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Prestazioni al fuoco delle murature in laterizio: il valore delle applicazioni estese nel sistema Danesi

Dalla prova sperimentale al sistema certificato: come le applicazioni estese ampliano le prestazioni al fuoco dei blocchi in laterizio e supportano la progettazione antincendio.

Le murature in laterizio rappresentano una soluzione altamente performante per la protezione passiva al fuoco. Grazie ai rapporti di applicazione estesa (EXAP), oggi è possibile ampliare il campo di validità delle prove sperimentali a numerose configurazioni costruttive. L’esperienza di Fornaci Laterizi Danesi dimostra come, partendo da una prova EI 180 su parete non intonacata, sia possibile sviluppare un sistema certificato che garantisce flessibilità progettuale, sicurezza normativa e applicabilità anche per pareti di grande altezza.


Laterizio e resistenza al fuoco: una prestazione intrinseca

Nel panorama delle soluzioni per la protezione passiva al fuoco, il laterizio occupa da sempre una posizione di rilievo. La sua natura inorganica, la stabilità alle alte temperature e la configurazione alveolare dei blocchi lo rendono particolarmente adatto alla realizzazione di compartimentazioni resistenti al fuoco. Nel caso di pareti di tamponamento, le prestazioni sono espresse secondo la classificazione europea EI, che definisce la tenuta ai fumi e alle fiamme e la capacità di isolamento termico.

Nel caso analizzato, una parete in blocchi POROTON® di spessore 20 cm ha raggiunto una classificazione EI 180.

Un dato particolarmente significativo, soprattutto considerando che la prova è stata eseguita su una muratura non intonacata, quindi nella configurazione più gravosa possibile.

Prova di resistenza al fuoco su parete POROTON® non portante: lato non esposto al fuoco a fine prova. Fornaci Laterizi Danesi
Prova di resistenza al fuoco su parete POROTON® non portante: lato non esposto al fuoco a fine prova. (Fornaci Laterizi Danesi)

Cosa significa EI 180 dal punto di vista ingegneristico

La classificazione EI 180 indica che un elemento costruttivo, sottoposto a prova normalizzata di resistenza al fuoco, mantiene per 180 minuti due prestazioni fondamentali: E, cioè la tenuta a fiamme e gas caldi, e I, cioè l’isolamento termico verso il lato non esposto all’incendio. In termini ingegneristici non è quindi una “resistenza del materiale” in senso generico, ma la prestazione verificata di un sistema costruttivo completo, comprensivo di elementi, giunti, malta, posa e condizioni al contorno. Il valore EI 180 significa che, nella configurazione provata o ammessa dal campo di applicazione della certificazione, la parete contribuisce alla compartimentazione antincendio impedendo il passaggio del fuoco e limitando la trasmissione del calore per tre ore.


La condizione più severa: parete non intonacata

Uno degli elementi distintivi delle certificazioni sviluppate è proprio la scelta di testare la parete “faccia a vista”, senza alcun rivestimento.

Questa condizione, esplicitamente riportata nel rapporto di classificazione, rappresenta lo scenario più sfavorevole in termini di resistenza al fuoco.

Dal punto di vista progettuale, questo si traduce in un vantaggio concreto: le prestazioni ottenute risultano automaticamente estensibili anche a pareti intonacate o rivestite, come previsto dai criteri normativi di applicazione estesa. In pratica, il progettista può contare su una certificazione già cautelativa, che copre condizioni reali più favorevoli.

(Immagine a sinistra) Propagazione dell'incendio attraverso la facciata, (Immagine a destra) i blocchi Normablok Più garantiscono la sicurezza in caso di incendio evitando la propagazione del fuoco in facciata.
(Immagine a sinistra) Propagazione dell'incendio attraverso la facciata, (Immagine a destra) i blocchi Normablok Più garantiscono la sicurezza in caso di incendio evitando la propagazione del fuoco in facciata. (Fornaci Laterizi Danesi)

Applicazioni estese: da test puntuale a sistema certificato

Le prove al fuoco, per loro natura, riguardano una configurazione specifica. Tuttavia, le norme europee consentono di estendere i risultati ad altre soluzioni costruttive tramite i rapporti EXAP (Extended Application).

