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Ponte sullo Stretto, il CONSUP indica la rotta tecnico-scientifica verso la progettazione esecutiva dell’opera

Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha approvato il parere tecnico sul Ponte sullo Stretto, confermando la solidità della base progettuale e definendo prescrizioni e verifiche per le fasi successive. Il progetto potrà ora tornare al CIPESS con un supporto tecnico-scientifico aggiornato, aprendo una nuova fase dell'iter realizzativo.

Il via libera del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici rappresenta uno dei passaggi tecnici più importanti nella lunga storia del Ponte sullo Stretto di Messina. A un anno dall'approvazione del progetto definitivo da parte del CIPESS, il massimo organo tecnico consultivo dello Stato conferma la validità dell'impostazione progettuale, affiancandola però a un articolato sistema di prescrizioni, verifiche e controlli. Il parere non si limita a esprimere un assenso formale, ma definisce una vera e propria roadmap tecnico-scientifica che accompagnerà l'opera dalla progettazione esecutiva fino alla costruzione e alla gestione. Un contributo che rafforza il percorso autorizzativo e offre al Governo e al CIPESS un quadro tecnico aggiornato per affrontare una delle infrastrutture più ambiziose mai progettate a livello mondiale.


Dal via libera tecnico alla roadmap per la realizzazione del Ponte sullo Stretto

Il 6 agosto 2026, al termine di una seduta straordinaria, l’Assemblea generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici presieduta dall’Ing. Massimo Sessa, PhD, ha approvato il parere sui profili tecnici di particolare complessità e rilevanza dell’opera.

Il pronunciamento consegna ora al Governo, al CIPESS, alla società Stretto di Messina e al Contraente generale il quadro tecnico-scientifico che potrà fungere da riferimento per la progettazione esecutiva, la costruzione e la futura gestione dell’infrastruttura.

La coincidenza delle date è significativa. Il 6 agosto 2025 il CIPESS aveva approvato il progetto definitivo del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria, portandolo al punto più avanzato mai raggiunto nella sua lunga storia. Esattamente dodici mesi dopo, il massimo organo tecnico consultivo dello Stato ne conferma l'attuabilità, accompagnandola con prescrizioni, verifiche e raccomandazioni proporzionate all’eccezionalità dell’opera.

Non è un’approvazione rituale. E non è neppure un semplice nulla osta.

Un ponte sospeso con una campata centrale di 3.300 metri non rappresenta soltanto un’infrastruttura più grande delle altre. Costituisce un salto di scala per l’ingegneria mondiale dei ponti. Proprio per questo non può essere accompagnato da un procedimento ordinario, né da una fiducia generica nella capacità della tecnica di risolvere successivamente ogni problema.   

Immagine ripresa durante i lavori (Ingenio)

Il significato del parere è positivo perché riconosce nel progetto la base sulla quale continuare a lavorare. Al tempo stesso, costruisce intorno a quella base un sistema ordinato di studi, prove sperimentali, verifiche e controlli che potranno accompagnare l’intera vita dell’opera: dal passaggio al progetto esecutivo fino alla costruzione, al collaudo e alla gestione.

Di tutti i nostri beni, soltanto la sapienza è immortale.

Un anno decisivo per rafforzare il percorso dell’opera

Il percorso che conduce al voto del Consiglio Superiore non è stato lineare. Come ricostruito da un mio articolo pubblicato su INGENIO dopo il diniego della Corte dei conti, il 6 agosto 2025 il CIPESS aveva approvato il progetto definitivo, il piano economico-finanziario, le opere connesse e la documentazione istruttoria predisposta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

La delibera n. 41 fu trasmessa alla Corte dei conti il 10 settembre 2025 per il controllo preventivo di legittimità. Dopo una richiesta istruttoria del 23 settembre e le risposte delle amministrazioni trasmesse il 10 ottobre, il 29 ottobre la magistratura contabile negò il visto e la registrazione. Il provvedimento non acquistò quindi efficacia. Nel mio articolo avevo allora evidenziato un elemento centrale: per un’opera radicalmente aggiornata rispetto alle versioni precedenti, mancava un nuovo pronunciamento del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici con lo stesso grado di attualità e profondità richiesto dalla dimensione del progetto.

