Il sistema radiante a zero inerzia ZEROMAX per la riqualificazione del Teatro Bibiena di Mantova
Nel cuore di Mantova, il sistema radiante Zeromax® restituisce comfort al Teatro Bibiena senza alterarne identità e acustica. Spessori ridotti, posa su platea inclinata e zero inerzia per riqualificare edifici storici con efficienza e rapidità di messa a regime.
La riqualificazione impiantistica degli edifici storici rappresenta una delle sfide più complesse per il progettista termotecnico: vincoli architettonici stringenti, quote da preservare, requisiti acustici delicati e necessità di garantire comfort e rapidità di messa a regime.
È il caso del prestigioso Teatro Bibiena, autentica “bomboniera” settecentesca nel cuore di Mantova, rimasta per anni penalizzata dall’impossibilità di garantire adeguato comfort durante la stagione invernale. L’altezza significativa della sala e la discontinuità di utilizzo rendevano inefficaci sia soluzioni ad aria sia sistemi radianti tradizionali ad alta inerzia.
La risposta progettuale è stata l’adozione del sistema radiante a zero inerzia di Eurotherm, Zeromax®, integrato con massetto tecnico fibrorinforzato.
Teatro Bibiena: vincoli architettonici e acustici di un teatro storico
Nel cuore di Mantova sorge il Teatro Bibiena, noto anche come Teatro Scientifico, uno dei più affascinanti teatri all’italiana del Settecento. Inaugurato nel 1769 su progetto della famiglia Bibiena, rappresenta un esempio straordinario di architettura teatrale barocca, con la caratteristica sala a campana, i palchetti lignei sovrapposti e un’acustica di assoluto pregio.
Il teatro è celebre anche per aver ospitato nel 1770 un giovanissimo Wolfgang Amadeus Mozart, evento che ne ha consolidato il valore storico e culturale.
Proprio la qualità acustica e l’elevato valore architettonico dell’edificio hanno reso particolarmente delicato l’intervento di riqualificazione impiantistica: ogni modifica doveva preservare quote, materiali e comportamento acustico originari, garantendo al contempo condizioni di comfort adeguate alla fruizione contemporanea.
Criticità progettuali: platea inclinata, spessori ridotti, “no giunti” e uso discontinuo
Il teatro è rimasto chiuso per tanti anni per la difficoltà di garantire con il sistema di riscaldamento adeguate condizioni di comfort per spettatori e attori.
L’intervento di riqualificazione si inseriva in un quadro particolarmente complesso, caratterizzato da una serie di vincoli tecnici e conservativi che hanno orientato fin dalle prime fasi le scelte progettuali.
Platea inclinata e limiti dei massetti fluidi/autolivellanti
La platea inclinata escludeva l’impiego di massetti autolivellanti fluidi tradizionali, che avrebbero comportato rischi di colatura e difficoltà nel controllo delle quote. Al tempo stesso, le altezze interne dovevano essere preservate con precisione millimetrica, per non compromettere l’equilibrio acustico di una sala storica di grande pregio.
Rapidità di messa a regime per edifici a occupazione variabile
A ciò si aggiungeva la limitata disponibilità di spessore, dovendo integrare nuova impiantistica senza alterare le quote originarie, e la necessità di garantire una rapida messa a regime dell’impianto, coerente con l’utilizzo discontinuo del teatro durante la stagione.
Determinanti, infine, i vincoli imposti dalla Soprintendenza, tra cui l’assenza di giunti nella pavimentazione finale, condizione che ha richiesto una particolare attenzione nella scelta del pacchetto stratigrafico.
Quote da preservare e vincoli Soprintendenza
La fresatura diretta della pavimentazione esistente non è stata perseguibile in quanto la sovraintendenza ha vietato la sovrapposizione di una nuova pavimentazione: le quote dovevano rimanere le stesse per questioni di prospettiva verso il palco e per il già citato aspetto acustico.
Questi motivi hanno reso più razionale quindi la rimozione completa degli strati fino al supporto strutturale, consentendo una ricostruzione integrata del sistema e un controllo puntuale delle prestazioni termo-meccaniche.
La soluzione: sistema radiante fresato con massetto ZEROMAX
La soluzione individuata ha previsto l’adozione di un sistema radiante a zero spessore, abbinato a un massetto tecnico fibrorinforzato a consistenza “terra umida”.
Questa configurazione ha permesso di rispondere in modo efficace a tutte le criticità del progetto: da un lato garantendo adeguate prestazioni meccaniche anche con spessori contenuti, dall’altro assicurando stabilità dimensionale e una conducibilità termica idonea a ottimizzare lo scambio radiante.
Un ulteriore aspetto determinante è stata la possibilità di applicare il sistema su una superficie inclinata, come quella della platea, senza rischi di colature o disomogeneità nello spessore del massetto.
L’intervento ha previsto una stratigrafia compatta e ottimizzata, composta da:
- foglio in polietilene con funzione di separazione;
- realizzazione del massetto tecnico fibrorinforzato a consistenza “terra umida”
- realizzazione della soluzione Zeromax®
- applicazione di un telo desolidarizzante, richiesto dal fornitore della pavimentazione per garantire l’assenza di giunti;
- posa della nuova pavimentazione in cotto, coerente dal punto di vista estetico con quella originaria.
Le prestazioni termo-meccaniche dell’intero pacchetto sono state verificate tramite simulazioni FEM, che ne hanno confermato la conformità ai riferimenti normativi (UNI EN 11855:2021) e la piena idoneità per un intervento in un contesto storico vincolato.
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UNI EN 11855:2021 e il Criterio Percentuale
Il calcolo della resa (q) e della potenza specifica dispersa (q) può essere effettuato tramite simulazioni agli elementi finiti.
Questa norma può aiutare a validare delle soluzioni tecnicamente valide rispetto a quanto prescritto dalla UNI EN 1264:2021 per la quale invece nel caso di ristrutturazioni va verificato il valore di resistenza termica del pacchetto pavimento a partire dal piano della tubazione.