In questo ambito, Fornaci Laterizi Danesi ha sviluppato un sistema di applicazione estesa particolarmente strutturato e avanzato, che consente di trasferire i risultati di una prova di riferimento con classificazione EI 180 a un’ampia gamma di blocchi POROTON® , appartenenti a diverse famiglie e con differenti spessori.

L’analisi tecnica condotta nei rapporti di applicazione estesa prende in esame in modo sistematico tutti i parametri rilevanti — geometria, foratura, densità, resistenza meccanica, tipologia di giunti e finiture — permettendo di estendere le prestazioni a numerose configurazioni reali di cantiere, nel pieno rispetto dei criteri normativi

Il risultato non è semplicemente una certificazione, ma un vero e proprio sistema prestazionale integrato, pensato per accompagnare il progettista dalla fase di concept fino alla realizzazione in opera.

Sistema costruttivo in laterizio NORMABLOK PIÙ di Fornaci Laterizi Danesi in grado di garantire la massima protezione in caso di incendio.
Sistema costruttivo in laterizio NORMABLOK PIÙ di Fornaci Laterizi Danesi in grado di garantire la massima protezione in caso di incendio. (Fornaci Laterizi Danesi)

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Estensione in altezza: un plus progettuale concreto

Tra gli aspetti più interessanti delle certificazioni sviluppate da Fornaci Laterizi Danesi emerge la possibilità di estendere le prestazioni anche in termini di altezza della muratura. I criteri di applicazione estesa consentono infatti di certificare pareti fino a 8 metri di altezza, un dato di particolare rilevanza per la progettazione antincendio.

Questa caratteristica si traduce in un vantaggio competitivo concreto per il progettista, che può contare su soluzioni già validate anche per compartimentazioni verticali di grande sviluppo, senza dover ricorrere a sistemi alternativi più complessi o onerosi.

La possibilità di utilizzare la stessa tecnologia sia in edifici multipiano sia in contesti industriali e logistici consente inoltre di standardizzare le scelte progettuali, migliorando l’efficienza complessiva del processo edilizio.

A ciò si aggiunge un ulteriore beneficio: la presenza di un limite già certificato riduce la necessità di verifiche specifiche, rendendo più rapido e lineare l’iter progettuale e autorizzativo.

I criteri tecnici alla base delle estensioni

L’affidabilità delle applicazioni estese si fonda su criteri normativi rigorosi, che regolano in modo preciso la possibilità di variare i parametri del sistema costruttivo. L’analisi non si limita infatti al singolo elemento, ma prende in considerazione l’intero comportamento della muratura.

Tra gli aspetti più rilevanti rientrano la geometria e lo spessore degli elementi, che possono essere incrementati rispetto al campione testato, così come la percentuale di foratura, purché rimanga all’interno dello stesso gruppo normativo e non superi i limiti previsti. Anche le caratteristiche meccaniche giocano un ruolo fondamentale: le prestazioni possono essere estese a elementi con resistenza a compressione pari o superiore rispetto a quella della prova.

Particolare attenzione viene inoltre dedicata ai materiali complementari e alle modalità di posa. Le applicazioni estese considerano infatti la compatibilità tra diverse tipologie di malte e configurazioni dei giunti, oltre alle possibili varianti di finitura superficiale. In questo senso, il fatto che la prova di riferimento sia stata eseguita in assenza di intonaco rappresenta un elemento determinante, in quanto consente di estendere i risultati anche a soluzioni rivestite, più favorevoli dal punto di vista prestazionale.

Nel complesso, questo approccio garantisce una piena coerenza tra la sperimentazione di laboratorio e le condizioni reali di utilizzo in cantiere.

I vantaggi per la progettazione

L’integrazione tra prove sperimentali e applicazioni estese genera benefici concreti lungo tutta la filiera edilizia, a partire dalla fase progettuale. Il progettista ha infatti la possibilità di scegliere tra diverse soluzioni costruttive mantenendo invariata la classe di resistenza al fuoco, con un conseguente aumento della flessibilità progettuale e della libertà compositiva.

