Muratura
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Piattabanda, Cagnoli, Centine, Piedritti: i termini italiani delle costruzioni

La piattabanda è un elemento architettonico e strutturale tipico delle murature tradizionali, impiegato per coprire aperture come porte e finestre. Insieme a cagnoli, piedritti e centina, rappresenta un sistema costruttivo ingegnoso basato sulla compressione. Esistono diverse tipologie, tra cui la piattabanda alla francese, riconoscibile per la sua particolare disposizione dei conci.

Piattabanda, cagnoli, centine e piedritti: l’arte del costruire orizzontale nelle murature tradizionali

La piattabanda è uno degli elementi più affascinanti e razionali della tradizione costruttiva in muratura. A prima vista può sembrare un semplice arco piatto, ma dietro la sua apparente semplicità si cela un piccolo capolavoro di equilibrio statico e di tecnica costruttiva.

Utilizzata da secoli per coprire aperture – finestre, porte, nicchie – la piattabanda rappresenta una soluzione intermedia tra l’arco, che lavora a compressione, e l’architrave, che invece si comporta come una trave soggetta a flessione.

   

Come funziona una piattabanda

Dal punto di vista statico, la piattabanda è costituita da una serie di conci o mattoni disposti lungo una linea quasi orizzontale, con giunti inclinati che convergono idealmente verso un punto centrale, detto centro di curvatura.

Questo accorgimento fa sì che le spinte verticali dei carichi soprastanti vengano deviate obliquamente verso i lati dell’apertura, scaricandosi sui piedritti attraverso due piccoli ma fondamentali elementi: i cagnoli.

I cagnoli: gli “appoggi intelligenti” della piattabanda

I cagnoli sono blocchi sporgenti o mensoline in pietra, laterizio o talvolta in calcestruzzo, collocati alla base della piattabanda, in corrispondenza dell’imposta dell’arco piatto.

La loro funzione è duplice:

  1. Sostenere la piattabanda durante la fase di costruzione e di esercizio;
  2. Trasferire le spinte diagonali ai piedritti, evitando concentrazioni di carico localizzate.

In sostanza, i cagnoli funzionano come dispositivi di scarico: ampliano la superficie di appoggio e consentono una distribuzione più uniforme delle tensioni. Nelle costruzioni storiche, spesso sono realizzati con blocchi scolpiti, talvolta decorativi, mentre nelle murature moderne possono essere sostituiti da elementi prefabbricati o rinforzati con barre metalliche.

  

I piedritti: le spalle portanti del sistema

Ai lati dell’apertura si trovano i piedritti, ovvero le parti verticali della muratura che sostengono la piattabanda e ne assorbono le spinte.

Devono essere sufficientemente massicci e ben ammorsati al resto del muro, poiché sono loro a garantire l’equilibrio dell’intero sistema. In edifici antichi, i piedritti erano spesso rinforzati da blocchi squadrati o bugnati d’angolo, in modo da aumentare la resistenza alla compressione e alle spinte diagonali.

    

La centina: il supporto provvisorio della costruzione

Prima di procedere alla posa dei mattoni o dei conci, è necessario predisporre la centina, un elemento di supporto temporaneo ma indispensabile.

La centina è una struttura in legno (oggi talvolta in acciaio o compensato) che riproduce la forma dell’intradosso della piattabanda.

Durante la costruzione:

  • sostiene i conci finché la malta non ha raggiunto la resistenza necessaria;
  • garantisce la corretta geometria del profilo;
  • distribuisce i carichi provvisori durante la posa.

La centina viene rimossa solo a presa avvenuta, consentendo alla piattabanda di lavorare integralmente a compressione.

È quindi un componente effimero ma cruciale, che permette alla muratura di “diventare struttura”.

Se non si ha una centina, nel passato veniva usata un’asse in legno piatta, su cui veniva posta una malta magra, sabbia e pozzolana, con una monta di circa il 2% fino alla mezzeria. 

