Procedura ottimale di adeguamento sismico per strutture esistenti in c.a. mediante un Algoritmo Genetico implementato in OpesSEESP
L’articolo presenta una procedura di ottimizzazione dell’adeguamento sismico basata su algoritmi genetici integrati con modelli FEM non lineari e calcolo ad alte prestazioni. Il metodo consente di individuare soluzioni tecnicamente conformi e economicamente ottimali per edifici esistenti in cemento armato.
La relazione presentata da Francesco Nigro all’ANIDIS 2025 di Assisi ha affrontato uno dei nodi centrali dell’ingegneria strutturale contemporanea: l’adeguamento sismico del costruito esistente come problema non solo tecnico, ma anche economico e decisionale. Il lavoro, sviluppato nell’ambito della sua tesi di dottorato sotto la supervisione del professor Enzo Martinelli, propone una procedura di ottimizzazione basata su algoritmi genetici, integrata con modelli numerici avanzati e con l’uso del calcolo ad alte prestazioni.
Dal rischio sismico all’ottimizzazione delle risorse
Il contesto di partenza è ben noto: il patrimonio edilizio italiano è caratterizzato da un’elevata vulnerabilità sismica e, allo stesso tempo, da un costo potenziale di adeguamento estremamente elevato, come evidenziato anche da recenti stime del Consiglio Nazionale degli Ingegneri. In questo scenario, l’adeguamento sismico non può più essere visto esclusivamente come un problema di verifica o di progetto puntuale, ma come un problema di allocazione ottimale delle risorse disponibili.
L’idea chiave è trattare la scelta degli interventi come un problema di ottimizzazione multi-vincolo: minimizzare una funzione obiettivo, tipicamente il costo complessivo dell’intervento, garantendo al contempo il rispetto dei requisiti prestazionali imposti dalla normativa vigente. In questo senso, l’intelligenza artificiale e le tecniche di soft computing non sostituiscono il progettista, ma diventano strumenti di supporto nella fase di decision making.
XX Convegno ANIDIS: focus su sicurezza sismica e vulnerabilità del costruito
Ad Assisi si è svolto il XX Convegno ANIDIS, principale appuntamento per la comunità dell’ingegneria sismica. Al centro del dibattito: vulnerabilità del costruito, tecniche di rinforzo, monitoraggio strutturale, nuovi materiali, strategie multi-hazard e politiche di riduzione del rischio. INGENIO segue l’evento con video e interviste ai protagonisti.
LEGGI L'APPROFONDIMENTO
L’adeguamento sismico come problema di ottimizzazione
La procedura illustrata da Nigro formalizza l’adeguamento sismico come un problema di ricerca nello spazio delle soluzioni possibili. Ogni soluzione rappresenta una combinazione di interventi locali e globali applicati alla struttura esistente, e viene valutata in termini di prestazione sismica e di costo.
L’algoritmo genetico opera su una popolazione di soluzioni candidate, dette individui, che evolvono iterativamente attraverso operatori di selezione, crossover e mutazione. A ogni iterazione, ciascun individuo viene analizzato mediante analisi pushover non lineari, così da verificare il rispetto dei vincoli prestazionali e calcolare il valore della funzione obiettivo.
Il cuore del metodo risiede proprio in questo ciclo iterativo: generazione delle soluzioni, analisi strutturale, valutazione dei vincoli e aggiornamento della popolazione, fino al raggiungimento di un criterio di ottimalità.
La definizione del “cromosoma” strutturale
Per rendere operativo l’algoritmo genetico è necessario definire in modo rigoroso il cromosoma, ovvero la rappresentazione numerica di una soluzione di adeguamento. Nella procedura sviluppata, il cromosoma include sia interventi locali sia interventi globali.
Dal punto di vista locale, sono stati considerati interventi di confinamento delle colonne mediante tessuti in fibra di carbonio (FRP). A ogni colonna è associato un numero intero che indica il numero di strati di confinamento, con il valore zero a rappresentare l’assenza di intervento.
Sul piano globale, il cromosoma descrive l’inserimento di controventi in acciaio, selezionati da un sagomario di profili commerciali. Ogni identificativo numerico corrisponde a una specifica combinazione di diametro e spessore, con regole semplificate per la variazione dello spessore lungo l’altezza dell’edificio, coerenti con la distribuzione delle forze di piano prevista dall’analisi statica lineare.
Modellazione FEM avanzata in OpenSees
L’intera procedura è implementata in ambiente OpenSees, sfruttandone la flessibilità nella modellazione non lineare. Gli elementi strutturali sono modellati con elementi force-based beam-column a plasticità distribuita, con più punti di integrazione lungo l’asta, che consentono di modificare il legame costitutivo in funzione degli interventi di rinforzo.