Allo stesso tempo, la disponibilità di certificazioni estese consente di ridurre tempi e costi, evitando la necessità di nuove prove e semplificando le verifiche richieste. Questo si traduce in un processo più efficiente e prevedibile, particolarmente apprezzato nelle commesse complesse.

Dal punto di vista normativo, le estensioni si basano su riferimenti europei codificati e su criteri rigorosamente definiti, garantendo affidabilità e tracciabilità delle prestazioni. Inoltre, la possibilità di applicare il sistema anche a pareti di grande altezza rende queste soluzioni particolarmente adatte a edifici complessi e compartimentazioni di larga scala.

Non meno importante è il supporto tecnico: la documentazione sviluppata da Danesi rappresenta un vero e proprio strumento operativo, che facilita il lavoro di progettisti, imprese e professionisti antincendio, riducendo le incertezze e accelerando le scelte.


Il sistema Danesi: un approccio evoluto alla certificazione

L’esperienza di Fornaci Laterizi Danesi evidenzia un approccio evoluto alla certificazione delle prestazioni al fuoco, basato sull’integrazione tra prova sperimentale e applicazione normativa.

Certificazioni delle prestazioni al fuoco. Tra gli aspetti più interessanti delle certificazioni sviluppate da Fornaci Laterizi Danesi emerge la possibilità di estendere le prestazioni anche in termini di altezza della muratura.
Certificazioni delle prestazioni al fuoco. Tra gli aspetti più interessanti delle certificazioni sviluppate da Fornaci Laterizi Danesi emerge la possibilità di estendere le prestazioni anche in termini di altezza della muratura. (Fornaci Laterizi Danesi)

Attraverso un articolato sistema di applicazione estesa, l’azienda ha costruito un quadro certificativo in grado di estendere la classificazione EI 180 a numerosi prodotti e a diverse configurazioni costruttive, garantendo continuità tra quanto testato in laboratorio e quanto realizzato in cantiere

Questo approccio consente di trasformare un dato sperimentale puntuale in un vantaggio progettuale concreto, offrendo al mercato soluzioni affidabili, validate e immediatamente utilizzabili.

Si tratta di un percorso che valorizza il laterizio non solo come materiale da costruzione, ma come una piattaforma tecnologica certificata, capace di rispondere alle esigenze della progettazione contemporanea in termini di sicurezza, efficienza e semplificazione.

Le murature in laterizio si confermano una scelta efficace e affidabile per la protezione passiva al fuoco. L’utilizzo delle applicazioni estese, unito a un’attività strutturata di certificazione, consente oggi di ampliare significativamente le possibilità progettuali, semplificare i processi di verifica e garantire elevati standard di sicurezza.

In questo scenario, le certificazioni al fuoco assumono un ruolo sempre più strategico, trasformandosi da semplice requisito normativo a vero e proprio fattore abilitante della progettazione.

L’approccio sviluppato da Fornaci Laterizi Danesi va proprio in questa direzione: mettere a disposizione del progettista non solo un prodotto, ma un sistema completo, affidabile e già validato, in grado di semplificare le scelte e aumentare il valore complessivo del progetto.

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FAQ TECNICHE: Murature EI 180 in laterizio per antincendio | Ingenio

Che cosa indica la classificazione EI 180 per una muratura in laterizio?

La classificazione EI 180 indica che l’elemento costruttivo ha garantito, secondo il metodo di prova e classificazione applicabile, la tenuta alle fiamme e ai gas caldi e l’isolamento termico per 180 minuti.
La lettera E riguarda l’integrità, cioè la capacità di impedire il passaggio di fiamme e gas.
La lettera I riguarda l’isolamento, cioè il controllo dell’aumento di temperatura sul lato non esposto al fuoco.
Il valore va sempre letto insieme al rapporto di classificazione e al relativo campo di applicazione.

In quali contesti si usano murature in laterizio resistenti al fuoco?

Le murature in laterizio EI sono utilizzate per compartimentazioni antincendio, pareti di separazione, tamponamenti interni ed esterni non portanti e delimitazioni tra aree con diverso carico d’incendio.
Sono particolarmente utili in edifici civili, scuole, ospedali, autorimesse, edifici produttivi, logistica e grandi comparti industriali. Il loro impiego è rilevante quando il progettista cerca una soluzione massiva, stabile alle alte temperature e compatibile con sistemi costruttivi tradizionali.

