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Parità di genere nella PA: arriva la UNI/PdR 180:2026 per misurare l’impatto delle politiche pubbliche

La Pubblica Amministrazione italiana si dota di un nuovo strumento per valutare in modo sistematico l’impatto delle politiche pubbliche sulla parità di genere. Con la prassi di riferimento UNI/PdR 180:2026, UNI introduce una metodologia che consente di misurare ex ante ed ex post gli effetti delle misure legislative e dei programmi di investimento pubblici. La prassi supporta anche l’inserimento dell’impatto di genere nelle Analisi e Verifiche di Impatto della Regolamentazione (AIR e VIR), come previsto dalla legge 167/2025.

La parità di genere nelle politiche pubbliche richiede strumenti di valutazione misurabili. Con la prassi di riferimento UNI/PdR 180:2026 arriva un metodo per analizzare l’impatto delle decisioni della Pubblica Amministrazione su occupazione, investimenti e servizi. Il sistema consente verifiche ex ante ed ex post nelle analisi di impatto della regolamentazione, supportando politiche pubbliche più trasparenti e orientate all’equità.


Valutazione dell’impatto di genere nelle decisioni pubbliche: cosa prevede la UNI/PdR 180:2026 per amministrazioni e legislatori

UNI, l’Ente italiano di Normazione, vara il primo strumento che valuta (ex ante ed ex post) l'impatto di genere delle misure legislative e dei programmi di investimento della Pubblica Amministrazione con la prassi di riferimento UNI/PdR 180:2026. Supporterà anche l’inserimento dell’impatto di genere - reso obbligatorio dalla legge 167/2025 - nelle Analisi e nelle Verifiche di impatto della regolamentazione (AIR e VIR) per determinare costi e benefici su cittadini, imprese e istituzioni di ogni intervento legislativo.

SOS. Lo stato di salute dell’eguaglianza di genere continua a richiedere decisivi supporti. Il divario appare particolarmente evidente, tanto da risultare, a tratti, patologico, se si guarda al mercato del lavoro. Il tasso di occupazione femminile nel 2024 (53,3%) rimane distante da quello maschile (70%) e dagli standard UE, dove la media è pari al 66,2%. La disoccupazione delle donne è al 7,4% e resta più elevata rispetto a quella degli uomini, pari al 6,2%. Seppure in graduale miglioramento, rimangono ancora elevati anche i tassi di inattività. Il 42,4% delle donne tra i 15 e i 64 anni risulta inattivo, a fronte del 24,4% degli uomini, con situazioni particolarmente critiche nelle regioni del Mezzogiorno, dove l'inattività femminile supera il 56%.

Sono questi alcuni dati del Gender Policy Report 2025* dell’INAPP (Istituto Nazionale Analisi Politiche Pubbliche) che confermano come l’accesso e la permanenza nell’universo lavorativo continuino a essere nettamente sfavorevoli per le donne. (* link in fondo)

LEGGI ANCHE: Gender gap nelle professioni tecniche: il Rapporto CNAPPC sulla condizione delle architette
Il Rapporto CNAPPC sulla condizione femminile nell’architettura italiana (2025) analizza dati su accesso alla professione, redditi, occupazione e discriminazioni di genere. L’indagine evidenzia un aumento delle architette iscritte agli Ordini, ma conferma la persistenza di un significativo gender gap nei redditi e nelle opportunità professionali. L’indagine è stata realizzata da Format Research su un campione di 2.832 iscritti e integrata con fonti ISTAT, MUR, Almalaurea e Inarcassa.

Se finora non esisteva uno strumento che monitorasse la “salute” dei processi di gestione della parità di genere nelle politiche delle amministrazioni pubbliche, ecco che è in arrivo il primo "termometro nazionale" che fornisce una metodologia per rilevare l’impatto che le azioni della PA hanno, sia nella fase preventiva sia in quella dopo la loro applicazione, rispetto alla parità di genere, favorendo la misurabilità dei risultati, con la finalità di ridurre il divario di genere secondo i principi di non discriminazione e pari opportunità previsti dalla legislazione, in particolare per quanto riguarda l’aumento dell’occupazione femminile e la valorizzazione delle imprese attive nella parità di genere.

La comprensione dei risultati quantitativi e qualitativi che si ottengono dai vari strumenti e misure utilizzate permetteranno di agire di conseguenza nel futuro, ottimizzando le risorse investite.