Per il confinamento con FRP, gli effetti del rinforzo sono introdotti direttamente nel modello attraverso l’aggiornamento delle leggi costitutive del calcestruzzo, utilizzando relazioni derivate dalle linee guida CNR. In questo modo, il beneficio dell’intervento locale viene catturato in modo coerente già a livello di analisi non lineare.
Gli interventi globali prevedono l’inserimento di controventi in acciaio e, ove necessario, l’adeguamento delle colonne adiacenti mediante incamiciatura in acciaio. Particolare attenzione è stata posta alla modellazione del comportamento post-buckling delle diagonali, introducendo eccentricità iniziali che consentono di simulare la perdita progressiva di rigidezza e resistenza in compressione durante l’analisi pushover.
High Performance Computing come fattore abilitante
Un aspetto cruciale della procedura è il costo computazionale. Ogni iterazione dell’algoritmo genetico richiede l’esecuzione di centinaia di analisi pushover, una per ciascun individuo della popolazione. Senza una strategia di parallelizzazione, i tempi di calcolo diventerebbero incompatibili con l’uso pratico dello strumento.
Per questo motivo, la procedura è stata concepita fin dall’inizio per l’esecuzione parallela, sfruttando ambienti di High Performance Computing. Le applicazioni presentate sono state eseguite anche su un supercomputer dell’Arizona State University, con l’impiego simultaneo di oltre un centinaio di core. Questo approccio non solo riduce drasticamente i tempi di calcolo, ma facilita anche la gestione dell’enorme mole di dati generata dalle analisi.
Applicazione a un edificio in cemento armato esistente
La procedura è stata applicata a un edificio a telaio in cemento armato con otto campate in entrambe le direzioni, progettato secondo criteri antecedenti alla normativa sismica moderna e ipoteticamente localizzato in una zona a elevato rischio sismico. La struttura presenta una marcata irregolarità di rigidezza, dovuta al minor numero di telai in una delle due direzioni principali.
La funzione obiettivo è stata definita come il costo economico iniziale dell’intervento, calcolato sulla base del prezzario regionale della Campania. Sono state considerate diverse voci di costo: interventi locali, interventi globali, adeguamenti in fondazione, risoluzione di crisi fragili e una penalità associata alle soluzioni che non soddisfano i requisiti prestazionali.
I vincoli prestazionali sono stati definiti in accordo con il DM 7 marzo 2017, sia in termini di sicurezza alla salvaguardia della vita sia di perdita annua media (PAM), coerentemente con la classificazione del rischio sismico.
Risultati e interpretazione ingegneristica
Sono stati analizzati due scenari: nel primo si richiedeva il raggiungimento della classe di rischio A+, nel secondo un miglioramento fino alla classe B. In entrambi i casi, l’algoritmo genetico ha mostrato una buona convergenza verso soluzioni ottimali, con risultati coerenti dal punto di vista ingegneristico.
Nel caso più severo, le soluzioni convergono verso layout fortemente controventati su tutte le facciate perimetrali, con un costo complessivo dell’ordine del milione di euro. Nel caso del requisito meno stringente, il costo si riduce sensibilmente e, soprattutto, cambia la distribuzione degli interventi: i controventi vengono concentrati prevalentemente nella direzione più debole, dimostrando la capacità dell’algoritmo di “leggere” il comportamento strutturale globale.
L’analisi dell’evoluzione dell’intera popolazione, e non solo del migliore individuo, mostra la formazione di cluster di soluzioni simili, segno di un’esplorazione efficace dello spazio delle soluzioni, pur a fronte di un numero limitato di strutture effettivamente analizzate rispetto allo spazio teorico delle combinazioni possibili.
Il lavoro presentato conferma come le tecniche di ottimizzazione basate su algoritmi genetici, integrate con modelli FEM avanzati e supportate dal calcolo ad alte prestazioni, possano rappresentare un valido ausilio per l’ingegnere strutturale. Non si tratta di automatizzare il progetto, ma di fornire strumenti capaci di esplorare in modo razionale e oggettivo un problema complesso, riducendo l’arbitrarietà delle scelte preliminari.
Le prospettive future includono l’ampliamento della libreria degli interventi disponibili, l’introduzione di funzioni obiettivo più articolate e l’integrazione di ulteriori criteri decisionali. In un Paese come l’Italia, dove l’adeguamento sismico del costruito è una sfida tecnica ed economica di scala nazionale, approcci di questo tipo rappresentano una direzione di ricerca di grande interesse applicativo.
DI SEGUITO LA VIDEOREGISTRAZIONE INTEGRALE DELL'INTERVENTO DI FRANCESCO NIGRO.
Il testo è stato redatto mediante la videoregistrazione della relazione, con l'ausilio dell'IA.
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