Platea calda e soluzioni minerali per edifici NZEB: come dare continuità all’isolamento tra fondazioni e pareti
Il caso di una villa unifamiliare a Curno (BG) mostra come una scelta mirata di materiali minerali, come Vetro Cellulare in fondazione e blocchi Gasbeton Energy in elevazione, permetta di soddisfare, e superare, i requisiti prestazionali richiesti oggi a un edificio a energia quasi zero.
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La "platea calda" è una soluzione nella quale l’isolamento viene disposto sotto l’intera fondazione, così da limitare le dispersioni e controllare il ponte termico tra terreno, platea e pareti. Nel caso della villa NZEB di Curno sono stati utilizzati circa 40 cm di granulato di vetro cellulare GLAPOR, completati lateralmente da lastre dello stesso materiale. L’involucro combina blocchi Gasbeton Energy da 30 cm ed EPS da 26 cm, mentre fotovoltaico, geotermia e VMC concorrono alla prestazione complessiva. Su INGENIO si analizza il nodo costruttivo, i criteri progettuali e i dati ancora necessari per verificarne i risultati energetici.
Platea calda in un edificio NZEB: prestazioni richieste e nodo fondazione-parete
Il quadro normativo: cosa significa “NZEB” oggi
La sigla NZEB (Nearly Zero Energy Building, edificio a energia quasi zero) indica dal 2021 lo standard obbligatorio per tutte le nuove costruzioni e per le ristrutturazioni importanti di primo livello in Italia, dopo un’applicazione progressiva partita nel 2019 per gli edifici pubblici. Il riferimento normativo primario resta il D.Lgs. 192/2005, che recepisce la direttiva europea sulla prestazione energetica nell’edilizia (EPBD), con i requisiti tecnici di dettaglio fissati dal cosiddetto “Decreto Requisiti Minimi”.
Un edificio è NZEB quando soddisfa contemporaneamente due condizioni: il rispetto dei limiti prestazionali dell’edificio di riferimento (trasmittanze, indice di prestazione termica, coefficiente medio globale di scambio termico H’T) e l’obbligo di copertura dei consumi con fonti rinnovabili, oggi disciplinato dall’Allegato 3 del D.Lgs. 199/2021.
Dal 3 giugno 2026 è inoltre in vigore il nuovo Decreto Requisiti Minimi (D.M. 28 ottobre 2025), che aggiorna il precedente D.M. 26 giugno 2015 e recepisce la direttiva EPBD III: tra le novità, criteri più stringenti su involucro e ponti termici, l’estensione della verifica NZEB anche a livello di singola unità immobiliare quando gli impianti non sono centralizzati, e nuovi obblighi, come ad esempio punti di ricarica per veicoli elettrici.
In questo scenario normativo, sempre più orientato a prestazioni misurabili e durature nel tempo, la scelta dei materiali da costruzione diventa decisiva. Involucro e fondazioni sono gli elementi che, una volta realizzati, condizionano per decenni i consumi energetici e il comfort di un edificio: è qui che la combinazione di materiali minerali ad alte prestazioni può fare la differenza tra un edificio che rispetta i minimi di legge e uno che li supera in modo strutturale.
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Il caso studio: una villa unifamiliare a Curno (BG)
Un esempio concreto di questo approccio è la villa unifamiliare progettata a Curno, comune sulle sponde del fiume Brembo alle pendici delle Alpi bergamasche. Il progetto, seguito in qualità di consulente CasaClima e direttore dei lavori dal Geom. Andrea Tironi, nasce con l’obiettivo dichiarato di andare oltre i requisiti normativi attuali, ponendosi come modello di edilizia sostenibile e anticipando i futuri standard abitativi.

L’involucro è stato progettato per garantire un isolamento continuo, privo di ponti termici, con la massima tenuta all’aria e al vento. L’orientamento dell’edificio è stato studiato in funzione della gestione passiva di luce e calore solare, con gli ambienti principali collocati a sud e schermature mobili e frangisole per sfruttare gli apporti gratuiti invernali e proteggere dal surriscaldamento estivo. Sul fronte impiantistico, un unico sistema centralizzato gestisce riscaldamento, raffrescamento, deumidificazione, ventilazione meccanica controllata e produzione di acqua calda sanitaria, eliminando la necessità di allacciamento al gas metano; le fonti rinnovabili sono state integrate in modo combinato, con fotovoltaico in copertura, geotermia orizzontale sotto la fondazione e ampie superfici vetrate orientate a sud.

