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FABRE 2026: ponti, viadotti e gallerie tra manutenzione, norme e rischi climatici

Il terzo Convegno FABRE 2026 riunisce ricerca, istituzioni e gestori per migliorare metodi e criteri nella gestione di ponti, viadotti e gallerie. Al centro: nuove norme tecniche, valutazione del rischio, monitoraggio e impatti di eventi estremi e dissesto idrogeologico. INGENIO è media partner e il nostro Direttore Andrea Dari modera l'evento.

Stanno proseguendo all’Auditorium della Tecnica (EUR) i lavori del III Convegno FABRE 2026 – “Ponti, viadotti e gallerie esistenti: dove ricerca, innovazione e applicazioni si incontrano”, appuntamento che in quattro giornate (16–19 febbraio) mette attorno allo stesso tavolo mondo scientifico - universitario, gestori, istituzioni e professionisti.

  

Chi è FABRE e che cos’è il Consorzio FABRE?

FABRE è, prima di tutto, un luogo di connessione operativa: un contesto dove le competenze accademiche e tecnico-scientifiche dialogano con chi gestisce e controlla il patrimonio infrastrutturale, con l’obiettivo di far evolvere metodi, strumenti e criteri decisionali verso un approccio più omogeneo e nazionale, basato anche su valutazioni di rischio e priorità di intervento. Il convegno nasce proprio da questa impostazione: mettere in filiera ricerca, gestione e indirizzo istituzionale, traducendo esperienze e risultati in pratiche condivise.

Il programma 2026 riflette bene questa ambizione, coprendo temi che vanno da ispezione, classificazione e monitoraggio, al rischio idraulico e frane, fino alle azioni eccezionali ed eventi estremi e agli approcci per la valutazione dell’affidabilità strutturale delle opere esistenti.

 

L’apertura: istituzioni e prospettiva normativa

La prima mattinata si è aperta con gli interventi istituzionali di Walter Salvatore, presidente del Consorzio Fabre, di Massimo Sessa (Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici), Emanuele Renzi (ANSFISA) e Angelo Gemelli (Anas S.p.A.).

Nel passaggio dedicato a Sessa, il focus è stato rivolto alle Nuove Norme Tecniche e alla loro relazione con i nuovi Eurocodici in uscita. Durante il confronto, Andrea Dari – che ha moderato la sessione – ha posto una domanda sul ruolo che hanno avuto le Linee Guida approvate nell’aprile 2020 nel rendere possibile, in questi anni, un percorso più strutturato di manutenzione e messa in sicurezza del patrimonio infrastrutturale. Il presedente Sessa ha evidenziato come le Linee Guida abbiano rappresentato un vero supporto “di metodo” per il percorso normativo, destinato a proseguire e consolidarsi nelle NTC, con un elemento destinato a incidere concretamente sul lavoro dei tecnici: l’introduzione del grado di affidabilità delle opere esistenti, parametro che inizialmente potrà generare complessità operative ma che dovrà diventare uno strumento ordinario di progettazione.

 

Vista dalla postazione dei relatori di una grande sala conferenze moderna, con platea piena di persone sedute su poltrone chiare. Il pubblico è composto da uomini e donne in abiti formali, alcuni guardano il palco, altri consultano il telefono. Sul soffitto si vede una struttura circolare illuminata di blu. In primo piano c’è un cartellino con il nome ‘Andrea Dari’
Il Convegno FABRE 2026 si svolge all'Auditorium della Tecnica di Roma (Crediti: INGENIO)

 

Ponte sullo Stretto: progetto definitivo, costruzione e controlli sul vento

Tra i momenti più seguiti della mattinata, la relazione a invito di Achille Devitofranceschi (Stretto di Messina S.p.A.) dedicata a “L’Opera di Attraversamento dello Stretto di Messina – prestazioni ed aspetti tecnici”.

Un intervento particolarmente efficace nel delineare l’impianto del progetto definitivo, con attenzione, non solo alle soluzioni costruttive e tecnologiche, ma anche al sistema di verifiche e controlli sviluppato per valutare gli effetti del vento sull’opera: un tema che, non a caso, è poi tornato al centro del dibattito nella tavola rotonda successiva.

 

Vento estremo e cambiamento climatico: dal dato sperimentale al recepimento normativo

La tavola rotonda Load modeling and response of long span bridges to extreme (non-synoptic) winds ha affrontato un tema che sta diventando un aspetto progettuale da tenere in debita considerazione , ovvero gli eventi estremi non sinottici, intensi e concentrati, con effetti al suolo potenzialmente severi per le costruzioni e per le infrastrutture.

Una sessione che è stata moderata da Claudio Borri (IAWE, Università di Firenze) e Fabio Brancaleoni (E.D.IN. S.r.l. e Sapienza Università di Roma) e che ha visto gli interventi di Allan Larsen, Santiago Hernandez Ibanez, Maria Pia Repetto e Giorgio Diana.

Al centro: la qualità e l’adeguatezza delle banche dati disponibili, gli studi in Galleria del Vento e la prospettiva di una loro evoluzione fino a un possibile recepimento di carattere normativo.

 

Dissesto idrogeologico: l’anticipazione del “Libro Bianco”

Sempre nella mattinata, Silvia Paparella (Ferrara Expo S.r.l.) ha presentato un’anticipazione del lavoro su “Dissesto idrogeologico e infrastrutture di trasporto alla luce del primo Libro Bianco”, iniziativa sviluppata con ANSFISA e RemTech: un contenuto che sarà poi presentato ufficialmente il 5 marzo a Reggio Calabria.

 

Due approfondimenti prima delle parallele: idraulica e geotecnica

Il pomeriggio, prima dell’avvio delle sessioni parallele, ha proposto due interventi “verticali” molto coerenti con il taglio FABRE 2026.

