Ponti e Viadotti | Infrastrutture | Ingegneria Strutturale | Sismica | Dissesto Idrogeologico | Miglioramento sismico | Consorzio FABRE
Data Pubblicazione:

Ponti e opere idrauliche: la funzionalità dopo il sisma diventa un elemento strategico per la sicurezza del territorio

Una ricerca presentata a FABRE 2026 introduce un metodo innovativo per valutare la funzionalità post-sismica dei ponti al servizio delle opere idrauliche, elementi essenziali per la sicurezza del territorio.

La sicurezza delle opere idrauliche non dipende esclusivamente dalla resistenza delle strutture principali, ma anche dalla capacità dei ponti di accesso di garantire continuità operativa dopo un terremoto. Una ricerca dell'Università di Ferrara, sviluppata nell'ambito della convenzione con la Regione Emilia-Romagna e presentata a FABRE 2026, propone un nuovo approccio per valutare la funzionalità post-sismica dell'intero sistema infrastrutturale. L'obiettivo è fornire alla Protezione Civile strumenti più efficaci per definire le priorità di intervento e assicurare la gestione delle emergenze anche in condizioni critiche.


Oltre la sicurezza strutturale: perché i ponti delle opere idrauliche sono infrastrutture critiche

Quando si parla di sicurezza delle opere idrauliche, l'attenzione si concentra quasi sempre sulla capacità di argini, paratoie, scolmatori o casse di espansione di governare gli eventi di piena. Esiste però un altro elemento, spesso considerato secondario ma in realtà determinante: i ponti che consentono l'accesso e il funzionamento di queste infrastrutture.

È proprio da questa consapevolezza che nasce il lavoro sviluppato dall'Università di Ferrara nell'ambito della convenzione con la Regione Emilia-Romagna e con l'Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione Civile, presentato durante FABRE 2026 da Marco Nale. L'obiettivo della ricerca è quello di definire un nuovo approccio alla valutazione della funzionalità post-sismica delle opere idrauliche, superando la tradizionale verifica della sola sicurezza strutturale.

L'idea di fondo è semplice ma innovativa: un'opera può risultare formalmente integra dal punto di vista statico, ma essere comunque incapace di svolgere la funzione per la quale è stata progettata se i ponti di accesso o altri elementi funzionali risultano danneggiati. In un contesto di emergenza questa distinzione assume un'importanza fondamentale.

Il caso della rete idraulica ferrarese: un sistema complesso da mantenere operativo

La ricerca prende come riferimento il territorio della provincia di Ferrara, uno dei sistemi idraulici più articolati d'Italia. A nord il Po, a sud il Reno, a est il Cavo Napoleonico e, tra questi grandi assi idraulici, una fitta rete di canali, scolmatori, scaricatori e conche di navigazione costituisce un'infrastruttura essenziale sia per la difesa idraulica sia per la gestione delle emergenze.

Tra i nodi più significativi figura quello di Opera Reno, dove le portate del Reno possono essere deviate verso il Cavo Napoleonico e successivamente recapitate nel Po. Si tratta di un'infrastruttura strategica che deve poter rimanere operativa anche dopo un terremoto, proprio quando la possibilità di dover gestire eventi idraulici concomitanti diventa particolarmente critica.

Per questo motivo il gruppo di ricerca ha sviluppato un protocollo di verifica post-sismica ispirato alle Linee Guida per la classificazione e gestione del rischio dei ponti esistenti. Il protocollo prevede diversi livelli di controllo e di approfondimento, consentendo di valutare rapidamente la funzionalità delle opere e di individuare le eventuali criticità che potrebbero compromettere la gestione dell'emergenza.

Parallelamente è stata condotta una campagna di ispezioni sulle infrastrutture esistenti. Le verifiche hanno evidenziato problematiche diffuse legate soprattutto al degrado: distacchi del copriferro, corrosione delle armature, rottura delle staffe nei ponti in calcestruzzo armato e post-teso, oltre a fenomeni di degrado murario e crescita della vegetazione nelle opere più datate.

FABRE 2026: ponti, viadotti e gallerie tra manutenzione, norme e rischi climatici
Il terzo Convegno FABRE 2026 ha riunito ricerca, istituzioni e gestori per migliorare metodi e criteri nella gestione di ponti, viadotti e gallerie. Al centro: nuove norme tecniche, valutazione del rischio, monitoraggio e impatti di eventi estremi e dissesto idrogeologico. INGENIO è media partner e il nostro Direttore Andrea Dari ha moderato l'evento.

LEGGI L'APPROFONDIMENTO

Quando un ponte compromette l'intera infrastruttura

L'aspetto più interessante della ricerca riguarda il cambio di prospettiva nella valutazione del rischio. Il problema non è esclusivamente stabilire se un ponte sia sicuro, ma comprendere quale impatto possa avere il suo malfunzionamento sull'intero sistema idraulico.

Gli esempi analizzati mostrano chiaramente questa interdipendenza. In un caso, il degrado di una campata ha reso estremamente difficoltose le operazioni di manutenzione necessarie per liberare le paratoie da sedimenti accumulati dopo un evento di piena, compromettendo temporaneamente la funzionalità dell'opera di regolazione.

