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Parco agrisolare 2026: guida operativa al nuovo bando per le imprese agricole

Il parco agrisolare 2026 è il principale incentivo PNRR per le imprese agricole che vogliono realizzare impianti fotovoltaici senza consumo di suolo, riducendo i costi energetici e aumentando la competitività. In questa guida trovi quadro normativo, requisiti, incentivi, spese ammissibili e criteri tecnici per progettare correttamente l’intervento.

Il parco agrisolare 2026 rappresenta uno degli strumenti più rilevanti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) per accompagnare il settore agricolo italiano nella transizione energetica, favorendo l’installazione di impianti fotovoltaici sulle coperture dei fabbricati rurali senza consumo di suolo.

La misura, riformulata a seguito della revisione del PNRR approvata con Decisione di esecuzione del Consiglio dell’Unione europea del 27 novembre 2025, torna operativa nel 2026 con una nuova configurazione denominata “Facility parco agrisolare”, una dotazione finanziaria significativa e regole tecniche ormai consolidate, che rendono il bando uno strumento strutturale di politica energetica per le imprese agricole e agroindustriali.

L’obiettivo è duplice: da un lato ridurre in modo stabile il costo dell’energia per le aziende agricole attraverso l’autoproduzione da fonte rinnovabile, dall’altro contribuire al raggiungimento degli obiettivi nazionali di decarbonizzazione, rafforzando la sostenibilità ambientale delle filiere produttive.

In questa guida operativa analizziamo in modo sistematico il nuovo bando parco agrisolare 2026, esaminandone il quadro normativo, i requisiti di accesso, le percentuali di incentivo, le spese ammissibili, i criteri di dimensionamento degli impianti e il ruolo centrale del professionista tecnico nella progettazione e nella gestione dell’intervento.

 

Ripartizione delle risorse del Parco Agrisolare 2026 per settore, tabelle 1A-4A, vincoli di autoconsumo e importi PNRR assegnati
Misura PNRR Parco Agrisolare 2026 (Crediti: Furcolo - Troncone)

    


Contenuti principali dell’articolo

  • Cos’è il Parco Agrisolare 2026 e quale tipo di interventi finanzia
  • Perché il bando è stato rivisto e riaperto nel 2026 (PNRR)
  • Soggetti beneficiari ammessi e ambito di applicazione
  • Struttura dell’incentivo e differenze tra tabelle 1A–4A
  • Intensità del contributo e vincolo di autoconsumo
  • Spese ammissibili e principali massimali di costo
  • Fabbricati agricoli e agroindustriali ammessi
  • Regola tecnica chiave: fabbisogno energetico aziendale
  • Criteri di dimensionamento dell’impianto fotovoltaico
  • Ruolo del professionista e relazione tecnica asseverata

  

Cos’è il parco agrisolare e perché torna nel 2026

Parco Agrisolare

Il parco agrisolare è una misura nazionale di incentivazione destinata alle imprese del settore agricolo e agroindustriale per la realizzazione di impianti fotovoltaici sulle coperture dei fabbricati strumentali all’attività produttiva, senza occupazione di suolo agricolo.

 

La misura nasce all’interno del PNRR, Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, con l’obiettivo di accelerare la diffusione delle energie rinnovabili nel comparto primario, riducendo la dipendenza delle aziende agricole dalla rete elettrica e contenendo l’impatto ambientale delle attività produttive.

 

Perché il Parco Agrisolare è una misura distinta dall’agrivoltaico

Il parco agrisolare si distingue in modo netto da altre politiche di sostegno alle rinnovabili, come l’agrivoltaico, perché esclude espressamente l’installazione degli impianti a terra e concentra l’intervento sulle strutture esistenti, valorizzando il patrimonio edilizio rurale e tutelando il suolo agricolo, che resta interamente destinato alla produzione.

Nel corso delle prime edizioni della misura, avviate tra il 2022 e il 2024, una quota significativa delle risorse stanziate non è stata completamente utilizzata, a causa delle difficoltà finanziarie incontrate da molte imprese beneficiarie nel sostenere l’anticipazione integrale degli investimenti richiesti dal precedente modello di erogazione del contributo.

Proprio per evitare la perdita delle risorse PNRR e garantire il pieno raggiungimento dei target assegnati all’Italia in materia di potenza fotovoltaica installata nel settore agricolo, il Governo ha avviato una revisione della misura, culminata nella riapertura del bando per il 2026 con una nuova configurazione denominata “Facility parco agrisolare”, caratterizzata da una struttura finanziaria più efficiente e da meccanismi operativi ormai consolidati.