Quali norme regolano prove, classificazione e applicazioni estese?

Il riferimento per la prova di resistenza al fuoco delle pareti non portanti è la EN 1364-1, utilizzata per determinare la prestazione dell’elemento. La classificazione europea delle prestazioni al fuoco avviene secondo EN 13501-2, che include anche la classificazione basata su applicazioni estese. Per le murature non portanti, il riferimento specifico per le applicazioni estese è EN 15254-2, dedicata a pareti in muratura e blocchi di gesso testati secondo  EN 1364-1.

Qual è il vantaggio di una prova su parete non intonacata?

Una parete non intonacata rappresenta generalmente una configurazione più severa rispetto a una parete intonacata o rivestita, perché non beneficia del contributo protettivo dello strato superficiale. Se la prova raggiunge EI 180 in questa condizione, il risultato può offrire una base cautelativa per estensioni verso soluzioni più favorevoli. La reale estendibilità deve però essere confermata dal rapporto EXAP e dal campo di applicazione del rapporto di classificazione.

Che cosa sono le applicazioni estese EXAP nel caso delle murature?

Le applicazioni estese EXAP consentono di ampliare il campo di validità di una prova sperimentale a configurazioni costruttive non identiche a quella testata. Nel caso delle murature, possono riguardare spessore, geometria del blocco, foratura, densità, resistenza meccanica, malta, giunti, finiture e dimensioni dell’elemento.
Non sono una libera interpretazione progettuale: devono essere redatte secondo criteri normativi e documentate da un rapporto tecnico specifico.

Come si applicano queste certificazioni nella progettazione antincendio?

Il progettista deve verificare che la parete prevista in progetto rientri nel campo di applicazione diretto o esteso della prova. Occorre controllare spessore, altezza, tipo di blocco, malta, posa, finiture, vincoli laterali, giunti e condizioni di installazione. La documentazione del produttore deve essere coerente con il progetto antincendio e con la pratica di prevenzione incendi.

Quali errori evitare nella scelta di una muratura EI in laterizio?
Il primo errore è considerare la classe EI come un dato assoluto del blocco, mentre la prestazione riguarda l’intero sistema murario. Il secondo è applicare una certificazione a spessori, altezze, malte o configurazioni non comprese nel rapporto. Il terzo è trascurare giunti, connessioni, attraversamenti impiantistici e dettagli esecutivi, che possono compromettere la continuità della compartimentazione.
Ogni scelta deve essere coerente con rapporto di prova, classificazione ed eventuale EXAP.


RIFERIMENTI NORMATIVI (UNI)

UNI EN 1364-1:2015
Prove di resistenza al fuoco per elementi non portanti - Parte 1: Pareti
È la norma di prova per determinare la resistenza al fuoco delle pareti non portanti. È rilevante perché la prestazione EI 180 richiamata nell’articolo deriva da una prova su parete di tamponamento/non portante. La EN 1364-1 è applicabile a pareti interne non portanti, con o senza vetrature, e ad altre pareti non portanti interne ed esterne.

UNI EN 13501-2:2023
Classificazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da costruzione - Parte 2: Classificazione in base ai risultati delle prove di resistenza al fuoco e/o di controllo del fumo, esclusi i sistemi di ventilazione
È la norma di classificazione che consente di attribuire la classe EI agli elementi costruttivi sulla base dei risultati di prova e, quando previsto, delle applicazioni estese. È centrale per collegare il dato sperimentale alla classificazione utilizzabile in progetto.

UNI EN 15254-2:2009
Applicazione estesa dei risultati di prove di resistenza al fuoco - Pareti non portanti - Parte 2: Muratura e blocchi di gesso
È il riferimento specifico per i rapporti EXAP applicati a pareti non portanti in muratura. La norma fornisce criteri e procedure per variare prodotti e parametri costruttivi di pareti realizzate con elementi in laterizio, silicato di calcio, calcestruzzo, calcestruzzo aerato autoclavato e blocchi di gesso, provate secondo EN 1364-1.

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