Pergotenda, veranda chiusa e tettoie: quando serve il titolo edilizio?
La sentenza del TAR della Liguria chiarisce che una pergotenda rientra nell’edilizia libera solo quando resta una struttura leggera e accessoria, mentre coperture stabili, serramenti fissi e spazi chiusi stabilmente configurati possono richiedere un titolo edilizio.
Le strutture installate su terrazzi e spazi esterni rappresentano senza dubbio uno dei temi più frequenti nei contenziosi edilizi. Tuttavia il problema nasce dalla difficoltà di distinguere tra opere leggere, destinate soltanto alla protezione dagli agenti atmosferici (quindi realizzabili in edilizia libera) e interventi che invece determinano un nuovo spazio chiuso, modificano la sagoma dell’edificio e ampliano la superficie utilizzabile (realizzabili solo mediante titolo edilizio). La sentenza del TAR Liguria riguarda una struttura realizzata sul terrazzo di un ristorante-pizzeria, contestata dall’amministrazione come opera edilizia abusiva. La società sosteneva che si trattasse invece di una semplice pergotenda rientrante nell’edilizia libera e non soggetta a titolo edilizio.
Il TAR ha invece stabilito che la presenza di copertura stabile, serramenti fissi e chiusure laterali escludeva la qualificazione come pergotenda in edilizia libera, configurando quindi l’ingiunzione di ripristino.
Il quesito: pergotenda o tettoia? opera rimovibile o stabile?
La società ricorrente in disaccordo con il Comune contesta l’ordinanza comunale sostenendo principalmente varie argomentazioni tra cui spicca la qualificazione dell’intervento. A suo dire, infatti, il manufatto non rappresentava una nuova costruzione, ma una semplice pergotenda o veranda destinata a migliorare la fruizione dello spazio esterno. Di conseguenza, sarebbe rientrato nelle opere realizzabili senza permesso di costruire.
Quando una pergotenda è davvero edilizia libera?
Il TAR ricorda che le pergotende possono rientrare nell’edilizia libera soltanto quando rispettano precise caratteristiche:
“Ai sensi dell’art. 6, comma 1, lett. b-ter), del d.p.r. n. 380/2001, sono interventi di edilizia libera le opere di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici la cui struttura principale sia costituita da tende con telo retrattile ovvero con elementi di protezione solare mobili o regolabili, a condizione che non determinino la creazione di uno spazio stabilmente chiuso, con conseguente variazione di volumi e di superfici, e che presentino caratteristiche tecnico-costruttive ed estetiche tali da ridurre al minimo l’impatto visivo, armonizzandosi con le preesistenti linee architettoniche.”
Inoltre, in una altra sezione della sentenza viene chiarito che “Come precisato dalla giurisprudenza, la c.d. pergotenda (o manufatto analogo), non necessitante di titolo abilitativo edilizio, “è un’opera che, per le sue caratteristiche strutturali e per i materiali utilizzati, non solamente non determina la stabile realizzazione di nuovi volumi/superfici utili, ma deve anche trattarsi di una struttura leggera, non stabilmente infissa al suolo, sostanzialmente idonea a supportare una “tenda”, anche in materiale plastico, ma a condizione che: - l’opera principale sia costituita, appunto, dalla “tenda” quale elemento di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici, finalizzata a una migliore fruizione dello spazio esterno; - la struttura rappresenti un mero elemento accessorio rispetto alla tenda, necessario al sostegno e all’estensione della stessa - gli elementi di copertura e di chiusura (la “tenda”) siano non soltanto facilmente amovibili, ma anche completamente retraibili, in materiale plastico o in tessuto, comunque privi di elementi di fissità, stabilità e permanenza tali da creare uno spazio chiuso, stabilmente configurato che possa alterare la sagoma ed il prospetto dell’edificio “principale” (…)”.
Una pergotenda o manufatti simili per rientrare nei dettami dell’edilizia libera deve avere una funzione ben delineata e una struttura caratterizzata da:
- elementi di copertura e di chiusura mobili, come tende retrattili o altre protezioni solari regolabili;
- struttura portante leggera e smontabile;
- funzionalità dello spazio coperto non autonoma;
- struttura intesa come supporto alla tenda;
- il corpo della pergotenda (o manufatti simili) deve essere tale da non creare nuovi volumi o spazi chiusi stabilmente;
- caratteristiche tecnico-costruttive ed estetiche tali da ridurre al minimo l’impatto visivo;
- coerenza con le linee architettoniche dello stabile.
Riassumendo, una pergotenda libera da autorizzazioni deve essere quindi una struttura leggera e facilmente rimovibile, pensata per avere le seguenti caratteristiche:
- la parte principale deve essere la tenda, non la struttura metallica;
- la struttura portante deve essere solo un supporto agli elementi di chiusura (tenda);
- la copertura deve essere retrattile e amovibile da non delimitare spazi chiusi e ridurre l’impatto visivo.
Tettoia e pergotenda non sono la stessa cosa
Inoltre “Tale opera quindi si differenzia dalla tettoia per presentare una struttura più leggera, non stabilmente infissa al suolo e con una funzione meramente accessoria, consistente nel sostegno e nell’estensione della tenda stessa, presentando elementi di copertura e chiusura facilmente amovibili e completamente retraibili” (…)”.