Il ritorno del parco agrisolare nel 2026 non rappresenta quindi una semplice riapertura di un incentivo, ma l’evoluzione di una politica pubblica che assume un ruolo centrale nella strategia nazionale di transizione energetica del comparto agricolo.

 

Parco agrisolare nel PNRR: target e milestone della misura

Il parco agrisolare è inserito nel Piano nazionale di ripresa e resilienza all’interno della Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, nella componente dedicata allo sviluppo delle energie rinnovabili e alla transizione energetica del sistema produttivo nazionale.

La misura rientra in particolare nell’investimento orientato alla diffusione delle fonti rinnovabili nel settore agricolo, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza energetica delle imprese e contribuire al raggiungimento degli impegni climatici assunti dall’Italia in sede europea.

 

Decreto PNRR M2C1-I4 Parco Agrisolare 2026, base giuridica UE, revisione PNRR e nuova collocazione dell’investimento
Misura PNRR Parco Agrisolare 2026. (Crediti: Furcolo - Troncone)

 

Target PNRR e obiettivi di potenza installata nel settore agricolo

Il PNRR assegna al parco agrisolare un ruolo strategico, traducendo l’intervento in obiettivi misurabili attraverso un sistema di target e milestone, che vincola l’erogazione delle risorse al rispetto di precisi avanzamenti fisici e finanziari.

Sul piano finanziario, la Commissione europea ha definito una serie di milestone relative all’assegnazione progressiva delle risorse nel periodo 2022-2024, prevedendo che una quota crescente dei fondi fosse impegnata e assegnata a progetti ammessi a contributo entro scadenze temporali prestabilite.

Accanto a tali obiettivi di spesa, il PNRR ha fissato un target fisico di produzione, individuato nell’installazione di almeno 1.383.000 kW di nuova potenza fotovoltaica conforme ai requisiti della misura agrisolare, pari a circa 1,38 GW di capacità installata nel settore agricolo nazionale.

Questo sistema di vincoli ha trasformato il parco agrisolare da semplice incentivo a strumento operativo di politica energetica, in cui la concessione dei fondi è direttamente connessa al conseguimento di risultati misurabili in termini di potenza installata, riduzione delle emissioni e rafforzamento della resilienza energetica delle imprese agricole.

 

Revisione del PNRR e riapertura del bando parco agrisolare 2026

Le criticità delle prime edizioni del bando Agrisolare

Nel corso dell’attuazione della misura, le prime edizioni del bando parco agrisolare hanno evidenziato criticità operative rilevanti, in particolare per quanto riguarda la capacità delle imprese beneficiarie di sostenere l’anticipazione finanziaria degli investimenti.

Il modello originario, che prevedeva il pagamento integrale delle spese da parte dell’azienda prima dell’erogazione del contributo, ha determinato un numero significativo di rinunce, con il conseguente rischio di mancato utilizzo delle risorse assegnate all’Italia dal PNRR.

Questa situazione ha reso necessario un intervento correttivo sul piano della governance della misura, al fine di evitare la perdita dei fondi europei e garantire il conseguimento dei target energetici previsti.

 

La Decisione UE del 27 novembre 2025 e la nuova “Facility Parco Agrisolare”

Il 27 novembre 2025 il Consiglio dell’Unione europea ha approvato la revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza italiano mediante Decisione di esecuzione, ai sensi del regolamento (UE) 2021/241.
La revisione ha consentito di rimodulare l’assetto della misura agrisolare, riallocando risorse non pienamente impegnate e ridefinendo la struttura operativa dell’intervento.

In questo contesto è stata rifinanziata la misura per un importo complessivo pari a 789 milioni di euro, destinati a sostenere una nuova fase del parco agrisolare con una configurazione aggiornata e più funzionale alle esigenze delle imprese del comparto agricolo.

La riapertura del bando nel 2026 rappresenta quindi l’esito di un processo di adeguamento strutturale della misura, finalizzato a garantire la piena efficacia dell’investimento e il raggiungimento degli obiettivi del PNRR in materia di transizione energetica e sviluppo sostenibile del settore primario.

 

Struttura della misura “Facility parco agrisolare” e dotazione finanziaria

La nuova configurazione della misura, denominata M2C1-I4 “Facility parco agrisolare”, è stata formalmente introdotta con decreto del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste del 17 dicembre 2025.