Che cosa è la malta magra

È una malta povera di legante (calce o cemento) rispetto alla quantità di sabbia. Si utilizza dove non sono richieste elevate resistenze meccaniche, ad esempio nei riempimenti o nei sottofondi. È più economica e più lavorabile, ma meno resistente e meno aderente. In pratica, una malta “magra” è una miscela più sabbiosa e meno “grassa” di legante.

   

Realizzazione di una piattabanda in muratura

  1. Tracciamento
    Si definisce sul muro il profilo della piattabanda, stabilendo la luce dell’apertura e la freccia (l’altezza dell’arco).
  2. Collocazione dei cagnoli
    Vengono posizionati i cagnoli su entrambi i lati dell’apertura, perfettamente allineati e ammorsati ai piedritti.
  3. Posa della centina
    La centina (o l’asse con la malta magra) viene appoggiata sui due cagnoli, posti ai lati sui piedritti, con la necessità di assicurare una perfetta orizzontalità. E’ buona norma rinforzare a centina con due assi oblique appoggiate sui piedritti.
  4. Disposizione dei conci o dei mattoni
    Vengono segnate sulla centina (o sulla malta magra) il posizionamento dei mattoni, che dovranno essere i numero dispari. I mattoni vengono posati a raggiera con giunti convergenti verso il punto ideale di scarico, utilizzando una malta di buona qualità (calce idraulica naturale o malta bastarda).
  5. Pietra di chiave
    L’ultimo concio, detto chiave, viene inserito al centro: chiude la piattabanda e ne garantisce la tenuta a compressione.
  6. Rimozione della centina
    Dopo l’indurimento della malta, si rimuove la centina (o l’asse con la malta magra): la piattabanda comincia a lavorare per compressione, scaricando il peso sui cagnoli e quindi sui piedritti.

    

Varianti e applicazioni moderne della piattabanda

Oggi la piattabanda trova ancora applicazione nei restauri e negli edifici in stile tradizionale, ma anche come elemento decorativo nelle facciate in laterizio.

In alcuni casi, viene armata con tondini d’acciaio o realizzata in calcestruzzo armato, mantenendo la forma storica ma con maggiore resistenza e sicurezza.

Nelle opere di consolidamento, si può intervenire inserendo nastri in acciaio inox, reti in fibra di vetro o sistemi di ristilatura armata per migliorare la capacità portante della muratura senza alterarne l’aspetto.

Piattabanda alla francese

La piattabanda alla francese è una particolare variante della piattabanda tradizionale.
A differenza della piattabanda all’italiana, nella quale tutti i conci o mattoni sono disposti a raggiera e orientati verso un unico punto di convergenza (il centro di curvatura), nella piattabanda alla francese i conci hanno la stessa inclinazione su entrambi i lati della mezzeria.
Le due metà della piattabanda si incontrano al centro, dove si forma una giunzione verticale composta da una o più file di mattoni disposti perpendicolarmente all’intradosso.
Questo tipo di configurazione, più semplice da eseguire, genera un disegno regolare e simmetrico, ma con un comportamento statico leggermente diverso: le spinte non convergono in un unico punto, bensì si equilibrano reciprocamente ai due lati.
È una soluzione tipica dell’edilizia tradizionale francese e di alcune architetture ottocentesche italiane influenzate dallo stile neoclassico, apprezzata per la pulizia geometrica e la facilità di messa in opera.

   

La piattabanda in muratura, un’opera d’arte del saper fare

La piattabanda, con i suoi cagnoli e piedritti, rappresenta un perfetto esempio di come la tradizione costruttiva italiana abbia saputo coniugare estetica e statica, semplicità e intelligenza tecnica.

È la dimostrazione che anche un arco “quasi piatto” può reggere se ben pensato: un piccolo miracolo di geometria muraria, nato secoli fa e ancora oggi studiato come modello di equilibrio tra forma e funzione.

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