Ponte termico del pilastro in clima caldo: perché è stata scelta la calcecanapa
Il ponte termico del pilastro in clima caldo non va letto solo come dispersione invernale, ma come possibile acceleratore di surriscaldamento estivo. Nel caso studio analizzato, la calcecanapa attenua la discontinuità del cemento armato puntando su massa, calore specifico e sfasamento.
Il ponte termico del pilastro non va letto solo come dispersione invernale: in clima caldo può diventare un punto critico di accumulo e trasferimento del calore verso l’interno. L’articolo analizza un caso studio in zona climatica B, con muratura in laterizio e pilastri in cemento armato, dove la scelta di un blocco in calcecanapa da 10 cm mira a migliorare il comportamento estivo della stratigrafia. Il valore non è nella sola conducibilità, ma nella combinazione tra massa, sfasamento termico, capacità areica e traspirabilità. Per progettisti e consulenti dell’involucro, il caso offre una lettura applicativa dei ponti termici alla luce del DM Requisiti Minimi 2025.
Ponte termico del pilastro: perché la calcecanapa funziona nel clima caldo
Il 3 giugno 2026 è entrato in vigore il D.M. 28/10/2025 che aggiorna, dopo dieci anni, il Decreto sui Requisiti Minimi e introduce una valutazione più rigorosa dei ponti termici.
Questa pubblicazione non nasce però con l’obiettivo di discutere la trasmittanza lineica Ψ o di inseguire il miglior numero possibile.
Lascio volentieri al progettista termotecnico incaricato:
- il calcolo dell’edificio di riferimento,
- la verifica dei requisiti minimi,
- e la corretta valutazione dell’extraflusso termico legato al ponte termico.
Io vorrei invece ragionare da un altro punto di vista. Da consulente per l’involucro edilizio. Da uomo di cantiere. E forse anche da “portatore sano di canapa”.
Il ponte termico in clima caldo
In clima caldo il ponte termico non è soltanto una via preferenziale di dispersione invernale. È soprattutto un acceleratore di surriscaldamento estivo.
La prima idea che viene in mente per correggere un ponte termico è scegliere il materiale con la conducibilità più bassa possibile. Ma bassissima conducibilità non significa automaticamente elevata protezione dal caldo.
È proprio da qui che nasce la scelta controcorrente di utilizzare un blocco in calcecanapa, materiale che non offre una conducibilità eccezionalmente spinta ma che garantisce buona massa, elevato calore specifico e comportamento dinamico molto interessante in regime estivo.
Il caso studio
L’edificio in esame si trova in zona climatica B, circa 800 gradi-giorno, quindi in un contesto dove il comfort estivo diventa centrale. La muratura di tamponamento è realizzata con blocchi POROTON® 700 40x24x24 Inc.
Zona climatica B, quali sono i gradi-giorno
La Zona Climatica B identifica i Comuni con gradi-giorno compresi tra 601 e 900. È tipica di contesti miti, dove il fabbisogno di riscaldamento invernale è contenuto. In questi climi il progetto dell’involucro non può limitarsi alla dispersione termica invernale. Diventano centrali comfort estivo, sfasamento termico, inerzia e controllo del surriscaldamento.

La struttura armata prevedeva numerosi pilastri in cemento armato da 30 cm di spessore e numerose travi. Osservando il progetto, al netto dei fori finestra, la superficie delle strutture in calcestruzzo non risultava poi così inferiore rispetto a quella delle tamponature.
Da qui la mia immediata preoccupazione: evitare che il calcestruzzo armato diventasse una enorme batteria di accumulo termico estivo.
La scelta della calcecanapa
Per attenuare il ponte termico del pilastro ho scelto un blocco in calcecanapa da 10 cm di spessore.
La conducibilità termica dichiarata è pari a circa 0,070 W/mK, valore che non può certo essere definito eccezionale se confrontato con altri materiali comunemente utilizzati per la correzione dei ponti termici.
Che cos'è la conducibilità termica
La conducibilità termica, indicata con λ, misura la capacità di un materiale di trasmettere calore per conduzione. Si esprime in W/(m·K): più il valore è basso, maggiore è il potere isolante del materiale. In edilizia è un parametro essenziale per valutare isolanti, murature e componenti dell’involucro, ma va letto insieme a spessore e trasmittanza termica.
Eppure il comportamento estivo della stratigrafia cambia sensibilmente.
La muratura di tamponamento offre oltre 24 ore di sfasamento termico estivo. Anche le zone attenuate con blocco in calcecanapa, grazie agli intonaci interno ed esterno di adeguato spessore, garantiscono oltre 13 ore di sfasamento termico estivo. Dodici ore rappresentano il “bicchiere d’acqua minimo per affrontare il deserto”, per usare una metafora molto estiva.

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Capacità areica e comfort reale
Internamente non sono stati utilizzati termointonaci e volutamente. La scelta è stata quella di mantenere massa e capacità di accumulo energetico sul lato interno della stratigrafia.
La capacità termica interna periodica K1 raggiunge circa 48 kJ/m²K nelle zone in laterizio e circa 64 kJ/m²K nelle porzioni in cemento armato.
