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Pavimentazioni in resina antistatiche ESD per l'industria elettronica, meccatronica e data center

Le pavimentazioni in resina antistatiche ESD dissipano le cariche elettrostatiche, proteggendo componenti elettronici, operatori e processi produttivi. Dall'industria elettronica ai data center, la gamma IPM Voltec di IPM Italia propone sistemi progettati in conformità alla CEI EN IEC 61340-5-1.

Le pavimentazioni in resina ESD rappresentano una soluzione tecnica essenziale per gli ambienti in cui le scariche elettrostatiche possono compromettere componenti elettronici, apparecchiature e processi produttivi. Dall'industria elettronica alla meccatronica, fino al farmaceutico, all'aerospazio e ai data center, la scelta del sistema deve rispondere a specifici requisiti prestazionali e normativi. L'articolo analizza le caratteristiche dei sistemi IPM Voltec di IPM Italia, approfondendone ambiti di impiego, criteri progettuali e vantaggi operativi per la protezione ESD negli ambienti industriali ad alta tecnologia.


Quando è necessaria una pavimentazione in resina antistatica ESD?

Le pavimentazioni in resina ESD sono necessarie in tutti gli ambienti in cui una scarica elettrostatica può compromettere la qualità del processo produttivo, danneggiare componenti elettronici sensibili o rappresentare un rischio per la sicurezza.

Trovano applicazione nell'industria elettronica, nelle linee di assemblaggio SMT (Surface Mount Technology) e THT (Through-Hole Technology), nelle camere bianche, nei laboratori di ricerca, nei reparti farmaceutici, nell'automotive, nella produzione di batterie, nei data center e negli impianti di meccatronica.

In questi contesti il pavimento costituisce parte integrante del sistema di protezione ESD e contribuisce, insieme agli altri dispositivi previsti dalla CEI EN IEC 61340-5-1, al controllo delle cariche elettrostatiche.

SistemaCaratteristichePrincipali applicazioni
Pavimentazione antistaticaLimita l'accumulo di cariche elettrostatiche sulla superficie, riducendo il rischio di scariche accidentali.Ambienti industriali in cui è necessario contenere la generazione di elettricità statica senza particolari requisiti ESD.
Pavimentazione dissipativa (ESD)Dissipa le cariche elettrostatiche in modo controllato verso terra, contribuendo alla protezione di componenti elettronici e apparecchiature sensibili.Industria elettronica, linee SMT e THT, laboratori, camere bianche, farmaceutico, meccatronica, produzione di batterie, data center e aerospazio.
Pavimentazione conduttivaPresenta una resistenza elettrica inferiore rispetto ai sistemi dissipativi, consentendo un trasferimento più rapido delle cariche elettriche verso il sistema di messa a terra.Ambienti nei quali è richiesto un livello di protezione particolarmente elevato o specifici requisiti progettuali definiti dal programma di controllo ESD.

Progettazione delle pavimentazioni in resina ESD: analisi del rischio e requisiti prestazionali

Dall'industria elettronica ai data center: cresce la richiesta di protezione ESD

Negli ultimi anni la richiesta di pavimentazioni antistatiche non riguarda più soltanto il settore elettronico. Sempre più aziende utilizzano componentistica sensibile, sistemi automatizzati, robotica e apparecchiature digitali che richiedono ambienti in grado di dissipare correttamente le cariche elettrostatiche. Per questo il nostro approccio parte sempre dall'analisi tecnica del contesto e dalla definizione del livello di prestazione realmente necessario”, spiega Andrea Penati, Amministratore Delegato e Direttore Tecnico di IPM Italia.

Come si progetta una pavimentazione antistatica in resina

La realizzazione di una pavimentazione antistatica non si limita, infatti, alla sola scelta del prodotto, ma richiede una valutazione approfondita delle condizioni operative e delle caratteristiche del supporto esistente. Il processo sviluppato da IPM Italia prevede sopralluoghi tecnici preliminari, verifica dell'umidità residua, analisi dello stato del sottofondo e individuazione delle esigenze specifiche dell'ambiente produttivo. In funzione delle lavorazioni svolte e del livello di protezione richiesto, viene quindi definita la soluzione più idonea.