Essa si differenzia dalla tettoia in quanto la pergotenda è dominata dalla presenza della tenda mobile e retraibile, la cui struttura è leggera e non stabilmente infissa al suolo (non ad esso ancorata) con funzione puramente accessoria, quale supporto alla tenda stessa.
In conclusione:
Una struttura installata su un terrazzo o altro spazio aperto può rientrare nell’edilizia libera solo quando mantiene caratteristiche accessorie e non è stabilmente infissa al suolo. Mentre se dovesse creare un nuovo ambiente chiuso, stabile e destinato ad ampliare l’attività svolta nell’immobile, può essere considerata una trasformazione edilizia soggetta ai necessari controlli e autorizzazioni (come tettoie e verande fisse).
Scarica la sentenza in allegato
Keywords: pergotenda, edilizia libera, permesso di costruire, tettoia, terrazzo, titolo edilizio.
FAQ TECNICHE: Pergotenda, veranda e tettoia: quale titolo edilizio serve
Che cosa si intende per pergotenda ai fini edilizi?
La pergotenda è una struttura nella quale l’elemento principale è la tenda destinata alla protezione dal sole e dagli agenti atmosferici. La struttura portante ha invece funzione accessoria di sostegno e deve risultare coerente con tale funzione. La giurisprudenza esclude la qualificazione come pergotenda quando il manufatto assume autonomia edilizia e determina uno spazio stabilmente configurato.
Quando una pergotenda può rientrare nell’edilizia libera?
L’art. 6 del DPR 380/2001 ricomprende tra gli interventi liberi determinate opere di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici, nel rispetto delle condizioni previste dalla disposizione. Il criterio sostanziale è l’assenza di una stabile trasformazione dello spazio mediante creazione di nuovi volumi o superfici. La verifica deve comunque essere effettuata sulla configurazione effettivamente realizzata.
Quando una struttura esterna richiede il permesso di costruire?
Il titolo edilizio può essere necessario quando l’opera non è più un semplice supporto alla tenda ma costituisce un organismo edilizio autonomo, stabilmente configurato e capace di aumentare superficie o volume utilizzabile. Nel caso TAR Liguria n. 408/2021, la chiusura su tutti i lati, le vetrate scorrevoli e la funzione di ampliamento stabile dell’area destinata alla ristorazione hanno escluso la mera pergotenda.
Qual è la differenza tecnica tra pergotenda, veranda e tettoia?
Nella pergotenda prevale la funzione della tenda mobile o retrattile e la struttura è accessoria. La veranda si caratterizza invece per la chiusura di uno spazio mediante elementi che possono configurare un ambiente edilizio stabile. La tettoia è una copertura con struttura propria e deve essere valutata secondo caratteristiche, dimensioni, modalità di ancoraggio e incidenza sull’organismo edilizio. [Verificare specifica tecnica/norma]
Quali aspetti devono essere verificati prima della posa di una pergotenda?
Il progettista deve verificare struttura portante, sistema di ancoraggio, copertura, modalità di apertura e retrazione, eventuali chiusure laterali, dimensioni e rapporto con l’edificio esistente. Devono inoltre essere controllati regolamento edilizio, strumenti urbanistici, eventuali vincoli e disciplina condominiale. Per le prestazioni delle tende esterne è pertinente la UNI EN 13561:2015.
Quali controlli sono necessari per durabilità e manutenzione?
Occorre verificare periodicamente ancoraggi, elementi portanti, guide, sistemi di movimentazione, telo, drenaggio dell’acqua e condizioni di esercizio. Per le tende esterne la UNI EN 13561:2015 considera anche i rischi connessi a costruzione, installazione, funzionamento e manutenzione. Le prestazioni effettive devono essere riferite alla documentazione tecnica del prodotto.
Qual è l’errore principale da evitare nella progettazione di una pergotenda?
L’errore consiste nel qualificare l’opera sulla base del solo nome commerciale “pergotenda”. Il giudizio edilizio dipende dalle caratteristiche effettive del manufatto, dalla funzione della struttura, dalle modalità di chiusura e dalla possibilità di configurare stabilmente un nuovo spazio. La sentenza TAR Liguria n. 408/2021 dimostra che una struttura destinata stabilmente alla ristorazione può richiedere un titolo edilizio anche se dotata di copertura retrattile
Abuso Edilizio
L'abuso edilizio rappresenta la realizzazione di opere senza permessi o in contrasto con le concessioni esistenti, spaziando da costruzioni non autorizzate ad ampliamenti e modifiche illegali. Questo comporta rischi di sanzioni e demolizioni, oltre a compromettere la sicurezza e l’ordine urbano. Regolarizzare tali abusi richiede conformità alle normative urbanistiche, essenziale per la legalità e il valore immobiliare.
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Tettoie, pergotende e pergolati sono opere esterne con funzioni e regimi edilizi differenti. In questa sezione INGENIO raccoglie articoli su normativa, permessi, edilizia libera, vincoli, materiali, progettazione, sicurezza strutturale e giurisprudenza, offrendo un riferimento tecnico aggiornato per professionisti, imprese e tecnici della PA.
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