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Consolidamento murature storiche: come progettare interventi efficaci basati sulla compatibilità e durabilità dei materiali

Il recupero e la valorizzazione del patrimonio edilizio in muratura richiedono oggi un approccio sistemico, DRACO propone i sistemi CRM Armamuro, Pietraviva e Pietrasana, che garantiscono rinforzo strutturale, coerenza estetica e protezione idrorepellente nel restauro.

Superare i limiti di compatibilità e durabilità degli interventi tradizionali sulla muratura è possibile. La soluzione proposta da DRACO è un percorso sistemico che unisce le tecnologie di rinforzo a quelle di restauro, entrambe concepite per non alterare gli equilibri chimici, fisici e meccanici del supporto: dal consolidamento strutturale con sistema CRM, al restauro "faccia a vista" con malte a base calce, fino alla protezione finale traspirante.

 

La duplice esigenza del patrimonio edilizio: sicurezza sismica e rispetto dei materiali originari

In Italia, un elevato rischio sismico si interseca con un vasto patrimonio edilizio storico, basato principalmente su muratura, pietra e calcestruzzo. Questo contesto eterogeneo include:

  • case nei centri storici, caratterizzate da interconnessioni strutturali con gli edifici adiacenti;
  • edifici rurali come le cascine di campagna, che necessitano di ristrutturazione, pur in assenza di danni sismici diretti;
  • chiese, soggette a specifici vincoli di tutela;
  • edifici pubblici, le cui caratteristiche identitarie devono essere preservate;
  • borghi, dove è fondamentale mantenere l'uniformità estetica e materica degli edifici.

  

Prodotti e sistemi Draco per il consolidamento murature di edifici storici
(© Draco Italiana SpA)

 

Prodotti e sistemi Draco per il consolidamento murature di edifici storici
Pietraviva applicata in un contesto storico civile. A destra Pietraviva “Bianca” e a sinistra Pietraviva “Mattone Chiaro”. (© Draco Italiana SpA)

 

Accanto al recupero post-sisma, la necessità di intervento nasce spesso dal desiderio di un committente di adeguare la sicurezza della propria abitazione o di rinnovarne l'aspetto, ad esempio riqualificando la facciata.

I principi di compatibilità materica e di durabilità, perfezionati nel restauro e nel consolidamento del patrimonio storico, rappresentano oggi il fondamento per qualsiasi intervento a regola d'arte, estendendosi dal patrimonio antico, fino al costruito moderno. Per intervenire in modo completo e coerente, è spesso necessario integrare sistemi di consolidamento strutturale con prodotti per la riqualificazione estetica e la protezione anti-degrado. L'approccio, quindi, non si deve limitare al singolo aspetto strutturale, ma si può concretizza in una gamma completa di soluzioni che coprono l'intero spettro delle esigenze: dal sistema di rinforzo in matrice composita (CRM), fino alle soluzioni per la protezione a lungo termine dei materiali e il pieno controllo degli aspetti estetici.

L'obiettivo di DRACO è proprio quello di valorizzare la qualità del restauro italiano attraverso soluzioni innovative progettate per lavorare in sinergia tra loro e con la tradizione costruttiva locale, un impegno testimoniato dall'adesione ad ASSORESTAURO - Associazione Italiana per il Restauro Architettonico, Artistico, Urbano.

Dalla perdita di monoliticità ai meccanismi di collasso: l’importanza di riconoscere i segnali di degrado nelle murature

La vulnerabilità strutturale di un edificio in muratura è il risultato di un processo di degrado che ne compromette le caratteristiche meccaniche e, soprattutto, il comportamento d'insieme. La perdita di monoliticità delle singole pareti, spesso aggravata dall’inefficacia dei collegamenti, trasforma gradualmente la struttura in un aggregato disconnesso, incapace di distribuire i carichi in modo sicuro. Un progettista attento può riconoscere questo processo in atto da una serie di criticità strutturali ricorrenti:

  • discontinuità e disomogeneità nella tessitura muraria. La compresenza di materiali e tecniche costruttive eterogenee, unita alla perdita di efficacia della malta, crea percorsi di debolezza;
  • carenza di ammorsamento tra pareti ortogonali. L'assenza di collegamenti efficaci impedisce la formazione del "comportamento scatolare" globale, fondamentale per resistere alle azioni orizzontali;
  • compromissione della funzione legante della malta. La disgregazione della malta originaria ne compromette la funzione, riducendo la capacità della parete di assorbire e trasferire gli sforzi;
  • riduzione della resistenza meccanica. Elementi lapidei, mattoni e intonaci possono subire un degrado fisico-chimico (es. polverizzazione, erosione) che ne riduce la resistenza meccanica.