CEI EN IEC 61340-5-1: perché la normativa guida la scelta del sistema

Non tutte le applicazioni richiedono lo stesso livello di protezione dalle cariche elettrostatiche”, prosegue Penati. “Per questo i sistemi vengono progettati in conformità alla normativa EN 61340 e calibrati sulle specifiche esigenze dell'ambiente produttivo: dalla meccanica avanzata all'elettronica, fino ai contesti più sensibili dove la dissipazione controllata delle cariche rappresenta un requisito essenziale per la sicurezza e la continuità operativa” chiarisce Andrea Penati.

IPM Voltec: pavimentazioni in resina ESD per industria elettronica, meccatronica e data center

Sistemi in resina epossidica per la dissipazione delle cariche elettrostatiche

Tra le soluzioni sviluppate da IPM Italia, IPM Voltec rappresenta la gamma specifica per ambienti industriali, elettronici, farmaceutici e produttivi dove la protezione di persone, apparecchiature e componenti sensibili costituisce un requisito essenziale.

Si tratta di sistemi resinosi a base epossidica sviluppati per rispondere alle differenti esigenze di dissipazione delle cariche elettrostatiche previste dalla normativa EN 61340.

Pavimentazioni antistatiche, dissipative o conduttive: quale soluzione scegliere

A seconda delle necessità applicative, possono essere progettati con caratteristiche antistatiche, ESD (Electrostatic Discharge) o conduttive, adattandosi alle specifiche esigenze dei diversi processi produttivi.

I sistemi IPM Voltec garantiscono una protezione passiva dalle scariche elettrostatiche (ESD), contribuendo a salvaguardare operatori, macchinari e componenti sensibili.

Caratteristiche prestazionali delle pavimentazioni IPM Voltec

La gamma comprende soluzioni multistrato e autolivellanti caratterizzate da elevata resistenza meccanica, ottima resistenza all'usura e al traffico intenso, azione antipolvere, impermeabilità ad acqua, oli e numerosi agenti chimici, facilità di pulizia e sanificazione, assenza di fughe e giunti ed elevata planarità. Caratteristiche che rendono questi sistemi particolarmente adatti ad ambienti produttivi ad alta tecnologia, laboratori, reparti elettronici e aree interessate dalla presenza di automazione industriale e movimentazione continua.

IPM Voltec Color: pavimentazione ESD con finitura decorativa

La gamma comprende inoltre versioni specifiche sviluppate per differenti esigenze applicative, tra cui sistemi decorativi, autolivellanti ad alto spessore e soluzioni dedicate ad ambienti che richiedono particolari requisiti di protezione e durabilità. Tra i sistemi maggiormente utilizzati figura IPM Voltec Color, sistema in resina multistrato che abbina prestazioni antistatiche e qualità estetica. La particolare finitura trasparente effetto “sale e pepe” consente di ottenere superfici continue dall'aspetto decorativo mantenendo tutte le caratteristiche tecniche richieste dagli ambienti industriali più evoluti. Disponibile in un'ampia gamma cromatica, permette di integrare le esigenze funzionali con quelle progettuali e architettoniche.

APPROFONDISCI SUI SISTEMI RESINOSI IPM ITALIA

Pavimentazione continua in resina antistatica ESD installata in un ambiente produttivo ad alta tecnologia, progettata per dissipare le cariche elettrostatiche e garantire continuità operativa e durabilità. (IPM Italia)

Posa su pavimentazioni esistenti e continuità produttiva

Il sistema può essere applicato anche su superfici esistenti opportunamente preparate, riducendo gli interventi demolitori e consentendo una rapida rimessa in esercizio degli ambienti produttivi.

Quando parliamo di pavimentazioni antistatiche non parliamo semplicemente di un rivestimento, ma di una parte integrante del sistema di protezione dell'ambiente produttivo. Il pavimento lavora insieme alle postazioni operative, alle calzature e ai dispositivi previsti dai protocolli ESD per garantire il corretto controllo delle cariche elettrostatiche”, continua Penati.