Con tale provvedimento la misura viene rifinanziata con una dotazione complessiva pari a 789 milioni di euro, interamente a valere sulle risorse del PNRR.

La struttura finanziaria dell’intervento è articolata per tipologia di beneficiario e per modalità di utilizzo dell’energia prodotta, distinguendo tra imprese che rispettano il vincolo di autoconsumo e imprese che ne sono esentate, in funzione della propria classificazione economica e della natura dell’attività svolta.

 

Come sono ripartite le risorse tra le diverse tabelle di intervento

Le risorse sono ripartite come segue:

  • Produzione agricola primaria, tabella 1A, con vincolo di autoconsumo: 473 milioni di euro;
  • Trasformazione di prodotti agricoli, tabella 2A, con vincolo di autoconsumo: 150 milioni di euro;
  • Trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli, tabella 3A, con vincolo di autoconsumo: 10 milioni di euro;
  • Produzione agricola primaria, tabella 4A, senza vincolo di autoconsumo: 140 milioni di euro.

  

Settori beneficiari Parco Agrisolare 2026: produzione agricola e trasformazione, riferimenti normativi e vincoli di autoconsumo
Misura PNRR Parco Agrisolare 2026. (Crediti: Furcolo - Troncone)

 

Quota riservata al Mezzogiorno e criteri territoriali PNRR

Il decreto prevede inoltre che almeno il 40 per cento delle risorse assegnate a ciascuna linea di intervento sia destinato a progetti localizzati nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, in coerenza con gli obiettivi di riequilibrio territoriale stabiliti dal PNRR.

L’articolo 4 del decreto stabilisce che il contributo è concesso fino ad esaurimento delle risorse disponibili, secondo le modalità e i limiti definiti dagli avvisi pubblici emanati dalla Direzione generale per la promozione della qualità agroalimentare.

L’articolo 7 rinvia, per quanto non espressamente disciplinato, alle disposizioni del decreto ministeriale 19 aprile 2023, che costituisce il regolamento operativo delle precedenti edizioni del bando.

Il Gestore dei servizi energetici ha comunicato che il nuovo regolamento operativo relativo al decreto del 17 dicembre 2025 sarà pubblicato nel corso del mese di gennaio 2026, completando così il quadro normativo di riferimento della misura.

 


Parco Agrisolare 2026 – I numeri chiave

  • Dotazione complessiva: 789 milioni di euro (PNRR)
  • Potenza incentivabile: impianti FV da 6 a 1.000 kWp
  • Contributo massimo: fino all’80% delle spese ammissibili
  • Massimale fotovoltaico: 1.500 €/kWp
  • Massimale interventi complementari: 700 €/kWp
  • Quota risorse Mezzogiorno: ≥ 40%

 

Soggetti beneficiari del bando parco agrisolare

Possono accedere ai contributi del parco agrisolare i soggetti operanti nel settore agricolo e agroindustriale che rientrano nelle categorie individuate dal decreto attuativo della misura.

In particolare, sono ammessi:

  • imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria;
  • imprese agroindustriali;
  • cooperative agricole che svolgono attività di cui all’articolo 2135 del codice civile e cooperative o loro consorzi di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228;
  • soggetti di cui alle precedenti categorie costituiti in forma aggregata, quali associazioni temporanee di imprese, raggruppamenti temporanei di impresa, reti d’impresa e comunità energetiche rinnovabili.

Qualora il codice ATECO prevalente dell’azienda non coincida con quelli espressamente indicati nelle tabelle di riferimento, il soggetto richiedente può comunque accedere alla misura fornendo adeguata documentazione a supporto della propria classificazione, dimostrando la coerenza dell’attività svolta con la tipologia di intervento oggetto del finanziamento.

La corretta individuazione della categoria di appartenenza assume un ruolo centrale nella determinazione dell’intensità dell’aiuto e delle condizioni di ammissibilità, rendendo fondamentale una valutazione preventiva accurata da parte del professionista incaricato. 

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IN SINTESI. Il Parco Agrisolare 2026 è una misura PNRR strutturale per la transizione energetica delle imprese agricole. L’accesso al contributo richiede un corretto dimensionamento dell’impianto, la verifica del fabbisogno energetico e una relazione tecnica asseverata coerente. Il ruolo del professionista è determinante per evitare errori istruttori e garantire l’ammissibilità dell’intervento.

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