Piano Casa 2026 | Edilizia | Ristrutturazione | Immobiliare
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Piano Casa, c'è l'ok del CdM: si parte con 1,7 miliardi per le case popolari "inagibili"

Il Piano Casa 2026 introduce un pacchetto di misure volto ad aumentare l’offerta abitativa e a ridurre il peso della casa sui redditi. Con il via libera del Consiglio dei Ministri, il provvedimento punta al recupero di circa 60mila alloggi di edilizia residenziale pubblica in 12 mesi e alla realizzazione di oltre 100mila nuove abitazioni nell’arco di dieci anni. L’obiettivo è contribuire al riequilibrio di un mercato sempre più critico, in particolare nei grandi centri urbani.

Il Piano Casa 2026 affronta la crisi abitativa in Italia attraverso una strategia integrata basata su recupero dell’edilizia residenziale pubblica, sviluppo dell’housing sociale e coinvolgimento di capitali privati. Alla base della criticità vi è l’elevato indice di sforzo abitativo che, in molte città, supera il 33%, rendendo sempre più difficile l’accesso alla casa. Entro 12 mesi il Governo prevede il recupero di 60mila alloggi ERP ad oggi inutilizzati. Nel medio-lungo periodo, considerando l’insieme delle misure pubbliche e private, il Piano punta a superare i 100.000 nuovi alloggi in dieci anni. La finalità ultima del Piano Casa è la riduzione del costo abitativo e il miglioramento dell’accessibilità alla casa per giovani e famiglie.

Insieme al Piano Casa, il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge con dichiarazione d’urgenza per accelerare e rendere più efficaci le procedure di sgombero degli immobili occupati abusivamente (DDL Sgomberi). Nel corso della conferenza stampa di presentazione sono state inoltre richiamate alcune misure complementari, tra cui il rifinanziamento pluriennale del Fondo di garanzia per la prima casa e la conferma del Bonus affitto per genitori separati.


Piano Casa 2026: Meloni, “indice di sforzo oltre soglia in molte città. Servono interventi strutturali”

Nel corso della conferenza stampa del 30 aprile 2026, convocata dopo il via libera del Consiglio dei Ministri per l’atteso Piano Casa, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha evidenziato la crescente incidenza della crisi abitativa, sottolineando come il fenomeno sia ormai diffuso su scala nazionale e sempre più leggibile attraverso indicatori economici puntuali.

L’indice di sforzo e il peso della casa sui redditi

Tra gli elementi centrali richiamati dalla Premier figura l’indice di sforzo, ossia il rapporto tra reddito netto e quota destinata a mutuo o affitto. Si tratta di un indicatore centrale anche per le banche nella valutazione del merito creditizio. La soglia di riferimento è fissata al 33%: oltre questo limite, la sostenibilità della spesa abitativa diventa critica nel medio-lungo periodo.

In molte città italiane questo limite è già stato superato: Milano sfiora il 47%, Firenze si attesta al 45%, Bologna al 38% e Roma al 36%, confermando una difficoltà crescente nell’accesso alla casa, soprattutto nei grandi centri urbani.

Su questo punto interviene con una precisazione il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, evidenziando come nel 2025 la spesa media mensile delle famiglie italiane sia stata pari a circa 2.780 euro, di cui oltre un terzo destinato a casa e utenze. Un’incidenza che supera i 1.000 euro mensili e che conferma il peso strutturale del costo dell’abitare sui bilanci familiari.

Giovani e accesso alla casa: una criticità strutturale

Meloni ha inoltre richiamato il tema dell’accesso alla proprietà da parte dei giovani: destinando un terzo del reddito a un mutuo trentennale, oggi è possibile acquistare circa 16 m² a Roma e appena 13 m² a Milano.