L’applicazione di ZEROMAX in platea inclinata
Nel caso del Teatro Bibiena, l’adozione di un sistema radiante tradizionale non risultava compatibile con le condizioni progettuali. Le soluzioni convenzionali, infatti, prevedono generalmente massetti fluidi o sistemi a spessore più elevato, difficili da gestire su una platea inclinata e non compatibili con i limiti di quota imposti dal contesto storico.
Un massetto autolivellante, in particolare, avrebbe comportato rischi di colatura e difficoltà nel controllo degli spessori lungo la pendenza, mentre un sistema radiante tradizionale a consistenza “terra umida” avrebbe richiesto spessori maggiori per garantire le prestazioni meccaniche, risultando incompatibile con le altezze disponibili e con i vincoli acustici della sala.
Per questi motivi si è resa necessaria una soluzione specifica, in grado di coniugare spessori ridotti, prestazioni meccaniche adeguate e posa su superficie inclinata.
Uno dei nodi centrali dell’intervento è stato quindi l’utilizzo di un massetto a consistenza controllata, idoneo alla posa su superfici inclinate senza fenomeni di colatura o perdita di planarità.
L’applicazione di ZEROMAX ha poi consentito di:
- mantenere gli spessori minimi richiesti dal progetto;
- garantire un’adeguata copertura di superficie radiante attiva;
- ottenere una superficie compatta e idonea alla posa di rivestimenti di pregio;
- assicurare stabilità nel tempo, anche in presenza di fissaggi puntuali delle sedute.

Ottimizzazione dell’area attiva grazie alla soluzione ZEROMAX®
Nel progetto del Teatro Bibiena un aspetto particolarmente delicato ha riguardato l’interazione tra il sistema radiante e il layout delle sedute in platea.
In fase preliminare si era ipotizzato di lasciare fasce libere in corrispondenza delle file di poltrone, limitando la fresatura e la posa dei circuiti radianti alle sole zone di passaggio. Questa soluzione, tuttavia, avrebbe comportato una copertura parziale della superficie e una distribuzione meno uniforme del calore.
Si è quindi optato per un approccio più integrato: la fresatura è stata adattata alla disposizione delle sedute, alternando la fresatura a zone passive dedicate ai fissaggi, mentre il resto della superficie della platea è stato completamente coperto dall’impianto radiante.


In questo modo è stato possibile massimizzare la superficie attiva, garantendo una diffusione omogenea della temperatura anche sotto le poltrone e migliorando sensibilmente il comfort percepito dagli spettatori.

La soluzione ha inoltre semplificato le operazioni di posa e ridotto il rischio di interferenze tra i sistemi di fissaggio delle sedute e i circuiti radianti. Prima dell'inizio della fresatura del massetto sono state segnate le posizioni delle sedute in modo da rendere possibile quanto sopra riportato
Distribuzione e integrazione dei collettori
L’integrazione dei collettori ha richiesto un approccio puntuale e soluzioni su misura, studiate caso per caso in funzione delle caratteristiche degli ambienti. In alcune aree sono state installate cassette dedicate, mentre in altre si è scelto di recuperare le cassette impiantistiche esistenti, opportunamente modificate, ampliate e adattate alle nuove esigenze.
La rete di distribuzione non è stata quindi definita esclusivamente sulla base della praticità esecutiva, ma soprattutto nel rispetto dei vincoli architettonici e delle geometrie storiche del teatro, garantendo un’integrazione discreta e coerente con il contesto.
Prestazioni e verifiche in esercizio
Le termografie eseguite a impianto attivo hanno evidenziato una distribuzione omogenea della temperatura superficiale, anche in corrispondenza delle sedute.

Un episodio significativo ha confermato l’efficacia del sistema: durante le verifiche è stata individuata un’inversione tra mandata e ritorno su una porzione di impianto. Nonostante metà sala fosse temporaneamente non attiva, il comfort percepito risultava comunque soddisfacente, a testimonianza dell’efficienza del sistema radiante a bassa inerzia.
Una volta ripristinata la corretta configurazione, si è potuto ridurre ulteriormente la temperatura di mandata, ottimizzando i consumi ed evitando sovratemperature.

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FAQ sullo ZEROMAX
Cos’è il sistema Zeromax?
Il sistema Zeromax è un sistema radiante a basso spessore progettato per applicazioni in ristrutturazione e nuovi edifici ad alte prestazioni energetiche. È studiato per garantire elevata resa termica con masse ridotte e tempi di risposta rapidi.
In quali contesti è consigliato utilizzare Zeromax?
È particolarmente indicato in:
• ristrutturazioni con limiti di quota
• riqualificazioni energetiche
• edifici in classe energetica elevata
• interventi in cui sono richiesti tempi rapidi di messa a regime
Qual è lo spessore complessivo del sistema?
Lo spessore varia in funzione della configurazione scelta (isolante, supporto, finitura), ma è progettato per ridurre al minimo l’ingombro verticale, rendendolo adatto anche a interventi con vincoli architettonici.
Può essere utilizzato sia in riscaldamento che in raffrescamento?
Sì, il sistema è idoneo al funzionamento in modalità invernale ed estiva, previa corretta progettazione e verifica del controllo dell’umidità in raffrescamento.
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