euro, con una ripresa già evidente nel primo semestre del 2026. Borrello ha inoltre ribadito l'importanza delle strutture multidisciplinari di supporto al RUP, indispensabili per gestire la crescente complessità delle infrastrutture ferroviarie moderne.

Da Consip è emerso un quadro altrettanto dinamico. Nel 2025 la centrale di committenza ha gestito circa 2,5 miliardi di euro nel settore dei lavori, mentre attraverso il MEPA sono transitati oltre 510 milioni di euro destinati a progettazione e consulenza, con incrementi del 10% nel numero delle transazioni e del 15% nella spesa rispetto all'anno precedente.

Per il 2026 debutta inoltre un piano gare centralizzato dedicato a vulnerabilità sismica delle scuole, sicurezza antincendio e servizi BIM a supporto delle piccole amministrazioni, mentre il nuovo sistema dinamico per l'ingegneria conta già 2.600 operatori economici qualificati.

A chiudere il webinar è stato Giovanni Portaluri, responsabile Investimenti Pubblici di Invitalia, che ha proposto una riflessione sul mercato successivo alla stagione del PNRR. Secondo Portaluri, l'eredità più importante del Piano è l'aver introdotto una programmazione basata non soltanto sulle risorse disponibili, ma sulla qualità dei progetti e sui reali fabbisogni dei territori.

Invitalia ha gestito procedure per circa 12 miliardi di euro, facendo ampio ricorso agli accordi quadro, strumento ritenuto efficace purché accompagnato da una programmazione stabile e certa. Guardando al futuro, rigenerazione urbana, bonifiche ambientali e housing sociale vengono indicati come i principali ambiti di sviluppo, insieme a grandi eventi capaci di accelerare gli investimenti e favorire una maggiore collaborazione tra amministrazioni pubbliche e operatori economici.

LA SINTESI DELLA RELAZIONE OICE È SCARICABILE IN ALLEGATO.


Fonte: Comunicato stampa OICE

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