Anche su questo aspetto Salvini aggiunge un elemento di contesto, sottolineando come l’età media di uscita dalla famiglia di origine in Italia abbia ormai superato i 30 anni, contro i 26 della media europea e i 21 dei Paesi del Nord Europa. Il 79% dei giovani tra i 20 e i 30 anni vive ancora con i genitori, un dato che evidenzia una difficoltà strutturale nell’accesso all’autonomia abitativa.

Costo medio di una abitazione a Milano
◾ 5.500 euro al mq per l'acquisto;
◾ 1.300 euro costo medio per l'affitto.
Dati che, come evidenziato dal Ministro Matteo Salvini, confermano come l’accesso alla casa stia diventando sempre più complesso per lavoratori e giovani, soprattutto nei contesti urbani ad alta pressione immobiliare.

Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il Vicepresidente e Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, e il Ministro per gli Affari Europei, Tommaso Foti, durante la conferenza stampa post CdM del 30.04.2026. (© Presidenza Consiglio dei Ministri)

Il Piano Casa: tre pilastri per aumentare l’offerta abitativa

Per affrontare l’emergenza abitativa in questo contesto, il Governo ha definito una strategia articolata su tre direttrici principali.

1. Recupero dell’edilizia residenziale pubblica

Il primo pilastro riguarda un programma straordinario di recupero e manutenzione del patrimonio ERP esistente, con l’obiettivo di rendere disponibili circa 60.000 alloggi oggi non assegnabili. L’intervento è sostenuto da uno stanziamento iniziale di 1,7 miliardi di euro, cui si aggiungono fino a 4,8 miliardi massimo, attualmente destinati ai programmi di rigenerazione urbana, che potranno essere riallocati a questo scopo e distribuiti ai Comuni tramite DPCM, previo confronto con ANCI.

Su questo punto Salvini fornisce una precisazione operativa: gli alloggi da recuperare sono attualmente inutilizzati per diverse criticità, tra cui carenze impiantistiche, necessità di manutenzione straordinaria o occupazioni abusive. Il costo medio di riqualificazione è stimato tra i 15.000 e i 20.000 euro per unità, con l’obiettivo di riassegnare gli immobili entro 12 mesi e far scorrere rapidamente le graduatorie.

Sono previste inoltre:

  • semplificazioni procedurali;
  • la nomina di un commissario straordinario per il piano di recupero degli alloggi;
  • programma di riscatto di immobili ERP da parte degli assegnatari, che consente di trasformare il canone di locazione in un anticipo sull’acquisto, favorendo percorsi graduali di accesso alla proprietà;
  • nuove realizzazioni di alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP), senza consumo di suolo, finalizzate alla locazione di lungo periodo.

2. Fondo unico per housing sociale

Il secondo pilastro riguarda la concentrazione delle risorse destinate all’housing sociale in un unico strumento gestito da INVIMIT SGR, con una dotazione superiore a 3,6 miliardi di euro tra fondi nazionali ed europei.

Nell’ambito del Fondo di investimento verranno creati comparti specifici dedicati a ciascuna Regione o Provincia autonoma, in modo da garantire che le risorse vengano utilizzate per le esigenze specifiche del territorio di riferimento.

L’obiettivo è migliorare l’efficienza e il coordinamento degli interventi, garantendo al contempo una distribuzione territoriale mirata.

3. Investimenti privati e edilizia convenzionata

Il terzo asse è orientato a creare le condizioni per attivare gli investimenti privati nell’attuazione del Piano Casa, con l’obiettivo prioritario di realizzare alloggi da destinare alla locazione o alla vendita a prezzi calmierati, attraverso la semplificazione delle procedure e l’accelerazione degli iter autorizzativi.

Anche in questo ambito sarà prevista la nomina di un commissario straordinario per quanto riguarda interventi di importo superiore a 1 miliardo di euro, con il compito di rilasciare un provvedimento unico di autorizzazione. In cambio delle semplificazioni procedurali, l’investitore privato dovrà garantire che almeno il 70% degli alloggi realizzati sia destinato a edilizia convenzionata, con prezzi di vendita e locazione ridotti di almeno il 33% rispetto ai valori di mercato. Per la restante quota (30%) si continuerà ad applicare la disciplina ordinaria.