  • Idraulica – Relazione a invito di Diego Panici (University of Exeter, Regno Unito): “Built to last? Identifying and quantifying hydraulic actions from large woody debris accumulations at bridges”, moderata da Armando Brath, Francesco Ballio e Andrea Dari.

Un focus sul rischio idraulico legato, tra l’altro, all’accumulo di materiale legnoso in corrispondenza delle pile e agli effetti sulla sicurezza e sulla regimazione.

  • Geotecnica – Relazione a invito di Edward Nicholas Bromhead, moderata da Vincenzo Simeone e Paolo Simonini, sul tema dell’impatto delle frane sulle infrastrutture e, in particolare, sulle pile.

 

Le sessioni parallele: dalla gestione al post-teso, dal monitoraggio all’idraulica e alle frane

Da metà pomeriggio della prima giornata, si è entrati nel “cuore tecnico” del convegno con le sessioni parallele della prima giornata, articolate per aree di competenza.

Un’impostazione che consente di leggere lo stato dell’arte (e le criticità applicative) su gestione, monitoraggio, idraulica, frane e post-teso, e che proseguirà nei prossimi giorni con un programma ampio e specialistico.

Seconda giornata: spazio ai ponti di grande luce

La seconda giornata della terza edizione del Consorzio Fabre è stata dedicata in particolare ai ponti di grande luce, con un ampliamento dei temi trattati nelle sessioni parallele. I focus principali hanno riguardato:

  • Rischio e resilienza
  • Ponti di grande luce
  • Gallerie
  • Dinamica delle strutture

Il programma della giornata si è rivelato denso e ricco di contributi tecnici.

Dal punto di vista idraulico, è emersa la necessità di ampliare il patrimonio dati disponibile e di selezionare con attenzione il posizionamento dei sensori, così da garantire una lettura affidabile dell’evoluzione dell’opera e del contesto territoriale. È rimasto inoltre aperto il confronto sul futuro delle norme tecniche, che dovranno integrare in modo più puntuale aspetti di idraulica, geotecnica e affidabilità strutturale.

La key lecture del professor Haizhu Xiao, “Design and Aerodynamic Performance of the Xihoumen Bridge”, ha offerto una panoramica sui principali ponti di grande luce realizzati negli ultimi anni, evidenziando anche l’efficienza delle tempistiche di costruzione, spesso inferiori ai tre anni.

 

Terza giornata: lente di ingrandimento su gallerie e infrastrutture strategiche

La terza giornata della III edizione del Convegno Fabre ha posto al centro dell’attenzione il tema delle gallerie, infrastrutture strategiche strettamente connesse ai diversi flussi veicolari e oggetto di specifiche Linee Guida pubblicate nel 2022. È opportuno richiamare questo riferimento temporale per evidenziare l’intenso lavoro svolto negli ultimi tre anni: i gestori, avviato il processo di classificazione e gestione del rischio, hanno raggiunto almeno il livello 3, ossia la fase decisionale in cui si definiscono le priorità di intervento per ciascuna opera analizzata.

Da questo percorso emerge un elemento di grande valore: la circolarità delle competenze tra università, gestori e stakeholder. Un modello virtuoso che non riguarda solo le gallerie, ma anche ponti e viadotti, e che rappresenta una vera milestone per il Consorzio Fabre. Tale collaborazione favorisce l’evoluzione verso un futuro aggiornamento delle Linee Guida e, soprattutto, un avanzamento del concetto di accettabilità del rischio.

A Roma prosegue il Convegno FABRE: nella terza giornata si è parlato di Gallerie, monitoraggio infrastrutturale e utilizzo di BIM e IA. (Crediti: INGENIO)

La responsabilità dell’infrastruttura deve essere intesa in modo completo: non solo un tema progettuale, ma un processo che richiede trasferimento di conoscenza, continuità gestionale e consapevolezza da parte dell’ente gestore o proprietario rispetto alle modalità e alle tempistiche di controllo e manutenzione. In questo contesto, il giudizio esperto e una lettura critica del dato assumono un ruolo sempre più centrale.

Si apre così l’interrogativo su quanto l’Intelligenza Artificiale potrà supportare o eventualmente sostituire alcune fasi dei processi decisionali. La risposta è ancora incerta, ma è evidente che monitoraggio, digital twin e modellazione BIM stanno acquisendo un ruolo crescente, offrendo nuove possibilità di archiviazione, analisi e pianificazione degli interventi.

Le sessioni svolte oggi hanno riguardato i seguenti temi:

  • Gallerie
  • Monitoraggio
  • Frane
  • Interventi
  • Muratura
  • Post teso
  • Ponti ferroviari
  • Gemelli digitali e bim

  

INGENIO media partner: follow-up con interviste e approfondimenti

Anche per questa terza edizione INGENIO è media partner dell’evento e seguirà i lavori con interviste e approfondimenti lungo tutte le quattro giornate, per restituire ai professionisti una lettura tecnica ma “utilizzabile”: cosa cambia nelle regole, cosa cambia nei metodi, e cosa significa – davvero – passare dalla cultura dell’emergenza a una gestione ordinaria, tracciabile e basata sui dati.

  

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Comitato Organizzatore

  • Walter Salvatore, Università di Pisa;
  • Paolo Clemente, Consorzio Fabre;
  • Fabrizio Paolacci, Università Roma Tre;
  • Alessio Lupoi, Sapienza Università di Roma;
  • Agnese Natali, Università di Pisa Francesca Mattei, Università di Pisa Chiara Ormando, ENEA;
  • Gianluca Quinci, Università Rome Tre

 

LA LOCANDINA DELL'EVENTO È SCARICABILE IN ALLEGATO.

 

(Crediti: INGENIO)

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