A queste condizioni, si aggiunge la vulnerabilità sismica intrinseca di molti edifici, concepiti e realizzati in assenza di norme sismiche aggiornate e privi di un'adeguata progettazione dei collegamenti. In un territorio come quello italiano, caratterizzato da una diffusa pericolosità sismica, la vulnerabilità ai meccanismi di collasso locale rende indispensabili interventi di consolidamento mirati.

 

Più leggero, durevole e certificato: il rinforzo strutturale con sistema CRM supera l'intonaco armato tradizionale

Nella pratica consolidata degli interventi di miglioramento o adeguamento sismico, una delle soluzioni tradizionali più diffuse per il rinforzo delle murature è stata l'applicazione dell'intonaco armato con rete elettrosaldata. Tale approccio, però, ha mostrato limiti evidenti: un peso eccessivo che complica la posa, problemi di durabilità legati alla corrosione e un'eccessiva rigidezza che impedisce di collaborare efficacemente con la muratura.

L'evoluzione tecnica ha portato a soluzioni di rinforzo in matrice composita - CRM (Composite Reinforced Mortar). Tra questi, il sistema CRM ARMAMURO assicura un significativo incremento prestazionale grazie all'impiego di reti preformate in fibra di vetro (GFRP), che garantiscono vantaggi decisivi, sia per l'applicazione in cantiere, sia in termini di efficacia finale trasferita all’opera:

  • facilità di posa. Sono più leggere delle reti metalliche e più maneggevoli;
  • durabilità. Sono immuni alla corrosione grazie a una impregnazione con matrice epossidica che le protegge dall'alcalinità.

Rispetto ad altre soluzioni composite che mostrano scarsa affinità chimico-fisica con il substrato murario, questa tecnologia offre un equilibrio ottimale tra prestazioni e compatibilità con il supporto. L'efficacia del sistema ARMAMURO sulla muratura è infatti garantita dalla sinergia tra la rete preformata in GFRP e la matrice inorganica della malta a base calce, un aspetto che si rivela decisivo soprattutto su supporti storici, umidi o irregolari.

 

ARMAMURO: la garanzia di un sistema certificato ETA per il rinforzo a norma N.T.C. 2018

Il sistema CRM ARMAMURO, certificato ETA 21/0524, è progettato per intervenire sulle murature secondo i principi delle Norme Tecniche delle Costruzioni (N.T.C. 2018):

  • ripristinare il comportamento monolitico del pannello murario, migliorando la risposta sismica globale;
  • garantire la massima compatibilità con i materiali storici, grazie all'uso di matrici inorganiche;
  • rinforzare senza alterare la traspirabilità del sistema e l'equilibrio termo-igrometrico.

L'ingegneria di ARMAMURO è concepita per incrementare la duttilità di murature complesse, come quelle in pietrame, a sacco, in ciottoli e in tufo.

 

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Box Normativo – Il riferimento delle NTC per gli interventi su murature storiche

Il quadro normativo di riferimento per la progettazione degli interventi di consolidamento delle murature storiche è definito dalle Norme Tecniche per le Costruzioni 2018 (DM 17/01/2018), in particolare dal Capitolo 8 – Costruzioni esistenti.
Il § 8.5.1 “Criteri generali di intervento” stabilisce che ogni intervento deve essere progettato in coerenza con le caratteristiche meccaniche, fisiche e costruttive della struttura esistente, evitando l’introduzione di elementi o materiali non compatibili che possano alterare il comportamento strutturale nel tempo. Il principio di compatibilità non riguarda solo la resistenza, ma anche rigidezza, deformabilità e interazione con i materiali originari.
Il § 8.5.3 “Interventi locali” fornisce il riferimento operativo per gli interventi di consolidamento sulle murature, consentendo azioni mirate che non modificano il comportamento globale dell’edificio e che rispettano il principio del minimo intervento.
La Circolare applicativa n. 7/2019, al § C8.5.1, rafforza tali indicazioni introducendo esplicitamente i concetti di durabilità, compatibilità e reversibilità degli interventi, elementi centrali per la conservazione del patrimonio edilizio storico.

PIETRAVIVA: consolidamento strutturale efficace mantenendo la muratura "faccia a vista"

Come si consolida una muratura storica senza nasconderne la tessitura originale? La sfida del restauro "faccia a vista" impone di trovare un equilibrio tra il ripristino della sicurezza statica e il rispetto dell'autenticità materica. Dal momento che un rivestimento coprente occulterebbe il paramento lapideo, l'intervento deve necessariamente concentrarsi sulla stilatura dei giunti, un'operazione che assume una duplice funzione.