Sempre in tema di edilizia a prezzi calmierati, la Premier Giorgia Meloni ha dichiarato in conferenza stampa che è prevista una riduzione del 50% degli oneri notarili: una misura che comporta, di fatto, un significativo abbattimento dei costi degli atti di compravendita, dei mutui e dei contratti di locazione.

Impatto atteso e obiettivi di medio periodo del Piano Casa

Il Decreto Piano Casa, ha spiegato Meloni, punta a rendere disponibili oltre 100.000 nuovi alloggi nei prossimi dieci anni, tra edilizia pubblica e housing a prezzi calmierati.

Sul piano finanziario, complessivamente sono previste fino a 10 miliardi di euro di risorse pubbliche, cui si aggiungeranno gli investimenti privati in grado di attivare un effetto moltiplicatore.

Tutti gli interventi previsti dal programma dovranno rispondere a criteri stringenti di sostenibilità, efficienza energetica e contenimento del consumo di suolo, in linea con gli obiettivi programmatici fissati dall’Unione Europea per il futuro.


Misure complementari al Piano Casa

DDL Sgomberi: recupero urgente degli immobili occupati

Accanto alle misure del Piano Casa finalizzate ad aumentare l’offerta abitativa, il Governo ha approvato anche un disegno di legge urgente per accelerare le procedure di rilascio degli immobili occupati abusivamente (DDL Sgomberi). L’intervento punta a ridurre i tempi della giustizia e a semplificare l’iter esecutivo, con l’obiettivo di rimettere rapidamente a disposizione del mercato abitazioni oggi indisponibili e garantire la tutela dei legittimi proprietari.

Nel comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 173 si specifica che il provvedimento introduce misure per rendere più rapide ed efficaci le procedure di liberazione degli immobili, estendendole anche ai casi di morosità o di scadenza del contratto di locazione. In particolare, si interviene sulle modalità di notifica e di esecuzione dello sfratto, prevedendo una significativa riduzione dei tempi e l’introduzione di una procedura d’urgenza che consente l’emissione del decreto di rilascio entro 15 giorni dal ricorso.

È inoltre prevista una penale per il ritardo nella restituzione dell’immobile, pari all’1% del canone mensile per ogni giorno di occupazione oltre il termine stabilito dal giudice.

Fondo prima casa e strumenti di accesso

Inoltre, tra le misure complementari, Meloni ha ricordato il rafforzamento del Fondo di garanzia per la prima casa, gestito da Consap, rifinanziato con 670 milioni di euro fino al 2027 e destinato in via prioritaria a giovani, coppie e famiglie monogenitoriali.

Bonus affitto per genitori separati

Nel corso della conferenza stampa, Matteo Salvini ha integrato il quadro delle misure complementari al Piano Casa segnalando un’ulteriore misura, già introdotta in legge di bilancio. Si tratta del Bonus affitto per i genitori separati: un contributo tra 400 e 500 euro mensili per un anno, finanziato con 60 milioni di euro nel triennio 2026-2028 e destinato a circa 15.000 beneficiari.


Una strategia integrata per riequilibrare il mercato

Nel complesso, il Piano Casa si configura come un intervento strutturale che agisce su più leve: incremento dell’offerta, recupero del patrimonio esistente, attivazione di investimenti privati e rafforzamento degli strumenti di accesso.

Un approccio integrato che, nelle intenzioni del Governo, mira a ridurre il peso della casa sui redditi e a riequilibrare un mercato sempre più selettivo, soprattutto nei contesti urbani ad alta pressione abitativa.

Fonte: Conferenza Stampa CdM del 30.04.2026


FAQ – Piano Casa 2026: cos’è, obiettivi e misure del Governo

Cos’è il Piano Casa 2026?