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Località |
Curno (BG) |
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Tipologia |
Villa unifamiliare, nuova costruzione |
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Impresa di costruzione |
Tironi Francesco e Figli di Tironi Marco e Paolo S.a.s. |
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Progettisti |
Arch. Giovanna Moretti, Sabrina Sottocornola |
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Consulente CasaClima e DL |
Geom. Andrea Tironi |
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Isolamento fondazione |
Granulato di vetro cellulare GLAPOR (≈ 40 cm, platea calda) + lastre in vetro cellulare a completamento laterale |
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Murature perimetrali |
Blocchi Gasbeton Energy sp. 30 cm + isolante in EPS sp. 26 cm |
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Impianti |
Sistema centralizzato unico per riscaldamento, raffrescamento, VMC e ACS; fotovoltaico in copertura; geotermia orizzontale sotto fondazione |

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La fondazione: la “platea calda” isolata con il vetro cellulare
Le soluzioni Bacchi sono state impiegate nei due punti più critici per la prestazione energetica e la durabilità dell’edificio: la fondazione e i muri perimetrali.
Sotto la platea di fondazione è stato posato uno strato isolante di ghiaia di vetro cellulare GLAPOR, spesso circa 40 cm e compattato, per la realizzazione della cosiddetta “platea calda”: una soluzione che porta l’isolamento termico sotto l’intera superficie di appoggio dell’edificio, impedisce la risalita di umidità capillare dal terreno e risolve alla radice il ponte termico all’attacco a terra, uno dei punti più difficili da trattare in un edificio NZEB. Lungo i lati della platea sono state applicate lastre di vetro cellulare, a completare senza soluzione di continuità la barriera termica realizzata dal granulato sottostante e a schermare le fondazioni da eventuali infiltrazioni di umidità.

Che cos'è la "platea calda"
La platea calda è una soluzione di fondazione in cui la platea in calcestruzzo armato è isolata termicamente dal terreno. L’isolante viene collocato sotto la struttura e lungo i bordi, in continuità con l’isolamento delle pareti.
In questo modo si riducono le dispersioni verso il terreno e i ponti termici alla base dell’edificio. Si impiegano materiali isolanti adatti a sopportare i carichi previsti e a resistere all’umidità, come il vetro cellulare. La soluzione contribuisce al comfort interno e all’efficienza energetica dell’involucro.
Spessori e materiali vanno definiti integrando le verifiche strutturali, geotecniche e termiche. Non è un sistema di riscaldamento: il termine “calda” indica la protezione termica della fondazione.
Il vetro cellulare unisce in un solo materiale isolamento termico, impermeabilità ad acqua e vapore, barriera al gas radon ed elevata resistenza alla compressione, che lo rende idoneo a lavorare sotto carico strutturale (fondazioni, platee, pavimenti industriali). Appartiene alla classe di reazione al fuoco Euroclasse A1: caratteristiche che ne fanno una soluzione pensata per durare quanto l’edificio stesso, senza necessità di manutenzione o sostituzione.
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I muri perimetrali: Gasbeton Energy
I muri perimetrali sono stati realizzati con blocchi Gasbeton Energy da 30 cm di spessore, scelti per l’ottima tenuta all’aria che garantiscono alla muratura, requisito chiave per il controllo delle infiltrazioni incontrollate in un edificio NZEB, oltre che per le prestazioni termo-acustiche.

