Titoli Abilitativi | Edilizia | T.U. Edilizia | Abuso Edilizio
Data Pubblicazione:

Piccole docce con struttura in muratura: c'è margine per la CILA o non si scappa dal permesso?

La struttura in muratura della piccola opera ne esclude il carattere di precarietà o temporaneità, rendendo la stessa stabile. Se, inoltre, l'opera altera la sagoma e l'aspetto esteriore dell'immobile principale, si tratta di nuova costruzione sottoposta al permesso di costruire.

In una rcente sentenza, il Tar Campania chiarisce quando un piccolo manufatto, pur di dimensioni ridotte, richiede il permesso di costruire. Una struttura in muratura destinata a docce, stabile e idonea a creare un nuovo volume chiuso, perde infatti ogni carattere di precarietà e non può essere qualificata come pertinenza o intervento realizzabile con CILA. L'opera integra una nuova costruzione se modifica sagoma e prospetto dell'edificio. La pronuncia ribadisce inoltre che l'ordine di demolizione è un atto vincolato e che l'abuso edilizio resta perseguibile senza limiti di tempo.


Piccole opere con strutture in muratura: rischio abuso senza permesso?

Alcune piccole opere edilizie possono essere realizzate presentando una semplice CILA, ma quando prevedono l'installazione di una struttura in muratura deve risuonare un allarme interno che porti alla necessità di richiedere il permesso di costruire, in quanto viene completamente meno il carattere di precarietà o temporaneità e l'opera diventa stabile.

Una recente, breve ma intensa sentenza del Tar Campania (4200/2026) si concentra su qusti aspetti e aggiunge che, se altera sagoma e prospetto dell'immobile principale, la piccola opera è da considerarsi nuova costruzione in quanto comporta una trasformazione permanente del territorio, creando un nuovo volume chiuso, che non può essere assentito in edilizia libera o con CILA.

Il caso: piccolo manufatto in muratura in aderenza a una tettoia

Tutto nasce dall'ordine di demolizione impartito da un comune per il ripristino dello stato dei luoghi di alcune opere consistenti in un “piccolo manufatto in muratura in aderenza alla tettoia, con copertura in lamiera occupante una superficie lorda di circa mq 3,50x1,36 x h est. Mt 2,40 circa, suddiviso interamente in due vani destinati a docce”.

Secondo il ricorrente, l'ordine di demolizione sarebbe illegittimo in quanto "si tratterebbe, nella specie, secondo quanto affermato, di opere di non rilevante entità, conformi alla normativa urbanistica vigente e costituenti, a tutto concedere, meri abusi formali (il piccolo manufatto destinato a docce, in particolare, presenterebbe tutte le caratteristiche delle “pertinenze”).

L'ordine di demolizione è un atto dovuto

In primis, il Tar ricorda che “[l]'ordine di demolizione di un abuso edilizio costituisce un atto dovuto e vincolato e, in quanto tale, il mancato avviso ex art. 7, l. n. 241 del 1990 non può assumere rilievo qualora sia palese che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato, trattandosi di una misura sanzionatoria per l'accertamento dell'inosservanza di disposizioni urbanistiche secondo un procedimento di natura vincolata precisamente ordinato dal legislatore e rigidamente disciplinato dalla legge”.

Altrettanto consolidato, quanto allo sforzo motivazionale che deve sorreggere il provvedimento ablatorio, l’indirizzo interpretativo a mente del quale “l'ingiunzione di demolizione, in quanto atto dovuto in presenza della constatata realizzazione dell'opera edilizia senza titolo abilitativo o in totale difformità da esso, è in linea di principio sufficientemente motivata con l'affermazione dell'accertata abusività dell'opera”.

Gli abusi edilizi non vanno mai in prescrizione

Un altro aspetto importante trattato nella pronuncia è che il fatto che sia passato molto tempo dalla realizzazione dell'opera all'accertamento del comune non cambia niente: gli abusi edilizi non vanno mai in prescrizione.

Infatti, "[I]l lungo tempo trascorso dalla realizzazione dell'opera abusiva non è idoneo a radicare in capo al privato interessato alcun legittimo affidamento in ordine alla conservazione di una situazione di fatto illecita, per cui anche in tal caso l'ordine di demolizione assume carattere doveroso e vincolato e la sua emanazione non richiede alcuna motivazione in ordine alle ragioni di pubblico interesse, diverse da quelle inerenti al ripristino della legittimità violata, che impongono la rimozione dell'abuso".

Piccole docce con struttura in muratura: occhio, sono nuove costruzioni!