Innanzitutto, la malta deve possedere prestazioni meccaniche certificate (es. classe M10 secondo UNI EN 998-2), che ne attestino la funzione strutturale e l'idoneità all'impiego in murature portanti, anche in zona sismica. Oltre a questo, deve garantire una resa estetica filologicamente corretta, dando alla muratura il colore desiderato.

Nasce per questa esigenza PIETRAVIVA, una malta strutturale premiscelata a base di calce idraulica naturale, la cui formulazione è pienamente compatibile con il sistema di rinforzo CRM ARMAMURO. La sua composizione con leganti idraulici, calce, inerti naturali e sabbie colorate è studiata per soddisfare simultaneamente i requisiti statici ed estetici, rendendola ideale per l’esecuzione di murature strutturali a vista e per la stuccatura di fughe storiche.

 

Prodotti e sistemi Draco per il consolidamento murature di edifici storici
Pietraviva “Bianca" applicata in un contesto storico civile (© Draco Italiana SpA)

 

Oltre al consolidamento, i giunti stilati con PIETRAVIVA acquisiscono benefici ulteriori con funzione anti-degrado: prevengono le infiltrazioni d'acqua e l'umidità, evitano la ricomparsa di vegetazione infestante e valorizzano la tessitura originale con una gamma di colorazioni studiate sui cromatismi dei contesti regionali tipici del patrimonio edilizio italiano.

 

Perché la calce idraulica naturale è la malta da restauro ideale per deformabilità e durabilità

Nel restauro e nel consolidamento strutturale, la scelta della matrice legante è un passaggio chiave che determina l'efficacia e la durabilità dell'intervento. L'impiego di malte a base di calce idraulica naturale (NHL) garantiscono una triplice compatibilità con il costruito in muratura:

  • meccanica. Il basso modulo elastico assicura una distribuzione omogenea degli sforzi, evitando concentrazioni di tensione che potrebbero causare fessurazioni o distacchi;
  • chimica. L'assenza di sali solubili e reazioni espansive tipiche dei leganti cementizi previene degradi secondari come muffe ed efflorescenze;
  • fisica. L'elevata permeabilità al vapore acqueo preserva la naturale traspirabilità della muratura, favorendone il corretto equilibrio termo-igrometrico.

L'adozione di un legante con queste caratteristiche è un requisito fondamentale del restauro conservativo, in linea con le prescrizioni delle Soprintendenze ai Beni Culturali. Le formulazioni moderne per il recupero del costruito devono, infatti, riprodurre il comportamento funzionale dei materiali storici. È la norma UNI 10924:2023 a fornire il quadro tecnico per queste malte speciali, definendone i requisiti in termini di aderenza, durabilità e piena compatibilità con i supporti originali. L'esigenza di adottare prodotti compatibili, vincolante nel restauro delle murature storiche, si sta affermando come un valore aggiunto anche nell'edilizia moderna, dove la ricerca di soluzioni traspiranti e sostenibili mira a garantire maggior comfort abitativo e durabilità nel tempo.

 

Protegge e consolida senza sigillare: PIETRASANA, "elisir" di lunga vita per la muratura

L’intervento sulla muratura non può considerarsi completo senza un'adeguata protezione finale. Lasciare la superficie non protetta significa esporla a un nuovo ciclo di deterioramento. La soluzione risiede in un trattamento capace di proteggere la superficie senza compromettere la traspirabilità, come PIETRASANA, un protettivo idrorepellente formulato per rispettare l’equilibrio termo-igrometrico della muratura. Infatti, un errore da evitare in questa fase è l'impiego di materiali che, sigillando la superficie, limitano la naturale permeabilità al vapore. Tale pratica, intrappolando l'umidità, potrebbe innescare meccanismi di degrado secondari ancora più insidiosi.

PIETRASANA agisce proprio per evitare questo rischio. Il suo meccanismo d'azione si basa su una formulazione in micro-emulsione di silicati che penetra in profondità nella microporosità del substrato. Qui, la matrice polimerizza e svolge una duplice azione:

  • consolida, legando le particelle friabili e migliorando la resistenza superficiale;
  • crea una barriera all'acqua, donando spiccate proprietà oleo-idrorepellenti.

