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Pavimentazioni permeabili in calcestruzzo drenante: tecnologia PLAST DRAIN di General Admixtures

Il calcestruzzo drenante combina prestazioni strutturali e smaltimento delle acque meteoriche, contrastando l'impermeabilizzazione urbana. L'articolo si sofferma su aspetti generali relativi a mix design e tecniche di posa, con focus particolare sul ruolo dell’additivo viscosizzante PLAST DRAIN di General Admixtures.

La crescente impermeabilizzazione delle superfici urbane rappresenta una delle principali criticità nella gestione delle acque meteoriche. Strade, parcheggi e piazze realizzati con materiali tradizionali impediscono infatti l’infiltrazione dell’acqua nel suolo, causando sovraccarichi nelle reti fognarie, riduzione della ricarica delle falde e maggior rischio di allagamenti. In questo contesto, le pavimentazioni in calcestruzzo drenante costituiscono una soluzione efficace e sostenibile, capace di coniugare resistenza meccanica e capacità di smaltimento dell’acqua. Per garantire prestazioni ottimali è tuttavia fondamentale controllare la coesione e l’omogeneità della miscela. L’additivo viscosizzante PLAST DRAIN di General Admixtures nasce proprio per rispondere a questa esigenza, migliorando la lavorabilità del calcestruzzo drenante e prevenendo fenomeni di segregazione durante la produzione e la posa in opera.


Il calcestruzzo drenante coniuga le prestazioni meccaniche del calcestruzzo tradizionale con un'elevata capacità di smaltimento delle acque meteoriche

Strade, parcheggi, marciapiedi e piazze realizzati con materiali impermeabili tradizionali impediscono all'acqua piovana di infiltrarsi nel terreno, generando una serie di conseguenze negative che vanno dal semplice disagio per i cittadini fino alla predisposizione del territorio verso veri e propri rischi idrogeologici.

Tra le principali problematiche conseguenti all'eccessiva impermeabilizzazione dei suoli urbani possiamo annoverare:

  • Sovraccarico delle reti fognarie e modifiche repentine delle portate nei corsi d'acqua, con rischio di esondazioni;
  • Riduzione dell'alimentazione della falda acquifera e conseguente interruzione del naturale ciclo delle acque;
  • Peggioramento della qualità delle acque defluite, le quali raccolgono sostanze inquinanti, metalli pesanti, sedimenti ed idrocarburi dalle superfici impermeabili;
  • Effetto isola di calore, con incremento delle temperature superficiali nelle aree maggiormente urbanizzate rispetto alle zone rurali;
  • Malfunzionamento degli impianti di depurazione per sovraccarico idrico.

In risposta a queste criticità, la normativa impone che nella realizzazione di nuovi edifici o nell'ampliamento di quelli esistenti una quota minima di superficie (generalmente almeno il 25%) venga lasciata permeabile. Detta quota viene stabilita attraverso il cosiddetto Indice di Permeabilità (Ip), definito come il rapporto tra la superficie permeabile e la superficie territoriale o fondiaria di riferimento.

In questo contesto, il calcestruzzo drenante (Figura 1) si afferma come una delle soluzioni tecnologicamente più avanzate e versatili, capace di coniugare le prestazioni meccaniche del calcestruzzo tradizionale con un'elevata capacità di smaltimento delle acque meteoriche.

 

Realizzazione di una pavimentazione drenante in calcestruzzo: fasi di stesa e livellamento del conglomerato poroso all’interno della casseratura, con superficie granulare che evidenzia la struttura aperta tipica dei materiali ad alta permeabilità.
Figura 1 – Impiego del calcestruzzo drenante nella realizzazione di una pista ciclopedonale (Crediti: General Admixtures)

  

Cos'è il calcestruzzo drenante e come funziona

Il calcestruzzo drenante è un conglomerato cementizio i cui componenti sono proporzionati in modo tale da creare all'interno del materiale indurito un sistema di spazi vuoti interconnessi, in grado di garantire il passaggio dell'acqua attraverso la propria struttura. Non si tratta di un materiale "poroso" in senso generico, ma di un sistema ingegnerizzato in cui la geometria dei vuoti è progettata per conciliare la conducibilità idraulica con le prestazioni meccaniche. La caratteristica distintiva rispetto ad un calcestruzzo convenzionale risiede nel proporzionamento degli aggregati: mentre il calcestruzzo tradizionale impiega una combinazione di più classi granulometriche in maniera da creare una struttura litica che sia il più possibile chiusa e compatta (massima riduzione dei vuoti per ottimizzare il contenuto di pasta legante), il calcestruzzo drenante si avvale di un aggregato grosso preferibilmente monogranulare, tipicamente con pezzature comprese tra 8 e 16 mm. (Ad esempio, per le piste ciclabili e pedonali la pezzatura consigliata è la 8/12).