Il Piano Casa 2026 è il programma strategico del Governo italiano per affrontare la crisi abitativa, attraverso una serie di interventi coordinati che coinvolgono settore pubblico e privato.

Qual è l'obiettivo del Piano Casa?

Il Piano Casa ha l'obiettivo di dare ai cittadini con difficoltà economica la possibilità di accedere ad un alloggio di qualità a prezzi accessibili.

Quali sono le direttrici principali del Piano Casa 2026?

La strategia si articola su tre direttrici principali:

  • recupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP) non assegnabili per mancata conformità;
  • sviluppo dell’housing sociale;
  • coinvolgimento di capitali privati mediante semplificazioni procedurali per la realizzazione di alloggi in edilizia convenzionata.

Chi sono i destinatari del Piano Casa?

Il Piano è rivolto in particolare a:

  • giovani, anziani e caregiver in difficoltà;
  • nuclei familiari a basso reddito;
  • soggetti esclusi sia dall’edilizia pubblica sia dal mercato libero (cd. soggetti di fascia “intermedia”).

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Approfondimento tecnico

Per comprendere il Piano Casa 2026 è necessario leggerlo non solo come misura emergenziale, ma come programma complesso che intreccia politiche abitative, rigenerazione urbana, edilizia pubblica, investimento privato e qualità tecnica degli interventi.

* Recupero degli alloggi ERP: interventi sugli immobili di edilizia residenziale pubblica oggi inutilizzabili, con opere di manutenzione straordinaria, adeguamento impiantistico, ripristino delle condizioni di abitabilità, sicurezza e agibilità.
* Housing sociale e canoni calmierati: sviluppo di nuovi modelli abitativi rivolti a famiglie, giovani, lavoratori, studenti e fasce intermedie della popolazione che non accedono facilmente né al mercato libero né all’edilizia popolare tradizionale.
* Rigenerazione urbana e patrimonio esistente: valorizzazione di immobili pubblici e privati sottoutilizzati, recupero di aree degradate, riuso edilizio e contenimento del consumo di suolo.
* Procedure urbanistiche ed edilizie: raccordo tra Piano Casa, strumenti urbanistici comunali, DPR 380/2001, regolamenti edilizi, titoli abilitativi, convenzioni urbanistiche, standard territoriali e norme regionali.
* Qualità tecnica degli interventi: attenzione a sicurezza strutturale, prevenzione sismica, efficientamento energetico, salubrità indoor, accessibilità, durabilità delle soluzioni costruttive e sostenibilità dei materiali.
* Sostenibilità e protocolli ambientali: possibile integrazione con criteri ESG, CAM Edilizia, DNSH, protocolli LEED, BREEAM, WELL, ITACA e altri sistemi internazionali di valutazione della qualità ambientale e prestazionale degli edifici.
* Partenariato pubblico-privato: coinvolgimento di operatori immobiliari, fondi, imprese, cooperative, enti locali e soggetti gestori per ampliare la capacità di investimento e accelerare la realizzazione degli interventi.
* Cantierizzazione e tempi di attuazione: uno dei nodi decisivi sarà la capacità di trasformare le risorse disponibili in cantieri effettivi, con progettazioni mature, procedure snelle, controlli adeguati e una chiara regia tra Stato, Regioni, Comuni e soggetti attuatori.
* Impatto sul mercato delle costruzioni: il Piano potrà generare domanda per imprese, progettisti, produttori di materiali, tecnologie per l’efficienza energetica, sistemi impiantistici, soluzioni per il recupero edilizio e servizi di gestione immobiliare.

Il Piano Casa 2026 punta al recupero degli alloggi popolari inutilizzabili, allo sviluppo dell’housing sociale e alla rigenerazione del patrimonio edilizio. Una pagina tematica INGENIO per seguire norme, risorse, cantieri, strumenti finanziari, sostenibilità e opportunità tecniche per progettisti, imprese, enti pubblici e operatori immobiliari.

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