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Professionisti tecnici: taglio delle parcelle solo con cartelle di pagamento sopra i 5 mila euro

La decurtazione della parcella del professionista tecnico per un incarico affidato da una pubblica amministrazione - che entrerà in vigore dal prossimo 15 giugno - scatterà solo in presenza di cartelle esattoriali per un ammontare complessivo pari almeno a 5.000 euro.

La conversione in legge del DL 38/2026 (Decreto Fiscale) modifica la disciplina sulla verifica degli inadempimenti fiscali nei pagamenti dei compensi ai professionisti tecnici incaricati dalle pubbliche amministrazioni. Dal 15 giugno 2026, la decurtazione delle parcelle non scatterà più per cartelle esattoriali di qualsiasi importo, ma solo in presenza di debiti fiscali complessivi pari o superiori a 5.000 euro. Le PA continueranno a effettuare i controlli ex art. 48-bis DPR 602/1973, ma la trattenuta del compenso sarà limitata ai soli casi di inadempienza rilevante, evitando effetti penalizzanti per irregolarità di modesta entità.


Adempimenti contributivi per esercenti di arti e professioni che svolgono attività presso la PA

Una buona notizia per i professionisti tecnici, in materia di parcelle derivanti da incarichi assegnati dalle pubbliche amministrazioni, arriva dalla conversione in legge del DL 38/2026 - Decreto Fiscale, che nella mattinata del 20 maggio ha incassato il sì definitivo alla Camera, chiamata a votare la questione di fiducia posta dal Governo nello stesso testo licenziato dal Senato il 14 maggio.

Per l'entrata in vigore, ovviamente, è necessaria la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

L'articolo 2-ter, inserito durante l’esame parlamentare, prevede che le PA non siano tenute a verificare l’effettuazione degli adempimenti fiscali da parte degli esercenti di arti e professioni, prima dell’erogazione delle somme dovute quale compenso per l’attività professionale svolta nel caso in cui l’ammontare delle cartelle di pagamento sia pari o inferiore a cinquemila euro.

Si interviene, nello specifico, sulla disciplina recata dal comma 1-ter dell’articolo 48-bis del DPR n. 602 del 1973, il quale viene modificato: le parole “di qualunque ammontare” sono sostituite da “per un ammontare complessivo pari almeno a cinquemila euro”.

In definitiva, la decurtazione della parcella - che entrerà in vigore dal prossimo 15 giugno - scatterà solo in presenza di cartelle esattoriali per un ammontare complessivo pari almeno a 5.000 euro.

Aggiungiamo che le verifiche verranno comunque effettuate dalle PA, in caso di pagamenti superiori ai 5.000 euro, ma la trattenuta della parcella potrà avvenire solo se il professionista risulta inadempiente per cartelle esattoriali di importo complessivo almeno pari a 5.000 euro.

Professionisti tecnici: la PA paga i debiti col Fisco tagliando le parcelle

Per comprendere la novità, è necessario fare un passo indietro alla Legge di Blancio 2026, che a sua volta era intervienuta sull’art. 48-bis del DPR 602/1973 (verifica inadempimenti) introducendo una regola più stringente: le pubbliche amministrazioni e le società a prevalente partecipazione pubblica, prima di pagare somme dovute (anche a titolo di compenso professionale), devono verificare la regolarità fiscale e contributiva del beneficiario (nei limiti e secondo le modalità previste dalla norma).

In pratica, con partenza dal prossimo 15 giugno 2026, le amministrazioni salderanno i debiti fiscali dei professionisti inadempienti (ingegneri, architetti, ecc.), per importi inferiori a 5.000 euro, con un taglio alle parcelle degli stessi tecnici per l'importo equivalente al debito, ma, in virtù della novità di cui vi abbiamo parlato, solo se le cartelle esattoriali superano i 5.000 euro

Di fatto, quindi, il professionista che che lavora per la PA ma ha un arretrato ancora non saldato con Fisco, Inail, Inps cc., non si vedrà negare l'intero compenso, ma solo la quota necessaria a onorare il debito. La somma sarà girata direttamente dall’ente pubblico all’agente della riscossione.

Cosa cambia rispetto alla norma originale

Il controllo della PA rimane legato ai compensi spettanti ai professionisti, ma la riduzione della parcella non opererà più in presenza di cartelle esattoriali di qualunque importo. La decurtazione scatterà solo nei casi in cui l’inadempimento riguardi una o più cartelle per un ammontare complessivo non inferiore a 5.000 euro.

Irregolarità fiscali di modesta entità non andranno quindi a influenzare i pagamenti delle parcelle, che saranno regolarmente onorate. Solo qualora si supererà il limite di 5.000 euro, allora scatterà il rimborso con taglio agli onorari.


FAQ TECNICHE - Taglio parcelle professionisti: le novità

Quando entra in vigore la nuova regola sul taglio delle parcelle?
La modifica si applica dal 15 giugno 2026, data di efficacia delle disposizioni introdotte dal DL 38/2026 una volta pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

In quali casi la PA può ridurre la parcella del professionista?
La decurtazione è possibile solo se il professionista risulta inadempiente per una o più cartelle esattoriali di importo complessivo almeno pari a 5.000 euro.

Le pubbliche amministrazioni devono comunque effettuare i controlli fiscali?
Sì. Le PA restano tenute alla verifica ex art. 48-bis del DPR 602/1973, ma l’esito negativo produce effetti solo oltre la soglia dei 5.000 euro.

Cosa succede se il debito fiscale è inferiore a 5.000 euro?
In presenza di cartelle di importo complessivo pari o inferiore a 5.000 euro, il compenso professionale viene pagato integralmente, senza alcuna trattenuta.

Come viene gestita la somma trattenuta in caso di inadempienza rilevante?
La quota corrispondente al debito fiscale viene trattenuta dalla PA e versata direttamente all’agente della riscossione, senza bloccare l’intero compenso.


IL DDL DI CONVERSIONE DEL DECRETO FISCALE (TESTO A FRONTE) E' SCARICABILE IN ALLEGATO

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