L’ultimo riferimento storico restava il voto n. 220 del 10 ottobre 1997, espresso dal Consiglio Superiore dei LLPP presieduto da Aurelio Misiti sul progetto di massima in un contesto normativo, scientifico e tecnologico profondamente diverso.

Il Governo ha scelto di non limitarsi a forzare il superamento dello stop. Ha riaperto l’istruttoria e, con il decreto-legge 11 marzo 2026, n. 32, ha reso obbligatoria l’acquisizione di un parere del Consiglio Superiore sui profili tecnici più complessi della Relazione del progettista.

Il voto del 6 agosto 2026 colma quindi uno dei vuoti che avevano accompagnato il primo passaggio al CIPESS. Il progetto potrà tornare davanti al Comitato con un supporto tecnico aggiornato, multidisciplinare e costruito espressamente sulle caratteristiche dell’opera oggi proposta.

Una rotta tecnico-scientifica per accompagnare l’opera verso la realizzazione

La portata del parere non va compressa nell’alternativa semplicistica tra approvazione e bocciatura.
Il Consiglio Superiore non è stato chiamato a decidere se il Ponte sia politicamente opportuno, economicamente conveniente o ambientalmente compatibile. Il suo giudizio riguarda i profili tecnici di particolare complessità e rilevanza del ponte sospeso, delle strutture terminali, del viadotto Pantano e dei collegamenti ferroviari e stradali.
Uno degli elementi più qualificanti del parere è la sua articolazione temporale.

Il CONSUP non si limita a elencare prescrizioni e raccomandazioni, ma le colloca nelle diverse fasi di avanzamento del progetto e dell’avanzamento dell’opera, indicando quando ciascuna attività tecnico-scientifica dovrà essere sviluppata e verificata. È una scelta metodologica che trasforma il parere in uno strumento operativo per accompagnare il Ponte lungo l’intero percorso.

Restano fuori dal perimetro gli aspetti giuridici, amministrativi, economici, contrattuali, ambientali, paesaggistici e urbanistici, attribuiti dalla legge ad altri procedimenti e autorità.
Dentro questo perimetro, il progetto viene promosso non perché ogni problema sia già risolto, compito del progetto esecutivo, ma perché viene riconosciuta una base tecnica idonea a essere sviluppata attraverso un percorso controllato.

È una distinzione decisiva.

Le richieste di verifica — comprese quelle relative ad aspetti molto dibattuti questi ultimi mesi, come la sicurezza dal punto di vista sismico, la vulnerabilità al vento e agli eventi meteorologici estremi, il comportamento dinamico e le prove sperimentali — non costituiscono assolutamente un arretramento. Sono il modo con cui un’opera fuori scala viene accompagnata verso la realtà, evitando che le incognite siano occultate oppure rinviate senza un ordine e una responsabilità definiti.

Il parere distingue infatti tra prescrizioni e raccomandazioni e colloca le diverse attività nelle fasi in cui dovranno essere affrontate. Alcune verifiche saranno propedeutiche allo sviluppo della progettazione esecutiva; altre potranno essere completate durante la sua redazione; ulteriori controlli accompagneranno la costruzione e l’esercizio.

Le prescrizioni, una volta recepite dal CIPESS, assumeranno valore vincolante.

Il Consiglio Superiore ha quindi fornito qualcosa di più utile di un semplice “sì”: ha indicato la rotta.

Conclusione dei lavori dopo l'approvazione del parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (Ingenio)

Il contributo di oltre cento competenze

La composizione dell’istruttoria racconta la scala del lavoro svolto.
Il presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici Massimo Sessa, unitamente ai Presidenti di Sezione Alessandro Greco e Gennaro Devivo, ha infatti costituito una Commissione relatrice indipendente di grande spessore tecnico scientifico formata da oltre 80 componenti, coordinati da Andrea Ferrante nel ruolo di primo relatore, Franco Braga come Coordinatore Scientifico e Marcello Paolucci come Coordinatore degli aspetti relativi alle opere di collegamento, affiancati da un gruppo di supporto di una trentina di specialisti.
Oltre cento professionalità hanno contribuito all’esame, organizzate in due tavoli dedicati all’opera di attraversamento e ai collegamenti stradali e ferroviari.