Il vantaggio decisivo è che la capacità traspirante del supporto rimane inalterata: il protettivo riveste le pareti dei pori senza occluderli, creando una potente barriera all'ingresso dell'acqua liquida, ma lasciando la struttura aperta al passaggio del vapore. L’efficacia del trattamento si manifesta nel cosiddetto "drop effect": gocce d'acqua, incapaci di bagnare la superficie, che scivolano via senza essere assorbite.

Questo meccanismo può prevenire alla radice il rischio di infiltrazioni, macchie e proliferazione di muffe nei materiali edili assorbenti come calcestruzzo, laterizi, cotto e pietre naturali. Un singolo utilizzo di PIETRASANA è sufficiente a instaurare una protezione attiva, che garantisce la massima durabilità all'opera di ripristino, preservando la salute della muratura nel tempo e aumentando la resistenza all'erosione. Per queste ragioni, PIETRASANA è considerato un vero e proprio "elisir di lunga vita" per i materiali lapidei. L'efficacia del trattamento è confermata anche su superfici verticali, rendendolo ideale per la protezione di muri in sasso. Inoltre, la sua azione protettiva si rivela discriminante per le murature soggette ad agenti aggressivi come soluzioni saline, solfati e degrado atmosferico, una condizione tipica degli ambienti in prossimità di piscine.

Una volta asciutto, il suo aspetto trasparente rimane inalterato, lasciando pienamente apprezzabile l'estetica originaria del manufatto. La resa visiva nel tempo è garantita dalle proprietà autopulenti della superficie, che favoriscono il dilavamento dello sporco.

 

Pietrasana: il trattamento che proteggere superfici lapidee e in laterizio senza compromettere la traspirabilità
Fase applicativa a pennello di Pietrasana e relativa prova di impermeabilizzazione dopo asciugatura del prodotto. (© Draco Italiana SpA)

 

Le 4 principali forme di degrado da valutare prima di qualsiasi intervento sulla muratura

Le fenomenologie di degrado compromettono non solo l'estetica ma anche il valore testimoniale dell'opera che viene lasciata in eredità alle generazioni future. Per un intervento consapevole, è fondamentale riconoscere i principali meccanismi.

  • degrado fisico: deriva da tensioni meccaniche es. (cicli di gelo-disgelo, cristallizzazione dei sali, sbalzi termici) che provocano disgregazione e fratturazione del materiale;
  • degrado chimico: modifica la composizione del materiale a causa dell'azione dell'acqua e degli inquinanti (es. piogge acide), causando polverizzazione e corrosione;
  • degrado biologico: si manifesta in condizioni di umidità con alghe, licheni, muschi e radici che attaccano la superficie, alterandola chimicamente e danneggiandola meccanicamente;
  • degrado antropico: include danni causati dall'uomo, da vandalismo e incuria a interventi di manutenzione errati o realizzati con prodotti incompatibili.

Affrontare un progetto di recupero edilizio richiede una profonda conoscenza dei materiali e delle tecnologie coinvolte. Un approccio sistemico rappresenta oggi la risposta più completa, partendo dall'analisi dello stato conservativo e dei vincoli estetici presenti sul manufatto, per arrivare alla formulazione dell’intervento di rinforzo, prevedendo una protezione efficace dell’investimento. Per coprire l'intero ciclo di intervento, DRACO mette a disposizione soluzioni progettate per lavorare in sinergia: come il sistema di rinforzo strutturale CRM ARMAMURO fino ai prodotti finali per la protezione e l'estetica come “PIETRAVIVA” e “PIETRASANA”. La scelta di soluzioni ben integrate, basate su matrici compatibili e tecnologie protettive traspiranti, garantisce sicurezza e valore nel tempo, sia che si operi su una muratura cinquecentesca o su un edificio del ventesimo secolo.

In sintesi – I punti chiave per il progettista

• La progettazione degli interventi su murature storiche deve basarsi su una conoscenza approfondita del costruito, evitando soluzioni standard e valutando caso per caso.
• La compatibilità dei materiali è essenziale e riguarda aspetti meccanici, fisici e igrometrici, non solo la resistenza strutturale.
• La durabilità dell’intervento dipende dalla coerenza dell’intero sistema di rinforzo e dalla sua interazione nel tempo con la muratura esistente.
• I sistemi CRM offrono un approccio tecnologico idoneo per il consolidamento delle murature storiche, grazie alla loro capacità di lavorare in modo solidale e compatibile con i materiali tradizionali.
• Un intervento efficace rispetta il principio del minimo intervento, migliorando la sicurezza strutturale senza compromettere il valore storico e architettonico dell’edificio.

 


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