Aspetti progettuali da valutare prima della scelta del sistema resinoso

In fase di progettazione è opportuno valutare una serie di parametri che influenzano le prestazioni e la durabilità del sistema resinoso, tra cui:

  • destinazione d'uso dell'ambiente e tipologia del processo produttivo;
  • livello di protezione ESD richiesto, in funzione della sensibilità dei componenti e delle apparecchiature presenti;
  • stato del supporto, comprese resistenza meccanica, planarità ed eventuali difetti superficiali;
  • umidità residua del sottofondo, da verificare prima della posa del sistema resinoso;
  • sollecitazioni meccaniche previste, quali traffico pedonale, transito di carrelli e movimentazione di macchinari;
  • esposizione ad agenti chimici, oli, detergenti e altre sostanze impiegate durante il ciclo produttivo;
  • condizioni ambientali di esercizio, comprese temperatura, umidità e modalità di manutenzione della pavimentazione.
Dettaglio della finitura di una pavimentazione in resina antistatica ESD, progettata per resistere al traffico di carrelli e alle sollecitazioni tipiche degli ambienti industriali ad alta tecnologia. (IPM Italia)

Pavimentazione ESD per la produzione elettronica: il caso Axel Elettronica

Tra le referenze storiche del settore figura Axel Elettronica, azienda con sede a Paderno Dugnano specializzata nell'assemblaggio di componenti elettronici in tecnologia SMT e THT.

1.700 m² di pavimentazioni in resina per linee SMT e THT

In occasione della realizzazione della nuova sede produttiva, IPM Italia ha progettato e posato circa 1.700 metri quadrati di pavimentazioni continue nelle diverse aree operative. Per il progetto è stato scelto il sistema IPM Voltec Color Mix nella tonalità Grigio Finestra (RAL 7040), soluzione che ha consentito di coniugare requisiti tecnici, continuità operativa, sicurezza e qualità estetica.

Pavimentazione in resina antistatica ESD in un reparto per la produzione elettronica: la superficie continua contribuisce alla protezione di componenti sensibili, apparecchiature e processi produttivi. (IPM Italia)

Continuità della produzione durante la posa

L'intervento è stato pianificato per lotti successivi, permettendo all'azienda di mantenere la propria attività produttiva durante tutte le fasi di realizzazione. Già all'epoca Axel Elettronica aveva evidenziato la capacità di IPM Italia di adattare la programmazione dei lavori alle esigenze produttive del sito.

Vuoi approfondire sulle pavimentazioni in resina antistatiche-dissipative?
LEGGI QUI un approfondimento dedicato sul blog di IPM Italia


Riferimenti tecnici per la progettazione e la realizzazione di pavimentazioni in resina antistatiche-dissipative

Come già anticipato in premessa a questo articolo, la progettazione di una pavimentazione in resina antistatica non si limita alla scelta del materiale, ma richiede la verifica dei requisiti prestazionali, delle condizioni del supporto e della conformità alle norme tecniche e ai documenti di buona pratica applicabili.

Documento Contenuto
CEI EN IEC 61340-5-1 Definisce i requisiti per la protezione dei dispositivi elettronici dalle scariche elettrostatiche (ESD) e costituisce il principale riferimento per i programmi di controllo ESD negli ambienti produttivi.
CEI EN IEC 61340-4-1 Specifica i metodi di prova per la determinazione della resistenza elettrica dei rivestimenti e dei pavimenti destinati al controllo delle scariche elettrostatiche.
UNI 10966 Norma dedicata ai sistemi resinosi per pavimentazioni continue. Definisce criteri di progettazione, requisiti prestazionali, modalità di esecuzione e controlli per la realizzazione dei rivestimenti in resina.
Linee Guida CONPAVIPER per i sistemi resinosi continui

Documento tecnico che raccoglie criteri progettuali, indicazioni esecutive e buone pratiche per la progettazione, la posa e il controllo delle pavimentazioni continue in resina nei diversi ambiti applicativi.
Quaderno Tecnico CONPAVIPER – Pavimentazioni in resina per l'industria meccanica e meccatronica Approfondisce i requisiti prestazionali richiesti negli ambienti produttivi ad alta tecnologia, con indicazioni sui criteri di scelta dei sistemi resinosi in funzione delle sollecitazioni meccaniche, chimiche ed elettrostatiche tipiche del settore.

