PNRR, l'Italia accelera: raggiunto il 72,3% degli obiettivi e incassato l'85% delle risorse europee
Con la nona rata del PNRR, l'Italia ha raggiunto il 72,3% degli obiettivi previsti e ricevuto l'85,4% delle risorse europee, confermandosi sopra la media UE. Intanto il Governo propone una revisione del Piano che rialloca oltre 2 miliardi di euro verso Industria 5.0, efficientamento energetico, housing sociale e sostegno alle PMI.
L'attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza entra nella sua fase decisiva. Con il pagamento della nona rata, l'Italia consolida la propria posizione tra i Paesi europei più avanzati nell'utilizzo dei fondi Next Generation EU, avendo già raggiunto oltre il 72% degli obiettivi previsti. Contestualmente, il Governo ha proposto una revisione finale del Piano che prevede la riallocazione di oltre 2 miliardi di euro verso interventi ritenuti più strategici, dall'Industria 5.0 all'efficientamento energetico, fino all'housing sociale e al sostegno alle PMI.
L'Italia davanti alla media europea nell'attuazione del PNRR
L'attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza continua a procedere a un ritmo superiore rispetto alla media europea. Con il pagamento della nona rata, l'Italia ha già raggiunto oltre il 72% dei traguardi concordati con l'Unione Europea e ha ricevuto più dell'85% delle risorse complessivamente assegnate. Parallelamente, il Governo ha avviato una revisione finale del Piano che prevede una riallocazione di oltre 2 miliardi di euro verso interventi ritenuti più strategici, tra cui efficientamento energetico, Industria 5.0, housing sociale e sostegno alle PMI.
Il monitoraggio ufficiale sullo stato di avanzamento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza conferma il ruolo dell'Italia come uno dei Paesi più avanzati nell'attuazione del programma europeo Next Generation EU.
Con l'erogazione della nona rata, il nostro Paese ha completato 416 dei 575 traguardi e obiettivi previsti dal Piano, raggiungendo il 72,3% del totale. Sul fronte finanziario sono già stati incassati 165,99 miliardi di euro, pari all'85,4% dei 194,4 miliardi complessivamente assegnati.
I dati, riportati nel rapporto sintetico pubblicato dalla Commissione Europea, evidenziano un divario significativo rispetto alla media degli altri Stati membri. Considerando gli altri 26 Paesi dell'Unione, infatti, risulta raggiunto il 57,9% degli obiettivi complessivi, mentre le risorse effettivamente erogate si attestano al 68,7% del totale disponibile.
Il confronto conferma quindi come il percorso italiano, pur caratterizzato da numerose complessità amministrative e progettuali, proceda con un livello di avanzamento superiore alla media europea sia sul piano degli obiettivi conseguiti sia su quello delle risorse effettivamente ricevute.
Revisione finale del Piano: oltre 2 miliardi di euro da riallocare
Parallelamente all'avanzamento delle misure, il Governo italiano ha trasmesso alla Commissione Europea una proposta di revisione finale del PNRR, attualmente in fase di valutazione e successivamente destinata all'approvazione del Consiglio dell'Unione Europea.
La rimodulazione riguarda risorse per circa 2,1 miliardi di euro e nasce dall'esigenza di riallineare alcuni investimenti alle effettive possibilità di realizzazione entro le scadenze previste dal Piano.
Tra gli interventi candidati al definanziamento figura la riforma della società di noleggio di materiale rotabile (RoSCo), che potrebbe perdere circa 1,2 miliardi di euro. Anche il progetto di digitalizzazione della catena logistica "LogIN Business", gestito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, potrebbe subire una riduzione di 90 milioni.
Per il Ministero dell'Agricoltura sono previste possibili riduzioni pari a 12 milioni di euro sull'innovazione e meccanizzazione agricola e a 158 milioni sul progetto Parco Agrisolare.
Anche il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica potrebbe vedere ridotte alcune linee di investimento per un valore complessivo di circa 232 milioni di euro, interessando infrastrutture di ricarica elettrica, interventi per fognature e depurazione, impianti agrivoltaici e iniziative dedicate all'approvvigionamento sostenibile delle materie prime critiche.
Tra le misure oggetto di valutazione rientra inoltre il possibile definanziamento del credito d'imposta destinato agli investimenti nel Mezzogiorno e nella Zona Economica Speciale (ZES), per circa 500 milioni di euro, principalmente a causa delle difficoltà riscontrate nella rendicontazione.
Le nuove priorità: energia, Industria 5.0, housing sociale e PMI
Le risorse che verranno liberate dalla revisione non saranno perse, ma riallocate verso interventi considerati maggiormente strategici e in grado di garantire un utilizzo più efficace dei fondi europei entro le scadenze del PNRR.
Una quota di 700 milioni di euro sarà destinata alle misure di Industria 5.0, mentre un miliardo finanzierà programmi di housing sociale, con particolare attenzione agli interventi di efficientamento energetico degli edifici.
Ulteriori 200 milioni rafforzeranno lo strumento finanziario dedicato alla riqualificazione energetica dell'edilizia residenziale pubblica (ERP).
Il piano di redistribuzione delle risorse comprende inoltre 173 milioni per incentivare le comunità energetiche rinnovabili e l'autoconsumo, 32 milioni destinati all'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle piccole e medie imprese e altri 94 milioni per sostenere l'acquisto di nuovi treni elettrici.
La revisione conferma dunque la volontà di concentrare gli investimenti sulle misure considerate più mature e con maggiori possibilità di produrre effetti concreti entro la conclusione del Piano.
Oltre mezzo milione di progetti già conclusi
Il monitoraggio aggiornato al 1° luglio fotografa anche lo stato di avanzamento dei singoli interventi finanziati dal PNRR.
Secondo la banca dati ReGiS risultano censiti 672.549 progetti, considerando una sola volta quelli che coinvolgono più regioni. Di questi, 503.641 sono già conclusi, pari al 74,9% del totale.
Dal punto di vista economico, gli interventi completati rappresentano però 41,03 miliardi di euro, corrispondenti al 23,7% delle risorse complessivamente impegnate. Ciò significa che la maggior parte dei finanziamenti è ancora concentrata nei progetti di maggiore dimensione, tuttora in fase di realizzazione.
Restano infatti attivi 168.879 interventi, equivalenti al 25,1% del totale, ma che assorbono 132,2 miliardi di euro, ovvero oltre tre quarti delle risorse complessive del Piano.
Sono infine soltanto 16 i progetti ancora da avviare, una quota praticamente trascurabile sia in termini numerici sia finanziari, con un valore complessivo di circa 8 milioni di euro.
Il quadro complessivo evidenzia quindi un PNRR ormai entrato nella fase decisiva: da un lato prosegue il completamento di centinaia di migliaia di interventi, dall'altro si concentra l'attenzione sui grandi investimenti ancora aperti, che assorbono la parte più consistente delle risorse europee e che dovranno essere conclusi entro le scadenze previste dal programma.
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