Perché questa combinazione funziona in ottica NZEB
- Continuità dell’isolamento: granulato e lastre di vetro cellulare eliminano il ponte termico all’attacco a terra, il punto più difficile da trattare con soluzioni tradizionali.
- Durabilità: entrambi i materiali sono minerali, incombustibili, non deperiscono e la prestazione energetica resta stabile nel tempo, senza necessità di manutenzione.
- Salubrità: nessuna emissione nociva, comfort igrotermico elevato e assenza di rischi legati a materiali sintetici in punti critici come le fondazioni.
- Compatibilità impiantistica: la tenuta all’aria delle murature Gasbeton è condizione necessaria per il corretto funzionamento di sistemi centralizzati a bassa temperatura e ventilazione meccanica controllata.
- Semplicità di posa: la lavorabilità del vetro cellulare dei blocchi Gasbeton riducono tempi di cantiere e scarti.
Indicazioni operative per la progettazione
Il caso di Curno offre alcuni spunti trasferibili ad altri progetti NZEB, indipendentemente dalla tipologia edilizia:
- Trattare l’attacco a terra come un nodo progettuale a sé, non come un dettaglio esecutivo: la platea calda in vetro cellulare consente di portare l’isolamento in continuità sotto l’intera impronta dell’edificio, evitando i ponti termici lineari tipici delle soluzioni con cordolo perimetrale isolato a spot.
- Dimensionare lo spessore della muratura Gasbeton Energy in funzione del bilancio complessivo di trasmittanza richiesto dal progetto, valutando se optare per soluzioni monostrato o, come a Curno, per stratigrafie composite con isolante complementare in funzione del clima e dell’esposizione.
- Verificare, già in fase di concept, la compatibilità tra tenuta all’aria dell’involucro e taglia dell’impianto di ventilazione meccanica controllata: un involucro poco performante da questo punto di vista vanifica parte dei benefici di un sistema centralizzato a bassa temperatura.
- Documentare le stratigrafie e le prestazioni raggiunte per la futura APE e per l’eventuale percorso di certificazione volontaria (es. CasaClima), così da valorizzare in fase di vendita o locazione un edificio che supera i minimi di legge.
Il progetto di Curno conferma un principio che il nuovo quadro normativo rende sempre più esplicito: la qualità NZEB di un edificio si costruisce dal basso, a partire da fondazioni e involucro, prima ancora che dagli impianti. Materiali minerali come il vetro cellulare GLAPOR e i blocchi Gasbeton Energy offrono ai progettisti una risposta tecnica coerente con i requisiti del D.M. 28 ottobre 2025; continuità dell’isolamento, controllo dei ponti termici, tenuta all’aria, e con l’obiettivo, sempre più richiesto dal mercato, di un edificio che mantenga le proprie prestazioni energetiche invariate nel tempo, senza necessità di interventi di manutenzione straordinaria sull’involucro.
Per informazioni approfondite, assistenza alla progettazione e documentazione aggiornata: gasbeton.it
FAQ TECNICHE: Platea calda in vetro cellulare per edifici NZEB
1. Che cos’è una platea calda?
È una fondazione nella quale lo strato isolante viene collocato sotto la platea strutturale e raccordato all’isolamento perimetrale. La soluzione mantiene la fondazione all’interno dell’involucro termico e riduce la discontinuità nel nodo parete-terreno. Spessori e caratteristiche meccaniche devono essere dimensionati in base a carichi, terreno e prestazione energetica richiesta.
2. In quali edifici può essere utilizzata?
La platea calda trova applicazione soprattutto nelle nuove costruzioni ad alta efficienza, negli edifici NZEB e nei protocolli energetico-ambientali volontari. Può essere impiegata in abitazioni, edifici collettivi e costruzioni leggere o strutturalmente più impegnative. La compatibilità deve essere verificata dal progettista strutturale e geotecnico.
3. Quali verifiche normative sono necessarie per un edificio NZEB?
Il progetto deve rispettare il D.Lgs. 192/2005, il D.M. 28 ottobre 2025 e gli obblighi sulle fonti rinnovabili previsti dal D.Lgs. 199/2021.
Le verifiche riguardano edificio di riferimento, H’T, fabbisogni, indici di energia primaria e copertura da FER.
Nel caso di Curno vanno integrati i risultati numerici della relazione energetica.
4. Quali vantaggi offre il vetro cellulare sotto la fondazione?
Il granulato può svolgere funzioni di isolamento, alleggerimento, drenaggio e interruzione della risalita capillare, in relazione alla configurazione adottata. Resistenza alla compressione, conducibilità termica e comportamento all’acqua devono essere ricavati dalla DoP del prodotto utilizzato.
La funzione di barriera al radon richiede la verifica della continuità del sistema e delle relative certificazioni.
5. Come deve essere progettato il nodo tra platea e parete?
Il granulato sottofondazione deve raccordarsi senza interruzioni con l’isolamento laterale e con quello della parete esterna. Il ponte termico deve essere calcolato con un modello bidimensionale o tridimensionale coerente con la UNI EN ISO 10211.
Devono inoltre essere definite compattazione, drenaggio, impermeabilizzazione e passaggi impiantistici.
6. Quali controlli servono per garantire durabilità e prestazioni?
In cantiere occorre controllare spessore, planarità, grado di compattazione e assenza di discontinuità nell’isolamento.
Per i blocchi AAC devono essere verificati giunti, malta, raccordi con serramenti e attraversamenti impiantistici.
Le dichiarazioni di assenza di manutenzione e invariabilità delle prestazioni richiedono documentazione del produttore.
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