Restauro e Conservazione | Materiali e Tecniche Costruttive | Resina | Malte da Restauro
Data Pubblicazione:

Proteggere senza cancellare: al Foro di Traiano la sfida della conservazione delle strutture romane

La conservazione del Foro di Traiano entra in una nuova fase: proteggere circa 5.000 m² di area archeologica, consolidare manufatti e superfici e consentire una maggiore fruizione della piazza antica. Il progetto combina analisi, restauro, protezione del piano di calpestio e ricomposizione di elementi architettonici, ponendo soprattutto la manutenzione programmata al centro della futura gestione del sito.

Aggiungi Ingenio alle tue fonti preferite Direttamente su Google, senza notifiche o iscrizioni Aggiungi Ingenio su Google

Foro di Traiano: nuovi interventi per proteggere le strutture archeologiche e restituire la piazza alla fruizione

Nel Foro di Traiano prende forma un intervento destinato a proteggere il piano di calpestio dell’antica piazza e consentire una più ampia fruizione dell’area archeologica. Il progetto, seguito dalla Sovrintendenza Capitolina, comprende il consolidamento dei resti esistenti e la valorizzazione della configurazione architettonica del Foro. Per la protezione delle superfici sarà impiegato anche un prodotto a base di resina, già sottoposto a test preliminari.


Proteggere ciò che resta di un monumento antico e, nello stesso tempo, permettere alle persone di tornare a percorrerlo.

È questa una delle sfide poste dall’intervento previsto nel Foro di Traiano, dove Roma Capitale sta lavorando alla sistemazione del piano di calpestio e alla valorizzazione della grande piazza forense.

L’intervento rientra nel programma del Centro Archeologico Monumentale e riguarda un’area di circa 5.000 m², riportata alla luce attraverso gli scavi giubilari del 1998-2000 e quelli di via Alessandrina terminati nel 2018. La struttura referente è la Sovrintendenza Capitolina e l’importo attribuito al progetto è pari a 1,22 milioni di euro di risorse Giubileo 2025.

Fonte: Comune di Roma

Proteggere il piano della piazza del Foro di Traiano

L’area conserva una porzione significativa della preparazione dell’antica pavimentazione e numerosi resti murari di epoca medievale.

La pavimentazione originaria della piazza era costituita da lastre in marmo bianco, successivamente rimosse. Gli scavi di via Alessandrina hanno documentato le impronte lasciate dalle lastre sulla preparazione sottostante.

Il progetto di Roma Capitale prevede una fase investigativa e analitica finalizzata al consolidamento strutturale e materiale dei manufatti edilizi esistenti e del piano di calpestio.

La documentazione ufficiale indica inoltre che gli interventi di restauro dovranno utilizzare tecniche e materiali compatibili con il contesto antico, con l’obiettivo di arrestare i fenomeni di degrado e mettere in sicurezza l’area.

Il tema non è quindi soltanto quello della conservazione archeologica, ma del rapporto tra protezione delle strutture esistenti e possibilità di fruire nuovamente degli spazi.

Un prodotto a base di resina per la protezione delle superfici

Un elemento nuovo dell’intervento è stato illustrato dal Sovrintendente Capitolino Claudio Parisi Presicce.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera il 3 ottobre 2026, per consolidare lo strato di preparazione rimasto dopo la perdita della pavimentazione marmorea sarà utilizzato un prodotto a base di resina, precedentemente sottoposto a test per verificarne l’efficacia.

Il prodotto dovrebbe essere applicato su larga scala con la finalità di proteggere la superficie e consentire nuovamente il passaggio dei visitatori. (Corriere Roma)

Non sono state rese note, nelle fonti pubbliche consultate, informazioni sufficienti per definire la composizione chimica del prodotto o descriverne in modo più dettagliato le caratteristiche prestazionali. È quindi corretto, allo stato delle informazioni disponibili, limitarsi alla definizione utilizzata dalla fonte: prodotto a base di resina destinato alla protezione e al consolidamento della superficie.

Un aspetto importante riguarda la manutenzione.

