Piano Casa, il conto alla rovescia è iniziato: primi cantieri tra gennaio e marzo 2027. L'annuncio alla Conferenza CNAPPC
Alla Conferenza Nazionale degli Architetti il Commissario Squitieri annuncia i primi cantieri del Piano Casa tra gennaio e marzo 2027. Gualtieri rilancia la qualità della progettazione e Panci ribadisce il ruolo degli architetti nella rigenerazione urbana.
La qualità della progettazione, il futuro del Piano Casa e la rigenerazione urbana sono stati i temi al centro della Conferenza Nazionale degli Ordini degli Architetti, organizzata dal CNAPPC a Roma. Durante l'evento il Commissario straordinario Felice Squitieri ha annunciato che i primi cantieri del Piano Casa prenderanno il via tra gennaio e marzo 2027. Il sindaco Roberto Gualtieri ha ribadito la necessità di superare la logica del massimo ribasso negli appalti, mentre il presidente del CNAPPC Alessandro Panci ha richiamato il ruolo strategico degli architetti nella costruzione di città più vivibili, inclusive e sostenibili, mettendo al centro persone, qualità progettuale e interesse pubblico.
Piano Casa 2026: primi cantieri tra gennaio e marzo 2027
Il futuro del Piano Casa 2026, la qualità della progettazione pubblica, la rigenerazione urbana e la revisione delle regole sugli appalti sono stati i temi centrali della Conferenza Nazionale degli Ordini degli Architetti, organizzata dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) a Roma. Nel corso dell'evento sono intervenuti il Commissario straordinario per il Piano Casa Felice Squitieri, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il presidente del CNAPPC Alessandro Panci, delineando una visione condivisa che punta a mettere qualità progettuale, spazio pubblico e interesse collettivo al centro delle politiche per il territorio.
L'annuncio più atteso è arrivato da Felice Squitieri, Commissario straordinario di Governo per il Piano Casa 2026, che ha indicato le tempistiche di avvio del programma nazionale.
Secondo Squitieri, i primi cantieri dovrebbero partire tra gennaio e marzo del prossimo anno, con la possibilità di anticipare alcune aperture già entro la fine del 2026 qualora le procedure amministrative procedano con particolare rapidità.
Per il Commissario il Piano Casa rappresenta molto più di un semplice programma edilizio. L'obiettivo è trasformarlo in una vera politica nazionale capace di restituire all'abitazione il ruolo di infrastruttura civile e sociale, favorendo non solo la realizzazione di alloggi, ma anche la riqualificazione dei quartieri e il recupero del patrimonio esistente.
La strategia punta infatti a coniugare rapidità di esecuzione, qualità progettuale e sostenibilità nel tempo, con l'intento di costruire luoghi in cui le persone possano vivere con dignità e sviluppare un forte senso di appartenenza.
Patrimonio pubblico e rigenerazione urbana: parte la ricognizione degli immobili
Sul piano operativo, Squitieri ha illustrato i primi passaggi che accompagneranno l'avvio del Piano.
Il primo atto sarà la costituzione della struttura commissariale con la nomina del subcommissario e della squadra tecnica. Parallelamente è già iniziata la ricognizione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, cui seguirà quella degli immobili dello Stato per individuare gli edifici immediatamente recuperabili e trasformabili.
Il Commissario ha inoltre annunciato una stretta collaborazione con Invitalia per predisporre il primo bando nazionale e definire i criteri di assegnazione delle risorse economiche. Le risorse saranno inizialmente ripartite tra le Regioni, mentre gli enti territoriali presenteranno successivamente i propri programmi di recupero e riqualificazione del patrimonio ERP in funzione dei fabbisogni locali.
La prossima settimana è previsto anche un incontro con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, considerato un passaggio fondamentale per avviare concretamente la ricognizione del patrimonio statale e dare impulso agli interventi di rigenerazione urbana.
Gualtieri: "La qualità del progetto vale più del massimo ribasso"
Tra gli ospiti della Conferenza è intervenuto anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che ha illustrato la stagione di trasformazioni urbane che sta interessando la Capitale grazie agli investimenti collegati al Giubileo e al PNRR.
Secondo il sindaco, Roma sta vivendo una fase di profonda rigenerazione che non riguarda più soltanto la quantità degli interventi, ma soprattutto il modo in cui la città viene progettata per diventare più verde, inclusiva e vivibile.
Gualtieri ha sottolineato l'importanza della collaborazione con gli architetti nella definizione delle nuove politiche urbane, richiamando i principali concorsi di progettazione avviati negli ultimi anni e la revisione del Regolamento edilizio e della Carta per la Qualità, elaborati insieme agli ordini professionali e alle imprese.
Uno dei temi affrontati riguarda anche la necessità di aprire un confronto con le Soprintendenze per aggiornare alcuni criteri che, secondo il sindaco, rischiano oggi di ostacolare interventi orientati all'incremento del verde e all'adattamento climatico nelle aree storiche e monumentali.