Nota: la progettazione di una pavimentazione ESD deve essere sviluppata considerando congiuntamente le prescrizioni normative, le caratteristiche del supporto, la destinazione d'uso e l'interazione con gli altri elementi del sistema di protezione ESD (messa a terra, calzature, postazioni di lavoro e dispositivi di controllo).


FAQ - Pavimentazioni in resina ESD: domande frequenti su progettazione, normativa e applicazioni

Che cos'è una pavimentazione in resina antistatica ESD?

Una pavimentazione in resina ESD è un sistema continuo progettato per dissipare in modo controllato le cariche elettrostatiche, contribuendo a proteggere componenti elettronici, apparecchiature, operatori e processi produttivi. Il pavimento rappresenta uno degli elementi del sistema di protezione ESD e opera in sinergia con messa a terra, calzature e postazioni di lavoro.

In quali ambienti è consigliata una pavimentazione ESD?

Le pavimentazioni ESD trovano applicazione in tutti gli ambienti in cui una scarica elettrostatica può compromettere la qualità della produzione o danneggiare dispositivi sensibili. Tra questi rientrano l'industria elettronica, le linee SMT e THT, i laboratori, le camere bianche, il settore farmaceutico, l'automotive, la produzione di batterie, la meccatronica, l'aerospazio e i data center.

Qual è la differenza tra una pavimentazione antistatica, dissipativa e conduttiva?

Le pavimentazioni antistatiche limitano l'accumulo delle cariche elettrostatiche, mentre quelle dissipative (ESD) consentono una dispersione controllata dell'energia verso terra. Le pavimentazioni conduttive presentano invece una resistenza elettrica inferiore e sono impiegate quando è richiesto un trasferimento ancora più rapido delle cariche. La scelta dipende dal livello di protezione richiesto dall'ambiente produttivo.

Quale normativa disciplina le pavimentazioni in resina ESD?

Per il controllo delle scariche elettrostatiche il principale riferimento è la CEI EN IEC 61340-5-1, che definisce i requisiti dei programmi di protezione ESD negli ambienti produttivi. Per la progettazione e la realizzazione delle pavimentazioni continue in resina costituisce inoltre un riferimento la UNI 10966, integrata dalle Linee Guida CONPAVIPER dedicati ai sistemi resinosi.

Quali aspetti devono essere valutati prima della posa di una pavimentazione in resina ESD?

La scelta del sistema non dipende esclusivamente dal prodotto, ma richiede un'analisi preliminare delle condizioni operative. Occorre verificare la destinazione d'uso dell'ambiente, il livello di protezione ESD richiesto, lo stato del supporto, l'umidità residua del sottofondo e le sollecitazioni meccaniche, chimiche ed elettriche a cui sarà sottoposta la pavimentazione.

Le pavimentazioni in resina antistatica ESD possono essere applicate su superfici esistenti?

Sì, purché il supporto sia idoneo e venga adeguatamente preparato. Come evidenziato nell'articolo, alcuni sistemi della gamma IPM Voltec possono essere applicati anche su pavimentazioni esistenti, riducendo gli interventi demolitori e limitando i tempi di fermo degli impianti produttivi.

Quali caratteristiche prestazionali devono avere le pavimentazioni in resina per ambienti ad alta tecnologia?

Oltre al controllo delle scariche elettrostatiche, le pavimentazioni destinate ai contesti industriali ad alta tecnologia devono garantire elevata resistenza meccanica e all'usura, resistenza agli agenti chimici, impermeabilità, facilità di pulizia e sanificazione, assenza di fughe, buona planarità e durabilità nel tempo, così da contribuire alla continuità operativa e alla protezione delle apparecchiature.

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