Parisi Presicce ha infatti precisato che l’applicazione dovrà essere rinnovata periodicamente e che l’intervento richiederà una manutenzione attenta nel tempo.

È un elemento significativo perché lega direttamente la futura fruizione dell’area alla necessità di programmare e controllare nel tempo gli interventi di conservazione.

Tornare a camminare alla quota del monumento

L’obiettivo dichiarato non consiste soltanto nel rendere accessibile una superficie.

La volontà della Sovrintendenza è permettere al visitatore di comprendere maggiormente la dimensione spaziale del complesso archeologico, osservandolo dalla stessa quota alla quale gli spazi venivano originariamente percorsi.

Parisi Presicce ha collegato questa scelta al criterio generale seguito negli interventi del Centro Archeologico Monumentale: riconnettere le diverse stratificazioni della città e avvicinare il pubblico al patrimonio archeologico. (Corriere Roma)

Nel Foro di Traiano la possibilità di tornare a percorrere la piazza consentirà quindi una percezione diversa rispetto alla sola osservazione da quote superiori o da percorsi esterni all’area.

Non solo superfici: il recupero della dimensione verticale del Foro

Il progetto ufficiale riguarda anche la percezione dell’architettura antica.

Roma Capitale prevede infatti la parziale ricostruzione degli elementi colonnati del portico orientale, utilizzando frammenti di colonne e basi rinvenuti durante gli scavi.

Altri interventi sono già stati avviati nell’area meridionale del Foro di Traiano. Roma Capitale descrive il progetto relativo all’area porticata sud come finalizzato alla salvaguardia e valorizzazione dei resti architettonici mediante restauro e parziali anastilosi, con l’obiettivo di migliorarne la fruizione pubblica.

Secondo le informazioni diffuse il 3 ottobre, due colonne frammentarie in marmo caristio nell’aula porticata meridionale sono già state rialzate, integrando le parti mancanti necessarie all’intervento; un’operazione analoga è prevista per altre due colonne.

La protezione delle superfici e il recupero di alcuni elementi verticali appartengono quindi a una stessa strategia: rendere maggiormente leggibile lo spazio antico senza separare la conservazione dalla fruizione.


Il Foro di Traiano come laboratorio di conservazione e fruizione

Il caso del Foro di Traiano mette in evidenza un problema centrale nella gestione del patrimonio archeologico.

Conservare significa necessariamente proteggere la materia esistente, ma la tutela deve confrontarsi anche con l’accessibilità, con il percorso dei visitatori e con la necessità di mantenere gli interventi nel tempo.

Nel progetto della piazza forense questi aspetti convivono: consolidamento dei manufatti esistenti, protezione del piano di calpestio, valorizzazione degli elementi architettonici e possibilità di restituire al visitatore una percezione più diretta degli spazi.

La manutenzione diventa così parte integrante della strategia di conservazione.

Ed è forse questo l’elemento tecnico più interessante dell’intervento: la fruizione di un sito archeologico non dipende soltanto dal restauro iniziale, ma dalla capacità di controllare e proteggere nel tempo ciò che viene restituito al pubblico.

Malte da Restauro

Con il topic "Malte da Restauro" vengono raccolti tutti gli articoli pubblicati sul Ingenio sulle malte da restauro e riguardanti la progettazione, l'applicazione, l'innovazione tecnica, i casi studio, i controlli e i pareri degli esperti.

Scopri di più

Materiali e Tecniche Costruttive

Con Ingenio approfondiamo con continuità e nei diversi aspetti che caratterizzano le tecniche costruttive. Con questo TOPIC raccogliamo tutte le news e articoli sull’argomento.

Scopri di più

Resina

I sistemi resinosi continui rappresentano una versatile gamma di soluzioni per la protezione e il miglioramento delle caratteristiche delle...

Scopri di più

Restauro e Conservazione

Con il topic "Restauro e Conservazione" vengono raccolti tutti gli articoli pubblicati che esemplificano il corretto approccio a quel sistema di attività coerenti, coordinate e programmate, dal cui concorso si ottiene la conservazione del patrimonio culturale.

Scopri di più

Leggi anche