Accanto agli esperti di tecnica delle costruzioni figurano specialisti di aerodinamica e ingegneria del vento, geotecnica, geologia, sismotettonica, infrastrutture ferroviarie e stradali, idraulica, materiali, impianti, sicurezza antincendio e gestione delle emergenze.

Sono competenze provenienti dalle università, dagli enti di ricerca e dalle principali istituzioni pubbliche responsabili della progettazione, della sicurezza e del controllo delle infrastrutture nazionali.

Una commissione di questa ampiezza non è stata costituita per ratificare una scelta già assunta. È stata chiamata a trasformare il progetto in un processo ingegneristico verificabile, nel quale ogni passaggio possa essere associato a una prova, a una responsabilità e a una decisione.

Con l’approvazione del parere, il Ponte compie dunque un avanzamento sostanziale. Il prossimo passaggio sarà il ritorno al CIPESS, che potrà recepire le prescrizioni e tradurle nelle condizioni necessarie per proseguire l’iter.
La più grande opera dell’ingegneria mondiale dei ponti non esce dal voto del Consiglio Superiore come un progetto già terminato, trattandosi infatti di un definitivo che deve essere tradotto in un esecutivo. Ne esce come un progetto che può avanzare, sostenuto da una rotta tecnico-scientifica finalmente esplicita.

Il Consiglio Superiore al servizio delle grandi opere

Il lavoro svolto in tempi eccezionalmente brevi da un consesso tanto ampio e qualificato conferma, ancora una volta, il ruolo del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici come massimo organo tecnico consultivo dello Stato. Le sue radici istituzionali risalgono alla legge 20 novembre 1859, n. 3574, con la quale, nel Regno sabaudo guidato dal governo Cavour, il precedente Congresso permanente fu trasformato nel Consiglio Superiore dei lavori pubblici: un organismo nato per accompagnare le grandi scelte infrastrutturali dello Stato e poi esteso nel 1861 al Regno d’Italia.

Da allora il Consiglio ha attraversato la storia nazionale mettendo a disposizione competenza, indipendenza di giudizio e capacità di sintesi nei passaggi più complessi. Una funzione confermata negli anni più recenti dal lavoro sulle Norme Tecniche per le Costruzioni del 2018 e dalle linee guida dedicate alla classificazione, alla sicurezza, al monitoraggio e alla gestione dei ponti esistenti e delle gallerie.

In questa continuità si colloca anche il lavoro del presidente Massimo Sessa, che con il suo stile riservato ha saputo ancora una volta organizzare competenze molto diverse, mantenere il Consiglio concentrato sulla sostanza tecnica e condurre in tempi straordinariamente contenuti un esame di eccezionale complessità.

Il parere sul Ponte sullo Stretto appartiene pienamente a questa tradizione di servizio pubblico. La Commissione relatrice ha riunito decine di esperti provenienti dalle università, dagli enti di ricerca e dalle principali istituzioni tecniche del Paese, chiamati a mettere gratuitamente la propria esperienza a disposizione dello Stato. Non per esposizione personale: i nomi dei componenti restano riservati e il valore del loro contributo è affidato all’autorevolezza collegiale dell’istituzione. Non un esercizio di visibilità, dunque, ma un lavoro silenzioso di responsabilità pubblica.

In un’epoca in cui le grandi opere vengono spesso raccontate soltanto attraverso il conflitto politico, il parere ricorda che esiste ancora una dimensione dello Stato fondata sulla competenza, sulla continuità istituzionale e sulla capacità di trasformare la conoscenza tecnica in decisioni orientate all’interesse generale.

E … il Ponte sullo Stretto potrà essere giudicato, un giorno, anche per questo: per aver trasformato una sfida ingegneristica senza precedenti in un avanzamento collettivo della conoscenza. È in questa continuità tra opera e sapere che il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici acquista il suo significato più profondo.

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