Sul fronte europeo, Gualtieri ha poi ribadito il proprio impegno nella revisione delle direttive sugli appalti pubblici affinché venga superata la logica del massimo ribasso.
"La qualità del risultato deve diventare il principio guida", ha affermato, sottolineando che risparmiare sulla progettazione per ritrovarsi con opere pubbliche inefficienti non rappresenta un risparmio economico, ma un vero danno erariale e sociale.
Panci: spazio pubblico, bene comune e persone al centro dell'architettura
Ad aprire la Conferenza è stato il presidente del CNAPPC Alessandro Panci, che ha ricordato come questo appuntamento rappresenti la prima riunione in presenza della nuova consiliatura degli Ordini territoriali.
Nel suo intervento ha ribadito il ruolo strategico della progettazione architettonica nella costruzione di città più vivibili, richiamando il valore dei concorsi di progettazione come strumento essenziale per garantire qualità e innovazione.
Per Panci lo spazio pubblico e il bene comune costituiscono i riferimenti fondamentali dell'attività degli architetti, ai quali si affianca il concetto di pubblica utilità come elemento che lega direttamente la professione al servizio dei cittadini.
Il presidente del CNAPPC ha inoltre sottolineato come il compito degli architetti sia quello di migliorare la qualità degli edifici, degli spazi aperti e dell'ambiente costruito, mettendo sempre le persone al centro delle trasformazioni urbane.
La Conferenza Nazionale ha così confermato la volontà del Consiglio Nazionale degli Architetti di rafforzare il dialogo con le istituzioni sui grandi temi della casa, della rigenerazione urbana e della qualità della progettazione, nella convinzione che il futuro delle città dipenda dalla capacità di coniugare innovazione, sostenibilità e interesse pubblico.
Fonte: Comunicato stampa CNAPPC
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Piano Casa 2026
Approfondimento tecnico
Per comprendere il Piano Casa 2026 è necessario leggerlo non solo come misura emergenziale, ma come programma complesso che intreccia politiche abitative, rigenerazione urbana, edilizia pubblica, investimento privato e qualità tecnica degli interventi.
* Recupero degli alloggi ERP: interventi sugli immobili di edilizia residenziale pubblica oggi inutilizzabili, con opere di manutenzione straordinaria, adeguamento impiantistico, ripristino delle condizioni di abitabilità, sicurezza e agibilità.
* Housing sociale e canoni calmierati: sviluppo di nuovi modelli abitativi rivolti a famiglie, giovani, lavoratori, studenti e fasce intermedie della popolazione che non accedono facilmente né al mercato libero né all’edilizia popolare tradizionale.
* Rigenerazione urbana e patrimonio esistente: valorizzazione di immobili pubblici e privati sottoutilizzati, recupero di aree degradate, riuso edilizio e contenimento del consumo di suolo.
* Procedure urbanistiche ed edilizie: raccordo tra Piano Casa, strumenti urbanistici comunali, DPR 380/2001, regolamenti edilizi, titoli abilitativi, convenzioni urbanistiche, standard territoriali e norme regionali.
* Qualità tecnica degli interventi: attenzione a sicurezza strutturale, prevenzione sismica, efficientamento energetico, salubrità indoor, accessibilità, durabilità delle soluzioni costruttive e sostenibilità dei materiali.
* Sostenibilità e protocolli ambientali: possibile integrazione con criteri ESG, CAM Edilizia, DNSH, protocolli LEED, BREEAM, WELL, ITACA e altri sistemi internazionali di valutazione della qualità ambientale e prestazionale degli edifici.
* Partenariato pubblico-privato: coinvolgimento di operatori immobiliari, fondi, imprese, cooperative, enti locali e soggetti gestori per ampliare la capacità di investimento e accelerare la realizzazione degli interventi.
* Cantierizzazione e tempi di attuazione: uno dei nodi decisivi sarà la capacità di trasformare le risorse disponibili in cantieri effettivi, con progettazioni mature, procedure snelle, controlli adeguati e una chiara regia tra Stato, Regioni, Comuni e soggetti attuatori.
* Impatto sul mercato delle costruzioni: il Piano potrà generare domanda per imprese, progettisti, produttori di materiali, tecnologie per l’efficienza energetica, sistemi impiantistici, soluzioni per il recupero edilizio e servizi di gestione immobiliare.
Il Piano Casa 2026 punta al recupero degli alloggi popolari inutilizzabili, allo sviluppo dell’housing sociale e alla rigenerazione del patrimonio edilizio. Una pagina tematica INGENIO per seguire norme, risorse, cantieri, strumenti finanziari, sostenibilità e opportunità tecniche per progettisti, imprese, enti pubblici e operatori immobiliari.
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