L’intonaco che ho scelto e suggerito contiene calce idraulica naturale NHL 3,5 e fibre di canapa, il canapulino, la parte più sottile della bacchetta di canapa.
La fibra agisce come armatura diffusa:
- migliora la resistenza a trazione della malta,
- limita le crepe da ritiro,
- garantisce elevata traspirabilità.
5 mm di rinzaffo, 20mm di intonaco, 5mm di rasatura armata
Prestazioni termiche invernali
Dal punto di vista della trasmittanza termica U resta una certa disomogeneità:
- circa 0,27 W/m²K nelle porzioni in laterizio,
- circa 0,54 W/m²K nelle porzioni in cemento armato corrette con 10 cm di calcecanapa.
Ma le temperature superficiali interne del periodo di riscaldamento (1 dicembre al 31 marzo) mostreranno differenze contenute:
- 19,3 °C nelle zone in laterizio,
- 18,6 °C nelle zone pilastro.
Che considero assolutamente compatibili con il comfort desiderabile. La realtà poi è ancora diversa da questi numeri: le generose dimensioni dei fori finestra possono diventare fonti di riscaldamento gratuito inesauribili.
Prestazioni invernali e verifica termotecnica: cosa resta da controllare
È ovvio che non si possa sfuggire:
- alla verifica dei requisiti minimi,
- al calcolo dell’edificio di riferimento,
- e alla valutazione rigorosa dei ponti termici.
Ma questa pubblicazione non nasce per elemosinare una “manica più larga” nei casi di nuova costruzione che utilizzino materiali naturali, o nei casi di costruzione nel Sud Italia.
Laterizio, calce e canapa come materiali per il comfort estivo
Nasce per ricordare che:
- terracotta, cioè il laterizio,
- calce, cioè la montagna,
- canapa, cioè la fibra indistruttibile regalataci dalla natura, sono materiali che possono contribuire concretamente al comfort estivo degli edifici costruiti in clima mediterraneo.
Questo edificio si trova in zona climatica B con circa 800 gradi-giorno. Ed è stato proprio il clima a guidare le scelte descritte sopra.
Forse dovremmo guardare un po’ meno il magazzino edile dietro casa… e un po’ di più il clima che abbiamo davanti alla porta. E visto che davanti alla porta abbiamo anche il pianeta da rispettare, possiamo consolarci con l’idea che un blocco in calcecanapa sia prodotto a freddo e con stagionatura ambientale.
FAQ TECNICHE: Calcecanapa contro ponti termici estivi | Ingenio
Che cos’è un ponte termico del pilastro?
È una discontinuità dell’involucro edilizio generata dalla presenza del pilastro, spesso in cemento armato, all’interno o in continuità con la muratura di tamponamento. La diversa conducibilità dei materiali altera il flusso termico rispetto alla parete corrente. Nel DM 28/10/2025 la definizione di ponte termico richiama la UNI EN ISO 10211, riferimento per modelli 2D/3D, flussi termici e temperature superficiali.
Perché il ponte termico è critico anche in clima caldo?
In clima caldo il ponte termico non è solo un problema di dispersione invernale. Il pilastro in cemento armato può diventare una zona di accumulo e trasferimento del calore verso gli ambienti interni. Per questo la valutazione deve considerare anche regime dinamico, sfasamento, capacità termica e comfort estivo.
Quali norme sono rilevanti per valutare i ponti termici?
Le norme principali sono UNI EN ISO 10211 per il calcolo numerico dei ponti termici e UNI EN ISO 14683 per i metodi semplificati e i valori di riferimento della trasmittanza lineica. Per la parete opaca e le proprietà dinamiche servono anche UNI EN ISO 6946 e UNI EN ISO 13786. Per i valori termici dei materiali e delle murature sono pertinenti UNI EN ISO 10456 e UNI EN 1745.
Qual è il vantaggio della calcecanapa nella correzione del ponte termico?
La calcecanapa non va valutata solo per la conducibilità termica. Nel caso descritto, il blocco da 10 cm ha λ circa 0,070 W/mK, valore non estremo rispetto ad altri isolanti. Il suo interesse tecnico riguarda massa, calore specifico, traspirabilità e contributo allo sfasamento termico estivo.
Come si applica la calcecanapa sul pilastro?
Nel caso studio viene utilizzato un blocco in calcecanapa da 10 cm per attenuare la discontinuità del pilastro in cemento armato. La stratigrafia è completata da intonaci interno ed esterno di adeguato spessore. La soluzione deve comunque essere verificata dal progettista termotecnico in relazione a edificio di riferimento, requisiti minimi e ponti termici.
La calcecanapa migliora anche durabilità e controllo delle fessurazioni?
Il testo segnala l’uso di un intonaco con calce idraulica naturale NHL 3,5 e fibre di canapa. La fibra agisce come armatura diffusa, contribuendo a limitare le fessurazioni da ritiro e a mantenere traspirabilità. Restano da verificare schede tecniche, compatibilità con il supporto, cicli applicativi e prestazioni dichiarate dal produttore.
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