L'assenza di aggregato fine determina una struttura “aperta”, ovvero ad alta porosità, caratterizzata da vuoti interconnessi che formano una rete di canali aventi dimensioni variabili tra 1 e 5 mm. La miscelazione dei componenti crea un agglomerato di granuli lapidei tenuti insieme dalla pasta cementizia che li avvolge e li lega nei punti di contatto.

I vuoti presenti nella struttura, interconnessi tra loro, determinano la porosità efficace del materiale, generalmente compresa tra il 15% e il 30%, che a sua volta governa la sua capacità drenante. In virtù di tale macroporosità, La massa volumica del calcestruzzo drenante indurito risulta ovviamente inferiore a quella del calcestruzzo tradizionale, attestandosi in un range tipico tra 1.600 e 2.000 kg/m³, in funzione della pezzatura degli aggregati e del volume di vuoti della miscela.

 

Conducibilità idraulica

La conducibilità idraulica — ovvero la velocità con cui l'acqua riesce ad attraversare la pavimentazione — è la proprietà più importante del calcestruzzo drenante. I valori tipici sono generalmente dell’ordine dei 200÷300 litri/m²/min, potendo tuttavia arrivare, per miscele particolarmente aperte (ma, evidentemente, meno resistenti) a valori dell’ordine di 1000 litri/m²/min.

La conducibilità idraulica viene abitualmente determinata in situ con un permeametro per conglomerati bituminosi (EN 12697-40), utile a misurare il tempo di svuotamento di una colonna d'acqua contenuta in un cilindro graduato applicato sulla superficie. In funzione del valore della conducibilità idraulica, molti capitolati introducono il parametro di “capacità drenante” di una pavimentazione (Tabella 1) con il quale è possibile prescriverne, appunto, la capacità di allontanare l’acqua dalla superficie.

 

Tabella delle classi di conducibilità idraulica delle pavimentazioni drenanti, con valori di capacità drenante espressi in litri per metro quadrato al minuto, da “altissima” (>500) a “drenabilità non sufficiente” (<100).
Tabella 1 – Esempio di classificazione della capacità drenante di un calcestruzzo

 

Resistenza a compressione

Tra resistenza meccanica e la capacità drenante esiste, evidentemente, un rapporto di proporzionalità inversa. È intuitivo comprendere come all'aumentare della porosità, e quindi della capacità drenante, la resistenza a compressione del conglomerato diminuisce.

La vera sfida progettuale consiste quindi nel trovare il giusto equilibrio tra le due caratteristiche in funzione dell'applicazione specifica. A differenza del calcestruzzo convenzionale, nel calcestruzzo drenante la resistenza a compressione non è governata dal rapporto acqua/cemento, bensì principalmente dal grado di compattazione, dal grado di coesione tra i granuli, dal diametro massimo dell'aggregato e dal volume di pasta cementizia. I valori possono quindi variare sensibilmente in funzione della porosità globale del materiale, potendo tuttavia raggiungere resistenze ampiamente sufficienti per consentire il traffico veicolare leggero e le principali applicazioni previste.

 

Campi di applicazione e vantaggi

Le pavimentazioni in calcestruzzo drenante trovano applicazione ottimale in tutte le situazioni in cui si richiede un efficace smaltimento delle acque meteoriche con contestuale fruibilità della superficie:

  • Aree di parcheggio residenziali e commerciali;
  • Camminamenti pedonali, marciapiedi e piste ciclabili (Figura 2);
  • Piazze, aree verdi attrezzate e spazi pubblici;
  • Zone di rispetto normativo per l'indice di permeabilità.

Sono invece da evitare le applicazioni soggette a carichi pesanti, come strade ad alto scorrimento o piazzali industriali con transito di mezzi pesanti.