Infine, si arriva al fulcro del provvedimento. Quanto alla qualificazione dei manufatti in termini di "opere minori" ovvero di "pertinenze", infatti, secondo il Tar l'assunto non può essere condiviso.

Nella specie, infatti, "la struttura in muratura esclude il carattere di precarietà o temporaneità, rendendo l'opera stabile; la medesima altera la sagoma e l'aspetto esteriore dell'immobile principale. L'opera si configura, pertanto, come una nuova costruzione poiché comporta una trasformazione permanente del territorio e crea un nuovo volume chiuso, escludendo l'applicazione della CILA o dell'edilizia libera".


FAQ TECNICHE: Docce con struttura in muratura: CILA o permesso? | Ingenio

Quando una piccola struttura in muratura non può essere realizzata con la CILA?
La CILA non è sufficiente quando il manufatto presenta caratteri di stabilità e permanenza. Se la struttura è realizzata in muratura, crea un nuovo volume edilizio o modifica la sagoma e l'aspetto dell'edificio principale, l'intervento rientra nella categoria delle nuove costruzioni e richiede il preventivo rilascio del permesso di costruire.

Una doccia esterna in muratura può essere considerata una pertinenza?
Non automaticamente. La qualifica di pertinenza dipende dalle caratteristiche concrete dell'opera e non dalla sua destinazione d'uso. Se il manufatto determina una trasformazione edilizia stabile, altera il prospetto dell'immobile e realizza un volume autonomo, non può beneficiare del regime agevolato previsto per le pertinenze.

Perché il Tar ha qualificato il manufatto come nuova costruzione?
Secondo il giudice, la struttura in muratura elimina qualsiasi carattere di precarietà o temporaneità. Inoltre, l'opera modifica la sagoma e l'aspetto esterno dell'immobile e determina una trasformazione permanente del territorio mediante la realizzazione di un nuovo volume chiuso, elementi che rendono necessario il permesso di costruire.

L'ordine di demolizione richiede una motivazione particolarmente articolata?
No. La giurisprudenza conferma che l'ingiunzione di demolizione è un provvedimento vincolato. È quindi sufficiente l'accertamento dell'abusività dell'intervento eseguito senza il necessario titolo edilizio, senza che l'amministrazione debba motivare ulteriormente sulle ragioni di interesse pubblico.

Il decorso del tempo può impedire al Comune di ordinare la demolizione dell'abuso?
No. La sentenza ribadisce il consolidato orientamento secondo cui gli abusi edilizi non si prescrivono. Il lungo intervallo tra la realizzazione dell'opera e l'accertamento comunale non genera alcun legittimo affidamento del proprietario e non impedisce l'adozione dell'ordine di demolizione finalizzato al ripristino della legalità urbanistico-edilizia.


LA SENTENZA E' SCARICABILE IN ALLEGATO

Allegati

Abuso Edilizio

L'abuso edilizio rappresenta la realizzazione di opere senza permessi o in contrasto con le concessioni esistenti, spaziando da costruzioni non autorizzate ad ampliamenti e modifiche illegali. Questo comporta rischi di sanzioni e demolizioni, oltre a compromettere la sicurezza e l’ordine urbano. Regolarizzare tali abusi richiede conformità alle normative urbanistiche, essenziale per la legalità e il valore immobiliare.

Scopri di più

Edilizia

Esplora il mondo dell'edilizia, il settore dedicato alla progettazione, costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici e infrastrutture. Scopri come la normativa italiana, come il Testo Unico dell'Edilizia (D.P.R. 380/2001) e le Normative Tecniche per le Costruzioni (NTC), regolano le pratiche edilizie per garantire sicurezza e qualità. Approfondisci il significato etimologico del termine "edilizia" e come le leggi locali e regionali influenzano la costruzione e gestione degli immobili.

Scopri di più

T.U. Edilizia

Il D.P.R. 380/2001 (Testo unico dell'edilizia) definisce le regole fondamentali da seguire in ambito edilizio, disciplinando l’intero ciclo del processo edilizio: i titoli abilitativi (CILA, SCIA, permesso di costruire), i procedimenti amministrativi, i regimi sanzionatori, gli adempimenti tecnico-progettuali, gli standard di sicurezza e agibilità degli edifici.

Scopri di più

Titoli Abilitativi

Permesso di costruire, SCIA, CILA, edilizia libera: cosa sono, quando servono e cosa comportano. INGENIO ti guida nella scelta del corretto titolo edilizio, con articoli tecnici, esempi e normativa aggiornata.

Scopri di più

Leggi anche