La UNI/PdR 180:2026 (liberamente scaricabile dal catalogo UNI) rappresenta un'innovazione di straordinaria importanza. Uno strumento capace di agire in profondità. L’unica fotografia ex ante, in itinere ed ex post dell’impatto delle politiche di genere nelle misure legislative e nei programmi di investimento del mondo pubblico. Con questa prassi di riferimento, scuole, ospedali, ministeri e ogni altro centro nevralgico della vita collettiva del Paese, potranno integrare in modo sistematico il contrasto alla disparità di genere nei processi decisionali, normativi e di investimento, agendo nel modo più efficace dove più è necessario per ridurre un divario sempre più iniquo e dannoso.

La prassi di riferimento, pubblicata dall’UNI Ente Italiano di Normazione – sviluppata in collaborazione con ASLA Associazione degli Studi Legali Associati, Manageritalia (Confcommercio), CONFAPID Gruppo Nazionale Donne Imprenditrici, con la collaborazione del network #InclusioneDonna, di CISL, Confcommercio, Consiglio Nazionale degli Psicologi e Accredia - mette a punto, di fatto, un approfondito “check up” dell’insieme delle misure volte a ridurre questa persistente disparità e del loro impatto concreto. In particolare, lo strumento utilizza specifici indicatori di prestazione, suddivisi in tre aree: allocazione risorse, affidamento ad imprese esecutrici e azioni dirette) per analizzare, in modo oggettivo, gli effetti della spesa pubblica nella diminuzione delle disparità di genere.

La valutazione è prevista sia ex ante, prima dell’attuazione delle misure, sia ex post, dopo la loro realizzazione, consentendo di stimare con trasparenza l’impatto generato.

"La UNI/PdR 180 - spiega Marco Spinetto, Presidente UNI - è uno strumento strategico messo a disposizione della Pubblica Amministrazione per integrare il tema della uguaglianza di genere nelle decisioni pubbliche, utile all’adozione di misure concrete per valutare i bilanci e le loro voci di spesa in prospettiva di genere, in linea con le direttive europee. Come sempre, per decidere bisogna conoscere e quindi - necessariamente - misurare”.

 

Marco Spinetto, Presidente UNI
Marco Spinetto, Presidente UNI. (UNI-Ente Italiano di Normazione)

 

UNI è l’Ente Italiano di Normazione che dal 1921 definisce gli standard di qualità, sicurezza, sostenibilità nei settori industriali, commerciali e del terziario con il riconoscimento dello Stato italiano e dell’Unione europea. Rappresenta l’Italia nelle analoghe sedi europee (CEN) ed internazionali (ISO).

IL RAPPORTO É DISPONIBILE QUI

Fonte: UNI


FAQ TECNICHE – Parità di genere nella PA: la UNI/PdR 180:2026 misura l’impatto delle politiche pubbliche

  • Che cos’è la UNI/PdR 180:2026?
    La UNI/PdR 180:2026 è una prassi di riferimento pubblicata dall’Ente Italiano di Normazione che definisce un metodo per valutare l’impatto di genere delle politiche e degli investimenti della Pubblica Amministrazione. Si tratta di uno strumento metodologico che introduce criteri, indicatori e procedure per misurare gli effetti delle decisioni pubbliche rispetto alla parità di genere.
  • A cosa serve e in quali contesti può essere applicata?
    La prassi è destinata principalmente alle amministrazioni pubbliche e agli enti che elaborano politiche, programmi di investimento o interventi normativi. Può essere applicata nella fase di definizione delle misure legislative, nella programmazione della spesa pubblica e nelle attività di monitoraggio degli effetti generati dalle politiche adottate.
  • Come si integra con le Analisi e le Verifiche di impatto della regolamentazione (AIR e VIR)?
    La metodologia prevista dalla UNI/PdR 180:2026 può essere integrata nei processi di AIR e VIR utilizzati per valutare costi e benefici delle normative. In questo modo l’impatto di genere diventa una componente strutturata dell’analisi regolatoria, contribuendo a valutare come le decisioni legislative influenzano cittadini, imprese e istituzioni.
  • Quali indicatori utilizza lo strumento per valutare l’impatto di genere?
    La prassi prevede indicatori di prestazione articolati in tre ambiti principali: allocazione delle risorse pubbliche, affidamento a imprese esecutrici e azioni dirette della Pubblica Amministrazione. Questi indicatori permettono di analizzare in modo sistematico gli effetti delle politiche pubbliche rispetto alla riduzione delle disparità di genere.

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