 

Pista ciclabile realizzata con pavimentazione drenante in calcestruzzo colorato, integrata nel contesto urbano con segnaletica orizzontale e cordoli laterali, esempio applicativo di superficie permeabile per la gestione delle acque meteoriche.
Figura 2 – Realizzazione di una pista ciclabile con calcestruzzo drenante confezionato con l’additivo PLAST DRAIN (Crediti: General Admixtures)

 

Vantaggi Ambientali

Una delle principali funzioni assolte dal calcestruzzo drenante è quella di restituire alle falde ed al ciclo naturale delle acque la quota di precipitazioni che le superfici impermeabili sottraggono. La struttura porosa esercita inoltre una efficace azione filtrante, trattenendo, nei limiti consentiti, inquinanti quali metalli pesanti, sedimenti e lubrificanti prima che raggiungano le falde. Inoltre, le colorazioni chiare della superficie (ottenibili in maniera agevole mediante l’impiego di specifici pigmenti) contribuiscono a ridurre il cosiddetto effetto isola di calore urbano grazie alla parziale riflessione delle radiazioni termiche.

 

Vantaggi in termini di sicurezza

L'elevata capacità drenante di questi materiali previene in maniera significativa la formazione di ristagni e pozzanghere, garantendo sempre la fruibilità delle superfici in piena sicurezza. L’allontanamento costante dell’acqua dalla superficie evita la formazione del velo liquido responsabile del noto fenomeno dell’acqua planning. Inoltre, la rugosità superficiale assicura un maggiore attrito (grip), anche in condizioni di bagnato, rispetto alle pavimentazioni tradizionali. Infine, l'ampia area libera superficiale (pari a circa il 25%) permette un continuo ricircolo d'aria che favorisce lo scioglimento di neve e ghiaccio.

 

Vantaggi prestazionali rispetto al conglomerato bituminoso

A differenza del conglomerato bituminoso, il calcestruzzo drenante non possiede un punto di rammollimento che possa causare rifluimento plastico sotto carichi o temperature elevate. È inoltre resistente al fuoco e agli idrocarburi, caratteristica che ne permette l'impiego in aree a rischio di incendio o sversamento di carburanti. Con la giusta formulazione del mix design le resistenze meccaniche sono, come già detto, ampiamente sufficienti per i carichi del traffico veicolare leggero.

  

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Nei prossimi paragrafi si parlerà di:

  • Composizioni tipiche della miscela e ruolo dell'additivo Plast Drain;
  • Posa in opera e accorgimenti pratici;
  • Conclusioni della trattazione

FAQ – PLAST DRAIN di General Admixtures

Cos’è PLAST DRAIN?
PLAST DRAIN è un additivo liquido viscosizzante a base di polimeri di nuova generazione sviluppato da General Admixtures per la produzione di calcestruzzi drenanti.

Qual è la funzione principale dell’additivo?
La sua funzione principale è aumentare la coesione dell’impasto, prevenendo la segregazione della pasta cementizia rispetto agli aggregati e garantendo un calcestruzzo più omogeneo e stabile.

Quali vantaggi offre nel calcestruzzo drenante?
L’utilizzo di PLAST DRAIN migliora la lavorabilità della miscela, facilita le operazioni di stesa e compattazione e contribuisce ad aumentare la qualità dei legami tra i granuli, con conseguente miglioramento delle prestazioni meccaniche.

In che modo influisce sulla qualità della pavimentazione?
Grazie alla sua azione viscosizzante, l’additivo consente di mantenere una distribuzione uniforme dei vuoti interconnessi, fondamentale per garantire una corretta capacità drenante senza compromettere la resistenza del materiale.

Qual è il dosaggio consigliato?
Il dosaggio indicativo varia tra 0,45 e 1,00 litri ogni 100 kg di legante, da definire tramite prove preliminari di laboratorio in funzione delle caratteristiche dei materiali utilizzati.

Quando va introdotto nell’impasto?
PLAST DRAIN deve essere aggiunto durante la fase di miscelazione, dopo il carico degli aggregati, del legante e della maggior parte dell’acqua prevista (circa l’80–90%).

È compatibile con altri additivi?
Sì. PLAST DRAIN è compatibile con tutti i cementi conformi alla norma UNI EN 197-1 e con altri additivi delle linee GiNIUS, RETARD e CURING di General Admixtures, consentendo di realizzare sistemi additivanti completi e modulabili in funzione delle esigenze di cantiere.

In quali applicazioni è particolarmente indicato?
L’additivo è progettato per calcestruzzi drenanti impiegati in pavimentazioni come parcheggi, piste ciclabili, camminamenti pedonali, piazze e aree urbane dove è necessario garantire un efficace smaltimento delle acque meteoriche.

Articolo integrale in PDF

L’articolo nella sua forma integrale è disponibile attraverso il LINK riportato di seguito.
Il file PDF è salvabile e stampabile.

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