Ancora più significativo è quanto accaduto dopo il terremoto dell'Emilia del 2012. In seguito al cedimento dei martinetti di un ponte mobile, la campata è precipitata all'interno della conca di navigazione, danneggiando le porte vinciane e interrompendo completamente il traffico fluviale. Contestualmente la nuova conca risultava indisponibile per interventi manutentivi e si rese necessario riattivare una vecchia infrastruttura ormai dismessa, gestita esclusivamente tramite operatori presenti sul posto. Pochi mesi più tardi quello stesso sistema dovette essere impiegato anche per la laminazione di una piena, dimostrando quanto la perdita di funzionalità di un singolo elemento possa generare conseguenze a cascata sull'intera rete.

Questi episodi evidenziano come il concetto di resilienza infrastrutturale non possa limitarsi alla resistenza delle singole opere, ma debba comprendere anche la continuità operativa dell'intero sistema.

Dalla FMEA all'AFMEA: verso una misura quantitativa della funzionalità

Per affrontare questa complessità, il gruppo di ricerca ha adottato come base metodologica la Failure Mode and Effects Analysis (FMEA), una tecnica consolidata nell'ingegneria dell'affidabilità che permette di identificare i possibili modi di guasto, le cause che li determinano e gli effetti che producono sul sistema.

L'obiettivo del progetto è però quello di compiere un ulteriore passo avanti attraverso lo sviluppo di un approccio AFMEA (Advanced Failure Mode and Effects Analysis), capace di introdurre una valutazione quantitativa della funzionalità residua dell'opera.

L'idea è quella di costruire un indice di rischio funzionale che tenga conto non soltanto dello stato del ponte, ma anche della capacità complessiva dell'infrastruttura idraulica di continuare a svolgere il proprio ruolo durante e dopo un evento sismico. Uno strumento di questo tipo consentirebbe ai decisori pubblici, e in particolare alla Protezione Civile, di definire con maggiore efficacia le priorità di intervento, sia nella programmazione della manutenzione sia nella gestione delle emergenze.

La ricerca apre quindi una prospettiva innovativa nella gestione delle infrastrutture critiche: non più valutazioni limitate al comportamento delle singole strutture, ma analisi integrate della loro capacità di garantire la continuità del servizio. Un cambio di paradigma particolarmente rilevante in un territorio come quello dell'Emilia-Romagna, dove rischio sismico e rischio idraulico possono manifestarsi in stretta successione e dove la resilienza del sistema dipende dalla capacità di mantenere operative tutte le componenti della rete.

DI SEGUITO L'INTERVENTO INTEGRALE DI MARCO NALE.


Il testo è stato elaborato mediante la videoregistrazione dell'intervento, con l'aiuto di strumenti di IA (ChatGpt).

IN SINTESI
-La ricerca dell'Università di Ferrara, sviluppata con la Regione Emilia-Romagna, propone un nuovo approccio per valutare la funzionalità post-sismica delle opere idrauliche.
-I ponti di accesso alle infrastrutture idrauliche sono elementi strategici: un loro danneggiamento può compromettere la gestione delle piene e delle emergenze.
-Le ispezioni sul territorio ferrarese hanno evidenziato diffuse criticità dovute al degrado, come distacchi di copriferro, corrosione delle armature e deterioramento dei ponti in muratura.
-I casi studio analizzati dimostrano che il malfunzionamento di un singolo ponte può ridurre l'operatività dell'intero sistema idraulico, con conseguenze sulla sicurezza del territorio.
-L'evoluzione dalla metodologia FMEA all'AFMEA mira a definire un indice quantitativo di rischio funzionale, utile alla Protezione Civile per programmare manutenzione, priorità di intervento e gestione delle emergenze.

Video

Ponti e opere idrauliche: funzionalità dopo sisma elemento strategico per sicurezza del territorio

Dissesto Idrogeologico

Frane, alluvioni ed erosione mettono a rischio il territorio. Su INGENIO trovi strumenti, normative e soluzioni per prevenire e gestire il dissesto idrogeologico con approccio tecnico e integrato.

Scopri di più

Infrastrutture

Tutto sul mondo delle infrastrutture: progettazione, tecnologie, controlli, digitalizzazione e normativa. Questo topic offre approfondimenti tecnici, casi studio e contributi di esperti.

Scopri di più

Ingegneria Strutturale

L’ingegneria strutturale garantisce sicurezza e durabilità alle costruzioni. Scopri su INGENIO materiali, norme, tecnologie e soluzioni per progettare, rinforzare e monitorare strutture nuove ed esistenti.

Scopri di più

Miglioramento sismico

Area di Ingenio dedicata tema degli interventi di miglioramento sismico delle strutture: normativa vigente, modalità e tecnologie di intervento nonché casi applicativi

Scopri di più

Ponti e Viadotti

News e approfondimenti riguardanti il tema dei ponti e viadotti: l’evoluzione normativa, gli strumenti digitali per la progettazione, il controllo e il monitoraggio, i materiali e le soluzioni tecniche, il controllo e la manutenzione, la formazione e i progetti nazionali e internazionali.

Scopri di più

Sismica

Tutti gli articoli pubblicati da Ingenio nell’ambito della sismologia e dell’ingegneria sismica.

Scopri di più

Leggi anche