Protezione dei lavoratori dai rischi dell'amianto: nuove regole
Il decreto legislativo 213/2025 attua la direttiva (UE) 2023/2668 che modifica la direttiva 2009/148/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un'esposizione all'amianto durante il lavoro. Si prevedono maggiore prevenzione, controlli rafforzati e nuovi obblighi per i datori di lavoro
Arrivano nuove e importanti regole per la sicurezza dei lavoratori, anche in cantiere, contro i rischi dall'esposizione all'amianto.
Il decreto legislativo 31 dicembre 2025, n. 213, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.6 del 9 gennaio e in vigore dal prossimo 24 gennaio, recepisce infatti la direttiva (UE) 2023/2668 e aggiorna in modo significativo il d.lgs. 81/2008, rafforzando le misure di protezione dei lavoratori esposti al rischio amianto.
Le modifiche incidono sul campo di applicazione, sulla valutazione del rischio, sui limiti di esposizione, sulle tecniche di monitoraggio, sulla formazione e sulla sorveglianza sanitaria, con un approccio più rigoroso e orientato alla prevenzione.
Estensione del campo di applicazione
Il decreto amplia l’ambito delle attività soggette alla disciplina sull’amianto, includendo espressamente, oltre a manutenzione, ristrutturazione e demolizione, anche la bonifica dei siti contaminati, lo smaltimento dei rifiuti, le attività estrattive e di scavo in pietre verdi, nonché gli interventi di emergenza e antincendio in contesti a rischio. La tutela si applica a tutte le situazioni lavorative in cui l’esposizione possa derivare anche solo potenzialmente.
Rafforzamento della valutazione dei rischi
Viene introdotto l’obbligo di valutare prioritariamente la rimozione dell’amianto rispetto ad altre soluzioni di gestione o manutenzione. Prima dell’avvio dei lavori, il datore di lavoro deve accertare in modo puntuale la presenza di materiali contenenti amianto, anche mediante operatori qualificati, soprattutto negli edifici antecedenti al 1992.
Nuovi obblighi di notifica e conservazione dei dati
La notifica preventiva agli organi di vigilanza diventa più dettagliata e può essere trasmessa anche in via telematica. Tra le informazioni richieste rientrano il numero dei lavoratori coinvolti, la loro formazione e la sorveglianza sanitaria. La documentazione relativa ai lavoratori esposti deve essere conservata per quarant’anni.
Limiti di esposizione e tecniche di misurazione
È confermato il valore limite di esposizione a 0,01 fibre/cm³ come media ponderata su 8 ore. Il decreto disciplina il passaggio graduale verso metodi di misurazione più avanzati: fino al 2029 resta utilizzabile la microscopia ottica, mentre successivamente sarà obbligatoria la microscopia elettronica, in grado di rilevare anche fibre molto sottili.
DPI, formazione e sorveglianza sanitaria
Si rafforzano gli obblighi sull’uso dei dispositivi di protezione individuale, in particolare delle vie respiratorie, e sulle procedure di decontaminazione. La formazione deve essere mirata alle specifiche mansioni e aggiornata sull’uso di tecnologie che riducono la dispersione delle fibre. La sorveglianza sanitaria diventa più strutturata, con controlli periodici e indicazioni sanitarie anche alla cessazione del rapporto di lavoro.
IL DECRETO LEGISLATIVO 213/2025 E' SCARICABILE IN ALLEGATO
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